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04 dicembre 2010

Se niente importa

Parecchi giorni fa ho finito di leggere il libro di Jonathan Safran Foer, Se niente importa. È stata una delle letture più interessanti e coinvolgenti degli ultimi anni.
Ovviamente mi interessava molto l'argomento, e cioè le motivazioni che, come società, ci spingono a mangiare gli animali (il titolo originale del libro infatti è Eating animals), ma sono stata conquistata dal modo con cui l'autore ne parla.

Jonathan Safran Foer è uno scrittore, e si vede. Siano esse completamente inventate, ispirate dalla realtà altrui o tratte dalla sua vita, le storie che fanno da contorno alla domanda "perché mangiamo gli animali?" ti legano al libro pagina dopo pagina. Per l’essere umano, raccontare storie è un rituale quasi “magico”; c'è qualcosa di profondamente radicato in tutti noi che ci fa assaporare il piacere delle parole quando non si limitano alla cronaca. Quella stessa malia che da bambini ci faceva addormentare dolcemente, da adulti ci rende molto più disposti a prestare l'orecchio ad argomenti difficili, se sono incorniciati in una storia capace di avvincerci.

Raccontando la realtà degli allevamenti intensivi, Foer segue il filo rosso della storia della sua vita familiare: all’inizio ci sono i ricordi legati all’infanzia e a sua nonna, alla fine le novità portate dalla nascita del primo figlio. La considerazione che sta alla base di tutto il libro è che mangiare è un atto culturale, e mangiare carne è diventato un atto culturale estremamente radicato nella nostra società.
Questo problema se lo pone prima o poi ogni vegetariano, quando si chiede perché tutti continuano a mangiare gli animali e si interroga sulla sorte della propria vita sociale. Prima che Barbara diventasse vegetariana ne abbiamo parlato spesso; secondo lei, trascurare l’aspetto socio-culturale del cibo era un grave errore commesso soprattutto dalle varie associazioni che promuovono il vegetarismo. Prendiamo la scena classica che quasi ogni vegetariano ha vissuto: durante una festa di compleanno, il cenone di Natale, il pranzo di Pasqua o qualsiasi altra simile occasione, i tuoi parenti iniziano a fissarti come un pazzo che ha appena aderito a una strana setta. Il tuo essere diventato vegetariano o la tua scelta di diventarlo sono l'argomento del giorno, e niente li distrae da quel pensiero. Perché all'improvviso quello che mangio o non mangio è diventato così importante agli occhi degli altri? Tutto sommato, non saranno fatti miei e basta? Quando 8 anni fa sono diventata vegetariana, praticamente non mi sono posta il problema; sarà che tutto sommato la serata standard, dalle mie parti, si passa in pizzeria e quindi non avevo difficoltà a mangiare fuori casa, sarà stata la sfacciataggine e il muso duro dell'adolescenza, sarà anche che ero molto giovane e non avevo una grande vita sociale, ma all'epoca non mi importava di rinunciare ai prodotti di origine animale e alle possibilità di socializzazione che essi offrono.
Però, pensiamoci: i cibi della nostra recente tradizione, come i dolci delle feste e i piatti delle grandi occasioni, sono pieni di derivati animali. Noi non abbiamo la festa del Ringraziamento, col suo immancabile tacchino, che tanta importanza assume nel racconto di Foer, però abbiamo una varietà di cibi regionali, a base di carne o di pesce, che nella nostra mente sanno di festa e di cucina della mamma, che “fanno casa”. E l'idea di doverci rinunciare atterrisce molte persone che pure stanno valutando l'idea di diventare vegetariane.
Minimizzare non ha senso: il cibo è importante, soddisfa un bisogno primario, permea il nostro immaginario, ci fa sentire bene fisicamente ed emotivamente, crea occasioni di convivialità... la preferenza per una stessa pietanza può perfino renderci simpatica una persona appena conosciuta. Cosa succede quindi se d'un tratto smettiamo di consumare quelle tipologie di alimenti che, purtroppo, sembrano alla base della dieta dell'italiano medio? Pare quasi che si spezzi qualcosa, che si crei una frattura tra “noi” e gli “altri”, e a volte il timore che ti si crei intorno un vuoto sociale purtroppo non è ingiustificato: agli occhi dei tuoi amici andare a mangiare fuori può sembrare d'un tratto un problema insormontabile, e se ti invitano a casa per una cena vanno incontro al panico del "ma questo lo mangi?" oppure "e adesso che cosa cucino?!". Fino a qualche anno fa all'argomento non veniva data tanta importanza, ma le cose stanno cambiando e sempre più i siti che promuovono il vegetarismo offrono svariati consigli su come gestire lo smarrimento di parenti e amici davanti al cambiamento.
Ciononostante l'insistenza con cui Foer affronta l'argomento mi ha stupita positivamente: per me, il cibo ha una grande importanza, che non può essere minimizzata. Io non bevo caffè, e questo mi preclude molte cose, dal banale tentativo di corteggiamento a base di caffeina al momento di relax universitario davanti ai distributori automatici, per non parlare delle visite di cortesia nelle quali l'ospite non sa mai cosa offrirmi... L'importanza culturale del cibo è innegabile, e Foer la identifica con le storie che raccontiamo sul cibo, perché è con la narrazione che l’uomo crea e tramanda la propria cultura. Quando, da novello vegetariano, immagina le future giornate del Ringraziamento, Foer sa di dover trovare nuove narrazioni per i suoi nuovi cibi e le nuove abitudini alimentari.
Mi arrabbio molto quando vengo accusata di sentire la mancanza della carne perché mangio prodotti "sostitutivi" come burger, affettati, wurstel vegetali. Chi dice questo non comprende affatto i termini della questione. La carne l'ho mangiata, mi piaceva, ma poi ho scelto di smettere e non ricomincerei per nulla al mondo; non mi mancano il suo sapore o la sua consistenza, non mi manca la carne in sé, anzi. Ma a volte mi mancano i suoi significati, le narrazioni e i riti che vi costruiamo intorno.
Se la mamma che fino al giorno prima ti coccolava con lasagne e polpette non si sente più in grado di cucinare per te perché non sa cosa prepararti, ti si può spezzare il cuore. Se all'aperitivo tutti si riempiono il piatto e tu resti a stomaco vuoto, ti senti certamente escluso dal gruppo. E deludere zie premurose rifiutando i loro manicaretti può farti sentire terribilmente in colpa. Questo importa, nostro malgrado, ed è uno dei motivi per cui tutti finiamo per mangiare wurstel di tofu, burger di soia, straccetti di seitan, formaggi vegetali eccetera – oltre al fatto che sono buoni, intendo. Poter andare al Rewild con un gruppo di onnivori e mangiare tutti insieme un cibo dal rassicurante aspetto di un hot-dog o di un hamburger, ma vegan, mette d'accordo tutti. Ti infonde la speranza di poter accordare felicemente una vita sociale sana all'alimentazione che ritieni più giusta per te.

Per te, ma non solo. Foer dà spazio all'insostenibilità ecologica ed economica degli allevamenti intensivi, spiegando come riescano a tenere i prezzi bassi esternalizzando alcuni costi, cioè facendoli drammaticamente ricadere sull'intera società. La storia degli scempi ambientali e sanitari causati da questi allevamenti fa accapponare la pelle ed è molto attuale, in tempi di superinfluenze e zoonosi sempre più diffuse. E anche se non ho ancora letto La dieta skinny bitch, per quanto ne so di quest’ultimo, i due libri devono avere una certa affinità nel descrivere le vere e proprie schifezze contenute nei cibi di origine animale. Il brodo di merda resterà nei miei incubi per un pezzo.

Di contro, le sofferenze patite dagli animali sono quasi assenti: permeano tutte le pagine, ma in modo sottile, quasi invisibile. È soltanto alla fine che arrivano gli schiaffi in pieno viso. Alla fine, quando ormai hai abbassato le difese e pensi che quel libro, tutto sommato, sia innocuo, incruento, che nulla di quanto hai letto tornerà a tormentarti quando chiudi gli occhi. A quel punto arriva il racconto orribile delle violenze, del sadismo, delle torture, dritto dalla bocca di chi lavora nella filiera della carne. Testimonianze durissime, sconvolgenti nella loro “normalità”.
E qui mi è successa una cosa paradossale. Mi sono immedesimata in quelle persone, ho provato compassione per loro, mi sono messa nei loro panni, per quanto fosse folle e doloroso. Perché mi sembrava comunque folle provare pietà per chi incrudelisce senza alcun motivo su animali già condannati a morte, li tortura per sadismo puro e semplice e lo fa a ritmi così serrati, in tale quantità che alla fine lo trova normale... diventando una persona alienata dalla realtà umana, nel senso profondo della parola. Mi sono scoperta a chiedermi se potrei mai stare accanto a chi fa quel lavoro, mi sono risposta di no. Non potrei mai seppellire un filo di inquietudine, dovuto al pensiero che a furia di uccidere e fare a pezzi animali diventi un po' più facile uccidere anche le persone. Ma comunque, mi sono sentita scissa in due: da una parte il rifiuto di provare altro che odio e schifo per loro; dall’altra la pena per persone che capiscono di fare qualcosa di atroce e sbagliato ma vanno avanti, a volte perché non hanno alternativa.

Sorprendente, no? E non è tutto: Foer offre sempre più punti di vista, tutti differenti, sulle varie questioni trattate, e a volte il risultato è straniante. Provate a leggere le parole dell’allevatrice di bovini vegetariana, o quelle del vegano che progetta mattatoi... in un modo o nell’altro, ti scuotono qualcosa dentro.

Alla fine, tutti questi racconti costruiscono una storia più complessa, personale e universale insieme. Sono sempre documentati, le note del libro sono tantissime. Purtroppo, a proposito di documentazione e universalità, mi sono chiesta spesso se quelle cose valessero anche per l'Europa, per gli allevamenti nostrani. È una obiezione comune, da parte di chi mangia carne: tanto questo non succede da noi, quei video riguardano l'America / i paesi dell’Est / chissà dove... E allora, per chi ci tiene, c’è l'indagine nei macelli europei di un paio di anni fa, in DVD, e i video di TV animalista, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Pubblico adesso questo post perché ieri, mentre tornavo a Castellammare in pullmann, ho visto sfrecciarmi accanto un furgone stipato di pecore e sono rimasta attonita per qualche secondo. Spero di aver visto male, spero che quel mucchio di lana ammucchiata e pressata ed esposta alle intemperie non fosse così come l’ho visto.
Mi chiedo dove andassero quelle pecore, mi domando se adesso stiano soffrendo, o se siano state uccise ed abbiano smesso di soffrire per sempre. Quando d’improvviso mi trovo davanti una pescheria o la vetrina d’un macellaio mi ricordo di colpo che gli animali muoiono, ancora e ancora, perché la gente vuole mangiarli. Questo pensiero mi addolora... e mi sorprende, perché queste morti sono così futili, così evitabili. Non mi sento perfetta perché vegetariana, faccio ciò che la coscienza mi detta e che ritengo giusto in senso assoluto. Sì, vorrei che tutti smettessero di mangiare carne, lo vorrei tanto da non poterlo descrivere a parole. Vorrei porre fine alla sofferenza, ecco tutto. Mi sembra una possibilità così vicina, e così lontana dall’essere raggiunta, che mi si spezza il respiro quando ci penso. Mi si spezza proprio perché la vedo così vicina e facile da ottenere, e così lontana dal realizzarsi. Non mi sento migliore degli altri, ma sono così contenta, così contenta di essere fuori da tutto ciò.


Se niente importa non è un’opera di propaganda, ma un racconto toccante e profondo che spinge a riflettere su molte cose, non solo per ciò che dice ma anche per come lo dice: è scritto davvero bene, sarà per questo che il messaggio passa così diretto, al cuore e alla testa.

Non ho messo grandi citazioni perché invece di comprarlo l'ho letto in biblioteca e l'ho già restituito... un'ottima soluzione per una studentessa squattrinata. Qui trovate un elenco di quelle che ce l'hanno, ma in ogni caso chiedete alla vostra biblioteca comunale, e se non c'è suggeritene l'acquisto. A me è piaciuto tanto che voglio rileggerlo presto. E voi, lo avete già fatto?


Jonathan Safran Foer
Se niente importa
Perché mangiamo gli animali?
Guanda
2010
368 pp.
€ 18.00

24 marzo 2010

La cucina etica per mamma e bambino

Siete dei fan della serie di ricettari vegan La cucina etica? Allora c'è del pane fresco per i vostri denti!

È appena uscito infatti La cucina etica per mamma e bambino, scritto da Emanuela Barbero a quattro mani con Antonella Sagone (consulente professionale in allattamento materno), con la supervisione scientifica della nutrizionista Luciana Baroni (presidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana e coautrice di Curarsi con la cucina etica) e del pediatra Luciano Proietti (autore di Figli vegetariani). Con un simile "cast", di assoluto rispetto, il libro è un vero e proprio figlio d'arte, e si vede!

Nella prima parte, di impianto teorico, sono fornite le informazioni nutrizionali più utili durante la gravidanza, si spiega quali sono i cibi consigliati alla futura mamma ma anche come "educare" il gusto del bambino prima ancora che sia nato; si parla poi di allattamento e svezzamento naturale, con le opportune indicazioni per un processo "a misura di bambino", senza tralasciare l'aspetto relazionale dell'allattamento al seno e il rapporto tra madre e figlio.

Il nutrito ricettario, che occupa la seconda parte, aiuta a gestire la dieta del piccolo in modo bilanciato: sono presentati 350 piatti, suddivisi per fascia d'età (6-8 mesi, 9-11 mesi, 12-24 mesi, dai 2 anni in su, dai 3 anni in su); una parte speciale è dedicata all'uso della pentola a pressione, mentre meritano una menzione le cosiddette "ricette diorama", piatti fantasiosi in cui il cibo è disposto a creare scenari tridimensionali suggestivi e stimolanti.

A conclusione del libro, vi è una sezione di approfondimento con un'ampia bibliografia; vengono inoltre segnalati articoli presenti in varie riviste oppure consultabili sul web, indirizzi di siti, forum e blog a tema, contatti di associazioni e gruppi di riferimento. Se volete saperne di più, sbirciate l'indice del volume!


Il libro in sé ispira tranquillità e fiducia; la cura riposta nell'impaginazione è evidente, soprattutto nella prima parte, dove box e tabelle spezzano il ritmo della lettura rendendola piacevole e non faticosa.
La collaborazione tra le due autrici dà vita a un testo diretto, spontaneo, colloquiale, che non manca però di scientificità; le ricette sono semplici, facilmente realizzabili e chiaramente adattate al pubblico dei piccolissimi, ma ciononostante sono appetitose: vien da pensare che con l'aggiunta di un pizzico di sale e qualche spezia possano gradirle anche i genitori. E grazie alle parole di Emanuela e Antonella la scelta vegan, al di là della sua matrice etica, diventa il modo più sano e naturale per nutrire non solo se stessi, ma anche i propri bambini.

Per conoscere le modalità di acquisto del libro o per inviare i vostri commenti in proposito, cliccate qui. E buona lettura a tutti!

Emanuela Barbero, Antonella Sagone
La cucina etica per mamma e bambino
Gravidanza, allattamento e svezzamento vegan. Oltre 350 ricette
Sonda
Marzo 2010
232 pagg.
€ 18,00

02 febbraio 2009

Guida ai Detersivi Bioallegri - II edizione

Siamo felici di annunciare che è uscita
la seconda edizione della
"Guida ai detersivi bioallegri"
aggiornata e integrata con nuove ricette :
più pagine, più illustrazioni!
(I diritti d'autore saranno devoluti al
Centro pediatrico di Goderich
gestito da Emergency)

Visitate il sito
http://biodetersivi.altervista.org/
completamente rinnovato !
MondoNuovo


Ps: Sì, sono tornata, sto stendendo il resoconto del mio ultimo viaggio a Milano. Un po' di pazienza, e poi vi racconterò tutto!

24 ottobre 2008

Vegpyramid - il libro

Prima di ripartire... volevo informarvi che sto leggendo il libro VegPyramid, me lo porto su e giù in treno dalla scorsa settimana e lo trovo molto interessante.

Luciana Baroni spiega i principi della piramide alimentare vegetariana, descrivendo i principali gruppi alimentari, le loro proprietà, e indicando l'impostazione di una dieta vegan ottimale, esemplificata anche tramite menù settimanali.

Comprando il libro ne riceverete gratuitamente una seconda copia, da regalare al vostro medico o a chi preferite.

Luciana Baroni
VegPyramid
Sonda
2008
Pag 192
18.00 €

Spero di riuscire a finirlo entro un ragionevole lasso di tempo!

07 giugno 2008

La buona cucina vegetariana n.3

E' in edicola La buona cucina vegetariana n.3, ristampa dei numeri di Marzo, Aprile e Maggio 2006 (numeri 7 - 8 - 9) di Cucina vegetariana. 3 euro e 95 cent per le tre copie. Compratele, perché questi numeri qui sono davvero bellini e interessanti!

Ps: se non trovate in edicola La buona cucina vegetariana, optate per Cucina naturale; non è una rivista vegetariana, ma attualmente è la cosa che più ci si avvicina. Mi sembra che non propongano la carne; di solito ci sono ricette di pesce, ma poche; spesso ci sono adattamenti vegan delle ricette proposte... insomma, se in edicola ne hanno una copia, sfogliatela, potrebbe piacervi.

07 aprile 2008

Ricettari Tree of Freedom

Qualche giorno fa, mi hanno scritto chiedendomi di pubblicizzare l'immagine a lato (cliccateci per ingrandirla) che invita all'acquisto di due ricettari vegani firmati Tree of Freedom. I ricettari possono esseri richiesti all'indirizzo treeoffreedom@libero.it.
Per ora non è disponibile alcun sito da visitare, ma Tree of Freedom mi è stato descritto come un progetto con un'impostazione antispecista, che nasce dall'esigenza di diffondere quanto più possibile un messaggio di lotta senza compromessi per la liberazione di qualsiasi essere vivente. L'idea, in un'ottica di autoproduzione, prevede la stampa di opuscoli, la serigrafia in proprio di borse, toppe e maglie, e la realizzazione di spillette e assorbenti in stoffa.

Beh, spero che il sito sia presto on line! E, a proposito di ricettari... tra poco il mio cd di ricette, Anno 2008, sarà pronto in versione aggiornata!

28 marzo 2008

Sempre più eco-bio!

Due ottime notizie sul fronte eco-bio!

A tutti gli amici vicini e lontani che hanno visto nascere e crescere questo lavoro dai primi ciclostilati a manovella di 7 pagine alle ripetute edizioni del manuale diffuso via web:

DETERSIVI BIOALLEGRI prossimamente IN LIBRERIA!!!!

ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – E. 7,50





Il libro si può già ordinare inviando il buono d'ordine via rete (http://www.emi.it/)

oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27
per FAX (+31-51) 32.75.52
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 - 40128 BOLOGNA
per E-MAIL: ordini@emi.it
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza
Gruppo MondoNuovo quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com


Inoltre... Nasce il PODCAST di Sai cosa ti spalmi, dove potrete ascoltare spiegazioni sull'uso dei cosmetici in vendita nel negozio on line di Barbara, suggerimenti per trattare i vari tipi di pelle, e ragionamenti sulla cosmesi ecobio!
Ci sono tante domande a cui vorrei rispondere, tante cose di cui vorrei scrivere, ma poco, pochissimo tempo!
Allora tenterò di parlarvi a pillole.
Se qualcuno ha domande a cui desidera che io risponda con un podcast, può farmele qui oppure per email.
Ed infine, importantissimo: se sapete registrare un mp3 con la vostra voce, potete mandarmi brevi testimonianze su com'è cambiato il vostro rapporto con i cosmetici da quando usate l'ecobio, o sulle difficoltà che avete avuto. Potete mandarmi anche i vostri complimenti Razz (le referenze sono importanti!). Smile
Questi sono i contatti di Barbara: il .com, il .org, il forum, il podcast!
Ne approfitto per riproporre alcune riflessioni sul tema cosmesi, che chiariscono la mia posizione in merito.

Tantissimi complimenti al Gruppo Mondo Nuovo e un abbraccio energico a Barbara!

09 marzo 2008

Cambiare pannolino


oltre un anno di studio e lavoro
migliaia di pannolini lavati
centinaia di e-mail e telefonate
decine di pannolini e salviette sperimentati
tre bimbi partoriti e un numero scaramanticamente segreto
di altri bimbi in arrivo...
TUTTO QUELLO CHE AVREMMO VOLUTO SAPERE
SUI PANNOLINI PER BIMBO
(tradizionali, biologici, di stoffa, fai da te,
metodo "senza pannolino"...e molto di più!)
RACCOLTO IN UN MANUALE UNICO E PREZIOSO
utilissimo sia per chi è già genitore
sia per chi desidera diventarlo
scaricabile gratuitamente online
il vero momon
biodetersivi

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è un'iniziativa MondoNuovo
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08 marzo 2008

Cucina Vegetariana

E' attualmente in edicola la raccolta nei numeri 4 - 5 - 6 di "Cucina vegetariana", al prezzo di 3.95 euro. Sono riviste piccine, le pagine non sono molte, ma comprarle in blocco ammortizza di parecchio la spesa (appena uscite costavano 2.90 euro l'una!). Credo stiano rivendendo le rimanenze della passata edizione, dato che dopo circa 12 numeri hanno smesso di pubblicarla... Neutral
Se lo trovate in edicola compratelo, c'è un po' di pubblicità (di prodotti biologici e vegetariani), ma le ricette tutto sommato sono carine! Smile
Personalmente, me le porto dietro in treno, altrimenti nei momenti morti sono tentata di andare in edicola a comprare qualcosa da leggere e non sempre trovo riviste non dico vegetariane, ma almeno tendenti all'uso modico di prodotti carnei... ma forse sono strana io, che una volta, mentre aspettavo un'amica nei pressi di una libreria, mi son comprata l'Artusi tascabile per ingannare il tempo!
(Non che l'Artusi sia molto utile, per la cucina vegan, comunque se v'interessa leggerlo potete scaricarlo qui oppure consultarlo qui; a onor del vero, lo leggo perché trovo spassosissimo lo stile!)

30 gennaio 2008

La mia cucina vegetariana - Il MEME stravagante

Questa rivista qua. Pamela mi scrive per dirmi che pur essendone stata interrotta la pubblicazione, questo mese con la rivista "Salute oggi" (che non è "Ok salute") c'è in allegato, pagando 1.40 euro in più, il numero de "La Mia Cucina Vegetariana" di novembre - dicembre - gennaio 2006/2007. Salute costa 1 euro, quindi in totale due riviste con 2.40 euro. Molto interessante!


Poi... vorrei lanciare un MEME. "Sottoscrizione" libera, inoltratelo alle persone che pensate possano darvi risposte interessanti.
Vorrei sapere quali sono le richieste più assurde che vi sono arrivate, o le cose più stravaganti che vi sono successe, "a causa" del blog che gestite. Senza fare nomi, raccontando soltanto i fatti!

Senza fare nomi. Un innocente ammiratore di Semplicemente Vera si è trasformato nell'arco di qualche mese nel mio boyfriend...

Una coppia di fidanzati a me sconosciuti mi ha chiesto di elaborare per loro un menù di nozze da servirsi a buffet, freddo e preparabile in casa il giorno prima (erano sposi equosolidali e decresciuti, molto simpatici, peccato non avere più notizie di loro!).

Più o meno mi hanno chiesto la stessa cosa, ma per una festa di laurea (e non sono neanche stata ricompensata con un vassoio di rustici, che fetenti!).

Sono finita a collaborare alla stesura di un libro di ricette vegan (gongolo, gongolo).

Ho ricevuto della pasta madre via Poste Italiane - e l'ho inviata a mia volta a diverse persone (nonostante le occhiatacce assassine dell'Impiegato Sospettoso)!

Ho anche ricevuto fotografie in déshabillé - ma non ne ho inviate a mia volta.

Sono stata intervistata da una rivista (cartacea) a proposito di Balcone dell'indipendenza.

Mi hanno contattata per un consiglio su un GAS vegan/bio, principalmente per l'aspetto "detergenti", così ho trascorso diverse ore passando al biodizionario non so più quanti INCI di prodotti e confrontandoli tra loro, facendo una graduatoria dei pallini gialli e delle loro posizioni, e incrociando il tutto con una raccolta dati sui prezzi al litro, sull'origine geografica dei diversi ingredienti, e sulla provenienza equa o meno dei suddetti, fino a stilare la classifica definitiva. Poi il GAS non è più partito!
Posso fare il nome del pazzo che mi ha coinvolta in tutto questo?

Dovrei aver raccontato tutto, nel caso avessi dimenticato qualcosa... aggiornerò.

Vorrei girare il meme a MissVanilla, Fiordizucca, Raidne, Francescav, e chiunque ne abbia voglia.

05 gennaio 2008

Libri da scaricare

A questa pagina trovate un elenco di titoli, messi a disposizione da Stampa Alternativa, liberamente scaricabili... Io mi sono fiondata su questo della Correggia, Le eco-conserve di Geltrude, e quest'altro di Francesca Marotta, Cosmesi Naturale Pratica (se n'è parlato anche su scts, qui e qui).
Il primo penso che dovrò stamparlo per dargli bene un'occhiata... fatevi un giro.
Ps: se decidete di stampare uno di questi testi, non fatelo direttamente dal pdf. Basta copincollare in un documento word, ridimensionare un po' i caratteri, togliere le spaziature inutili e risparmierete un sacco di carta (leggasi alberi): le 80 pagine del manuale originale sono agilmente diventate... quattordici!

15 dicembre 2007

La cucina etica facile

Avete preso la decisione di adottare un’alimentazione vegan, ma non sapete bene da dove cominciare e come organizzarvi? Siete curiosi di sperimentare una cucina senza carne, né derivati animali, ma temete anche di dovervi cimentare con ingredienti nuovi e poco familiari? Non avete esperienza con pentole e fornelli, né molto tempo a disposizione? Le Edizioni Sonda vi propongono un ricettario completamente nuovo con ricette per una o due porzioni, concepito per i single, per gli studenti o per quelli che vivono in una famiglia in cui altri membri non sono vegetariani.
Il numero delle persone che in Italia decidono di cambiare le proprie abitudini alimentari, diventando vegan, è in costante crescita. Diventare vegan è una scelta dettata da una maggiore consapevolezza, compassione e rispetto verso le altre specie viventi, verso il pianeta, verso se stessi e la propria salute. Questo libro vuole aiutare a prendere consapevolezza che cambiare alimentazione non è una rinuncia: così, per esempio, nei capitoli intitolati 10 passi per cambiare con successo e lo schema di transizione in 10 settimane si cerca di affrontare una serie di difficoltà pratiche, per scoprire che iniziare una nuova alimentazione e stile di vita può essere semplice e appagante. Come fare bene la spesa imparando a risparmiare, e come riorganizzare la cucina e la dispensa in modo funzionale alle proprie esigenze alimentari e di tempo, danno ancora ottimi suggerimenti per imparare a gestirsi al meglio.

Oltre 220 ricette che spaziano dall’antipasto al dolce, da eseguire a passo a passo con tutte le indicazioni utili e i suggerimenti per variare secondo la stagione e la disponibilità degli ingredienti. Per ogni ricetta sono stati indicati il livello di difficoltà, il tempo richiesto nella preparazione e anche la fascia di costo. Ogni piatto è stato concepito per essere preparato nelle dosi più «pratiche», è stato cioè «ottimizzato» in base ai tempi e agli ingredienti necessari, così da poter essere preparato una tantum e venire poi eventualmente utilizzato più volte, anche riscaldato.
Arricchiscono il volume le numerose immagini a colori e 6 menù completi da preparare in occasione di feste e ricorrenze, ma anche nei momenti speciali, da gustare in compagnia di amici e parenti. Tanti golosi suggerimenti per preparare ogni giorno una sana colazione, panini e snack rompidigiuno a casa e in occasione di picnic ed escursioni in montagna.

Eh... che altro aggiungere?
Il libro è carino e coniuga molto bene la sezione dedicata alle ricette con quella più generale sulle "lezioni di cucina", che credo saranno molto utili proprio a coloro ai quali il testo si rivolge: studenti, single e in generale chiunque non abbia molto tempo e una grande esperienza ai fornelli. Se state cercando un ricettario vegan facile, accattivante ma anche abbastanza completo, è quello che fa per voi; se invece vi sentite già pronti per qualcosa di più impegnativo... buttatevi direttamente sulla Cucina Etica!
Penso che valga la pena di comprarlo, soprattutto per regalarlo; si sa che molto spesso il modo per persuadere onnivori recalcitranti è prenderli per la gola...

Inoltre, sono molto orgogliona di dire che ci sono anche alcuni miei contributi quindi se volete giuggiolare con me, siete i benvenuti.

Potete ordinare il libro attraverso AgireOra Edizioni, il ricavato della vendita sara' devoluto come donazione a SSNV.

Emanuela Barbero
La cucina etica facile. Ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo
Sonda
pp. 200
€ 14,00

07 dicembre 2007

Cucina vegetariana 2

Ne avevo parlato circa un anno fa...
Anche se questa rivista non mi soddisfaceva molto, mi dispiace comunque dover dire che purtroppo, esattamente come La mia cucina vegetariana, non la pubblicano più. O almeno, non stanno uscendo nuovi numeri, però, se ingrandite la fotografia qui accanto, vi accorgerete che la definizione, in basso a sinistra, è cambiata: adesso c'è scritto che è un periodico trimestrale e che è uscito proprio ora, per Dicembre - Gennaio - Febbraio.

Si tratta pur sempre di una ristampa, ma insomma, se andate in edicola e chiedete espressamente, con un po' di fortuna potrete ugualmente trovare i primi tre numeri della rivista, venduti insieme, a un prezzo abbastanza vantaggioso.
Restano valide le personali considerazioni espresse altrove (rapporto qualità/prezzo non molto convincente - ma questo valeva per il singolo numero; presenza di ricette vegetariane non veganizzabili; taglio degli articoli un po' da “rivista femminile”); però, si tratta sempre di un passo in avanti e sicuramente è meglio sfogliare questo periodico che non i vari Cucinare bene o simili, zeppi di tagli e tranci di poveri animaletti - e che trasmettono a chi li stampa il seguente messaggio: mi piace quello che proponi, quindi lo acquisto.
Tutto sommato presenta degli spunti e si legge con piacere, "dimenticare" qualche copia dal parrucchiere è sicuramente una mossa vincente per far conoscere a chiunque il mondo della cucina vegetariana.

Ps: si capisce quello che volevo dire? ^-^ Ho dovuto scrivere il post in un momento di estrema stanchezza e temo di essere stata poco chiara...

17 novembre 2007

E chi l'ha detto che per essere belle bisogna soffrire?

Adolescenza: ma è proprio necessaria? Il nostro corpo sta deliberatamente cercando di confonderci le idee? Ce ne stavamo lì a farci gli affari nostri quando, all'improvviso, sono arrivate le mestruazioni, il seno è cresciuto e (SANTO CIELO!) ci sembra di essere diventate grasse! Una metamorfosi imbarazzante, insomma: più che una bella farfalla, ci si sente un bruco spiaccicato. E allora via con le diete a zero calorie e le creme antitutto... Ma attenzione, perché è meglio non fidarsi di chi vuol farci credere che cambieremo da così a così, a patto di comprare un gel carissimo o di mangiare solo minestrone. Perciò, se volete convivere felicemente con il vostro corpo e attraversare senza danni la pericolosissima "giungla della bellezza", leggete questo manuale!
Beh, credo di avere questo libro più o meno dai miei famigerati quindici anni, e confesso: ogni tanto me lo vado a rileggere, non solo per farmi quattro risate, ma anche per ritrovare un pizzico di autostima perduta.
Già, questo libro ha una capacità terapeutica miracolosa: inizio la lettura sentendomi scialba, ruvida, appesantita e malinconica, e la termino col sorriso sulle labbra, molto più leggera, rinfrancata dentro, nella pelle, nel sangue, nelle ossa.

Da quando ho visto in libreria Il bello del pancione. La guida più completa per l'apprendista mamma, sogno di leggerlo - ma non l'ho comprato, credo che i miei genitori imploderebbero prima di poter domandare spiegazioni...
Mi incuriosisce molto perché sono certa che il tema della gravidanza sarebbe affrontato con una travolgente e demistificante simpatia, remando contro corrente, abbattendo i luoghi comuni e facendo a pezzettini le false verità che così bene ci vengono instillate da quelli che sulla nostra pelle ci guadagnano. Ne sono sicura, perché è esattamente ciò che avviene nel libro che possiedo già.
Kaz Cooke mi fa morir dal ridere; mi sbellico per le sue battute, le illustrazioni delle pagine, lo spirito ironico ma sempre serio col quale affronta una materia decisamente scottante: insegnare a delle adolescenti in preda al panico a fare pace con se stesse. Ci si addentra nello spinoso campo del peso, della forma più o meno "normale" del nostro corpo, della moda e relative modelle dalle quali siamo bombardate, dei cosmetici e per finire di tutto quello che il corpo lo trascende: la nostra interiorità, troppo spesso soffocata da quella che ci sembra una incredibile montagna di carne, ma probabilmente sono solo le nostre favolose, pericolosissime curve.

E così, tra sindrome premestruale, chirurgia estetica, concorsi di bellezza, reggiseni imbottiti, trucco e parrucco, indice di massa corporea e scarpe con la zeppa, si scoprono un sacco di cose interessanti, verità preziose che non dovremmo mai dimenticare.
In sintesi?
Leggete le righe seguenti, ma fatelo lentamente, una alla volta, assorbendole, assaporandole. E, ditemi, non vi sentite già meglio?


Ci sono miliardi di corpi, e milioni di forme diverse: sono tutti bellissimi.

Il tuo corpo è uno di questi.

Le diete non funzionano.

Le tue cosce non sono niente male.

L'esercizio fisico deve essere un piacere, non un obbligo.

Non è detto che i cosmetici più costosi siano i migliori.

La pubblicità dice un sacco di bugie.

La chirurgia plastica fa male.

Fare la modella può anche essere molto deprimente.

Dai disordini alimentari si guarisce.

Riviste e televisione vanno guardati con occhio critico.

Puoi difenderti dai gendarmi del corpo.

Tu non sei il tuo sedere.


Kaz Cooke
E chi l'ha detto che per essere belle bisogna soffrire? Tutta la verità su brufoli, creme, e diete
Mondadori
€ 5.00

Se avete figlie, nipoti, cugine preadolescenti, se conoscete una giovane ragazza che sta per entrare nel pieno della tempesta adolescenziale, e tenete a lei, vorreste insegnarle a proteggersi almeno un poco, prima di affrontare la grande battaglia del diventare donne, regalatele questo libro. C'è molto più di quel che sembri, tra queste pagine; valgono completamente la spesa.

21 ottobre 2007

Vegagenda 2008

VegAgenda 2008. L'agenda che promuove lo stile di vita vegan!
Per il quarto anno consecutivo, ecco l'agenda per tutti i vegetariani, vegani, animalisti in Italia! E' la prima agenda in Italia a fare il punto su questo stile di vita, con informazioni, consigli pratici su alimentazione, abbigliamento e consumi in generale.

Le novità di quest'anno:

- le lettere aperte ai sindaci di molte città italiane: Massimo Cacciari (Venezia), Letizia Moratti (Milano), Walter Veltroni (Roma), Marco Maria Mariani (Monza), Leonardo Domenici (Firenze), Sergio Chiamparino (Torino), Stefano Bruni (Como), Rosa Russo Iervolino (Napoli), Fabio Refrigeri (Poggio Mirteto - RI).

- L'inserto ragionato e puntuale del "Vivere Vegan", un facile strumento di consultazione per chi vuole acquistare prodotti vegetariani e vegani città per città, con le indicazioni per la scelta dei ristoranti e dei negozi migliori.

- Il nuovissimo ricettario per cucinare con i cereali, le verdure, i legumi, il seitan e il tofu.

Formato cm 10x14,50, prezzo di copertina 9,50 euro.

Potete richiedere l'agenda a SSNV, contribuendo cosi' a finanziare le attivita' dell'associazione.
Il costo di spedizione e' di 4.50 euro in contrassegno, 3 euro senza contrassegno (con pagamento via CCP, bonifico, pay-pal, carta di credito).

Per richiedere l'agenda scrivere a: info@@scienzavegetariana.it (con una chiocciola sola!), indicando l'indirizzo a cui inviarle, il numero di agende che si desidera ricevere e il metodo di pagamento preferito.

Grazie a tutti,
la Segreteria di Redazione di SSNV

Me l'hanno regalata sia lo scorso anno che adesso, e devo dire che l'ho trovata molto carina, ricca di informazioni ma senza essere "pesante". Gli inserti di ricette e quello sul vivere vegan sono ben fatti; le pagine sono corredate di citazioni e notizie interessanti e in generale, beh, è un'agenda molto gradevole.
E poi il coniglio in copertina è troppo simpatico!

19 luglio 2007

La rivoluzione dei dettagli

Sta nei dettagli la differenza tra il dire e il fare. Essi sono indispensabili per tradurre nel concreto principi come “salvare il pianeta” o “costruire un’umanità migliore”… Prima però bisogna far sorgere una nuova cultura e radicare innovative abitudini individuali e collettive.
Questo manuale trae ispirazione da un'osservazione attenta degli stili di vita e delle loro paralizzanti contraddizioni, e propone migliaia di azioni improntate a scelte di carattere equo ed ecologico. Lo fa individuando un doppio piano di azione: la quotidianità individuale ("che cosa posso fare io") e quella collettiva ("azioni in comune").
Dal lungo elenco di piccole e grandi rivoluzioni che questo manuale suggerisce, ognuno potrà prendere quel che sente più vicino alla propria sensibilità. In ogni caso, contribuirà a migliorare la situazione del pianeta, oltre che la vita di noi tutti. Perché in fondo il segreto sta nell'adottare comportamenti più equi e responsabili, modificando finalmente annose consuetudini.
Questo libro insegna laicamente a farlo.
Così recita la quarta di copertina, e posso aggiungere ben poco.
Mi ricorda il libro di Julia Hill per la vastità degli argomenti toccati e per la struttura dell'opera. Mi meraviglia ancora la densità della scrittura della Correggia, la sua abilità di dire molto con poche parole; le quasi 300 pagine si dilatano ulteriormente, costituiscono una piccola sfida: basta distrarsi un attimo per perdersi molte, troppe informazioni, quindi occhi fissi sul testo, e mente aperta e ricettiva.
Mi riesce molto difficile dire altro, estrapolare qualcosa di particolarmente significativo per incuriosirvi, perché mi sembra che ciascuna parola sia importante e indispensabile, tutti i temi rilevanti.

E dunque, spulciando l'indice, sia la stessa architettura interna a parlare, attraverso i titoli dei capitoli. Eccoli, con una sintetica spiegazione.
  1. Misurare e misurarsi, ovvero prendere consapevolezza del proprio impatto sul mondo.
  2. Nidificare - abitare leggermente, su bio-architettura e cementificazione selvaggia.
  3. Respirare e svelenarsi, sugli inquinanti "da appartamento".
  4. Ecoarredare - disarredare, sull'acquisto di mobilio in legno e arredamento "sano".
  5. Spegnere e accendere, sui consumi domestici di elettricità.
  6. Riscaldarsi e raffrescarsi - uscire dalla follia termica, con consigli preziosi in tema.
  7. Dissetarsi o essere abbeverati, sull'acqua da bere.
  8. Non rubare l'acqua - sensibili alle gocce, sull'acqua da preservare.
  9. Del non mangiar carni, sul vegetarismo e le sue motivazioni.
  10. Mangiare leggero veg-eco-sano-equo, come da titolo.
  11. Pulire casa - ecologia domestica, idee naturali per le pulizie.
  12. Far toeletta - l'igiene che non sporca, cosmesi eco-bio e cruelty free.
  13. Abbigliarsi - l'abito fa l'ecomonaco, sull'abbigliamento biologico, solidale, e vegan.
  14. Usare e riusare -reinventare riparare riutilizzare recuperare e non gettare, ancora come da titolo.
  15. Disassuefarsi - no alle cattive compagnie, sullo smettere di fumare.
  16. Acquistare - se, come, perché, quando, dove, da chi, cosa, quanto, sul consumo critico in senso lato.
  17. Spostarsi e spostare pubblicamente, sull'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici.
  18. Disautomobilizzare il mondo che liberazione!, sulle alternative all'auto privata.
  19. Volare? a terra, a terra!, sui danni degli aerei.
  20. Comunicare o cellulare?, sull'utilizzo saggio dei mezzi di comunicazione.
  21. S-cartare ma leggere, sulla carta, e altro.
  22. Rifiutare il rifiuto - alt a pattumiere, discariche e inceneritori, su raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio.
  23. Viaggiare e far vacanza, ecoturismo e turismo solidale.
  24. Divertirsi e festeggiare altrimenti, alternative sostenibili al divertimento "solito".
  25. Consumare meno e meglio - più verdi e meno al verde, ancora sul consumo critico.
  26. Sganciarsi ma partecipare - la decrescita empatica, gli ingredienti per la rivoluzione della decrescita.
  27. Autoprodurre cibo - chi vuol esser nutrice, consigli pratici per produrre cibo in casa propria, anche in appartamento.
  28. Autoprodurre energia - di meno, locale e democratica, sulle fonti energetiche alternative, che nascono dal basso.
  29. Lavorare meno e altrimenti, riflessioni significative in tema di lavoro, e sue conseguenze e implicazioni.
  30. Pedalare e camminare - democrazia del movimento, vantaggi dell'uso della bicicletta negli spostamenti, critical mass, azioni da sostenere.
  31. Raccogliere - il mestiere più antico del mondo, alimurgia e dintorni.
  32. Fa(tica)r da sé - equa distribuzione del lavoro manuale e di cura, sulla rivalutazione delle nostre mani e dei nostri muscoli!
  33. Scambiare senza denaro, tutti i modi possibili per "scambiare" conoscenze e cose senza il coinvolgimento monetario.
  34. Riprendere il tempo e non perder vita e natura, riflessioni e azioni sul tempo, e la nostra percezione di esso.
  35. Salvare - la rivoluzione dell'empatia, nonviolenza applicata agli animali.
  36. Educare - gli infanti son tanti, piccoli suggerimenti per crescere ragazzi consapevoli.
  37. Ben-essere - la medicina pubblica degli stili di vita, sulla medicina ufficiale e sull'imparare a non ammalarsi.
  38. Convincere e ridirezionare, riflessioni generali sui cambiamenti suggeriti.
Seguono pagine di bibliografia e sitografia (e non posso non essere orgogliosa della presenza di forumetici nell'elenco!). Ovviamente, vi consiglio caldamente di comprare il libro; magari prendete una copia in più, per prestarla ad amici e conoscenti. C'è veramente molto da imparare e su cui riflettere per giungere ad altri cambiamenti, seguendo il proprio percorso personale.
Non può mancare nella vostra libreria, e soprattutto, sul vostro comodino o nella borsa.

Marinella Correggia
La rivoluzione dei dettagli - Manuale di ecoazioni individuali e collettive
Feltrinelli Serie Bianca
2007
Pagg 276
€ 14

15 giugno 2007

Dalla loba alla Dea

Rinuncio in partenza a esprimere in modo sensato e razionale il senso delle letture venute dopo Donne che corrono coi lupi.
Non sarei proprio in grado di spiegarvi contemporaneamente quanto mi hanno suscitato (un tumulto interiore) e quello di cui parlano (argomenti seri e impegnativi), quindi farò prima l'una e poi l'altra cosa... cercando di non perdermi in troppe digressioni.


Fin da quando ero bambina, ho subito il fascino dei racconti su maghi, streghe, folletti e simili. Mi piaceva ascoltare storie del terrore, fantasmi, paranormale e tutto il resto... insomma, se era intangibile, indimostrabile e un pizzico spaventoso, faceva per me.

Crescendo, ho imparato a differenziare un po'... mi piacciono ancora le storie di elfi, folletti e fate, come in generale ho sempre amato le storie di dei e divinità, e tutta la mitologia; ma ben presto ho dovuto rivedere la mia posizione sulle cosiddette streghe. Sono diventate qualcosa di molto poco "paranormale" quando ho capito che nei secoli passati, purtroppo, "strega" molto spesso non era altro se non una donna, che conosceva i poteri curativi delle erbe, o praticava il controllo della nascite, o semplicemente cercava di rendersi un pizzico più autonoma di quanto le fosse consentito... e per questo veniva tacciata di contatti col diavolo, diventava una reietta, finiva torturata, e bruciata.

Penso che su questo ormai possiamo concordare tutti, non è certamente un segreto... per approfondire l'argomento, visitate la pagina di Wikipedia sulla voce Strega e collegamenti vari.

Insomma, gira che ti rigira intorno a streghe, Malleus maleficarum, erboristeria e levatrici (secondo mamma, con le mie mani affusolate avrei potuto diventare agevolmente ostetrica), sono arrivata inevitabilmente alla Wicca. Me ne sono interessata per un po', ma con molta perplessità... finché sul forum delle capellone, incappando in una discussione sull'argomento, ho sentito parlare per la prima volta della Dea.

E qui confesso di essermi scontrata con un argomento di cui non sapevo davvero nulla. La Dea esulava completamente dal mio bagaglio di conoscenze!
Per fortuna le ragazze, gentili come sempre, mi hanno messo sulla buona strada consigliandomi qualche lettura (non ho qui i titoli, ma si trattava principalmente di testi di antropologia), e sono iniziate le letture.

Mi son trovata tra le mani, per primo, Il risveglio della dea di Vicki Noble. Certo, non sapere nulla della Dea e leggere del suo risveglio è stato come mettere il carro davanti ai buoi, così il libro mi ha lasciata in balia di pensieri e sentimenti contraddittori: alcune parti le ho trovate molto interessanti, perché il testo è costellato di riferimenti concreti (di volta in volta archeologici, letterari, sociologici eccetera) che tutto sommato ho potuto seguire e mi hanno introdotta alla realtà storica del culto della Dea, ma in altri punti mi ha lasciata a dir poco perplessa.
Per dirla senza peli sulla lingua, mi sono fatta l'idea che l'autrice fosse mezza matta.
Non ero certamente pronta a sentire certi discorsi, e accettarli dentro di me, per quanto fossero affascinanti... quindi ho accantonato tutto quello che non riuscivo a capire, e ho conservato il substrato di fondo, che mi è servito poi per affrontare letture più impegnative... come Il calice e la spada di Riane Eisler.
Ci tengo a precisare che il libro della Noble non mi ha delusa, ma probabilmente ho letto tre testi nell'ordine opposto a quello consigliabile... mentre infatti affrontavo il monumentale e complesso saggio della Eisler, mi sono imbattuta in un agile libricino, La Grande Madre di Laura Rangoni. Se avessi letto prima la Rangoni, poi la Eisler, sono certa che avrei seguito meglio il discorso, apprezzando maggiormente anche la Noble, possedendo gli strumenti adatti!

Ma in sintesi, senza entrare nello specifico, poiché voglio dedicare a ciascun testo, unico e particolare, lo spazio che merita, cosa mi hanno trasmesso queste letture?

La dico con le parole di Alessandro Marescotti riportate da Peacelink:
Fin dal secolo scorso alcuni studiosi hanno ipotizzato che intorno al V millennio a.C. si sarebbero sviluppate delle società matriarcali basate sulla venerazione della Grande Madre che era considerata una divinità femminile creatrice dell'universo. Di tale divinità si ritrovarono vari resti in tutta Europa e nella Russia asiatica. Sulla base dei documenti che sono stati reperiti si è potuta ipotizzare l'esistenza di una società pacifica e ordinata nata in un sistema politico governato da donne. Non ci sarebbero state disparità tra uomini e donne. Queste società scomparvero intorno al 1500 a.C. quando iniziarono a prendere il potere i popoli indoeuropei provenienti dalla Russia meridionale e dal Mar Nero, che imposero una cultura basate sul culto della forza. "La cultura androcentrica divenne così la cultura della classe dominante", afferma lo storico Umberto Diotti. La trasmissione del potere maschile pose così fine a un'esperienza storica di pacifica convivenza sociale basata sulla parità e sulla tolleranza.
Beh, detto in sintesi, tutti i testi parlano proprio di questo. La grande madre introduce egregiamente l'argomento, Il calice e la spada lo approfondisce e lo documenta e, idealmente, il passo successivo dovrebbe essere Il risveglio della Dea.
Io non studo archeologia, né antropologia, i campi di indagine forse più utili per studiare il culto della Dea, e tuttavia, per quanto scarse siano le mie conoscenze, ho letto riferimenti a miti antichi e meno antichi da me già studiati, opere letterarie che conosco bene, manufatti e forme artistiche piuttosto note, e sono riuscita a seguire le argomentazioni delle autrici... arrivando a dirmi convinta che, almeno nelle linee generali, quanto esposto nelle loro opere sia verosimile, anzi probabile.

Una struttura sociale diversa da quella cui siamo abituati, paritaria, basata su valori positivi e costruttivi espressi e concentrati in una divinità femminile; una Dea, che tuttavia di questi valori non fa dono all'umanità: si limita a custodirli. Perché come tutti gli dei, anche la Grande Madre è creazione dell'uomo, una sua proiezione, che riflette un'umanità molto diversa, quasi antitetica, da quella odierna.
Se quella società, come sembra possibile, è davvero esistita, il nodo della speculazione diventa piuttosto interessante. E' questa la domanda intorno alla quale ruota il saggio della Eisler: "È realisticamente possibile il passaggio da un sistema di guerre incessanti, di ingiustizia sociale e di squilibrio ecologico a un sistema che porti alla pace, alla giustizia e al ripristino dell'armonia?"

La questione è aperta, ma giorno dopo giorno, la necessità di trovare una risposta, mettere in pratica una soluzione, appare sempre più pressante.

26 maggio 2007

Donne che corrono coi lupi

Lo so, il post precedente sulla Loba probabilmente vi è risultato criptico... era piuttosto autoreferenziale.

Prima di proseguire su questa strada, dato che l'argomento non è esaurito, devo quindi aiutarvi a capire almeno nelle linee generali di cosa sto parlando, perché possiate seguirmi. Dico nelle linee generali perché non è semplice comprendere "cosa sia" questo libro; non lo è nemmeno per me che l'ho letto.

Non è un testo attualissimo, si porta quindici anni sulle spalle, ma non importa. La sua voce sembra senza tempo, e forse senza luogo, come se parlasse un linguaggio universale.
Si rivolge alle donne, alle donne oppresse e piegate dai vincoli sociali, culturali, imposti ed autoimposti perché così ci hanno insegnato, così ci hanno cresciute, così pensiamo che sia normale essere. E anche se siamo tremendamente infelici e insoddisfatte nelle nostre vite, anche se qualcosa dentro ci pungola e ci spinge a muoverci, non sappiamo di poter essere qualcosa di diverso. Forse lo intuiamo, lo desideriamo, ma "l'educazione" ci ha convinte che non sta bene, non sta bene ribellarsi, far sentire la propria voce, smettere di subire e sacrificarsi per fare l'esatto opposto: affermarsi, cercare rispetto, dagli altri e da noi stesse, prenderci i nostri spazi, creare, inventare, nutrire, far crescere cose, essere individui autonomi, mostrare un coraggio che pure possediamo, trovare la vera natura sepolta nel profondo e permetterle di venire a galla, con le sconvolgenti conseguenze che ciò comporterebbe.

Come faccio a sintetizzarvi in breve la magia di più di 500 pagine, dense e ricche e stimolanti?
La memoria non mi viene in aiuto, ho prestato questo testo dopo una prima lettura e non l'ho ancora riavuto indietro, e ormai il ricordo della struttura interna vien meno... resta invece quello di un soffio, un soffio rinfrescante che sentivo costantemente sul viso ogni qual volta schiudevo le porte di un mondo diverso, attraverso la copertina, e mi addentravo nella lettura.

Donne che corrono coi lupi è un libro per la psiche. Utile avere un'infarinatura di psicologia per comprenderlo al meglio, utile anche rammentare le storie e le fiabe dell'infanzia: scarpette rosse, il brutto anatroccolo, la piccola fiammiferaia, barbablù... Attraverso di esse l'autrice scioglie il suo canto, rivisita la tradizione, e le dona nuovo valore. Mi sono stupita di non aver mai letto nelle leggende presentate quegli spunti che pure, con la sua guida, mi sembrano esserci, evidenti.

Tutto il testo è pervaso da un'atmosfera di fiducia e curiosità, con un pizzico di ribellione: come un cane in attesa, le orecchie dritte puntate in avanti, la coda leggermente in movimento, la lingua bonariamente fra i denti e il pelo un po' erto. Ad osservare quello che sta arrivando.
Fiducia, è quanto mi ha trasmesso questo testo che parla in modo straordinario al mio cuore.
Fiducia in me come donna, come femmina, come animale che istintivamente sa.

E non è poco, non è poco. Non mi ha mai detto nessuno che le mie intuizioni sono potenti. Non mi ha mai insegnato nessuno a credere in me stessa così a fondo. Nessuno mai mi ha avvertita di avere un potere così grande. Il sapere istintivamente cosa c'è da fare. Men che meno, non sono mai stata spinta a pensare di poter essere così forte da fare esattamente quello che sapevo doveva essere fatto.
E' poco importante? E' troppo difficile? Non direi. Non ho mai pensato nulla del genere, mentre bevevo parole e parole e un turbine di emozioni e pensieri mi attraversava. Ricordo però che, appena richiudevo il libro, sembrava davvero troppo difficile per me. Ma bastava riaprirlo, a volte solo guardarlo, per capire che sì, c'era una lupa in me, voleva svegliarsi, voleva ululare, e con un piccolo balzo, quasi un passo di danza, mettersi in marcia.

E non sarebbe stata sola.
Non so che aspetto abbia, Clarissa Pinkola Estes, non so proprio nulla di lei, ma le sue parole mi hanno tenuto compagnia come l'amica più preziosa non avrebbe potuto fare. Nonna, madre, zia, sorella e confidente, a colmare il vuoto di un ruolo che oramai nessuno ricopre più.

La mole di lavoro sottesa a quest'opera traspare chiaramente, così come la preparazione culturale dell'autrice. E' una lettura molto impegnativa, perché densa, profonda, ma nonostante ciò, piacevole, con tratti lirici, pervasa da poesia.
Sincera, coraggiosa. E preziosa.


Mi terrà compagnia a lungo, quando tornerà a casa. Una volta sola non basta. Ho bisogno di riavere quel libro tra le mani, di guardarlo, toccarlo, portarmelo addosso, sfogliarlo, leggerne brani, sentirlo mio e con me, per trarne forza e ispirazione.
Abbiamo un viaggio da fare, noi due, conoscerci, crescere insieme.

La strada è ancora lunga, lo so, ma adesso, posso scorgere il sentiero.
Si parte?



Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono coi lupi
Frassinelli
2002
520 pagg.
€ 17,00

10 maggio 2007

Coltivare l'orto sul balcone

L'ho acquistato due giorni fa, dopo essere rimasta per diversi minuti imbambolata in libreria davanti allo scaffale del giardinaggio, indecisa tra questo libro e altri volumi: Coltivare frutta e verdura biologica, Orto e giardino biologico, Orto e frutteto biologico.
Non volevo scegliere e li avrei presi tutti, ma infine la logica ha prevalso. Non ho un orto, non ho un frutteto, ho invece un balcone: poco male se questo libro non è dedicato espressamente all'agricoltura biologica, mi sono detta (ho poi scoperto che insiste molto sulla coltivazione naturale), cominciamo a mettere in piedi l'orto pensile e poi seguirà l'applicazione dei criteri del biologico.

Credo sia stata la scelta giusta; anche se in una serata l'ho letto tutto, e pur non essendo una guida particolarmente vasta, credo sia abbastanza completa se ci stiamo limitando a voler coltivare frutta e verdura sul terrazzo. Non ci si può certo piantare di tutto!

Dopo un'introduzione sull'attrezzatura necessaria, i tipi di terriccio, nozioni generali di coltivazione, e qualche informazione sulla lotta ai parassiti (con particolare attenzione ai rimedi naturali), vi è una panoramica piuttosto vasta sulle piante che possono essere coltivate in spazi ristretti (a volte sono indicate specifiche varietà nane che andrebbero privilegiate).

Queste le piante prese in considerazione.
Piante aromatiche. Alloro, aneto, basilico, cerfoglio, citronella, coriandolo, dragoncello, erba cipollina, maggiorana, melissa, menta, origano, prezzemolo, rosmarino, salvia, santoreggia, timo.
Ortaggi. Barbabietola rossa, bietola, cappero, cavolfiore, cavolo cappuccio, cetriolo, cicoria, dente di leone, fagiolo, fagiolino, finocchio, indivie, insalata belga, lattuga, melanzana, peperoncino, peperone, pisello, pomodoro, ravanello, scalogno, sedano, spinacio, zucca.
Piante da frutto. Alchechengi, arancio, ciliegio, corbezzolo, fragola, lampone, limone, mandarino, melo, melograno, melone, mirtillo, mora, passiflora, pesco, ribes, tamarillo, uva.

C'è di che tenersi impegnati.

Per ulteriori informazioni, per ricevere (o dare!) consigli, per scambiare idee con altri che coltivano vegan, biologico e sul balcone, non mancate di partecipare alla sezione Orto, frutteto e giardino di forum etici. C'è anche uno spazio dedicato allo scambio di sementi.

E inoltre è gratis e divertente!


Autori Vari
Coltivare l'orto sul balcone
Giunti Demetra
2005
96 pagg
€ 7,50
ISBN 8844029928