31 dicembre 2007

Riepilogo di Dicembre

La foto a lato me l'ha "prestata" Barbara; è stata scattata il 16 dicembre, dopo una abbondante nevicata, sulla spiaggia di Pescara. Non è meravigliosa?

Tiriamo le somme degli inserimenti del mese...
Cosa ho cucinato: Menù di Natale di vegan3000, pizza semintegrale ai funghi, tortino di seitan, tiramisù, verdure miste al peperoncino, menù di Natale da veganitalia, omini di pan di zenzero, glassa per i dolci natalizi, seitan e patate in salsa di cocco, cavolfiore alle spezie, dado vegetale e albicocche secche.

Cosa ho letto: cucina vegetariana, La cucina etica facile.

Tarty: vi presento Pasha, il suo amore estivo!

Cosa vi segnalo: Nuovo libro su veganismo e infanzia - cercasi testimonianze; ho finalmente messo le etichette a tutti i post.

Questo è il riepilogo del mese scorso, Novembre 2007; questo invece è quello di Gennaio 2007.


Per chiudere in bellezza l'anno: ricordate? avevo scritto di voler restare un po' lontana da internet per immergermi nella vita vera. Non l'avessi mai detto.

Immediatamente mi è tornata la febbre alta, ho mal di gola, mal di testa e mi fanno male tutte le ossa; sto ciondolando per casa senza poter fare nulla (e se fosse per mia madre dovrei rintanarmi addirittura a letto), senza riuscire a studiare, senza poter cucinare e quasi senza mangiare perché tanto i sapori non li sento, deglutisco a fatica e lo stomaco è chiuso.

Spero di rimettermi presto perché altrimenti non riuscirò a preparare l'esame di latino per l'11 gennaio; non sarebbe una grandissima tragedia, perché posso sempre spostarlo a febbraio, ma mi seccherebbe dato che a febbraio avevo intenzione di prendermi 20 giorni di vacanza che, se mi salta questo primo esame, si ridurrebbero a una sola settimana, prima dell'inizio dei corsi...

Oddio, ma come facevo dieci anni fa ad essere contenta di avere la febbre? Detesto essere ammalata, è veramente frustrante, non posso studiare ma non posso nemmeno uscire e mi sento malissimo qualsiasi cosa faccia. Soprattutto le nottate, poi, sono orribili.

Ho ceduto alla tachipirina ma non sembra avere molto effetto e credo che il mio corpo avesse proprio bisogno di trovare questo sfogo, stavo covando questo malessere da settimane e in fondo lo sapevo che appena terminati i corsi mi sarei ammalata. Solo, speravo sarebbe finita prima.

Va bene, la smetto di lamentarmi: godetevi il vostro cenone (spero che sia vegan), la vostra serata fuori casa o qualsiasi altra cosa abbiate organizzato per festeggiare l'anno nuovo.

Da parte mia, i migliori auguri di felice 2008 a tutti.

28 dicembre 2007


Oddio, basta internet. Ho bisogno di un po' di vita reale.
Principe Verde? O Principessa Verde, forse è lì che sbaglio? Compagnia dell'anello di cipolla fritto? Persone vere per fare cose vere nella vita vera, dove siete?

(o anche no)

Ho aperto le mie conserve...

Qualche giorno fa ho aperto il vaso con le albicocche essiccate la scorsa estate...
Lungi dall'essere belle polpose come quelle che si trovano in vendita, le mie si erano ridotte a dimensione fatina di Celidonia... Credo di esserci andata giù pesante con l'esposizione al sole, ma avevo paura che ammuffissero!
Comunque, le ho idratate per una notte e sono tornate abbastanza "normali", sprigionando un profumo delizioso... le ho frullate con acqua per farne un succo, il sapore c'era tutto, ma mi aspettavo fossero più dolci.
Poco male... per fortuna imparo dai miei errori e la prossima volta cercherò di non farle abbrustolire in questo modo!

L'ultima volta che sono stata al supermercato mi sono messa a leggere l'etichetta di un cestino di frutta essiccata (fichi, mango, banana, albicocche, prugne e non ricordo che altro), veniva tutto da India, Thailandia e altri posti lontanissimi... ma possibile? Lo so che sicuramente ci deve essere qualcuno che produce e vende in Italia frutta cresciuta ed essiccata in Italia (magari non il mango!), ma che stress mettersi a cercare, a volte!

Altra conserva che ho aperto tempo fa è il dado vegetale, ottimo ma salatissimo, prima di usarlo bisogna eliminare la gran parte del sale e sciacquare verdure ed erbe in un colino tenendolo sotto il getto dell'acqua. Però l'aroma si è mantenuto molto bene e il rischio di muffe è praticamente impossibile.

Tutti in vacanza, voi? Io no... passata la febbre, iniziato a studiare, che cavolo di feste natalizie!

26 dicembre 2007

Seitan e patate in salsa di cocco

Immagino che vi sembrerà un accostamento azzardato e infatti l'ho assaggiato con molta cautela, ma in realtà è un piatto delizioso a condizione di servirlo ben caldo.

Per scaramanzia, però, le dosi sono per una sola persona.

Ingredienti: 100g di seitan morbido tagliato a tocchetti di media grandezza (circa 2 cm di lato), 2 spicchi d'aglio, il succo di mezzo limone, 1 cucchiaino di paprika dolce, 1 cucchiaino di curry, sale, pepe; 1 o 2 patate piccole, 1 cucchiaino di cannella, 1 cipolla; 100 ml di latte di cocco*; 3 cucchiai di olio di semi di arachidi.

Tritate finemente gli spicchi d'aglio ben puliti; mescolateli, in un contenitore, con la paprika, il curry, pepe e sale a piacere e il succo del limone. Aggiungetevi il seitan, 2 cucchiai di latte di cocco, mescolate bene e lasciate marinare per due ore.
Lavate e sbucciate le patate, e tagliatele a fette. Scaldate due cucchiai di olio di semi di arachidi in padella, unitevi la cannella, la cipolla tritata finemente e le fette di patate. Cuocete a fiamma media per 5 minuti, poi versate 5 cucchiai di latte di cocco e lasciate terminare la cottura a fiamma bassissima.
Togliete le patate dalla padella, versate l'olio rimasto e cuocetevi il seitan, a fiamma media, per qualche minuto; unite poi il latte di cocco rimanente e servite insieme con le patate.

*Se non volete acquistare il latte di cocco confezionato, potete ricavarlo da una noce di cocco fresca oppure, come ho fatto io, dal cocco secco (o in scaglie o grattugiato o farina di cocco che dir si voglia).
Ingredienti: circa 40 g di farina di cocco, 100 ml o poco più di acqua. Versate il cocco nell'acqua, lasciatelo reidratare per circa 20 minuti, poi tritatelo finemente nel frullatore fino a ridurlo in crema, aggiungendo altra acqua se necessario.

Qualcuno ha mai visto in circolazione farina o latte di cocco del commercio equo e solidale?

24 dicembre 2007

Tarty e Pasha - amori clandestini

Il 22 di Agosto, al ritorno dalle vacanze, scrivevo quanto segue.
Tarty si è innamorata. Da quasi 25 giorni non mi faccio una dormita come si deve; quando sono tornata in campeggio ho trovato la mia gatta impazzita, dedita a fughe giornaliere e smanie notturne causate da un signor gatto che alle 5 esatte veniva a miagolarle la corte proprio sotto alla mia finestra.
Niente da fare, non c'era modo di trattenere Tarty in roulotte; alle 5 la mettevo fuori e cercavo con un occhio di riaddormentarmi (invano) e con l'altro di sorvegliare i due felini.
Miagolii di ogni sorta, soffi, fughe e zampatine, finché... scocca la scintilla. Tarty e Pasha vengono ripetutamente avvistati mentre crocchiano Amì dalla stessa ciotola.

Si scoprirà poi che Pasha non è un gatto randagio, ma di una signora che pensa bene tutte le estati di liberarlo appena arriva in campeggio, per riprenderselo solo al momento di tornare a casa. Per evitare che io strozzi la suddetta signora, una delegazione di campeggiatori insonni (le serenate feline, si sa, sono molto rumorose) sfodera la propria diplomazia e Pasha non si farà più vedere, spezzando il cuore di Tatina.


In esclusiva, riesumato per voi dalla digitale, il video dei due piccioncini!

video
Video

Lo so che non sembra granché, ma si erano appena dati un bacino felino e vi assicuro che per gli standard di Tarty quell'altro gatto era molto, molto vicino...

Ps: io ho ancora la febbre, non sto quasi cucinando e ancora meno sto mangiando, mi brucia la gola, ho mal di testa, mi dolgono le ossa e ho la cucina piena di tristissimi pezzi di cadaveri.

Buon Natale...

22 dicembre 2007

Glassa dei dolci natalizi

Quest'anno ho preparato nuovamente i dolci natalizi, quelli presenti nel Menù, soltanto che invece di rivestirli con la cioccolata li ho ricoperti con la tradizionale glassa al cacao.
Beh, dal punto di vista salutistico mi sa che era molto meglio (o meno peggio) ricoprirli di cioccolata, però qui si fanno così, ed ho voluto mettermi alla prova per capire fino a che punto l'imitazione fosse riuscita...
Ecco, non vorrei sembrare arrogante, ma dopo due giorni di riposo i miei dolcetti erano assolutamente indistinguibili da quelli comprati in negozio.

Ho dovuto minacciare inaudite violenze per tenere lontani i miei genitori dai dolci ma stavolta CE L'HO FATTA e quindi, ecco a voi le nuove foto dei Pullece e' monaco e dei Mostaccioli.
La ricetta dell'impasto, come ho già detto, è quella pubblicata nel Menù; per la copertura, invece...

Ingredienti: zucchero fondente (io l'ho comprato nel negozio di articoli per pasticceria, si può anche preparare in casa), cacao amaro in polvere.

Fate fondere a bagnomaria lo zucchero e mescolatevi qualche cucchiaio di cacao in polvere, a piacere (io ho usato 150 g di zucchero e circa 4 cucchiai di cacao). Quando lo zucchero risulterà completamente fuso e il cacao ben amalgamato, tuffate nel pentolino i dolci, rigirandoli per coprirli ben bene di glassa (e pensare che l'anno scorso mi ero sbattuta a spennellare dolcetto per dolcetto, mentre avrei potuto fare la stessa identica cosa con la cioccolata fusa!); recuperateli con una pinza e poneteli poi a sgocciolare su una gratella da cucina. Prima che i pullece e' monaco asciughino, cospargeteli di diavolini, e lasciate poi solidificare. Potrebbero volerci un paio di giorni per una perfetta asciugatura...

Io ho aggiunto allo zucchero anche qualche quadretto di cioccolata fondente. So che l'idea di tutto quello zucchero puro è da brivido, però, insomma, è Natale, il che non è una giustificazione, ma riesce a far comunque sentire meno in colpa... Il mio cervello SA che lo zucchero, anche quello di canna, è quasi un veleno, ma a volte lo sgarro mi ci vuole proprio. Mi resta comunque il fortissimo dubbio che se riuscissi ad essere ancor più costante nell'evitare lo zucchero e nel consumare cereali integrali, non annegherei in cambiamenti d'umore repentini come quelli che ho vissuto recentemente. Qualcuno sa mica se sia possibile preparare una glassa meno micidiale di questa?

PS: Mi è venuta la febbre. Era prevedibile, probabilmente ce l'ho da giovedì ma sono comunque dovuta andare a seguire i corsi all'università; adesso mi godo il calduccio di casa, il mio romanzo e la cucina. Ho voglia di omini di pan di zenzero ed esperimenti con la glassa colorata (masochismo?).

20 dicembre 2007

Cavolfiore alle spezie

Ingredienti: 1 cavolfiore non troppo grande, un cucchiaino di curcuma, 1/2 cucchiaino di curry, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva, un pizzico di sale.

Lavate il cavolfiore, dopo aver tolto le foglie esterne, e dividetelo a cimette. Cuocetele al vapore finché saranno tenere ma ancora croccanti e lasciatele asciugare per qualche minuto.
Nel frattempo, scaldate in una padella l'olio e versatevi le spezie e un pizzico di sale; questa breve tostatura aiuterà le spezie a sprigionare tutto l'aroma. Aggiungete il cavolo, girate bene per qualche minuto e servite caldo.

E' davvero saporito.

19 dicembre 2007

Omini di Pan di Zenzero

Quest'anno sono stata letteralmente ossessionata dagli Omini di Pan di Zenzero.

Prima hanno iniziato a parlarne nei forum, poi sui blog, poi sono uscite le ricette in diversi giornali e nel giro di una settimana gli Ominidipandizenzero hanno monopolizzato la mia vita. Ero l'unica a non aver mai assaggiato un Ominodipandizenzero, e a non aver ancora preparato per Natale gli Ominidipandizenzero e tra l'altro, cosa gravissima, nemmeno possedevo un taglia pasta a forma di Ominodipandizenzero. Il delirio.

Fortunatamente, sabato scorso ho comprato al primo colpo il mio tagliabiscottidipandizenzero, e mi sono messa all'opera.

Ingredienti per circa 20 biscotti: 200 g di farina, 100 g di zucchero di canna, 20 g di malto di riso, 5 g di cremor tartaro, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 5 cucchiai di olio di mais, un pizzico di sale.

Mescolate gli ingredienti secchi e aggiungetevi poi quelli fluidi, lavorando l'impasto in una specie di pasta frolla. Se vi sembra necessario, aggiungete un altro po' di olio. Stendete la pasta sottilmente col matterello, tagliate i biscotti e infornateli in forno ben caldo a 180° per circa 15 minuti.

Ora, io volevo decorare i miei biscotti come Gingy, The GingerBread Man di Shrek. Mi sta troppo simpatico!
Però, al di là del fatto che le decorazioni di glassa sono in pratica solo zucchero, mi spaventava l'idea di dover ricorrere a dei coloranti...
Qualcuno di voi ne usa di naturali? Per esempio so che l'arancione si può ottenere con succo d'arancia e simili... Voi ci avete mai provato?

17 dicembre 2007

Appello - Nuovo libro su veganismo e infanzia

Cerchiamo testimonianze di genitori veg per un nuovo libro su alimentazione e ricette vegan per l'infanzia.


Vi informiamo che è appena partito il progetto di un nuovo libro di alimentazione e ricette vegan per l'infanzia, per il quale stiamo raccogliendo le esperienze dei genitori veg nel crescere i propri bimbi seguendo un'alimentazione a base vegetale.

Quest'area, nel panorama editoriale italiano, è tuttora piuttosto scoperta e non contempla testi specifici in grado di aiutare in cucina chi decide di avere figli e di crescerli vegan.

Molti genitori si trovano spesso ad affrontare questa grande esperienza senza un supporto adeguato. Per questo stiamo raccogliendo le loro esperienze, sia quelle positive che quelle problematiche, per cercare di fornire poi i consigli e le soluzioni più adatti alle varie circostanze.

Il nostro appello è quindi rivolto a tutti i genitori veg che stanno crescendo o hanno già cresciuto i propri figli con un'alimentazione vegana, ma anche vegetariana.

Se siete interessati a collaborare, aiutando in questo modo tanti altri futuri genitori e bimbi veg, vi sarà richiesto un impegno veramente minimo: contattandoci all'e-mail indicata di seguito riceverete un questionario - a cui potrete eventualmente aggiungere ulteriori informazioni che ritenete utili anche per altri genitori, nonché esporre richieste o dubbi ai quali non avete ancora trovato risposta.

Fate girare tranquillamente il nostro appello anche tra altri genitori veg che conoscete.

Naturalmente tutte le esperienze raccolte resteranno anonime e verranno gestite nel pieno rispetto della privacy.

La vostra collaborazione ed esperienza come genitori veg sono estremamente preziose e ci aiuteranno a fornire un importante strumento di supporto e a sciogliere i dubbi e le difficoltà dei tanti (speriamo) genitori vegan italiani.

Non solo: saranno molto utili e gradite anche le ricette dei piatti preferiti dai vostri bimbi!


Per ulteriori info e chiarimenti contattateci senza impegno all'e-mail info@vegan3000.info.

Grazie! Surprised



Questo nuovo libro sarà curato da:

Michela De Petris
Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Incarico di Medico Ricercatore in studi di intervento alimentare presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Membro di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), del Comitato Medico Scientifico dell'Associazione Vegetariana Italiana (AVI) e dell'Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA).
Specialista in alimentazione vegetariana, vegana, macrobiotica ed in ambito oncologico.


Emanuela Barbero
Ha ideato e gestisce dall'anno 2000 il sito www.vegan3000.info, il primo in Italia dedicato alla cucina e all’alimentazione vegan, con una media di circa 2.500 visitatori unici al giorno.
Nel 2003 presso le Edizioni Sonda ha pubblicato, con Alessandro Cattelan e Annalaura Sagramora, "La cucina etica", giunta alla sua quarta edizione.
Nel 2005, sempre presso le Edizioni Sonda, con la dott.ssa Luciana Baroni ha pubblicato "Curarsi con la cucina etica".
Nel 2007 ha pubblicato "La cucina etica facile", appena uscito con le Edizioni Sonda.



Ora... poiché si spera che un giorno io finisca di studiare , trovi un lavoro , ed essendo comparso il Principe Verde (versione ecologista di quello Azzurro) all'orizzonte smetta di fare la maglia da sola per dedicarmi ad altre attività... (il tutto non necessariamente in quest'ordine!), vi prego di far girare il più possibile il messaggio scritto sopra, così quando arriverà il momento critico saprò già cosa fare!

Quindi, miei blogger, lettori, admin o moderatori, dovunque vi sia possibile, postate questo messaggio, giratelo, divulgatelo; cerchiamo di dargli la massima diffusione. So che i genitori vegan sono pochi e ancora meno quelli che stanno crescendo da vegan o vegetariani i propri figli, ma proprio per questo è importante raggiungerne il maggior numero possibile! Confido in voi!

E già che ci siete... se volete, potete anche segnalare Alimentazione vegetariana e vegan nell'infanzia di ForumEtici, ancora agli inizi ma al vostro servizio. Al lavoro!

16 dicembre 2007

Menù di Natale di VeganItalia

Un Natale veramente senza crudeltà, anno sesto

Il Natale senza crudeltà 2007 parla solo italiano. Le preparazioni scelte da Vegan Italia per comporre il menu vegan delle feste 2007/2008 annunciano fin dagli antipasti la loro appartenenza alla tradizione del nostro Paese, proseguono con un classico dei primi piatti - i tortellini delle feste - e con un altro appena impreziosito da qualche ingrediente esotico, ma sempre ispirato alle nostre pietanze più tipiche. Anche il secondo è legato, fin dal nome, alla tradizione culinaria italiana, e fa riferimento alla località piemontese dove il 14 giugno 1800 Napoleone Bonaparte - che ne amava la versione con ingredienti animali - sconfisse gli austriaci. Per contorno ci sono due classici della cucina invernale del nostro Sud, l'insalata di rinforzo, immancabile sulle tavole festive partenopee, e i broccoli saltati. La proposta di Vegan Italia si conclude con due dolci: il corposo Pangiallo romano e i deliziosi Biscottini allo zenzero.


Il Menu proposto per la quinta edizione è il seguente:
Insalata di arance e finocchi
Bocconcini mediterranei
Tortellini delle feste
Maccheroni con le noci
Seitan alla Marengo
Broccoli saltati
Insalata rinforzante
Pangiallo
Biscottini allo zenzero



Potete consultare le ricette cliccando qui.

Io sono di passaggio e di corsa... ho mille ricette e post arretrati le cui bozze però non riesco a completare; proprio nell'ultima settimana di corsi mi ritrovo a dover andare all'Università per ben tre giorni extra; fortunatamente venerdì alle 14 sarà finito tutto e questo mi provoca un sollievo immenso...

Spero di riuscire a inserire qualche altra ricetta prima di quella data, però!

15 dicembre 2007

La cucina etica facile

Avete preso la decisione di adottare un’alimentazione vegan, ma non sapete bene da dove cominciare e come organizzarvi? Siete curiosi di sperimentare una cucina senza carne, né derivati animali, ma temete anche di dovervi cimentare con ingredienti nuovi e poco familiari? Non avete esperienza con pentole e fornelli, né molto tempo a disposizione? Le Edizioni Sonda vi propongono un ricettario completamente nuovo con ricette per una o due porzioni, concepito per i single, per gli studenti o per quelli che vivono in una famiglia in cui altri membri non sono vegetariani.
Il numero delle persone che in Italia decidono di cambiare le proprie abitudini alimentari, diventando vegan, è in costante crescita. Diventare vegan è una scelta dettata da una maggiore consapevolezza, compassione e rispetto verso le altre specie viventi, verso il pianeta, verso se stessi e la propria salute. Questo libro vuole aiutare a prendere consapevolezza che cambiare alimentazione non è una rinuncia: così, per esempio, nei capitoli intitolati 10 passi per cambiare con successo e lo schema di transizione in 10 settimane si cerca di affrontare una serie di difficoltà pratiche, per scoprire che iniziare una nuova alimentazione e stile di vita può essere semplice e appagante. Come fare bene la spesa imparando a risparmiare, e come riorganizzare la cucina e la dispensa in modo funzionale alle proprie esigenze alimentari e di tempo, danno ancora ottimi suggerimenti per imparare a gestirsi al meglio.

Oltre 220 ricette che spaziano dall’antipasto al dolce, da eseguire a passo a passo con tutte le indicazioni utili e i suggerimenti per variare secondo la stagione e la disponibilità degli ingredienti. Per ogni ricetta sono stati indicati il livello di difficoltà, il tempo richiesto nella preparazione e anche la fascia di costo. Ogni piatto è stato concepito per essere preparato nelle dosi più «pratiche», è stato cioè «ottimizzato» in base ai tempi e agli ingredienti necessari, così da poter essere preparato una tantum e venire poi eventualmente utilizzato più volte, anche riscaldato.
Arricchiscono il volume le numerose immagini a colori e 6 menù completi da preparare in occasione di feste e ricorrenze, ma anche nei momenti speciali, da gustare in compagnia di amici e parenti. Tanti golosi suggerimenti per preparare ogni giorno una sana colazione, panini e snack rompidigiuno a casa e in occasione di picnic ed escursioni in montagna.

Eh... che altro aggiungere?
Il libro è carino e coniuga molto bene la sezione dedicata alle ricette con quella più generale sulle "lezioni di cucina", che credo saranno molto utili proprio a coloro ai quali il testo si rivolge: studenti, single e in generale chiunque non abbia molto tempo e una grande esperienza ai fornelli. Se state cercando un ricettario vegan facile, accattivante ma anche abbastanza completo, è quello che fa per voi; se invece vi sentite già pronti per qualcosa di più impegnativo... buttatevi direttamente sulla Cucina Etica!
Penso che valga la pena di comprarlo, soprattutto per regalarlo; si sa che molto spesso il modo per persuadere onnivori recalcitranti è prenderli per la gola...

Inoltre, sono molto orgogliona di dire che ci sono anche alcuni miei contributi quindi se volete giuggiolare con me, siete i benvenuti.

Potete ordinare il libro attraverso AgireOra Edizioni, il ricavato della vendita sara' devoluto come donazione a SSNV.

Emanuela Barbero
La cucina etica facile. Ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo
Sonda
pp. 200
€ 14,00

13 dicembre 2007

Verdure miste al peperoncino

Ingredienti: 1 kg tra melanzane, peperoni, zucchine e cipolle; 2 peperoncini rossi secchi, origano, olio extravergine d'oliva, 500 ml di aceto di vino bianco, sale.

Lavate e mondate accuratamente le verdure; sbucciate le cipolle e tagliatele ad anelli; tagliate le altre verdure a listarelle sottili. Portate ad ebollizione 1 litro e 1/2 di acqua con l'aceto e un pizzico di sale; scottatevi le verdure per 5 minuti, poi scolatele accuratamente su un canovaccio, tamponandole. Fatele asciugare per una giornata, allargandole bene e riparandole dalla polvere.
Disponete le verdure nei vasi, unitevi i peperoncini tritati, origano e coprite d'olio fino al bordo. Si conservano per 6 mesi.

Sono buonissime! Mamma suggerisce di chiamarle "verdure miste dell'Alzheimer" perché si ritrova questo barattolo in dispensa e non si ricorda di averle preparate (vi fa venire in mente niente?); ho suggerito una propagazione spontanea a partire dagli altri barattoli ma non mi crede...
Il dibattito è restato aperto per una settimana, perché sono talmente buone e delicate che non sembrano fatte da lei (parole sue!) ma alla fine forse le è venuto in mente il momento della preparazione (c'è ancora speranza, quindi).

12 dicembre 2007

Tiramisù "quasi quasi è come l'originale"

Non mi chiedete eccessiva precisione nell'indicazione degli ingredienti perché l'ho preparato in fretta e furia, se non erro mentre stavo panificando e preparando non so che altro e prima di andare da qualche parte a fare qualche cosa (ho una memoria prodigiosa!). Insomma, ero completamente elettrica e quando sono elettrica mi distraggo facilmente.
Come da titolo, sono rimasta sorpresa dalla bontà di questo tiramisù e dalla sua somiglianza con l'originale; c'è ancora qualcosa da mettere a punto ma ci stiamo avvicinando...
Alla base, c'è lo yogurt "sgocciolato" di wonderzdora, proposto però in versione dolce. Devo ammettere che con quel "giochino" WZ mi ha aperto un mondo!

Ingredienti per un tiramisù 10x20 cm in due strati: 3 vasetti di yogurt di soia bianco, possibilmente autoprodotto; un cucchiaio colmo di zucchero di canna, integrale; fette biscottate; una tazza di caffé, anche d'orzo, leggermente zuccherato e allungato con acqua secondo le preferenze; cioccolato grattugiato per guarnire.

Versate lo yogurt in un fazzoletto di stoffa e lasciatelo sgocciolare, sospeso in un barattolo nel frigorifero, per circa 6-8 ore, rigirandolo ogni tanto con un cucchiaino. Non gettate il siero che resterà nel contenitore: credo di aver letto, sempre sul sito di WZ, che è ottimo per panificare e può sostituire il latticello nelle ricette che lo prevedono.
Versate lo yogurt in una ciotola capiente, unite lo zucchero e sbattete con una frusta, meglio se elettrica, per qualche minuto, finché diventerà leggermente spumoso. Rimettete in frigorifero. Intingete le fette biscottate, meglio se tagliate in due, nel caffé, inzuppandole ben bene e adagiatele su di un vassoio o in un contenitore; versatevi sopra la crema di yogurt, coprite ancora con le fette biscottate, uno strato di yogurt e decorate con la cioccolata grattugiata.

Il sapore acido dello yogurt si sente solo leggerissimamente, aggiungete più zucchero per eliminarlo del tutto. Se non lasciate fermentare troppo a lungo lo yogurt, riuscirà una crema molto dolce.
Se poi volete strafare, coprite l'ultimo strato con panna di soia Soyatoo ben montata!

11 dicembre 2007

ETICHETTE

Eccoci qui.
Dopo attento studio e riflessione ho completato l'attribuzione delle etichette.
Il criterio seguito mi sembra sufficientemente logico anche se ovviamente è soggettivo, quindi non vi resta che iniziare a curiosare; col tempo probabilmente provvederò ad attribuire altre etichette, oltre a quelle già date, crearne di nuove eccetera; per ora è tutto un po' provvisorio.
Inserirò il link a questo post nella colonna a destra, in una posizione ad alta visibilità, così potrete sempre tenere d'occhio gli aggiornamenti.
I collegamento sottostanti NON si aprono in una nuova pagina, li modificherò quanto prima per far sì che ciò avvenga ma per ora dovete pensarci voi. Buona consultazione!

A quattro zampe, Alimurgia, Assorbenti di stoffa, Assorbenti ecologici, Autoproduzione del seitan, Autoproduzione del tofu, Balconaggio, Bevande, Biscotti, Carnevale, Cd di ricette, Compost, Conserve, Contorni, Cous cous, Creme dolci, Crepes e simili, Crepes salate, Croccanti, Crostate, Cucina solare, , , , , , , , Farro decorticato, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Pasta integrale, , , , , , , , , , , , , , , , , , , Tecniche di cucina e ricette di base, , , , , , , .

Ps: se avete dei commenti... scriveteli nei commenti!

10 dicembre 2007

Tortino di seitan

Era soltanto un piccolo esperimento, essendomi avanzato del seitan tritato dalla preparazione dei ravioli di qualche settimana fa ho pensato di preparare questa torta salata.
[Non è che ho il seitan in frigorifero da 15 giorni, eh, l'avevo congelato]
Io mi sono limitata a metterci dentro solo il seitan, ma mi sarebbe piaciuto provare a mescolarvi un po' di funghi e piselli e magari un cucchiaio o due di panna di soia... Comunque sia, quella che vedete è l'unica fetta rimasta dopo il passaggio di mia madre. Due sono le ipotesi: la mia cucina sta migliorando giorno dopo giorno oppure devo aver starnutito su mamma attaccandole momentaneamente il veganismo.

Ingredienti: 500 g di farina, 100 g di olio extravergine d'oliva, un pizzico di sale, 150 g di acqua, 250 g di seitan tritato e insaporito con sale, pepe, noce moscata.

Mettete l'olio in frigorifero per qualche ora. Disponete la farina a fontana e versatevi l'olio, un pizzico di sale e l'acqua. Mescolate velocemente, senza lavorare troppo l'impasto; riunite tutte le briciole in un solo composto e mettetelo in frigorifero per circa un'ora, avvolto in un panno.
Stendete poi la pasta, foderatevi uno stampo, riempite col ripieno e coprite con la pasta restante.

E' una ricetta che ho realizzato a occhio quindi se avete suggerimenti, sono i benvenuti.

08 dicembre 2007

Pizza semintegrale ai funghi

Ingredienti: 300 g di farina tra raffinata e integrale, 100 g di pasta madre, 1 cucchiaino di sale fino, acqua q.b.

Mescolate la farina e il sale, impastate con l'acqua e incorporate la pasta madre.
Lasciate lievitare, coperto da un canovaccio umido, in un luogo riparato, per circa 4-5 ore, quindi stendete l'impasto in una teglia e lasciate lievitare ancora un'ora. Stendetevi sopra la salsa di pomodoro (non devo mica mettere la ricetta della salsa di pomodoro?) e un barattolo di funghi trifolati (ne ho avuto abbastanza di cucinare i funghi!) e infornate per 30 minuti a 200°.

Se volete vedere altre pizze vegan, reggetevi forte e cliccate qui.

07 dicembre 2007

Cucina vegetariana 2

Ne avevo parlato circa un anno fa...
Anche se questa rivista non mi soddisfaceva molto, mi dispiace comunque dover dire che purtroppo, esattamente come La mia cucina vegetariana, non la pubblicano più. O almeno, non stanno uscendo nuovi numeri, però, se ingrandite la fotografia qui accanto, vi accorgerete che la definizione, in basso a sinistra, è cambiata: adesso c'è scritto che è un periodico trimestrale e che è uscito proprio ora, per Dicembre - Gennaio - Febbraio.

Si tratta pur sempre di una ristampa, ma insomma, se andate in edicola e chiedete espressamente, con un po' di fortuna potrete ugualmente trovare i primi tre numeri della rivista, venduti insieme, a un prezzo abbastanza vantaggioso.
Restano valide le personali considerazioni espresse altrove (rapporto qualità/prezzo non molto convincente - ma questo valeva per il singolo numero; presenza di ricette vegetariane non veganizzabili; taglio degli articoli un po' da “rivista femminile”); però, si tratta sempre di un passo in avanti e sicuramente è meglio sfogliare questo periodico che non i vari Cucinare bene o simili, zeppi di tagli e tranci di poveri animaletti - e che trasmettono a chi li stampa il seguente messaggio: mi piace quello che proponi, quindi lo acquisto.
Tutto sommato presenta degli spunti e si legge con piacere, "dimenticare" qualche copia dal parrucchiere è sicuramente una mossa vincente per far conoscere a chiunque il mondo della cucina vegetariana.

Ps: si capisce quello che volevo dire? ^-^ Ho dovuto scrivere il post in un momento di estrema stanchezza e temo di essere stata poco chiara...

04 dicembre 2007

Campagna "Diffondi lo spot!" - Pacchetti della felicità ForumEtici

Concisamente, vi segnalo due iniziative, l'una impegnata, l'altra divertente.

"Diffondi lo spot!" è la nuova campagna di AgireOra per salvare animali, diffondendo informazioni attraverso degli spot a tema animalista trasmessi via radio.
Molte radio prevedono infatti degli spazi nel loro palinsesto per inserire spot audio gratuiti di associazioni non-profit: scrivete alla redazione della vostra radio locale preferita, chiedendo di mandare in onda uno degli spot. Potete ascoltarli e saperne di più qui.

Conoscete i Pacchetti della felicità, di Fiordizucca? In pratica, i blogger che aderiscono, pur non conoscendosi di persona, si scambiano dei regali nel periodo natalizio, spedendosi dei pacchetti con la posta. E' un'idea che mi piace molto; non so se li organizzerà anche quest'anno, ci avevo perso la speranza ma forse è soltanto troppo presto, ma comunque sia Annika ha proposto qualcosa di simile su ForumEtici, quindi, se volete partecipare leggete qui. Io sono già iscritta!

Ah già, hinikko mi ha gentilmente regalato il pulsante per i feed RSS che vedete qui accanto. Io i feed ce li avevo già attivi da quando ho aperto il blog, solo che non l'avevo mai segnalato.
Se avete altre richieste, fatemele presenti e le prenderò in considerazione.

E ora, se ve l'eravate perso, andate a leggere il Menù di Natale 2007 di Vegan3000!

Menù di Natale da Vegan3000

Anche quest'anno vi proponiamo il nostro consueto Menù di Natale con tante proposte ricche e irresistibili!
Il vero spirito del Natale non è quello del consumismo, ma è soprattutto quello dello spirito della vita, per cui sarebbe davvero bello che venisse celebrato nel pieno rispetto della vita di tutti gli esseri senzienti: il nostro invito per le prossime feste è dunque quello di adottare un menù cruelty-free.
Come sempre vi invitiamo caldamente a stampare e diffondere il più possibile il Menù di Natale che abbiamo preparato e a proporlo voi stessi in occasione delle prossime feste, grazie!

Buone Feste a tutti!!!

Menù di Natale 2007 (volantino in pdf, a colori, formato A4 fronte/retro) e versione on line (senza fotografie).

Vi ricordiamo che sul sito vegan3000 nella sezione Menù per le Feste ci sono numerosi altri menù festivi e per tante occasioni speciali.




Per chi ancora non lo sapesse, ho curato io il Menù di Natale 2007. Qui sopra potete scaricarne la versione fèscion, ma io vi devo anche raccontare un po' di retroscena...


Sabato pomeriggio. Dopo essere tornata distrutta dall'università, mi aggiro per Castellammare come una pazza psicopatica e insonnolita, riuscendo a sembrare contemporaneamente in preda a intossicazione da caffeina e sul punto di cadere addormentata sul bancone del fruttivendolo. O meglio, dei fruttivendoli, perché nella foga degli acquisti uno solo non mi basta e me ne giro almeno tre o quattro, svolazzando di qua e di là per acquistare le verdure più disparate (la metà di esse non rientra in questo menù, tranquilli, ma ce le dovevo avere in frigorifero, per sicurezza).

Torno a casa e trascorro la serata, carta e matita alla mano, parlando da sola: "e se in questo ci metto questo? no, poi non va bene con questo... e se facessi quello? uhm, però devo togliere quell'altro...". Il gatto, con i suoi occhi dorati e beffardi, mi osserva; poi mi fa l'occhiolino, si stiracchia e si mette a ronfare. Mi addormento e ancora non so cosa cucinerò e soprattutto se cucinerò, perché sto aspettando di sapere se un impegno più importante, previsto per l'indomani sera, mi è stato spostato o meno.

Domenica mattina. L'impegno mi è stato rimandato e allora, con tranquillità, inizio a preparare qualcosa per la cena, cullandomi nell'illusione che ci sia tempo a sufficienza per fare tutto. Telefono alle mie amiche per confermare l'invito e pam!, mi ritrovo già con una commensale in meno. Ma resto speranzosa.

Domenica pomeriggio. Svuoto il frigorifero sul tavolo e inizio a fare dei mucchi di verdure e altri ingredienti, suddividendoli per portata. Se distolgo gli occhi dal tavolo non mi ricordo più cosa avevo deciso di cucinare e quindi resto a fissarlo ad occhi sgranati.
Drammatico problema: alcuni ingredienti sono in comune a diverse preparazioni, e un principio di dissociazione della personalità viene risolto in extremis creando una serie di piccoli sottogruppi di ingredienti. C'è comunque talmente tanta di quella roba sul tavolo che non mi ricordo a cosa mi serviva e a nulla serve chiedere aiuto a mia madre, non ha la più pallida idea di quale catastrofe stia per abbattersi su di lei. Io inizio a chiedermi se riusciremo mai a mangiare tutto. Mah.

Poco dopo. Ho bisogno di sgombrare il mio campo visivo così inizio a pulire le verdure e tagliarle; preparo quelle da friggere e le metto da parte sul piano cottura; divido equamente i funghi per il rotolo e quelli per la salsa e inizio a lavarli, con un panno bagnato, uno per uno. Per evitare di romperli, l'operazione deve essere condotta con calma e delicatezza. Ci metto tre quarti d'ora, poi mi domando chi me l'ha fatto fare: tanto li devo comunque tagliare a fettine! Mi vendico sui funghi tagliandoli a fettine sottilissime. Magra consolazione, sono solo una spietata assassina di funghi ed è maledettamente TARDI.

Sono le 17 e le mie amiche arriveranno due ore dopo. Non ho preparato praticamente nulla, ma ho i ceci sul fuoco, i funghi che friggono e le verdure sul tavolo mi fanno ciaociao con la manina, sadiche.
Prendo la semola e inizio a impastare. Poi mi ricordo di aver dimenticato di scongelare il seitan, imbratto il freezer di pastella e lo metto sulla pentola calda (il seitan, non il freezer) per guadagnare tempo. Poi mi ricordo anche di aver dimenticato di preparare la pastella per le verdure, finisco di impastare la semola e metto mano alla pastella.
Ormai metà della cucina è cosparsa di pastella, semola, farina e pasta e ho ancora il tavolo pieno di verdure che fanno ciaociao.

Sono le 18 e mi metto a passare i ceci per il rotolo. Mentre con le dita sto schiacciandoli sul fondo del passaverdure, telefona l'altra mia amica e mi chiede se mi dispiace tanto se non viene. Non so, mi chiedete sempre quando vi preparerò una cena "vega", ne ho parlato per due settimane, ci ho pensato per due settimane, ho comprato quintali di roba e sto cucinando da ore e ore... Certo che non mi dispiace! Rispondo con cortesia ed educazione, riaggancio elegantemente mordendomi la lingua e poi, desolata, giro lo sguardo sulla cucina. La verdura fa ancora ciaociao, il fritto misto ingombra il piano di marmo, sparso in ciotole e ciotoline, le bucce dei ceci sono volate dovunque, il seitan sgocciola scongelandosi in un angolo, e i funghi stanno per attaccarsi alla padella. Ma non è il momento di perdersi d'animo.

Telefono all'amica numero 3 e l'avverto che se intende tirarsi indietro... ora o mai più! Per fortuna la sua fedeltà non viene meno, neanche alla prospettiva di trascorrere una intera serata con mia mamma, mio padre, mio fratello e Tarty. Vado a informare i suddetti familiari che quella sera cucino io e quindi qualsiasi cosa avessero in mente di mangiare, se la scordino... Il mestolo agitato minacciosamente li persuade "di buon grado".

Sono le 18.30, estraggo l'impasto di semola dal frigorifero, stendo le sfoglie, preparo il seitan e inizio a formare ravioli su ravioli alla velocità della luce. Li metto su un vassoio e lo poggio su una sedia (perchè sul tavolo, sì, ci sono sempre le verdure ciaociao). Inizio a sudare freddo mentre l'orologio ticchetta implacabile.

Alle 19, il ripieno del rotolo di ceci è pronto; i funghi per la salsa quasi, i ravioli ci sono... insomma, ho il primo e il secondo, ma non l'antipasto né le verdure del contorno. Niente panico, l'antipasto si prepara sempre alla fine, vero? VERO?

Ore 19 e rotti, suona il citofono. Faccio salire la mia amica che mi trova vestita con abiti leggeri (perché cucinare mi fa venire caldo), i capelli raccolti sobriamente in una treccia, con addosso il grembiule della VegPyramid (perché se cucino indossando qualcosa di carino, mi rovescio addosso di tutto) e cosparsa di farina, bucce di ceci e pezzi di verdura. Sospetto di sembrare una psicolabile mentre farfuglio "in alto mare, ciccia, sono ancora in alto mare!" ma l'amica non ci fa caso (le piace Oceano mare). Come se non bastasse, il suono del campanello sveglia Tarty, la quale, non essendole consentito di uscire per le scale, parte in esplorazione del tavolo, zigzagando agilmente tra le verdure, il pacco della semola e le stoviglie sporche. Fortuna che nel tempo necessario a farla scendere non le parta uno dei suoi poderosi starnuti.

45 secondi dopo, i miei tornano dalla Messa; mio padre fortunatamente si eclissa, mamma trascorrerà la serata pronunciando esclusivamente queste due frasi, alternandole tra loro:
1) Posso darti una mano?
2) Perché quello non lo fai domani?
Inizio a dare i primi segni di cedimento nervoso e strutturale (ho il braccio destro addormentato e sono insensibile dalla vita in giù).

Alle 20 faccio bollire il brodino, che deve essersi preparato da solo perché io non ricordo quando l'ho fatto; preparo anche il rotolo perché ci vuole tempo per la cottura, accendo il forno per scaldarlo e sento un rumore strano. Un rumore tipo... tip tip tip, ma felpato. Tap tap tap?

Mi volto e vedo Tarty accanto al vassoio che zampetta in direzione dei ravioli, ne rompe uno e fugge col seitan in bocca.

Inizio furiosamente a togliere tutto il possibile dalla "portata di gatto", ma avete idea di dove riesca a saltare un gatto? Dategli un appiglio o un minimo di pendenza e ve lo ritroverete in cima a un armadio.

Il brodo bolle e io mi accorgo di non avere pronto l'antipasto. Mentre mamma lava le insalate io arrostisco il radicchio, poi inizia una gara spontanea a "buttaci dentro quello che vuoi": si scelgono delle verdure a caso dal tavolo e si infilano nel vassoio insieme all'insalata. Io impreco in occitano ma non posso lasciare i fornelli e per limitare i danni incarico l'amica di occuparsi della coreografia (e togliere gli ingredienti più pericolosi dalle mani di mamma). Cerco di distrarre quest'ultima affidandole qualche incombenza, ma è impossibile. E' sempre lì, che ignora le mie direttive e fa cose che non le ho chiesto di fare. Di mamma ce n'è una sola... per fortuna!

Mi ricordo di aver preparato in anticipo la maionese veg; la tiro fuori dal frigo e mia madre, che ne è golosissima, se ne appropria (mamma ha un animo vegan-friendly, frustrato da 25 anni di convivenza con un uomo che mette il formaggio anche sulle cozze e quando vuole uno spuntino, alle undici di sera, apre il frigorifero e si fa fuori qualche fetta di salame).

20.30, calo i ravioli e faccio partire il cronometro, imponendo la distruzone totale dell'antipaso entro 10 minuti. Non c'è tempo per gli indugi!
Scolo la pasta, faccio le porzioni distribuendo anche il brodo, e inizio con una mano a preparare la salsa di funghi mentre con l'altra mangio la mia pasta.

Frattanto, scende la quiete e dagli sguardi beati dei commensali intuisco che le prime portate stanno sortendo il loro effetto; inizio a tagliare le carote cercando di non mozzarmi qualche dito e mamma continua a ripetere: perché non le fai domani? Perché non le fai domani? Dopo aver risposto per la ventesima volta che è un Menù completo e quindi va servito tutto di fila, comincio ad avere degli strani tic nervosi...

Ore 21.30 circa, sforno il polpettone, chiedo a mia madre di tagliarlo e vado a prendere la salsina. Quando torno, inspiegabilmente trovo il ripieno da una parte del vassoio e la sfoglia dall'altra. Anche il mio rotolo è dissociato! Lo ricompongo dignitosamente fulminando mamma con lo sguardo, preparo delle porzioni pantagrueliche e spando salsa di funghi nei piatti.

Tarty salta sulla mia sedia, pretende di annusarmi e dopo un po' mi guarda con pietà. Odoro di funghi, insalata, aglio, mandarini, pasta fresca, brodino di verdure e carota, in una parola puzzo e lo si capisce dal fatto che il gatto inizia a leccarmi le mani.
Me le vado a lavare, profondamente offesa e irritata dalla maniacale pulizia dei gatti.

Dopo. Preparo il contorno di spinaci e quello di carote contemporaneamente, e i miei non ne vogliono sapere di mangiarlo. "Domani", bofonchia mamma, in stato di semincoscienza, mentre la mia amica pure prende il largo, dondolando con calma verso la porta ed emanando serenità e soddisfazione.

Il disfacimento generale regna nella cucina mentre i miei parenti si accasciano qua e là; ma io resisto e assaggio tutto, e mi cimento anche nella frittura delle ultime verdure rimaste.


Alle 23 finalmente ho finito, ho preparato tutto, servito tutto, mangiato tutto e la cucina è ridotta in uno stato pietoso... Mamma generosamente inizia a lavare i piatti (penso proprio di non avere una faccia molto collaborativa, in quel momento); il mio unico desiderio è di camminare fino al divano, caderci sopra e addormentarmi, a faccia in giù, sperando che il grembiule non mi si attorcigli intorno al collo...

Invece vengo qui, mi siedo pazientemente e inizio a buttar giù le ricette prima di dimenticarmele, a vostro beneficio.

Quindi, finalmente, ecco a voi il Menù, con i suggerimenti per la preparazione dettati dal senno di poi. Credetemi, è molto, molto meglio applicarli.



Entrée di crudités
Ingredienti: 1 lattuga, 200 g di spinaci, 1/2 finocchio tagliato a strisce, 300 g di carote tagliate a fiammifero, 2 clementine (mandarini senza semi). A piacere, potete aggiungere altri tipi di verdure a foglia verde.
Per l'insalata di radicchio: 1 cespo di radicchio, 5 cucchiai d'olio, 2 spicchi d'aglio tritati, 2 cipollotti tagliati a strisce, 100 g di noci sgusciate e tritate, succo di limone.

Preparate su un vassoio un letto di lattuga e spinaci ben lavati, scolati e spezzettati; aggiungetevi il finocchio e le carote ben pulite ed eventualmente le altre verdure.
Disponetevi sopra l'insalata di radicchio: affettate sottilmente il radicchio ben lavato, ricavandone delle striscioline; saltatelo in padella con l'olio, l'aglio, i cipollotti; dopo 5 minuti versate il succo di limone e cuocete ancora per 5 minuti, finché sarà tenero ma ancora croccante.
Condite il tutto con succo di limone e, a piacere, con qualche fiocchetto di maionese vegan.

Per risparmiare tempo: sarebbe opportuno preparare l'insalata al momento, ma le verdure crude possono essere preparate in anticipo e conservate in frigorifero per qualche ora, purché non siano state condite.


Maionese vegan
Ingredienti: 100 ml di latte di soia non aromatizzato, 50 g di olio extravergine d'oliva, 50 g di olio di mais (o altro olio dal sapore neutro), sale, succo di limone.

Versate il latte di soia nel frullatore, azionatelo e aggiungetevi, a filo, l'olio d'oliva e quello di mais, un pizzico di sale e il succo di limone.

Per risparmiare tempo: preparate la maionese con qualche ora di anticipo e conservatela in frigorifero.


Ravioli di seitan in brodo
Ingredienti per la sfoglia: 500 g di semola di grano duro, la punta di un cucchiaio di curcuma, un cucchiaino di sale, due cucchiai di olio extravergine d'oliva.
Per il ripieno: 400 g di seitan tritato (o frullato), un cucchiaino di pepe macinato, un cucchiaino di cannella in polvere.
Per il brodo: 2 porri a pezzettini, 2 cipolle tagliata in quattro, 2 rape a rondelle, 4 spicchi d'aglio, 4 grosse carote a pezzetti, 2 gambi di sedano, un cucchiaino di sale fino.

Mescolate gli ingredienti per la sfoglia e impastateli, a mano, con acqua sufficiente (circa 350 ml) ad ottenere un impasto omogeneo e compatto. Lasciatelo riposare in frigorifero per mezz’ora, coperto da un panno perché non asciughi.
Nel frattempo preparate il brodo: cuocete tutte le verdure, accuratamente lavate e mondate, in abbondante acqua (circa 4 litri) per 45 minuti; se usate una pentola a pressione basteranno 15 minuti. Filtrate il brodo; potete utilizzare le verdure per ottenere una saporita crema, frullandole insieme a due patate lessate e sbucciate e aggiungendo eventualmente della panna di soia.
Sminuzzate il più possibile il seitan, oppure frullatelo; insaporitelo in una ciotola con il pepe e la cannella, aggiungendo del sale solo se necessario.

Togliete la pasta dal frigorifero, tiratela col mattarello, tagliatela in lunghi rettangoli e poi passateli tra i rulli della macchina per la pasta, fino allo spessore di 2 mm (potete anche tirare la sfoglia soltanto col mattarello, ma risulta più difficile). Utilizzate la rotella taglia pasta per ricavare un rettangolo lungo e non molto largo di sfoglia, e lasciatela asciugare all'aria per circa mezz'ora.
Poggiate sulle strisce delle piccole porzioni seitan (la punta di un cucchiaio), distanziando i mucchietti di circa 3-4 cm; sovrapponete un'altra striscia di pasta e tagliate i ravioli con l'apposita rotella frastagliata, che sigillerà i bordi.
Qui potete trovare le istruzioni per realizzare altri formati di pasta, che richiedono però una lavorazione più lunga e laboriosa. Cuocete i ravioli nel brodo bollente per circa 12 minuti (la cottura dipenderà dallo spessore della pasta e dalle dimensioni di ciascun pezzo) e servite col brodo stesso.

Per risparmiare tempo: potete acquistare della pasta fresca ripiena già pronta nei negozi di alimentazione naturale; oppure, potete prepararla in casa in anticipo, congelandola o conservandola in frigorifero (in questo caso per non più di un paio di giorni) fino al momento di utilizzarla.
Per congelarla, disponete la pasta su un vassoio, distanziando bene ciascun raviolo, e quando risulteranno congelati sovrapponeteli in un contenitore per alimenti; tuffateli direttamente nel brodo bollente al momento di cuocerli, senza scongelarli.
Per conservarla in frigorifero, disponete la pasta, distanziando bene ciascun raviolo, su un vassoio spolverizzato di amido o farina di riso, in modo che la sfoglia non si attacchi alla superficie del vassoio, lacerandosi.
Anche il seitan può essere acquistato nei negozi di alimentazione naturale, oppure preparato in casa in anticipo, e conservato in frigorifero o congelato, a pezzettoni o già frullato.


Polpettone di ceci in crosta, con salsa di funghi
Ingredienti per il polpettone: 800 g di ceci secchi, 200 g di noci sgusciate e tritate (oppure 450 g di noci da sgusciare), 150 g di pangrattato, 150 g tra germe di grano e lievito alimentare in scaglie, 4 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di coriandolo in polvere, un cucchiaio raso di sale, 200 g di funghi champignon freschi, 2 confezioni di pasta sfoglia pronta da 250 g l'una (facoltativo), brodo vegetale avanzato dai ravioli q.b.
Per la salsa ai funghi: 400 g di funghi champignon freschi, 250 ml di brodo vegetale, 2 spicchi d'aglio, 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, due cucchiai di amido o di farina.

Mettete i ceci a bagno per 12 ore, sciacquateli e lessateli finché saranno teneri (40 minuti circa in pentola a pressione, un'ora e più in pentola normale). Passateli al passaverdure, mescolateli con il lievito alimentare, il germe di grano, le noci, il coriandolo e il pangrattato.
Lavate e affettate i funghi; saltateli in padella con l'olio e l'aglio per qualche minuto, finché saranno morbidi. Frullateli e aggiungeteli al composto di ceci; aggiustate di sale,
ed aggiungete brodo per amalgamare, se necessario.
Stendete i due rotoli di pasta, versate metà del ripieno su ciascuna sfoglia compattando bene e riunite i lembi, sigillando. Capovolgete le sfoglie, praticate delle incisioni in diagonale sulla superficie e infornate a 200° per circa 40 minuti. Potete infornare il polpettone anche senza avvolgerlo nella sfoglia, ma copritelo a metà cottura con un foglio di alluminio per evitare che asciughi troppo.

Nel frattempo, scaldate l'olio in una padella, rosolate i funghi finché inizieranno ad ammorbidirsi e aggiungete l'aglio tritato, il brodo e se lo gradite, due bicchieri di vino bianco. Incorporate l'amido o la farina setacciati, mescolate finché inizia ad addensare, e servite caldo con il polpettone.

Per risparmiare tempo: per questa ricetta, potete utilizzare ceci precotti o cuocerli in anticipo; potete anche preparare il ripieno in anticipo e conservarlo in frigorifero per un paio di giorni, aggiungendo il brodo e gli ingredienti secchi prima di infornare.
La salsa, invece, deve necessariamente essere preparata sul momento.


Carote glassate
Ingredienti: 500 g di carote piccole e tenere, 4 cucchiai di acqua, 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 2 cucchiai di gomasio oppure di semi di sesamo tostati, un cucchiaino di malto, un pizzico di sale.

Lavate e sbucciate le carote; tagliatele a pezzi e poi divideteli a metà o in quarti. Sciogliete il malto nell'acqua, aggiungete l'olio ed emulsionate con una forchetta. Mettete le carote in una pentola dal fondo spesso, irrorate con l'emulsione e cuocete, coperto, a fiamma bassa, per circa 10 minuti. Scoperchiate, lasciate evaporare il liquido di cottura e servite cospargendo col gomasio o con i semi di sesamo.

Per risparmiare tempo: le carote glassate vanno servite calde, e andrebbero preparate sul momento; tuttavia potete tagliarle con qualche ora di anticipo.


Spinaci in crema di latte
Ingredienti: 1 kg di spinaci già puliti, 100 g di latte di soia non aromatizzato, 50 g di panna di soia da cucina (facoltativa), sale.

Sciacquate gli spinaci e cuoceteli in padella senza aggiungere acqua. Salate e scolateli quando risulteranno appassiti. Versate il latte nella padella e aggiungete la panna, mescolando; potete sostituire la panna con due cucchiai di farina o amido setacciati a pioggia per far addensare il latte. Aggiungete gli spinaci e rigirateli, cuocendo per 10 minuti.

Vanno serviti caldi e preparati sul momento.


Frittura mista di verdure
Ingredienti: 200 g di cipollotti, 1 grossa cipolla, 4 carciofi, 1 cavolfiore piccolo, 300 g di zucca già sbucciata, 200 g di broccoletti, 200 g di tofu al naturale, olio per friggere a volontà.
Per la pastella: 100 g di farina di ceci, 50 g di farina di frumento, 1 cucchiaio di succo di limone, un pizzico di sale, acqua q.b.

Preparate la pastella mescolando tutti gli ingredienti e aggiungendo acqua fino ad ottenere una pastella fluida, ma consistente. Lasciatela riposare per 1 ora.

Nel frattempo, eliminate le foglie esterne dei carciofi e tagliateli in 8 spicchi, immergendoli poi in acqua e il succo di un limone per almeno un'ora perché perdano l'amaro; pulite e tagliate a rondelle la cipolla e i cipollotti; tagliate a fettine sottili la zucca; sbollentate per qualche minuto il tofu tagliato a dadini; dividete cavolfiore e broccoletti in cimette il più piccole possibili.
Scaldate l'olio in una pentola alta e stretta; passate le verdure nella pastella, sgocciolatele e friggetele fino alla completa doratura: serviranno circa 7 minuti per carciofi, broccoli e cavolfiore; 5 minuti per la zucca; 3 minuti per cipolla, cipollotti e tofu.
Dite che una spruzzatina di limone ci sta bene?

Per risparmiare tempo: pulite e tagliate le verdure con qualche ora di anticipo e conservatele in frigorifero fino al momento di passarle nella pastella.


Struffoli
Ingredienti: 250g di farina, 75 g di zucchero di canna, 25 g di olio di mais, un pizzico di lievito per dolci, la buccia grattugiata di un limone, un paio di cucchiai di liquore all'anice, 2 cucchiai di amido di mais, un pizzico di sale, la punta di un cucchiaino di curcuma, malto (possibilmente di riso) e acqua tiepida q.b., olio per friggere a volontà.

Mescolate bene farina, zucchero, lievito, maizena, buccia di limone, sale e olio. Aggiungete il liquore e due cucchiai d'acqua tiepida in cui sia stata disciolta la curcuma.
Amalgamate gli ingredienti e formate un impasto omogeneo e morbido, aggiungendo altra acqua se necessario. Dividete la pasta in più pezzi e fateli rotolare col palmo della mano sul piano di lavoro infarinato, formando dei rotolini sottili. Con un coltello, tagliate i rotoli a pezzetti grandi circa 1 cm; con le mani infarinate lavorateli per formare delle palline e disponetele su un vassoio leggermente infarinato.
Friggere gli struffoli in olio caldissimo finché saranno dorati; sgocciolateli su carta assorbente e tamponateli, disponeteli in un recipiente di dimensioni adeguate e cospargeteli di malto, guarnendo con confettini diavolini.

Per risparmiare tempo: si possono preparare in anticipo, anzi, acquisteranno sapore dopo un riposo di una giornata.

Roccocò
Ingredienti: 500 g di farina, 200 g di zucchero di canna, 2.5 g di ammoniaca per dolci, 1 bustine di vanillina, 6 g di pisto (una miscela di spezie; se non lo trovate già pronto mescolate 2 g di pepe bianco, 5 g di noce moscata, 5 g di cannella, 2 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 150 g di mandorle sgusciate, 100 g di nocciole tostate.

Mescolate bene farina, zucchero, ammoniaca e spezie; unite la frutta secca spezzettata grossolanamente. Aggiungete acqua tiepida poco a poco e lavorate a lungo il composto, deve risultare omogeneo. Sul tavolo infarinato formate dei salsicciotti spessi circa 1 cm e lunghi 8 cm; formate delle ciambelle, premendo bene le estremità l'una sull'altra, e appiattite leggermente i roccocò. Ungete una teglia da forno, poggiatevi i dolci ben distanziati; infornate alla temperatura minima (160°) per circa 20 minuti.

Per risparmiare tempo: si possono preparare in anticipo, anzi, acquisteranno sapore dopo un riposo di una giornata. Conservateli in scatole di latta.

Mostaccioli
Ingredienti: 500 g di farina, 400 g di zucchero di canna, 2.5 g di ammoniaca per dolci, 1 bustina di vanillina, 6 g di pisto (una miscela di spezie dall'aroma inconfondibile; se non lo trovate già pronto mescolate 2 g di pepe bianco, 5 g di noce moscata, 5 g di cannella, 2 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 50 g di cacao amaro in polvere.
Per la copertura: 125 g di cioccolato fondente, 50 di zucchero di canna, latte di latte di soia q.b.

Mescolate la farina, lo zucchero, le spezie, l'ammoniaca, il cacao e la vanillina. Aggiungete acqua tiepida e lavorate fino a ottenere una pasta morbida ed omogenea. Stendetela col mattarello fino allo spessore di circa 1/2 cm; tagliate la pasta a losanghe larghe circa 4 cm e infornate a 160°C per venti minuti in una teglia rivestita di carta da forno.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, aggiungete lo zucchero e diluite con poco latte di soia, mescolando accuratamente. Spennellate sui mostaccioli, lasciate solidificare e poi spennellate la cioccolata sulla parte posteriore.

Per risparmiare tempo: si possono preparare in anticipo, anzi, acquisteranno sapore dopo un riposo di una giornata.

Pullece e' monaco
Sono un dolce tipico della mia città.

Ingredienti: 500 g di farina, 200 g di zucchero di canna, 5 g di lievito per dolci, 1 cucchiaino di cannella macinata, 100 g di mandorle polverizzate, 100 g di nocciole tostate e polverizzate, 50 g di cacao amaro in polvere.
Per la copertura: 125 g di cioccolato fondente, 50 di zucchero di canna, latte di soia q.b.

Mescolate farina, zucchero, cacao, lievito e spezie; unite la frutta secca tritata. Aggiungete acqua tiepida poco a poco e lavorate a lungo la pasta, amalgamando il tutto. Infarinandovi le mani, staccate dei pezzi di impasto e formate delle palline delle dimensioni di una noce, schiacciandole leggermente. Infornatele sulla placca del forno finché risulteranno croccanti (circa 30 minuti a 170°).
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, aggiungete lo zucchero e diluite con poco latte di soia. Spennellate sui dolcetti, prima che solidifichi cospargete di diavolini e quando sono asciutti ripetete l'operazione sull'altro lato dei dolci.

Per risparmiare tempo: si possono preparare in anticipo, anzi, acquisteranno sapore dopo un riposo di una giornata. Conservateli in scatole di latta.



Buone feste!

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