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25 giugno 2009

La compagnia dei blogger

Buonasera a tutti!

Oggi sono molto felice, innanzitutto perché ho messo in saccoccia un altro esame, e questo significa che me ne mancano ancora solo tre per poter discutere la tesi; poi perché ieri ho scoperto una cosa, di cui spero di potervi parlare presto, che mi ha stampato in viso un sorriso a 32 denti per un bel pezzo; e infine, perché oggi ho ricevuto l'ok per la partecipazione alla Compagnia dei blogger. Vi spiego di cosa si tratta.

E' un'iniziativa promossa dell'e-commerce La compagnia del cavatappi, legato ad una azienda a conduzione familiare; attraverso il sito vendono vini, prodotti tipici e altre prelibatezze. La sede è a Lauria (PZ), in Basilicata, motivo per cui vendono principalmente prodotti delle regioni del sud Italia (Basilicata, Calabria, Puglia, Campania), ma col tempo hanno allargato il catalogo ai prodotti di altre regioni italiane, e intendono continuare su questa strada.

Insomma, per farsi conoscere hanno lanciato questa iniziativa, rivolta ai blogger italiani: scrivendo un post per segnalare il loro sito ad altri blogger, coinvolgendoli nel passaparola, si può ricevere un buono acquisto per il loro negozio.

A me l'idea di partecipare fa gola, specialmente perché mi dà la possibilità di provare prodotti che altrimenti difficilmente comprerei, o che avrei difficoltà a reperire ma che assaggio davvero di buon grado... specialmente se sono gratis.

Essendo un'appassionata di pasta di Gragnano, l'occhio mi è caduto subito sulla sezione dedicata. Ci sono tantissimi formati, tutti inconsueti e molto particolari...
Ma tutto sommato, essendo Gragnano praticamente dietro casa mia, preferirei mettere le mani sulle delizie della gastronomia: sarà questa la volta buona per fare conoscenza con il tartufo?
Per non parlare, poi, dei vini e dei liquori. Fino a qualche mese fa avrei giurato di essere astemia... ma mi sto ricredendo! E l'ampia scelta di alcolici della Compagnia del cavatappi, che ha scelto questo nome proprio per la vocazione nel campo, mi tenta parecchio.

Che altro aggiungere?
Giro l'iniziativa a tutti i foodblogger che passano da queste parti. Le condizioni potete leggerle qui. Partecipate in tanti!

06 giugno 2009

Regali di compleanno

Ieri ho ricevuto tantissimi regali di compleanno! Alcuni da parte di Barbara, molti altri da parte del mio ragazzo e delle mie amiche; vorrei citare quelli più significativi, perché un po' vi riguardano, dato che si tratta di aggeggi per la cucina.

- Bilancia elettronica: così finalmente non avrò più scuse, e potrò pesare anche gli ingredienti presenti in piccole quantità con molta precisione.
- Sparabiscotti: finalmente! E adesso che Azabel ha anche messo a punto un'ottima ricetta vegan, non vedo l'ora di utilzzarla!
- Spargifarina: spero che sia più comodo del mio attuale setaccio, per le piccole quantità.
- Measuring cups: quelle autentiche, direttamente dall'America; con l'ausilio della bilancia nuova ho scoperto che il volume è proprio quello che usano oltre l'Atlantico, cioè circa 236 ml per 1 cup. Finalmente non impazzirò più con la conversione degli ingredienti delle ricette straniere (e, sempre grazie alla bilancia, voi avrete le ricette accuratamente descritte in grammi).
- Coltello per verdura: Non so se vi sembrerà assurdo, ma in casa non c'era fino ad ora un coltello per le verdure, ho sempre fatto tutto con quelli Kaimano da tavola (che adoro); spero quindi di non tagliarmi via le dita mentre imparo ad usarlo!
- Stencil per torte: mi mancavano, e mi hanno subito conquistata, specialmente quello a forma di cuore...
- Rigalimoni: lo sogno dai tempi della Sana gola e finalmente è mmmmio, il mio tessssoro!!

Sono davvero molto contenta!

07 aprile 2008

Ricettari Tree of Freedom

Qualche giorno fa, mi hanno scritto chiedendomi di pubblicizzare l'immagine a lato (cliccateci per ingrandirla) che invita all'acquisto di due ricettari vegani firmati Tree of Freedom. I ricettari possono esseri richiesti all'indirizzo treeoffreedom@libero.it.
Per ora non è disponibile alcun sito da visitare, ma Tree of Freedom mi è stato descritto come un progetto con un'impostazione antispecista, che nasce dall'esigenza di diffondere quanto più possibile un messaggio di lotta senza compromessi per la liberazione di qualsiasi essere vivente. L'idea, in un'ottica di autoproduzione, prevede la stampa di opuscoli, la serigrafia in proprio di borse, toppe e maglie, e la realizzazione di spillette e assorbenti in stoffa.

Beh, spero che il sito sia presto on line! E, a proposito di ricettari... tra poco il mio cd di ricette, Anno 2008, sarà pronto in versione aggiornata!

30 marzo 2008

Cereali: mondi, decorticati, perlati, raffinati...

Una volta avevo un libro sulla macrobiotica che spiegava molto bene i diversi gradi di raffinazione dei cereali, illustrando con l'ausilio di disegni quali parti del chicco vengono asportate con il procedere della raffinazione; riportava anche in modo chiaro le diverse denominazioni dei cereali così trattati.

Adesso, quel libro non ce l'ho più, e quando vado a fare la spesa rimango frastornata dalle diciture stampate sui pacchetti: mi confondo sempre tra perlato e decorticato, resto perplessa davanti ai mille nomi del riso, e in sostanza mi limito a ignorare i cereali raffinati e a prendere quelli che non lo sono (anche se non mi rendo conto del livello effettivo di raffinazione del prodotto).

Ma adesso mi devo rimettere in carreggiata, quindi ho fatto qualche ricerca in proposito! Partiamo dalla conclusione: mi è parso di capire che i diversi gradi di raffinazione sono, nell'ordine, integrale (o mondo), decorticato, perlato, raffinato.
Più si raffina un cereale, più si perdono le fibre, le vitamine (soprattutto gruppo B) e i minerali (selenio, zinco, rame, magnesio, fosforo) presenti negli strati esterni del chicco.

Mettendo insieme le informazioni lette nel corso degli anni, sono arrivata alla conclusione che i cereali integrali, essendo molto ricchi di fibre, possono comportare difficoltà nell'assorbimento dei minerali (come ad esempio del ferro) e problemi digestivi, e che sia quindi un buon compromesso fare ricorso a quelli decorticati, che conservano comunque buona parte delle vitamine, dei minerali e delle fibre. Questo, soprattutto in caso i cereali raffinati vengano del tutto esclusi dalla dieta.

Pane, pasta, cereali in chicco, farina e quasi tutti i loro derivati esistono in versione integrale, ma i problemi sono due: il costo elevato e la non facilissima reperibilità.
E' quasi indispensabile scegliere la versione da agricoltura biologica di questi prodotti, perché è sulla parte esterna del chicco che si depositano tutte le sostanze usate in agricoltura, e che verrebbero eliminate con la raffinazione. La provenienza biologica fa salire i prezzi, e bisogna aggiungere che essendo prodotti di nicchia sono più costosi degli analoghi raffinati (che rabbia!).
C'è poi una reale difficoltà a trovare la versione integrale di alcuni cereali: quelli perlati sono comunissimi anche nei supermercati, quelli decorticati un po' meno; quelli integrali mi sembrano vere mosche bianche, ho girato due erboristerie, due supermercati e un ipermercato senza trovare traccia di riso integrale, per non parlare del farro o dell'orzo... e a questo proposito, fate attenzione: per quanto riguarda la pasta (di frumento) integrale, ne esistono tipi spacciati per tali, ma costituiti da semola raffinata con aggiunta di cruschello... le fibre ci sono, ma le vitamine e i minerali sono andati persi! Un nome per tutti? La pasta Misura...

Per adesso ho trovato soltanto orzo e farro perlati, ma sono stata più fortunata con la pasta di frumento integrale! Mi impegnerò ancora nelle ricerche, questo è certo.
Purtroppo ieri e oggi sono stata male, con febbre, mal di stomaco, nausea (sarà il mio corpo che mi ricorda che non sono WonderWoman?), quindi sto praticamente digiunando... spero di sentirmi presto meglio e cominciare a preparare qualche piatto salutare e gustoso!

22 febbraio 2008

Sojafit

SOJAFIT - SOYA MILCH MACHINE
Dati tecnici:
Voltaggio 230V
Frequenza 50Hz
Motore da 300 watt
Forza di riscaldimento 800 watt

Capacità: 1500ml-1800ml (ci sono due tacche sulla brocca)
Capacità fagioli secchi: 100g (c'è un misurino apposito per i semi)
Controllo con micro-computer, quattro lame di acciaio, contenitore e filtro di acciaio.
Comprata su E-bay, dalla Germania, pagata 69 euro con consegna velocissima (pagata il lunedì, mi è arrivata giovedì a pranzo!).

Si presenta come la vedete nella foto (poi ne farò di mie da aggiungere al post), se sollevate la parte superiore (il cervellone elettronico) vedrete sporgere da essa la lama per triturare i semi, un sensore per la temperatura, uno per il livello dell'acqua, un affare che credo sia la resistenza per scaldarla e il filtro dove si inseriscono i semi da spremere. La carica è dall'alto, attraverso una feritoia apposita che conduce al "cestello filtro".

Mi è arrivata con le istruzioni d'uso (in tedesco e in inglese) e un foglietto con le istruzioni per fare i vari tipi di latte vegetale (in tedesco - Yariiiiiii, tu il tedesco lo conosci veroooo?), compresi quelli di semi. Ad altre persone so che è arrivata senza istruzioni... In compenso la mia ha un filtro solo, mentre alcune ne hanno due (uno per la soia, più fitto, e uno per i semi)!

Ieri ci ho preparato il latte di soia ed effettivamente, come mi diceva un'amica, da bere non è il massimo, ma è molto meglio di quello fatto in casa (io poi lo uso quasi solo per cucinare o per trasformarlo, quindi sono contenta ugualmente!).
Non so dirvi se con altre macchine è "oggettivamente" migliore o se sono io ad avere gusti difficili; forse devo fare un po' di pratica e di esperimenti tecnici per migliorarne la qualità.

E' veloce (circa 20 minuti per il latte di soia), silenziosa, non troppo difficile da pulire (a differenza del caos che facevo, a mano, con le pentole...); la carica dall'alto è molto comoda, però bisogna ricordarsi di non toccare il corpo della macchina quando è accesa, perchè scotta!
Ha il programma a parte per i semi, che spreme a freddo; ne ha due per la soia, uno per quella secca e uno per quella reidratata... la soia viene spremuta a caldo, attraverso quattro cicli successivi di riscaldamento e triturazione. L'okara risultante dal procedimento è finissima.
Insomma, per adesso mi ritengo soddisfatta!

Informazioni generali sulle macchine per il latte vegetale: thread sulla macchina per latte vegetale (su forumetici, con link ulteriori).

21 febbraio 2008

Mi sono comprata la Sojafit

Eh sì, c'ho la macchina per il latte di soia. E a giudicare dal doppio bip ha appena finito il primo ciclo.

Vado a controllare il risultato!

06 giugno 2007

Cucinare ad occhio, assaggiare col naso

Una delle maggiori difficoltà che incontro nel tenere un blog (anche) di cucina, è nel comunicare efficacemente le ricette.
Come fare a ricordare gli ingredienti esatti di una preparazione inventata sul momento, aggiungendo un pizzico di questo, un goccio di quest'altro, una spolverata o una grattugiata di quell'altro ancora? Spesso, le proporzioni le aggiusto in corso d'opera, oppure decido di "infilare" in pentola una spezia, un'erba, una verdura solitaria rinvenuta in frigorifero che potrebbe azzeccarci... quante variazioni da tenere a mente!
A volte, fornire le quantità esatte mi è quasi impossibile: una fetta di seitan resta tale qualunque sia il suo peso, e sta all'appetito del cuoco stabilire la giusta misura. Un cucchiaino di pepe può solleticarmi la gola o mandarla in fiamme a chi non apprezza i sapori forti...

La mia cucina nasce per caso, anzi, per naso. Gli ingredienti li misuro a occhio, e li mescolo basandomi sul loro odore: annuso una zuppa e verso un'erbetta, respiro gli effluvi di un risotto e so se serve ancora un pizzico di sale... Se l'impasto di un dolce è troppo asciutto, improvviso versando un po' di questo o quello per ristabilire l'equilibrio (sarà questa la spiegazione dei miei clamorosi flop? ), salvo poi dimenticarmene mentre stendo la bozza di un post.

Sì, è il naso a guidarmi, a dirmi cosa mescolare e cosa tenere separato; e l'occhio collabora, suggerendomi accostamenti cromatici e rassicurandomi sul corretto evolversi della preparazione... La bocca si tiene da parte: non assaggio quasi mai mentre cucino, mi sciupa l'appetito; mi fido dell'odore e se accosto le labbra alla forchetta o al mestolo c'è da preoccuparsi, probabilmente qualcosa sta andando storto.

L'occhio regna sovrano nella mia cucina, non perché mi piacciano le "artistiche composizioni" della nouvelle cuisine (anzi, come testimoniato dalle fotografie, i miei piatti spesso sembranoaver appena subito un incidente stradale), bensì perché è la mia guida in tutta la preparazione: nella scelta degli ingredienti, nel loro accostamento, nella cottura.

Anche il contatto con gli alimenti mi ha insegnato molto; è così che ho imparato come sbucciare, pelare, tagliare, e quanto a fondo spingere la lama del coltello, e i movimenti del polso per eseguire l'operazione più agevolmente...

Insomma, possiedo poca esperienza e molta inventiva, seguo intuito e creatività piuttosto che regole... Qualcuno di mia conoscenza mi sgriderebbe, ma a volte non riesco proprio a cucinare pesando tutto, seguendo le istruzioni, registrando fedelmente le dosi. E credo non dovreste farlo neanche voi.
Perché può risultare triste e frustrante, può farvi avvertire un distacco, rispetto a quanto state facendo, che non dovrebbe esistere. Cucinare non è un dovere, non è un lavoro, o almeno non è solo questo... è divertimento, è gioia.
Lasciate spazio all'inventiva, alla creatività, all'improvvisazione; usate i vostri sensi fidandovi di loro, affidandovi all'ispirazione del momento. Non importa se non siete precisissimi, non importa se non fate tutto a puntino, sentitevi liberi di osare... il cibo è un piacere, quasi un gioco, ed è bellissimo "mettercene del proprio" in un piatto, assecondare le idee bislacche che vi vengono in mente... a volte non sempre funzionano, ma danno buon umore e possono portare a deliziose, riuscite scoperte.

Potreste capire di avere del "talento" in voi, o semplicemente che pasticciare con gli ingredienti vi piace assai. Potreste prenderci gusto al punto tale da trovare una nuova passione. Potreste accorgervi che cucinare vi rilassa e vi stimola, collegando pensieri e idee in modo impensato.
Potrebbe migliorare aspetti della vostra vita che non avreste mai immaginato fossero connessi con la cucina... e probabilmente non lo sono, ma sono connessi con quanto questo modo di esplorare e manipolare può portare alla luce: energie e sensibilità nascoste, in attesa che le troviate.

21 aprile 2007

Sull'autoproduzione del tofu (e del seitan)

Ormai, ve l'ho detto, ci sto prendendo gusto a preparare il tofu; così l'ultima volta ho deciso di costruire una sorta di "formina" per ottenere un panetto rettangolare, invece della solita massa informe.
Ho utilizzato una vaschetta per alimenti, in alluminio; ne ho forato il fondo con un coltello per permettere al liquido di colare via e poi ho versato dentro i fiocchetti di tofu.
Ha funzionato bene!
Purtroppo non ho ancora trovato un coperchio adatto a mettere sotto pressione il tofu, ho usato i soliti pacchi di riso sottovuoto; ma poter tagliare il mio "formaggio di soia" in fette che avessero la forma di fette è stato molto soddisfacente!

E a questo proposito...

So bene che, per quanto possa ripeterlo, e ripeterlo, e ripeterlo, non mi crederete, ma preparare in casa tofu e seitan non è difficile.
Sono assolutamente convinta che sia una operazione alla portata di chiunque e vantaggiosa sotto numerosi aspetti: il prezzo viene abbattuto; siete svincolati dagli orari del negoziante e da eventuali ritardi di consegna; potete controllare con sufficiente sicurezza la qualità del prodotto; avete la totale libertà di scegliere la quantità da preparare, e farlo in qualsiasi momento; gli imballaggi del prodotto vengono drasticamente ridotti, alleviando i problemi di smaltimento.


So che può sembrare una impresa ardua, ma credetemi, non lo è.
Vi fidate di me? Siete entusiasti delle ricette che posto ogni giorno? Siatelo anche quando vi offro gentilmente il segreto del mio seitan deluxe e del tofu buono "quasi" al naturale.

Forse pensate che io abbia chissà quale tocco magico col cibo, ma non sono sicura che sia così. Mi piace manipolarlo, certo, e trasformarlo, ma ovviamente non tutte le ciambelle riescono col buco.

Mi ricordo i primi pasticci con acqua e farina: la prima volta ho quasi otturato il lavandino, la seconda ho preparato una deliziosa spugna fradicia, la terza un pezzo di cartone bagnato. Quando ho messo in pentola l'instant seitan ne ho estratto una palla elastica effetto "gomma da masticare" (però senza bolle).

I primi due esperimenti col tofu mi hanno resa furiosa: prima mi avevano spergiurato che farlo cagliare col limone era lo stesso che utilizzare il cloruro di magnesio (balle!). Poi quando ho comprato il cloruro di magnesio non ne voleva sapere comunque di cagliare.
Stavo per lanciare il maledetto frullatore dalla finestra.

Insomma, non faccio miracoli, però insisto e a forza di sbagliare accumulo esperienza. Esperienza che vi offro su un piatto d'argento.

E' stato tutto (o quasi) calcolato, ogni incidente già arginato, ogni difficoltà prevista; avete un elenco completo di ingredienti e attrezzature necessarie, istruzioni dettagliatissime, la possibilità di porre domande e la soddisfazione di bestemmiare la diretta responsabile (io) in caso di fallimento.

State ancora a tentennare?


C'è un solo modo sicuro per non avere successo con queste ricette: andare troppo di fretta. E non perchè sia necessario molto tempo per portarle a termine, ma soltanto perchè le prime volte si è un po' impacciati, timorosi, non si sa bene come muoversi, e allora è meglio avere a disposizione un intero pomeriggio e una cucina tranquilla prima di iniziare a trafficare.
Poi vedrete che andrà tutto liscio, col tempo acquisirete confidenza e sarà tutto più facile e veloce.

Ci vuole solo pazienza, ci vuole calma, sangue freddo. Un pizzico di voglia di rischiare e di avventura. Fiducia nelle vostre capacità, voglia di giocare come bambini, senza pensare.

Fidatevi di me.

20 novembre 2006

La pentola a pressione

Non so se vi ricordate che qualche tempo fa avevo espresso i miei dubbi circa la cottura in pentola a pressione (stavo sproloquiando di seitan, se non erro). Non essendone molto informata, ho chiesto agli esperti del forum di scienza vegetariana ed ecco le loro illuminanti risposte:

Da parte di seitanterzo:
Non mi sembra ci siano particolari argomenti su questo tipo di cottura, sappi comunque che le regole son le solite: il calore distrugge, modifica e aumenta i contenuti di nutrienti vari, vedi la vit. "C" la cui labilità non và d'accordo con nessun tipo di pentola, mentre molti altri nutrienti vedono abbassare il loro apporto anche dell'70-80% (es. carboidrati e proteine la cui percentuale di perdita dipende da vari fattori quali il tipo di alimento, tempo di cottura, intensità del calore, ecc.). Aumenta invece la biodisponibilità di antiossidanti quali Betacarotene e Lycopene contenuti in verdure giallo-arancioni, rosse e verde scuro fra le quali salse e passate di pomodoro.
La miglior cottura consigliata resta quindi quella al vapore (anche se si consiglia sempre una buona quantità di alimenti crudi, vedi VegPyramid) che limita le perdite e mantiene alta la biodisponibilità dei già citati antiossidanti e se ti può interessare una lista di alimenti con relative % di risultati post-cottura puoi andare sul sito dell'INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) www.inran.it


Inveve Fox_Mulder mi ha scritto:
Ciao, in effetti la cottura a pressione è il metodo più efficace per preservare le qualità dei vegetali, in quanto le perdite di minerali e vitamine sono minime, il massimo che puoi perdere è un 10% di vitamina C e betacarotene. Il vantaggio è che diminuendo i tempi di cottura perdi meno sostanze, semplice.
Forno, griglia, frittura invece sono i peggiori.

Visto che siamo in tema, aggiungo anche che la verdura surgelata è spesso più nutriente di quella fresca, perchè quest'ultima spesso viene colta e poi lasciata maturare prima della vendita. Oppure viene conservata in modo non eccellente, e quindi perde molti nutrienti. Questo vale anche per i negozi biologici ovviamente.
I surgelati invece vengono colti maturi e quindi cotti e surgelati subito, con una minima perdita di nutrienti.


Io, da vera furbona, sono solita cuocere al vapore inserendo il cestello nella pentola a pressione. Sono brava?
Nel caso la discussione avesse altri sviluppi, o voleste porre domande allo staff, potete seguirla qui.

26 luglio 2006

Presentare i piatti

Non so se vi ho mai parlato della scarsissima attitudine alla buona cucina che affligge la mia famiglia in linea femminile... niente mamma che di domenica mattina si alzava alle 8 per sfornellare e mettere in tavola pranzi multiportate e pasticcini meravigliosi; non parliamo poi di mia nonna, che non sapeva neanche preparare il caffé.
Sono cresciuta col disgusto del cibo, per farmi mangiare mi si doveva rincorrere per tutta la casa mentre gridavo come un'ossessa e sputavo ovunque le verdure (detestavo le verdure); ingurgitavo giusto quel tanto sufficiente a non morire di fame e non mi piaceva quasi niente... decisamente il cibo non rientrava nei miei interessi, per usare l'espressione di mia madre "campavo d'aria". Tanto più che lei ci ha cresciuti abituandoci a consumare il primo piatto per pranzo, ed il secondo per cena, quindi non si può proprio dire che la nostra giornata ruotasse intorno ai pasti... e dovendo lavorare, anche il tempo che a essi dedicava non era moltissimo.

Tutto questo per dirvi cosa? Beh, che decisamente il cibo per me è stata una riscoperta: cucinarlo (e mangiarlo) è abitudine acquisita da poco e da autodidatta... i risultati non sono sempre dei migliori. Sicuramente non sono portata per le presentazioni: proprio perchè a casa mia non c'è mai stata la tradizione né il culto del cucinare e del mangiare, né ospiti a cena né tempo per preparazioni elaborate, non ho mai acquisito spontaneamente la capacità di abbinare colori, sapori, erbe, spezie... e decorazioni.

Sto parlando di tutte quelle "diavolerie" (ciuffetti di erbe, rotolini di verdura, spruzzate di salsine, grani di droghe misteriose) che servono a rendere molto chic un piatto (probabilmente anche a dare sapore, ma sospetto sia più che altro un accorgimento scenografico!).
Ci vuole del talento per "comporre" una piccola opera d'arte quale può diventare un piatto ben curato, io non ce l'ho e probabilmente neanche mi servirà mai, però è interessante e divertente informarsi un po', così ho raccolto questi links (ne seguiranno altri, probabilmente).

Si tratta sostanzialmente di "sculture" e decorazioni realizzate con frutta e verdura, che servono a guarnire le pietanze. Molti sono i libri dedicati all'argomento, ma poichè mi irritava non poco l'idea di dover pagare fior di quattrini per imparare queste cose (ed è anche il motivo per cui ho un blog pubblico: mettere a disposizione degli altri le mie scarse conoscenze), mi sono intestardita nella ricerca, e finalmente ho trovato qualcosina nel grande oceano del Web.
Non è molto, purtroppo... se avete altro da aggiungere vi prego di segnalarlo nei commenti.

Per adesso, se volete, potete sbizzarrirvi creando cestini e fiori con i pomodori o roselline di carciofo, ma non mancano le decorazioni con i limoni o con le carote.

Per concludere in bellezza, come ciliegina sulla torta , le preziosissime istruzioni di coquinaria, vaste ed approfondite: non fatevele scappare.