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23 gennaio 2010

Cosa? Il 23 gennaio??

Neanche il tempo di girarmi un attimo, e sono già passati dieci giorni dall'ultimo post. Gli esami incombono, i vestiti non si lavano da soli e purtroppo nemmeno il frigorifero ha il riempimento automatico (sarebbe un bene, considerando che quando vado a fare la spesa compro sempre tutte le cose scritte sulla lista, più una ventina di altre non previste e il conto lievita!).

A proposito di lievitare... anche se non sto usando spesso la macchina del pane mi è tornata la voglia di panificare. Non so se lo farò con una banale lievitazione e poi cottura in forno, oppure sfruttando il tepore dell'incubatrice, o ancora mettendo a regime la principessa... in ogni caso, ho comprato della pasta madre essiccata al Naturasì con l'intenzione, prima o poi, di ricominciare ad allevarla, sperando di avere la costanza per fare le cose per bene.

Vi sarete chiesti tutti che fine abbia fatto l'incubatrice col suo contenuto. Il riso, inoculato con le spore preferite dal tempeh, è rimasto a fermentare praticamente per una settimana, tornando completamente secco ma senza accennare a diventare nero (come da ricetta). Sospetto che il fermento di partenza fosse un po' vecchio e non sia stato in grado di far fermentare adeguatamente il riso.
Adesso non so cosa fare: mi è rimasto del fermento di partenza, ma ho paura che sia troppo vecchio anche per far fermentare la soia, e non vorrei che il mio primo tempeh fosse un drammatico fallimento... per caso qualcuno ha del fermento più fresco ed è disposto a mandarmene? Suggerimenti di altro tipo?

Anche se non ho accolto l'invito di Erbaviola a piantare patate, qualcosa si muove. Ovviamente il più possibile a costo zero.
Ben sapendo che la mia inquietudine mi avrebbe spinta presto a ritentare con l'orto sul balcone, quando mi sono trasferita qui ho portato con me i semi di alcune piante particolarmente piccole e facili da coltivare (sono tutte, più o meno, insalatine da taglio). Fortunatamente si accontentano di vasi poco profondi per crescere, quindi ho passato i giorni scorsi a fare la posta ai fruttivendoli, aspettando che abbandonassero qualche bella cassetta al suo destino, pronta a ghermirla per i miei loschi scopi. Così è stato, per adesso ne ho raccattate tre, poi mi sono fiondata all'Auchan a comprare, di malavoglia, un paio di sacchi di terriccio universale e domani appronterò un comodo lettino dove seminare le mie insalate.
Contemporaneamente sto portando avanti una artigianale "prova lenzuolo" per valutare quanto dei gas di scarico delle strade del quartiere arrivi al mio balcone; i primissimi risultati sembrano incoraggianti, ma non canto vittoria troppo presto.
Vi terrò informati.

Ah, nel frattempo il compostaggio va avanti. Non è sicuramente il metodo ottimale, ho già visto qualche mosca posarsi sul cumulo e già temo le conseguenze tra qualche settimana, ma va avanti e sono contenta così.

Per finire, chiunque si sia domandato per settimane cosa diamine sto studiando adesso all'università, sta per ricevere finalmente la risposta.
Non mi chiedete come, non mi chiedete perché, ho deciso di iscrivermi al corso di laurea in Editoria e giornalismo. E la faccio finita qui prima di aggiungere altro... a voi i commenti!

08 gennaio 2010

Progetti vecchi e avventure nuove

Per una volta sarò breve e concisa... arrivo subito al dunque saltando i preamboli!

1. Ho ricominciato a fare il compostaggio. Mi mancava già quando ero a Castellammare; adesso che abito dove l'organico non viene separato dal secco, compostare non solo mi mancava ma era diventato un dovere morale. Così, pur essendo disorganizzata e a corto di soldi, ho rimediato qualche contenitore di fortuna e sto iniziando ad ammassarci i miei scarti di cucina. Il mio sogno è riuscire a portare da casa uno dei due bidoni grandi per poter fare le cose con stile... e con successo, diciamolo: non so quanto possa funzionare bene il metodo casuale appena adottato, e temo l'arrivo di puzze e bestioline, col caldo primaverile.
Comunque, il 3/4 è rimasto sconvolto dal volume dei rifiuti organici rispetto al totale della spazzatura: circa il 60-70% di quanto butto via rientra in questa categoria. Considerate che sono un'estremista e composto nel mio bidone personale anche fazzolettini di carta, cotton-fioc in pura cellulosa, dischetti struccanti (non mi trucco quasi mai, quindi li uso per pulirmi il viso con olii vegetali: è tutto organico), e poi gusci di frutta secca, bucce di agrumi e altri materiali un po' "difficili", per non parlare degli involucri in mater-bi... lascio finire nel secco davvero molto poco.
Spero di aver fatto tesoro della mia precedente esperienza e di non combinare guai, in ogni caso ovviamente vi terrò aggiornati!

2. Balconaggio. Erbaviola odia questa parola, la trova un "orrendo neologismo" ma io mi ci sono affezionata (tra l'altro non ho ancora capito se l'ho davvero inventata io o l'ho solo letta da qualche parte, appropriandomene profondamente). Sto cercando di convertirmi a un sinonimo, ma le abitudini sono dure a morire.
Comunque vogliate chiamarlo, il concetto non cambia: si tratta di usare il proprio balcone, terrazzo o davanzale per coltivare non fiori o piante ornamentali, bensì ortaggi commestibili (scoprendo, tra l'altro, che alcuni di essi sono molto decorativi). A questo proposito, sul blog di Grazia ci sono delle interessanti segnalazioni in tema.
Io per adesso sono ferma, sia perché vorrei cercare di portare i vasi da casa (avendoci speso, a suo tempo, una piccola fortuna), sia perché prima di cominciare sto organizzandomi per capire il livello degli inquinanti presenti sul mio balcone. Però ecco, l'idea di un "orticello" rigoglioso di piantine, o più probabilmente, conoscendomi, assaltato da ogni genere di parassita ed erba infestante, si è riconquistata un posto nel mio cuore.

3. Incubatrice. Messa in funzione oggi. Sta riproducendo il fermento necessario per fare il tempeh... domani conoscerò i risultati dell'operazione, incrociate tutti le dita per me, ok?

4. Macchina del pane. Gentile prestito del mio 3/4 (lo so, è un uomo da sposare), così finalmente posso smettere di maledire il prezzo e la qualità del pane romano. Preparata ieri una pagnottella di prova, ricetta base e procedimento pure, ma il risultato mi ha già mandata in visibilio. Anche qui, seguiranno aggiornamenti.

Au revoir!

06 maggio 2008

Sorprese dal compost

Stavo rivoltando un po' il compost quando ho notato tra le foglie e il terriccio una piccola protuberanza gialla...

...una patatina novella!

Sì, non sono in grado di far crescere una pianta di piselli, ma ho le patate che si autogenerano nella compostiera. E sono buonissime, anche. Sì, ho mangiato la piccoletta!

22 novembre 2007

Composter numero 2

Il mio processo di compostaggio domestico sta andando talmente bene, che ho dovuto approntare un altro bidone per ricominciare il ciclo. Sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma in un certo senso non ci speravo.

Ho avuto qualche difficoltà e per questo pensavo che avrei mollato, invece no, ormai "compostare" è diventata routine e normalità... incredibile, eh?
Voglio dire, ho un bidone (anzi, due) di immondizia putrescente sul mio balcone, e mi sembra la cosa più normale del mondo!
In effetti non è così strano, lo è sicuramente meno che affacciarmi dalla finestra e vedere i cassonetti di fronte circondati da un cordone di spazzatura largo 2 metri, tutto intorno. Puzzolente, per giunta: fosse tutto materiale inorganico, non sarebbe certo un bello spettacolo, ma almeno ci potresti respirare vicino... invece di essere assalito da quella puzza vomitevole di pesce marcio che hanno i bidoni della mia città (come se dentro ci fosse morto qualcuno - e chissà, magari è vero!).

Il mio bel bidone se ne sta lì, ormai inerte, niente più invasione degli ultra-insetti, niente più "sudate" di liquami, niente odoracci, niente di niente, solo un leggero profumo di terra... lui sta lì e composta; io ammucchio gli scarti nel sottolavello, una volta alla settimana mi armo di guanti e riduco tutto a pezzetti, col coltello, in un altro secchio (d'estate lo faccio direttamente fuori, nel bidone, ma con questo freddo preferisco non congelarmi!), e poi svuoto nel composter, copro con foglie secche un po' sminuzzate, e ci si rivede la settimana successiva.

Quando il cumulo è arrivato al bordo del primo bidone, ne ho comprato un altro e ci ho rovesciato il mucchio, senza fare buchi: ormai praticamente è terriccio e ho pensato fosse superfluo preoccuparmi ancora di drenaggio e aerazione. Il mucchio è ancora lì, coi suoi frammenti di foglie e rami, e ogni tanto lo uso per preparare un fertile "letto" nei vasi delle piante: le ultime insalatine sembrano averlo apprezzato molto.
Il bidone vecchio, invece, quello bianco coi buchi, continua nobilmente a svolgere il suo lavoro, nonostante sia tutto sporco di polvere, rigata dalla pioggia, e di tracce di materiale organico... sembra, non so, un eroe ferito, crivellato di buchi grandi e asimmetrici; mi fa una gran tenerezza.


Ho già detto tutto ciò che so sull'argomento, ma se volete tartassarmi, risponderò volentieri alle vostre domande, dal momento che invito caldamente tutti voi a iniziare a compostare. Il discorso cambia se in qualche modo il vostro comune separa l'umido dal resto della "spazzatura", e potete concedervi il lusso di non preoccuparvene; ma se non lo fa il comune, pensateci voi.

Abitate in una grigia cittadina? Non avete un giardino, un terrazzo, un balcone per le piante? Non conoscete nessuno al quale donare il vostro compost? Ma non è comunque più ecologico e sostenibile andare a svuotare un bidone di terra nei boschi ogni 6 mesi, piuttosto che lasciar marcire l'immondizia nelle discariche?

03 settembre 2007

Compost, il ritorno

Non tutte le ciambelle riescono col buco... ma a volte anche una ciambella senza buco si può recuperare!

Forse vi ricorderete i miei problemi con la compostiera del mese di Luglio, e se avete avuto l'ardire di seguire il link postato nei commenti saprete anche di che si tratta di preciso.

Detto in due parole: non avendo praticato fori sul fondo del bidone, l'eccesso di liquidi della degradazione ha significato l'emissione di odori orribili da parte del compost (per fortuna solo a distanza ravvicinata) e la fuoriuscita dei liquidi stessi dai buchi laterali della compostiera (con conseguente allagamento del balcone).

Avrei dovuto semplicemente girare il cumulo e incorporare materiale assorbente (giornali, carta, foglie, segatura...) per risolvere la questione, ma non riuscivo a farlo perché, da bravo cumulo, il mio compost si era riempito, ma proprio riempito di forme di vita (nello specifico "insetti schifosi!!!"). Gli insetti mi fanno paura e ribrezzo e soltanto a guardare da lontano il bidone me li sentivo camminare addosso e fare il solletico; figurarsi avvicinarmici e infilarci le braccia dentro per rivoltarlo. Che pasticcio!!

Per ovviare, decisi che avrei lasciato la compostiera a riposo per tutta l'estate, così nel frattempo i liquidi si sarebbero asciugati, gli insetti sarebbero andati via terminato il ciclo vitale, e non aggiungendo scarti a settembre avrei trovato il compost pronto, o quasi. E in effetti così è stato!

Mi sono impressionata molto quando gli insetti hanno cominciato a uscire dal compost, ma per fortuna con l'unica intenzione di volare via pacificamente, rivelandosi in parte farfalle, in parte moscerini e in parte "cosi" molto simili a tafani. Tarty si è fatta delle grandi scorpacciate di tutti loro...

Partire per la vacanza lasciando il bidone sul terrazzo è stata un'idea azzardata, ma è andato tutto benissimo; il compost è quasi pronto, tranne rami e pezzi di corteccia che ci metteranno diversi mesi per degradarsi. Ah, già, è anche abbastanza pieno di cadaveri di insetti, poverini, non ci sarà stato abbastanza cibo per tutti?

La notizia, la buona notizia, è che il contenitore è stato svuotato, lavato, bucherellato e inserito in una teglia da forno per raccogliere qualsiasi cosa decida di sgocciolare dal suo interno. A quel punto potrò fregarmene degli insetti, perché tutto ciò che dovrò fare sarà soltanto svuotare la teglia, senza neanche bisogno di rivoltare il cumulo.



Insomma, il compostaggio riprende!


Com'è soddisfacente ridurre il mio contributo a questo scempio


riuscendo, da sola e senza spendere nulla, a trasformare questo


in questo!

13 luglio 2007

Bye bye compost

Come probabilmente alcuni di voi (particolarmente curiosoni) sapranno, il mio bidone del compost mi sta dando qualche grattacapo.
Mi sono resa conto, purtroppo, di aver commesso un errore nella progettazione, ed ho dovuto sospendere il processo di compostaggio per arginare il problema. Il cumulo è ancora lì, spero stia maturando e sia pronto per la fine di luglio, perché poi in casa non ci resta nessuno, e lasciare il tutto incustodito per un mese temo non sia una buona idea!
Dopo qualche necessario intervento strutturale sul bidone, a settembre riprenderò le operazioni, sperando di riuscire a risolvere gli inconvenienti a cui sono andata incontro... così imparo, avrei dovuto seguire alla lettera le istruzioni, invece di cercare di fare la furba!

Insomma, niente panico, sbagliando si impara. Spero solo di non avervi dato un'impressione troppo brutta dell'esperienza!

02 luglio 2007

AMMUTINAMENTO!!



Il mio compost si sta ammutinando. Tralascio i dettagli impressionanti (sono troppo impressionanti); sto cercando di arginare il problema in attesa di trovare il coraggio per affrontarlo... Ce la devo fare, ce la devo fare, ce la devo fare!

Promemoria: tenere sempre a portata di mano un sacco di foglie secche da mescolare al compost; impedire alla propria famiglia di metterci dentro gli avanzi di anguria. Lo so, è stata quella la causa del tracollo!


Comunque non mi arrendo... potrò perdere una battaglia, ma alla fine vincerò la guerra.


Non riesco più a far finta di nulla: si respira aria d'estate e io non ho nessuna voglia di studiare. Confermo: mettere le sessioni di esami a luglio è crudeltà. Soprattutto considerando che inizia a fare un caldo terribile già a maggio... Detesto soprattutto gli strepiti dei bambini in vacanza che gridano passando sotto casa mia... ok, siete in vacanza, ma almeno abbiate la decenza di nascondervi!

Effetto collaterale dell'estate: mi dimentico di stendere le bozze delle ricette, ergo mi dimentico poi di pubblicare le ricette. Stamattina me ne sono venute in mente due: crema di carrube e zucchina tonda ripiena... altro promemoria per me!

14 giugno 2007

Il mio bidone puzzolente

Ovvero il compost.

No, il compost non puzza, il titolo è solo un tentativo di attirare l'attenzione su un argomento di cui probabilmente non vi importa nulla. Cattivi!

Per la gioia di lupe, streghe e donnacce varie sto preparando un post sulla Dea, ma credo che mi ci vorrà più tempo del previsto... quindi nel frattempo ci dedichiamo al compostaggio.

Questa è una foto del bidone... è incredibile che, per quanta roba ci butti dentro, dopo un giorno o due il volume risulta già dimezzato.
Di questo passo mi ci vorrà un anno per riempirlo del tutto!

Come potete vedere, dopo circa 40 giorni il materiale sul fondo è già quasi irriconoscibile... tra altri 40 giorni la degradazione di questi rifiuti dovrebbe essere completa, tuttavia perchè il compost sia maturo, e interamente maturo (dato che gli scarti sono stati aggiunti in momenti diversi), occorreranno almeno 6 mesi.
Penso che quando sarò riuscita finalmente a riempire tutto il bidone, ne realizzerò uno uguale per avviare il nuovo processo, e lascerò l'altro a riposo fino alla degradazione completa.


Il cumulo in dettaglio... si riconoscono ancora strisce di giornale e bucce di frutta... Oltre a tutto il resto: semi, gusci della frutta secca, bucce di agrumi, rametti, fiori e foglie secche, "erbacce" et similia, croccantini stantii di Tarty (vegan), scarti e avanzi di frutta e verdura crude, come bucce di frutta e patate, foglie esterne di insalata, torsoli, perfino bucce di melone e di banana, fondi di caffé e filtri di tisane, bricioline di pane e biscotti, qualche pezzo di tovagliolino, peli di Tarty e capelli miei...
Il mio fedele bidoncino distrugge tutto!


Ecco l'aggeggio che uso per rimestare il cumulo... la lunghezza è perfetta e la forma anche! Per tagliuzzare gli scarti e rivoltare il tutto mi metto dei guanti di gomma, così evito di sbrodolarmi col percolato (prima o poi il cumulo doveva iniziare a "per-colare"!).

Fa uno strano effetto infilare le braccia nel cumulo per smuoverlo a fondo... come ho già detto, odora un po' di alcol e di terra ed è tiepido, anzi direi che sta diventando decisamente caldo... e familiare. E' il nuovo cucciolo di casa!!

Mi sono dovuta procurare un piccolo secchio per stoccare provvisoriamente gli scarti. Di solito buttiamo tutto dentro, e a fine giornata mi armo di guanti e provvedo a tagliuzzare. E' un giusto compromesso tra triturare gli scarti sul momento (non sempre possibile, soprattutto se sono prodotti dai miei familiari) e farlo al momento di versare nel bidone grande (a quel punto sono diventati troppi e molto meno gradevoli da maneggiare!).
Il secchio è tenuto nel sottolavello, a portata di mano e lontano dagli insetti. Per evitare eventuali cattivi odori (che comunque si presentano dopo 3-4 giorni, quindi avete tutto il tempo di trasferire nel bidone grande) potete mescolare all'umido qualcosa che contenga cellulosa: fogli di giornale o anche fazzolettini di carta (purché non siano unti). Quelli nella foto sono gli scarti, già triturati, di due giorni... Sono ben oltre "un chilo alla settimana"!!!

Ecco le mie avventure col compost, corredate di foto e collegamenti esterni:
Post 1
Post 2
Post 3

10 giugno 2007

Rimbocchiamoci le maniche...

Lo ammetto, sono due giorni che "rosico" perché mi sono resa conto di non poter andare alla sagra del seitan. Confesso di aver pianto un sacco, sto ancora piangendo, perché molti dei miei amici sono lì, il mio compagno è lì, tante nuove conoscenze sono lì, ma non io.
Sono rimasta qui, bloccata, per una serie di motivi, personali, familiari, e anche universitari. Forse ce l'avrei fatta se l'evento fosse stato più vicino, o solo se avessi agito diversamente, ma non sono riuscita a cambire le cose, a farle andare come volevo. Forse partecipare non era la priorità, in questo periodo.

Continuo ad essere gratificata dalle lettere che voi, miei lettori (se posso attribuirvi questo termine pomposo) mi scrivete, dal calore che mi trasmettete, ma devo dirvi anche che a volte è dura. Mi sembra che sia troppo per me, che il tempo non basti mai, che tutto sommato la fatica sia superflua perché ecco, in questo istante non sono dove vorrei essere, e la solitudine pesa un po'.

C'è molta confusione nella mia vita, poca regolarità; trascorro le giornate improvvisando tra impegni e desideri e a volte le lascio semplicemente andar via senza fare granché, perché non mi bastano le energie per alzare un dito, trattenere il tempo dandogli un significato.

Mi sento sballottata pur se non mi allontano di un millimetro da questa sedia, o dalla mia scrivania; mi sento dilaniata da parole che non vorrei ascoltare, perché sono vere, e da sentimenti che non vorrei provare perché troppo sinceri.

E dire che il peggio dovrebbe essere passato!
E invece questi mesi sono duri, lo sono stati e lo sono ancora, mesi duri da affrontare, che mi hanno tolto la corazza riconsegnandomi, bambina, alla vita di una giovane donna, che adesso non mi sento più capace di gestire.

E così sto seduta sulla mia altalena degli stati d'animo, vado su su su su su fino all'euforia, scendo giù giù giù giù giù nell'amara tristezza di chi sa di aver perso la strada e l'equilibrio.
Mi sento esposta e vulnerabile e piango per un nonnulla, mi arrabbio facilmente, soffro senza motivo e ho il corpo dolorante per la tensione e la stanchezza.

Le persone di cui dovrei fidarmi mi hanno ferita; colei che dovrebbe aiutarmi mi apre, non volendo, squarci nell'anima. Non sono capace di andare oltre senza impigliarmi in rovi pungenti che mi strappano pelle. Mi sembra un giusto tributo da pagare per rinascere più forte, ma quando finirà?

A volte mi pare di non poter sopportare un minuto di più questa situazione, eppure mi alzo tutti i giorni, mi sforzo di darmi una sistemata e mi metto a studiare. Sto snocciolando esami su esami e non riesco ad esserne felice... però dai, ci sto provando, lo giuro.
Il problema, me ne accorgo, è che non mi piaccio così come sono, ma tutto sommato non ho scelta, questa è la mia vita, questa è la mia famiglia, questa è la testa che mi ritrovo e non ho molti margini di cambiamento, al momento. Sto facendo del mio meglio, spiccherei volentieri il volo, ma non sono un uccello. Non ho ancora le ali.

Così, anche quando credo di non poter sopportare la mia vita un minuto di più, mi sforzo di alzarmi tutti i giorni, darmi una sistemata, fare il mio dovere in attesa di giorni migliori.
Vorrei non sentirmi così stanca, ma si raccoglie quel che si semina, e anche se le braccia mi fanno male, devo continuare a spargere, stringendo i denti...


Cerchiamo di riprendere il filo, partendo da una segnalazione.
Briciole equosolidali - Prodotti e ricette del commercio equo e solidale, è un blog portato avanti da Giulia e Alessandra, due ragazze decisamente in gamba, a mio modesto avviso. Lo scopo è far conoscere il Commercio Equo e Solidale presentandone direttamente i prodotti, e attraverso la preparazione di ricette che li utilizzino come ingredienti.
Mi sembra una fantastica idea! Per ora è presente una sola ricetta, quella del risotto al cacao, e non è vegan... ma ad entrambe va tutto il mio supporto per l'iniziativa.

Per quanto riguarda il compost, ieri ho avuto una sorpresa: stavo rivoltando il cumulo, e quindi avevo infilato il braccio nel bidoncino, quando mi sono accorta che emanava decisamente un bel tepore... il sole era tramontato da un pezzo, ma si sentiva chiaramente: il mio cumulo è diventato caldo.
Questa è un'ottima notizia, perchè vuol dire che ho raggiunto un buon volume di scarti e che il processo di compostaggio è ben avviato! E questo nonostante la gran quantità di rifiuti prodotta ultimamente. Sia le insalate che la frutta estiva (pesche, fragole eccetera) sono molto acquose, e il cumulo odora un po' di alcol... ma rivoltandolo vedo che tutto sta diventando simile a terriccio, l'umidità sembra al punto giusto, i moscerini si stanno arrendendo e... i nostri sacchetti della spazzatura sono diventati decisamente più piccoli.
Ribadisco che, a meno di non aprire il bidone, infilarci la faccia dentro e respirare a fondo, il tutto non puzza. Tra qualche giorno fotograferò il bidone e vi aggiornerò sugli ultimi sviluppi... però insomma, se ancora non vi decidete a compostare i rifiuti organici, non so proprio cosa stiate aspettando!

Per quanto riguarda gli assorbenti di stoffa, purtroppo mi sono arenata, non ho avuto il tempo di cercare il tessuto impermeabile... e tra l'altro stavo valutando l'idea di passare a moon cup... ma è una scelta che va ben ponderata.

Per il resto, ho in mente un sacco di idee per nuovi post, ma devo riuscire a renderle concrete...

Siate pazienti, quindi.


Nella mia vita ci sono lavori in corso.

01 giugno 2007

Com-post

Il processo di compostaggio domestico va avanti.

Finalmente sono riuscita ad ottenere collaborazione da mia madre e il volume di scarti sottratti alla spazzatura è aumentato (ho riempito metà bidone, ma il volume diminuisce con la degradazione). Credo che si arriverà a un chilo alla settimana, probabilmente di più col sopraggiungere dell'estate (peperoni, zucchine, pomodori, melanzane, pesche, albicocche, anguria, uva... adoro l'estate!). Questo mi rende felice, perché significa lavoro sottratto alle discariche e un guadagno in fertilità per il mio orto sul balcone.

Sono colpita positivamente da questa esperienza, credevo che il compostaggio di scarti vegetali non potesse essere effettuato in casa; invece confermo quanto detto nei post precedenti: non puzza, non ci sono insetti, insomma tutto fila liscio senza alcun intoppo. Separare in casa i "rifiuti" mi sta insegnando a dare un diverso valore ai prodotti utilizzati: mi ingegno a buttare il meno possibile delle verdure e mangio la frutta con la buccia, per esempio. Rivaluto le parti eseticamente non perfette... o quanto meno, se proprio devo buttarle, so che non andranno sprecate.

Comincio però a sentire il bisogno di procurarmi un piccolo bidoncino per lo stoccaggio provvisorio del materiale umido. Aggiungerlo man mano al compost non è la scelta migliore, perchè per dissuadere i moscerini è necessario ricoprire con strisce di giornale, oppure foglie secche, o terriccio, e si spreca spazio. Molto più comodo tenere da parte i rifiuti e aggiungerli una volta alla settimana, o due, e ricoprire solo a quel punto.
Comunque, un consiglio: in qualsiasi modo stocchiate i vostri scarti, riduceteli in pezzettini il prima possibile. Vi assicuro che triturare una buccia di mela sul momento è molto più gradevole che doverlo fare dopo una settimana... e in aggiunta ad altre dieci, messe da parte nel frattempo!

Cosa si può mettere nel composter:
- semi di frutta, compresi i gusci della frutta secca (richiedono più tempo, ma aiutano a tenere il cumulo aerato)
- bucce di agrumi (non trattati), in pezzi molto piccoli e sottili
- rami e foglie ben triturati (le foglie basta sbriciolarle una volta secche, i rametti li spezzo oppure li taglio con le forbici, ma senza trituratore restano un po' grandicelli)
- "erbacce", possibilmente lasciate seccare un po' e sbriciolate
- gusci d'uova tritati (io non ce li metto per paura delle vespe...)
- avanzi di cibo cotto (in piccole quantità)
- avanzi di frutta e verdura crude (bucce, semi o altri scarti)
- fiori secchi, compresi quelli tossici
- fondi di caffé, thé oppure tisane (bustine comprese)
- cenere di legna, in piccole quantità
- aghi di pino e foglie di castagno, che però abbassano il ph del compost
- carta, non stampata (o quanto meno in B/N)
- peli (ebbene sì, sono solita compostare le palle di pelo prodotte da Tarty... e se è per questo anche i miei capelli, non essendo tinti)

Cosa non si può mettere nel composter:
- carne, ossa, pesce e derivati animali (attirano troppa "fauna" indesiderata)
- cibi o materiali unti di olii o grassi
- materiale plastico, tetrapak, carta patinata o plastificata, vetro, ceramica, metalli... insomma, tutto ciò che non è biodegradabile!
- cenere di carbone (non mi chiedete perché)
- tessuti sintetici o tinti

Altri post sul compostaggio: dalla teoria... alla pratica.

14 maggio 2007

Sul compostaggio

Consiglio spassionato di carattere generale: se, quando segnalo materiali esterni al mio blog, trovate qualcosa particolarmente interessante, sia esso pagina web, pdf o altro, vi conviene sempre salvarlo sul pc.
Una buona parte dei siti o documenti che avevo linkato (o consultato per mia cultura personale anni fa) ha cambiato indirizzo, è stato rimosso o semplicemente tutto il sito non esiste più (cancellato).
La cosa non è simpatica, ma succede, quindi ritenetevi avvisati!

Da un po' ho preso io stessa la cattiva abitudine di non salvare più le pagine, le infilo solo in una cartella dei segnalibri... arma a doppio taglio: se ho potuto recuperare quanto segue, lo devo alla mia saggezza di un tempo, quando non sapevo che esistessero i segnalibri e tutto quello che mi interessava veniva ossessivamente salvato in formato word (poi è facile rintracciarlo, basta segnarsi la fonte, e se il sito sparisce, usando una frase estrapolata dal testo e un motore di ricerca si può recuperare, in caso di spostamenti).

La prima chicca che ho ritrovato è un pdf chiamato Corso di compostaggio domestico. Una volta era un sito e mi ha insegnato praticamente tutto sul compost. E' molto dettagliato, lo definirei illuminante, probabilmente la miglior guida esistente in italiano, per chiarezza ed esaustività, sui vari metodi di compostaggio più o meno domestici. Salvatevelo all'istante!
Quattro anni fa queste pagine mi permisero di costruire una compostiera sofisticatissima (comprensiva di biofiltro) che però non arrivò mai al rodaggio (ero troppo fifona per provarla e non trovavo i lombrichi).
La compostiera che uso adesso è molto più semplice, ma non l'avrei mai costruita se non avessi conosciuto questo documento!

Da esso è stato tratto un altro pdf, più selettivo, dedicato esclusivamente al compostaggio sul poggiolo. Forse questo fa maggiormente al caso nostro, ma per completezza, la guida di italianostra è imbattibile e vale comunque la lettura.

Sul sito del comune di Lesignano si trova ancora un pdf sull'argomento; i contenuti ritornano più o meno simili, ma meglio saperne di più, no?

Un ultimo pdf è dedicato a diverse attrezzature che possono risultare utili, sebbene non siano indispensabili, per compostare.

Se invece vi mancassero le idee sul tipo di compostiera da realizzare, può venirvi in aiuto una ricerca su virgilio immagini alla voce (internazionale) "composter": ne salteranno fuori di ogni forma, colore e dimensione.

Concludo le segnalazioni con una pagina (in inglese) utile per identificare i diversi tipo di invertebrati che potrebbero "invadere" la vostra compostiera; è un po' impressionante, ma serve allo scopo (la lotta - pacifica - all'intruso!!!).

PS: come avevo già spiegato in questo post, sto praticando io stessa (forse) il compostaggio sul balcone. Dico forse perché non so ancora se la cosa sta funzionando al meglio, ma pare che tutto sommato io e i miei torsoli di mela ce la caviamo.

Ho semplicemente comprato un bidoncino da biancheria, volume 50 litri (a fasi alterne mi sembrano troppi o troppo pochi...); l'ho bucato tutto intorno col trapano (punta da 5mm), sui lati e sul coperchio, per arieggiare; ho posizionato delle piccole stecche di canna sul fondo per favorire il drenaggio, approntato un letto di strisce di giornale (rigorosamente quotidiani, in bianco e nero), e da allora aggiungo scarti di verdura e piante, ben sminuzzati, e fogli di giornale a seconda dell'ispirazione. Termino sempre con uno strato di giornale e una manciata di terriccio di compost, che copre gli odori e facilita il processo di degradazione, oltre a tenere lontani gli insetti (sto risolvendo in tal modo il problema dei moscerini).
E' passato un mese da quando ho cominciato, il cumulo emana un buon odore, misto di terriccio e frutta matura. Tengo il tutto umido ma non troppo, e rivoltando sembra che i giornali inizino a sparire confondendosi col resto.

Non ho una regola nè una routine precisa, ma ripeto, sembra che tutto sommato stia andando bene!

E se vi chiedete chi me lo fa fare, vi posso rispondere che non tutti i comuni italiani riciclano l'umido (il mio non lo fa), e se anche il mio lo riciclasse non vedo perché regalare fertilizzante per poi andarmelo a ricomprare per il mio orto!

05 maggio 2007

Esperimenti & co.

Negli ultimi giorni sono stata piuttosto impegnata: innanzitutto a studiare, e in secondo luogo a tentare di sconfiggere la mia temutissima pazzia di primavera.
Piccoli disturbi fisici, umore nero improvviso, emotività, desiderio di riempirmi di carboidrati come una mongolfiera, impulso a gettare i libri all'aria, istinti omicidi, tendenza all'apatia e cose del genere. Nella norma, come ogni anno.

Sto tentando di non lasciarmi sopraffare ma purtroppo risento della tensione e non riesco a gestire la mia vita proprio come la vorrei.
Mi sto però dedicando, con discreto successo, a progetti a lungo termine: la realizzazione della compostiera e l'autoproduzione degli assorbenti di stoffa.

Per quanto riguarda i secondi (vi ricordo, se avete la pazienza di leggere tutto, che se ne era già parlato: post uno, due, tre, e quattro), finalmente ho trovato la stoffa, e da un mesetto taglio e cucio a tutto spiano. Una dozzina di assorbenti sono stati già completati, manca solo il bottone a pressione che dovrò applicare al più presto andando in merceria (già mi immagino di che colore diventerà la mia faccia ).
Il rodaggio è previsto per la prossima settimana, se tutto filerà liscio posterò istruzioni più dettagliate (comprese foto di Tarty, che ha scoperto che sulla flanella di cotone si dorme particolarmente bene e ci ha tenuto a farmi compagnia durante le operazioni ).


Per quanto riguarda il compostaggio, la situazione è un po' più complicata.
La mia compostiera è in funzione, ma prima di tre mesi non saprò se tutto sta davvero procedendo bene come sembra; dato che non ho seguito istruzioni da un sito particolare, non so che link consigliare per l'autocostruzione. Sto andando, come mio solito, a occhio, basandomi sulla vasta letteratura letta in materia, ma consultata ahimé tre o quattro anni fa.

Dato, tuttavia, che l'argomento è vasto e complesso, possiamo iniziare almeno a riscaldarci.

Wikipedia ci aiuta con le definizioni di compost e compostaggio domestico.
Per parte mia, posso dirvi che il compostaggio domestico è una sorta di "decomposizione controllata" dei rifiuti organici; vi permette di alleggerire il lavoro alle discariche e ottenere, con uno sforzo molto piccolo, un terriccio fertile per coltivare piante d'appartamento, o anche frutta e verdura.
Gli ingredienti magici di questo processo sono il giusto equilibrio tra scarti umidi e secchi; il grado ottimale di temperatura e umidità; una buona aerazione e un ottimo drenaggio.

Avrò imbroccato la formula giusta? Prima o poi lo scoprirò...

In attesa di scoprire se il mio metodo funziona, e vagliare le infinite possibilità di questo processo, vi propongo delle istruzioni di base; le trovate sul sito della provincia di Torino e qui. Istruzioni più dettagliate, ma gradevoli ed intuitive, le trovate su rifiutinforma e giardinaggio.it. Potete poi scaricare degli opuscoli sul sito fareverde e arpa.

Personalmente, ho preso un bidoncino bianco di plastica (tipo da biancheria) capienza 50 litri, l'ho sforacchiato ben bene col trapano (punta da 5mm) sui lati e sul coperchio, ho posizionato delle piccole stecche di canna sul fondo per favorire il drenaggio, approntato un letto di strisce di giornale (il Manifesto, come consigliato da Marinella Correggia nel libro Il balcone dell'indipendenza), e da allora aggiungo scarti di verdura e piante, ben sminuzzati, e fogli di giornale a seconda dell'ispirazione. Termino sempre con uno strato di giornale e una manciata di terriccio di compost, che copre gli odori e facilita il processo di degradazione.
E' passato quasi un mese da quando ho cominciato, il bidoncino è pieno di moscerini della frutta che però non sono dannosi e non danno fastidio. Ogni volta che alzo il coperchio esce un buon odore, misto di terriccio e frutta matura. Tengo il tutto umido ma non troppo, e rivoltando sembra che i giornali inizino a sparire.

Speriamo bene!