14 settembre 2006

Forno e cucina solare 3

Visto che da questo momento in poi Vera non sarà l'unica persona a scrivere in questo blog, è bene che impariate a leggere in fondo chi, di volta in volta, è stato a bloggare!;) Io sono Daniele e questa è la mia prima volta in questo blog! Ciau

Una delle cose che più mi affascina riguardo al crudismo è il fatto di ottenere un notevole risparmio energetico per quanto riguarda la cottura dei cibi (che in effetti nel caso del crudismo è del tutto assente). Ma io non sono crudista (anche se ogni tanto qualche pranzo "crudo" me lo concedo) e quindi sarebbe fuori luogo da parte mia lanciarmi in uno spot a favore del crudismo. :) In realtà questa considerazione, abbastanza ovvia a dire il vero, sul crudismo mi serve per allacciarmi al discorso della cucina solare, una cosa che, devo dire, mi affascina molto (e con questa sono almeno due le cose che mi affascinano). Infatti in questi ultimi tempi mi è capitato di pensare, accendendo il fornello della cucina, che anche il metano (e comunque in generale i gas naturali) sono fonti esauribili d'energia e quindi prima o poi (anche se probabilmente non nel corso della nostra esistenza) dovremo fare i conti con l'esaurimento delle scorte di questi gas (seppure in questo articolo viene spiegato come il metano possa essere considerato in un certo senso una fonte rinnovabile). Ad ogni modo, in quest'ottica il discorso sulla cucina solare assume una certa rilevanza in quanto può consentire di ridurre il prelievo di queste risorse naturali oltrechè, ovviamente, una riduzione delle pur sempre presenti (anche se in forma minore rispetto al petrolio) emissioni inquinanti. Senza dimenticare l'importanza che questa "tecnologia minimale" può assumere per popolazioni che vivono in condizioni particolarmente svantaggiate, come ben messo in evidenza da Vera nei tanti articoli che ha linkato.


Ora, al di là del discorso teorico, è chiaro che la cucina solare presenta alcuni incovenienti e alcune difficoltà. Per le persone che vivono in città, ad esempio, c'è il problema del dove piazzare fisicamente la cucina solare visto che comunque questa richiede un pò di spazio ed evidentemente non tutti i balconi dei palazzi delle nostre città sono adatti allo scopo. Un altro problema, tipico principalmente delle nostre bellissime città, è la possibile scarsa esposizione solare, e poi c'è anche il fatto che questi apparecchi non possono funzionare comunque la sera e nelle giornate nuvolose e senza sole (e almeno questo non è colpa delle nostre sempre bellissime città).

Insomma, a mio modo di vedere la cucina (e il forno) solare possono essere senz'altro un'utile integrazione della cucina tradizionale e, di conseguenza, degli ottimi mezzi per ridurre il consumo di metano (o anche di elettricità, in certi casi e sopratutto per i forni) anche se la questione non è esente da problematiche di varia natura, come ho brevemente accennato sopra e come si può approfondire negli articoli linkati da Vera in questi giorni. Ad ogni modo, non resta che provare a costruire il forno solare... senza dimenticare che cucinando con il sole si risparmia anche sulla bolletta del gas!;)

4 commenti:

  1. "è bene che impariate a leggere in fondo chi, di volta in volta, è stato a bloggare"...

    ..Daniele si è scordato di dirvi che se non lo fate vi spara con la lupara! :D :D :D

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  2. :P Era sottinteso, visto che sono siculo!:P

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  3. lo confesso...altro che risparmio energetico, altro che salutismo... la cosa che a me invece piace di più del crudismo è che ci sono molti meno piatti da lavare :-D

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  4. :D

    Sara, sei proprio incredibile. :)

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