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27 maggio 2010

Un bel regalo per l'estate

C'è ancora qualcuno che non sa cos'è la mooncup? Brevemente: è una coppetta mestruale in silicone anallergico, riutilizzabile ciclo dopo ciclo; si inserisce in vagina, più in basso rispetto ai tampax, e raccoglie il flusso mestruale invece di assorbirlo. Non è l'unico tipo di coppetta mestruale esistente al mondo, ma è l'unica che abbia un distributore in Italia, e ormai si trova anche in molti negozi fisici in quasi tutta la penisola (anche se con un bel ricarico di prezzo!).

Sulla mooncup, le sue gioie e i suoi piccoli inconvenienti ho scritto due post sterminati: un resoconto tragicomico del primo utilizzo, e un altro più ragionato e ottimistico dopo tre cicli mestruali. Da allora è stata tutta salute, quindi mi sono limitata a dare qualche suggerimento sulle procedure di sterilizzazione e per una pulizia profonda, e a promettere post sui muscoli vaginali che però non ho mai scritto.

Ma perché adesso parlo di un bel regalo per l'estate? Perché con la mooncup si può andare al mare tranquillamente! E una povera ragazza, quando arriva alla fine della sessione degli esami, che cosa può volere di più dalla vita se non andarsi a spiaccicare come una salamandra su qualche spiaggia assolata? Uhm, in effetti io preferisco restarmene all'ombra, ben lontana da scottature e colpi di calore, ma una nuotatina quotidiana la faccio volentieri. Ditemi che non sono l'unica!

Se invece una mooncup ce l'avete già... la bottega della luna ha ancora in serbo qualche sorpresa per tutte noi. Dall'ultima volta che ho visitato il sito, è stato messo su un intero arsenale di vibratori e giocattoli erotici, per ogni esigenza. Sto cercando di contenermi ma le descrizioni sono fantastiche, un'opera d'arte di ammiccante poesia!
Se invece siete, ehm, orientate verso qualcosa di più soft e naturale ci sono sempre le smartballs e le sfere della luna: non sono giochi erotici in senso stretto, si usano infatti per allenare quella famosa muscolatura vaginale che ogni tanto nomino (e sulla cui utilità trovate una breve ma efficace spiegazione qui) allo scopo di impiegarla, diciamo così, vis-à-vis con persone in carne ed ossa.
Io ci sto facendo seriamente un pensierino, sia sulle smartballs doppie sia sulle sfere della luna, ma considerando quanto tempo è passato tra la scoperta della mooncup e il suo acquisto... non mi deciderò a breve, temo!

08 marzo 2010

Cura di bellezza per la mooncup

Dopo quasi tre anni di utilizzo la mia mooncup, prima trasparente e immacolata, sta cominciando a diventare opaca. Penso sia normale che ingiallisca un po' col tempo, ma confesso di averla trascurata negli ultimi mesi, accontentandomi di sterilizzarla più o meno a inizio e fine ciclo ma rimandandone ogni volta una accurata e profonda pulizia.
Che ci sarà da pulire, direte voi, dopo averla fatta bollire per 10 minuti? Beh, se nel complesso la mooncup è ben progettata, non è stato esattamente un colpo di genio metterci dentro delle scritte a rilievo. Mi riferisco alla piccola lettera (A o B) indicante la taglia, posta sul fondo della coppa, e al marchio (mooncup appunto) sul bordo superiore: far venire via il sangue da lì è davvero difficile, e a volte nemmeno i buchi laterali si sturano bene.
Insomma, dopo aver rimandato per settimane, ho deciso di affrontare il problema e procedere a una radicale revisione della mooncup. Il primo passo, semplicissimo, è stato un ammollo prolungato in acqua e sapone intimo: è bastata una notte così per farla tornare più bianca e far sparire gli aloni lasciati dal sangue nei punti critici. La seconda mossa consisterà nel pulirne perfettamente i buchi, con un ago e tanta pazienza. Il terzo obiettivo è recuperare uno spazzolino vecchio e adibirlo a spazzola per l'interno della mooncup; la quarta cosa da fare sarà trasformare questi gesti in una routine da ripetere tutti i mesi, finché la mia bellissima coppetta tornerà a risplendere.
E voi, avete mai avuto inconvenienti simili? Come li avete risolti, o come li prevenite?

Da quando sono qui a Roma, il mio ciclo mestruale è diventato un vero ca-si-no. All'inizio c'erano solo delle perdite di sangue nella settimana precedente le mestruazioni, ma nell'ultimo mese ho avuto perdite, a volte più abbondanti, a volte meno, in modo del tutto casuale e imprevedibile... cerco di darmi ascolto e capire cosa sta succedendo, e nel frattempo uso assorbenti ecologici finché non mi verrà il flusso vero e proprio. Poi vi racconterò com'è andata, facendo di necessità virtù.

Mentre scrivo, mi sono resa conto della data di oggi. Direi che un post mestruale, dedicato all'invenzione che mi ha cambiato la vita, anche se in piccolo, ci sta tutto: e se non sapete cos'è la mooncup dovete assolutamente scoprirlo, cliccando qui e qui.
Buona lettura, e alla prossima!

26 aprile 2009

La mooncup, i fidanzati jettatori e i muscoli vaginali

Se all'improvviso la vostra mooncup, dopo quasi due anni di onorato servizio, comincia a "perdere", e non un po', ma abbastanza da farvi tornare a casa con gli slip resi croccanti dal sangue secco, e questo nonostante sia mezza vuota e sembri ben inserita, forse è il vostro ragazzo che vi ha portato sfiga.

Un giorno, magari, lui vi ha chiesto "dai, dimmi la verità, io non ci credo a quello che hai scritto nel blog... ma funziona veramente?" e voi, candidamente, avete affermato che "sì, funziona benissimo; a parte qualche sporadico sgocciolamento il primo giorno non ho mai avuto problemi". Da quel giorno, magari, la mooncup ha deciso di scioperare, e che limitarsi a qualche sporadico sgocciolamento il primo giorno rende il ciclo mestruale troppo poco fastidioso. Con la possibilità di assumere un antidolorifico che vi ottenebri la percezione del dolore, e un tappo che vi elimini il sanguinamento, potreste vivere una vita troppo... normale; e allora lei sciopera, e vi costringe a riesumare i vostri assorbenti di stoffa home-made, perché gli slip croccanti non sono piacevoli da indossare - molto meglio il tessuto di bambù!

Che si può fare, oltre a restituire la cortesia al vostro ragazzo tramite una fattura?

Se siete sicure che la mooncup si sia aperta bene, potrebbe essere un problema di cattivo posizionamento: le prime volte che la si usa e il primo giorno del ciclo, può succedere di non inserirla correttamente; magari la si spinge troppo in su, e questo causa lo sgocciolamento, perché il sangue scivola intorno alla coppa invece di finire dentro.
Provate ad inserirla, e poi utilizzare i muscoli pelvici per farla scendere, spingendo come se doveste partorire; la base della mooncup non deve spuntare dalla vagina, ma dovreste comunque poterla sentire, toccandovi con le dita.

Anche se non avete mai partorito... la spinta con i muscoli pelvici è un movimento abbastanza naturale; se lo trovate difficoltoso (o se non capite assolutamente di cosa io stia parlando) forse avete muscoli vaginali deboli, ed è il caso di rimetterli in allenamento.

Vi interesserebbe un post sull'argomento?

28 agosto 2008

La mooncup va a mare

Detto, fatto. Da un anno morivo dalla curiosità di mettere alla prova la favolosa coppa in mare aperto, e finalmente ho potuto farlo. Mi sono goduta il bagno come mai prima!

A parte il primo giorno di ciclo, in cui non mi sono alzata dal letto per i fastidi soliti, sono andata sempre a mare, mattina e pomeriggio, facendo il bagno con una tranquillità impensabile fino a pochi mesi fa.

Ho preso il sole e nuotato per ore, sentendomi perfettamente a mio agio: non una macchia, non un rumore, non la benché minima sensazione di sgocciolamento ha turbato i miei sciabordii. Ho riscontrato un unico inconveniente: se nuotando ci si agita molto (molto: non parlo di una semplice nuotatina per restare a galla!), può entrare dell’acqua nella coppa (mentre se ci si limita a immergersi e riemergere non accade). Il problema non è tanto l’acqua che entra, ma piuttosto la successiva fuoriuscita della stessa una volta in spiaggia: se si è mescolata a sangue, potreste macchiare i costumi! A me è successo, una volta, ma solo nella fodera interna che, rimanendo umida fino al ritorno a casa, ho poi pulito facilmente col sapone. Dunque: evitate i costumi molto chiari, e soprattutto non vi dimenticate di svuotare la coppa prima di andare a mare, così il flusso non ristagna; al ritorno, ovviamente, svuotatela di nuovo, lavandola e lavandovi bene col detergente intimo.
Io l’avevo indossata prima che mi venissero le mestruazioni, ci ho fatto il bagno e non ho pensato a svuotarla: me la sono tenuta dentro piena d’acqua di mare per una notte intera, prima di ricordarmi di avercela, e accorgermi della cosa…

Comunque, è stato fantastico poter fare il bagno con le mestruazioni, specialmente perché ospitavo la mia amica Imma e la voglia di rilassarci in spiaggia era alle stelle: mi sono goduta con lei la complicità e la gioia di un contatto intimo col mare... quasi più che nei giorni "normali"!

14 luglio 2008

Un suggerimento sulla mooncup

Volevo solo ricordare a tutte le donne che usano la Mooncup di sterilizzarla sempre non solo all'inizio, ma anche alla fine del ciclo.
Io puntualmente me lo dimentico, e se le mestruazioni mi vengono all'improvviso (o durante la notte) non ho il tempo di farlo, così mi devo accontentare di pulirla solo col sapone... In pratica, è come non disinfettarla per due mesi.

So che quando la si conserva si riempie lo stesso di polvere, ma sempre meglio averla sterilizzata e poi lavarla solo col sapone perché non si ha il tempo di bollirla di nuovo, piuttosto che non sterilizzarla affatto, no?

E poi, tra un ciclo e l'altro, ricordatevi di sturare sempre i buchi sottostanti il bordo della coppa. Se si otturano impediscono una corretta aderenza alle pareti vaginali e ciò può causare perdite mentre la indossate. Dopo averla pulita accuratamente, controllate che i buchi non siano ostruiti e nel caso rimediate utilizzando un ago.

Basta farci l'abitudine, e questi piccoli ma importanti gesti diventeranno costanti senza che neanche ve ne rendiate conto.

01 novembre 2007

Mooncup

Sono ormai tre mesi che utilizzo la Mooncup e confermo la mia valutazione iniziale: mi ci trovo benissimo.

Col passare del tempo la coppa sembra sempre meno enorme e diventa più familiare; sto finalmente entrando in una rassicurante routine riguardante il mio ciclo mestruale...
Quando sento quel dolorino in fondo al ventre che vuol dire "in arrivo tra poche ore", prendo il mio pentolino (comprato appositamente per lo scopo) e faccio bollire per 7 minuti la coppetta; poi la asciugo e, se sono a casa, aspetto tranquilla le prime tracce di sangue per indossarla; altrimenti, se devo uscire, la metto subito con molta delicatezza (ebbene sì, finalmente ci riesco!).
Il gambo è rimasto alla lunghezza di 4-5 mm, ma tutto sommato non lo uso affatto e sto pensando di scorciarlo ancora.

Ormai ho preso confidenza con le procedure di inserimento ed estrazione; la piegatura è sempre la numero 2, quella che trovate solo nel libretto di istruzioni; la posizione migliore per metterla è a cavalcioni del bidet (così posso anche svuotarla e lavarla con tutta calma e comodità), basta tenere la coppa saldamente piegata (se necessario usando entrambe le mani) ed entrerà facilmente. Per toglierla, sempre meglio farlo sul bidet: dopo aver schiacciato la base, separando una parte del bordo dalla vagina, un po' per la posizione naturalmente assunta, un po' con delicate spinte dei muscoli pelvici, un po' afferrando la parte inferiore e tirando piano seguendo il ritmo del respiro vedrete che farla uscire non sarà più un problema. Non temete l'effetto "strappo": Mooncup non è come un tampax, non assorbe il flusso quindi è impossibile che si appiccichi alle pareti vaginali perché troppo asciutte; basta che riusciate a farle perdere aderenza (i buchi sotto al bordo servono a questo) ed è fatta.
L'unico disagio che avverto è lo stimolo frequente a fare pipì nel primo giorno di mestruazioni; ma già dal secondo giorno tutto rientra nella normalità.

Finito il ciclo la lavo accuratamente, pulisco i forellini sotto al bordo con un ago e la metto nel suo sacchetto; poi la sterilizzo di nuovo appena prima del ciclo successivo.
Davvero, pensavo che non ce l'avrei mai fatta e mi sarei ridotta così: invece adesso mi sento mooooolto meglio, affronto il ciclo da un'altra prospettiva anche se resto sempre preda dei dolori mestruali.
La sensazione di comunione col mio corpo che provavo usando gli assorbenti di stoffa non è sparita: confesso di averci messo del tempo per abituarmi a non veder più defluire il sangue all'esterno di esso, ma il fatto che rimanga raccolto dentro di me e di doverlo tirare fuori implica in un certo senso un contatto ancora più profondo con me stessa, soprattutto perché sono costretta ad infilare e sfilare la coppa innumerevoli volte, e questo mi sta dando una confidenza col mio essere fisico che non avevo mai avuto. Comunque, quando parlo di contatto profondo con me stessa, non significa solo fisicamente, ma anche psicologicamente.
Il rituale del cambio dell'assorbente usa e getta mi disgustava (e che odoraccio, altro che filtro odour control...); già il lavaggio degli assorbenti di stoffa era molto più gradevole e profumato... ma la mooncup mi sta davvero restituendo la sacralità delle mestruazioni.

Concludo dicendo che anche se non ho mai usato la coppa mentre praticavo sport o altre attività che mi costringessero ad agitarmi come una pazza, l'ho indossata stando seduta, sdraiata a pancia sopra e sotto e sul fianco, a testa in giù con le gambe stese in alto (ehm... problemi con la circolazione di ritorno), rannicchiata in una poltroncina con le ginocchia poggiate alla testiera antistante (so che questo non è il modo ortodosso di seguire i corsi all'università...), accovacciata in tutti i modi possibili e comunque ci ho passeggiato, rincorso il gatto, danzato la danza del ventre e fatto qualsiasi altra normalissima attività quotidiana, il tutto senza perdite né fastidi.

Come utile testimonianza, vi propongo un bellissimo articolo scritto da un'amica: rappresenta il sunto delle esperienze di un nutrito gruppo di ragazze che utilizzano da qualche tempo la mooncup. Sono sicura che fugherà ogni vostro ulteriore possibile dubbio.

MOONCUP
Cos’è
La Mooncup è una morbida coppetta in silicone chirurgico, che raccoglie il flusso mestruale. Si inserisce nella vagina. Se inserita correttamente la Mooncup è così confortevole che non si sente.
Va svuotata ogni 4-8 ore secondo l’intensità del flusso. Poi basta sciacquarla o pulirla con una salviettina e reinserirla. Si riutilizza ciclo dopo ciclo, sterilizzandola di volta in volta prima dell’uso.

Ecco com’è fatta:




Come si usa
Si inserisce nella vagina come un tampone, ma più in basso rispetto ai tamponi, ovviamente con l’apertura della coppetta rivolta verso il collo dell’utero.

Alla pagina http://www.labottegadellaluna.it/moon_uso.html è illustrata benissimo la fase di inserimento passo dopo passo. Non credo sia necessario aggiungere altro.
Esistono anche dei video su YouTube che spiegano l’utilizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=7l2QpWfrXhM
http://www.youtube.com/watch?v=moFxuKGu7Kg

Ogni ragazza poi affina un proprio metodo per metterla, un po’ come per gli assorbenti interni. L’importante è rilassarsi, altrimenti si rischia una contrazione dei muscoli vaginali che rende ardua l’operazione.
All'inizio si può incontrare un po' di difficoltà a toglierla, per una specie di effetto "risucchio" che può infastidire. Sedersi sulla toilette o accucciarsi, spingendo verso il basso con i muscoli addominali, aiuterà la Mooncup a scendere più in basso, verso l'ingresso della vagina, dove è più facile raggiungerla e afferrarla (stando distesa o in piedi sarà meno semplice raggiungere la coppetta). Prendere delicatamente con le dita la base della Mooncup e tirare verso l'esterno applicando una leggera rotazione, seguendo l'angolazione naturale della vagina e accertandosi che l'aderenza sia allentata. Strizzare leggermente la base della Mooncup e ruotarla fino a far uscire l’aria aiuterà a sfilarla senza problemi.


Chi può usarla
Tutte le donne che hanno sufficiente dimestichezza con le proprie parti intime (o che vogliono acquisirla… quale migliore occasione? Wink ).
Esistono due varianti di taglia:

A: per donne over 30 e/o donne che hanno avuto figli (46 mm di diametro)
B: per donne under 30 e/o donne che non hanno mai avuto figli (43 mm di diametro)
Non c’è comunque molta differenza…

Si può usare fin dalla prima mestruazione. Maggiore è la confidenza con il proprio corpo, più semplice sarà l'uso. Ci vorrà un pò di pratica all'inizio, come del resto per gli assorbenti interni usa e getta. Per aiutarsi è possibile inumidire con un po' d'acqua l'orlo della coppetta, oppure utilizzare un lubrificante a base d'acqua (mai quelli a base di olio, rovinano la coppetta).

In teoria può essere usata anche da chi è vergine. Tuttavia potrebbe capitare che l'imene si allunghi o si laceri. Ogni donna ha un imene di forma, consistenza e dimensioni differenti. Alcune donne nascono senza l'imene, o in altri casi esso si lacera senza che la donna se ne accorga, anche praticando un'attività fisica come il ciclismo, l'equitazione, la danza, lo stretching… una volta strappato, l'imene diviene un anello di tessuto irregolare posizionato intorno all'apertura vaginale.


Che vantaggi offre rispetto ad assorbenti tradizionali (interni ed esterni)?
Vantaggio economico: durante la vita fertile una donna consuma migliaia di assorbenti, con un dispendio economico non indifferente. Il costo della Mooncup, che si può usare per 10 anni (130 mestruazioni!!), è nettamente inferiore al prezzo per gli assorbenti.

Vantaggio ecologico: meno energia spesa per la produzione, meno rifiuti… nel water finisce solo sangue, non più cotone o plastica.

Vantaggio igienico: il silicone di cui è composta è un materiale che non facilita la proliferazione batterica (come invece sembra accadere per il rayon e le fibre sintetiche usate negli assorbenti usa e getta).
Se correttamente usata, la Mooncup presenta un rischio assai limitato di TSS (sindrome da Shock Tossico). Ovviamente è necessario toglierla e pulirla regolarmente, così da evitare che si possa annidare il batterio responsabile della TSS. Non altera l’equilibrio della mucosa vaginale né deposita fibre estranee nella vagina. Con la Mooncup il tuo corpo non sarà a contatto con sostanze chimiche. Niente più macchie, niente più irritazioni e secchezza vaginale. È perfettamente tollerata anche dalle donne allergiche o con pelle molto sensibile.

Maggiore discrezione: non lascia trapelare odori, non fa rumore, non perde, non si vede sotto i vestiti. Niente cordoncini appesi all’esterno che possono spuntare sotto il costume o la biancheria intima. Nessun problema di utilizzo durante lo sport (compresi quelli più intensi come arti marziali, equitazione, corsa, bicicletta… e niente fuoriuscite imbarazzanti durante il nuoto!).

Vantaggio… generico: si usa dal primo all’ultimo giorno delle mestruazioni, anche di notte e anche nei giorni in cui il flusso è molto ridotto (senza dare problemi di secchezza come i tamponi o cattivi odori come i salvaslip). Sapete cosa significa? Niente più mille confezioni di assorbenti e salvaslip di misure diverse a occupare l’armadietto del bagno!!!! E anche in viaggio… solo un piccolo sacchetto da mettere in valigia!!!

Vantaggio animalista: niente più finanziamenti ad aziende che producono assorbenti e prodotti per l'igiene della persona, testandoli su animali. La coppa ha perfino la certificazione cruelty free! [Nd Vera]


Dove si acquista e quanto costa
La mooncup può essere acquistata online, a questi indirizzi:
http://www.mooncup.co.uk 18,99 sterline compresa la spedizione in Europa
http://www.ipiccolissimi.it 30 euro + spese di spedizione
http://www.labottegadellaluna.it 29 euro + spese di spedizione
http://www.kuukuppi.fi/ 28,90 euro + spese di spedizione
Su ebay molti rivenditori di prodotti naturali ce l’hanno (ad esempio http://stores.ebay.it/Mother-Natures-Goodies 26 euro compresa la spedizione).

Alcune ragazze l’hanno vista in vendita anche in stand di fiere sul biologico, comunque sul sito La Bottega della Luna c’è anche un elenco dei rivenditori in Italia.

Viene venduta in una scatolina di cartone, corredata di istruzioni e di un sacchetto di stoffa in cui riporla quando non si usa. Non va riposta in contenitori di plastica chiusi, ma solo nel suo sacchetto.


Come si sterilizza
La sterilizzazione della Mooncup è necessaria prima del suo inserimento nella vagina.
Non è invece necessaria a ogni cambio o alla fine del suo periodo di utilizzo, per cui basta lavarla con acqua e sapone neutro (ottimo allo scopo il sapone intimo).

La sterilizzazione può essere effettuata mediante:
- Bollitura per 5 minuti in un pentolino. Molte ragazze, per evitare di bollire il latte nello stesso pentolino in cui hanno sterilizzato la Mooncup, hanno comprato un pentolino a parte, coniando il termine di “Moon-pentolino”. Il sacchetto non va bollito.
- Ammollo per 30 minuti (sempre senza sacchetto!) in un contenitore con acqua fredda (io trovo comodo il contenitore per le urine, ne ho uno che uso solo a questo scopo, ma va bene un qualsiasi bicchiere, anche di plastica) + Amuchina oppure una porzione di pasticchina di quelle utilizzate per sterilizzare biberon. Ciascuna marca di pasticche ha un suo dosaggio in relazione alla quantità di acqua, seguire le istruzioni riportate sulla confezione e fare la proporzione con la quantità di acqua che si usa.

Quando si svuota è sufficiente lavarla con acqua e sapone prima di reinserirla.

Non mettere nel microonde e non usare olii essenziali: si deteriora perdendo efficacia.

Se si è in bagni pubblici in cui il lavandino è fuori dalla toilette, la Mooncup è facilmente pulibile con una salviettina (ok quelle per igiene intima) o una bottiglietta d’acqua.

Alcune ragazze portano in bagno una bottiglietta contenente un po’ di soluzione ottenuta con la pasticchina da biberon o Amuchina… utile per disinfettare anche le dita prima di inserirle nella vagina, visto che si toccano maniglie, tavoletta del water etc. toccate da altre persone.


Interazioni con anticoncezionali
La Mooncup non è un dispositivo contraccettivo e va tolta prima dei rapporti sessuali.
Non interferisce con la spirale né -naturalmente- con la pillola o i cerotti. Idem per il diaframma, visto che si toglie prima di inserirlo.
Chi usa l’anello Nuvaring non riferisce problemi perché nel periodo delle mestruazioni l’anello non viene inserito nella vagina e quindi non ci sono problemi. Se al momento del reinserimento dell’anello sono presenti perdite non ci sono difficoltà nell’uso della Mooncup perché viene posizionata più in basso rispetto all’anello.


Problemi riscontrati da alcune ragazze
Diffcoltà di inserimento o di estrazione: tutto sta a prendere confidenza con questo strumento e con il proprio corpo. Dopo la prima volta è tutto più facile.

Sensazione di corpo estraneo: specie per chi non è abituata neanche agli assorbenti interni, le prime volte la Mooncup può dare la sensazione di “sentire” un corpo estraneo. Alcune ragazze rifersicono un senso di pressione sulla vescica. In ogni caso dopo le prime volte quando si impara a inserirla correttamente, ci si scorda completamente di indossarla.

Dolore quando ci si siede o si cammina: generalmente è il gambo che “pizzica” le labbra e provoca fastidio. Meglio accorciarlo o rimuoverlo del tutto, tanto più che non è necessario per l’estrazione.

Cistiti o Candida: non ci sono evidenze che mostrano un aumento di cistiti o candida rapportato all’uso della Mooncup. L’importante è sterilizzarla sempre prima dell’uso e avere le mani ben pulite quando la si inserisce o estrae.

Unghie lunghe: certo non sono il massimo della praticità e dell’igiene… ma non costituiscono un ostacolo insormontabile.

Alcune ragazze hanno avuto gocciolamenti fuori dalla Mooncup: probabilmente l’hanno solo inserita troppo in alto o è rimasta schiacciata tra il collo dell’utero e le pareti della vagina. Toglierla e reinserirla correttamente eviterà questo problema. In alcuni casi può darsi che le pareti della vagina siano poco toniche… niente paura, esistono esercizi specifici per “rassodarla”!! Wink


Citazioni cinematografiche (per sdrammatizzare un pò)
Fa un indiscutibile effetto Splatter versare il sangue nel lavello o nel wc.

C’è chi dice che infilarla con le unghie lunghe fa effetto Freddy Krueger.

C’è chi la chiama il Sacro Graal… ormai ce la chiamo anche io perché mi fa più simpatia. Come ogni Graal che si rispetti porta con sé un mistero: alcune ragazze (me compresa) hanno notato una minore durata del ciclo. Abbiamo cercato insieme spiegazioni e la più plausibile è che, raccogliendo il sangue già prima che esca senza fare da “tappo”, faciliti il suo scorrimento fuori dall’utero… ma è tutto da verificare.


Se state ancora tentennando, potete leggere altre esperienze: la presentazione dell'oggetto su Ecoblog, con classico corredo di commentini fastidiosi da parte di chi non la usa - e lodi entusiastiche di chi l'ha provata (ma possibile che si debba sempre vedere l'aspetto negativo e non tutti i vantaggi elencati sopra?); le esperienze di una mamma (che ci è andata anche in piscina!) su tutto doppio - e tra i commenti, un intervento dell'autrice de il pane e le rose; per finire, un nuovo video sulla bottega della luna illustra anche la tecnica di piegatura numero 2 (ovviamente è la seconda che viene mostrata); altri link, comunque, li trovate in questo mio post precedente.

Domande? No?
Allora ne ho io una per voi.
Sono rimasta sconvolta sentendo pronunciare il nome della coppa nel video della Bottega della luna. Ok, saranno loro le esperte, io da brava napoletana senza neanche pensarci l'ho chiamata muncàp e non mùncap, e adesso sono in crisi linguistico-esistenziale.
Lancio quindi un sondaggio: come pronunciate voi il nome della coppa?
Grazie per gli insostituibili contributi intellettuali che mi darete!

27 agosto 2007

Mooncup anch'io

Non l'avessi mai detto, che non faceva per me.

Dopo aver usato per 8 mesi gli assorbenti di stoffa, a forza di incappare mio malgrado nell'argomento mooncup, ho deciso di ordinarla, nonostante lo scetticismo.
Non l'ho fatto perché sono rimasta scontenta degli assorbenti di stoffa, affatto; semplicemente, mi sono sentita pronta - o almeno disposta - a tentare quello che ritenevo fosse il passo successivo, per i suoi numerosi vantaggi in termini di comodità, economia ed ecologia.

Arriva il pacco. Grazie ad un improvvisato gruppo d'acquisto su forumetici, compro la mia mooncup dalla Bottega della luna al costo (spedizione inclusa) di 28 euro.
Suggestionata dai racconti sull'enormità dell'oggetto mi aspettavo una sorta di imbuto di dimensioni spropositate; pertanto, al primo sguardo, esclamo "così piccola?". L'impressione è positiva, la coppa è flessibile e morbida, e mi crogiolo nell'idea che usarla sarà un gioco da ragazze.

Il giorno seguente la guardo di nuovo e mi rendo conto che è ENORME. Trascorro il mese successivo tra disperazione e un vacuo ottimismo, leggendo il libretto di istruzioni accluso fino ad impararlo a memoria (cullo la speranza che possa proteggermi, come un mantra).

Giorno prima delle mestruazioni. Decido di ignorare il libretto (che per impratichirsi suggerisce un primo utilizzo negli ultimi due giorni del ciclo) dando invece credito alle esperienze di altre donne, che l'hanno provata anche senza avere le mestruazioni (la mooncup, a differenza dei tamponi interni, non ha potere assorbente, quindi non crea problemi di attrito). Mi tuffo in una serie di tentativi per prepararmi all'evento.

Risultati: nulli.
Morale: a terra.

Non ce la farò mai.

Giorno 1. Le mestruazioni mi arrivano mentre sono in spiaggia a leggere Kathy Reichs, avvolta nel telo da mare per arginare l'ipotermia (il sole è offuscato da una ragnatela di nuvole bizzarre. Penso a pasionario e alle scie chimiche e sento acutamente la mancanza di casa). Trotterello verso la tenda, invasa da una gioiosa angoscia: comunque vada, è giunto il momento della verità.

La mooncup è stata sterilizzata, il gambo accorciato dopo le prove del giorno precedente, ho il bagno tutto per me: posso avviare le operazioni in gran segreto.

Cercando di respirare come se stessi contemplando il cielo stellato (con ritmo placido e regolare: inspirare... espirare... inspirare... espirare...), lotto per 15 minuti con la coppetta. Accanitamente.

Provo la tecnica di piegatura numero 1, poi la numero 2 (indicata solo nel libretto di istruzioni, non c'è sul sito; strano, perché si è rivelata quella vincente!); mi metto in piedi, mi accovaccio, mi siedo, spingo, giro, tiro, sposto, mi sforzo di rilassare i muscoli mentre il respiro mi si strozza in gola (niente da fare!, penso, mentre la mia vagina protesta: "non penserai di infilare quel coso qui dentro, vero?"), il sudore mi cola a rivoletti ovunque, ma poi accade il miracolo.

Non so come, la coppetta è entrata.

Mi alzo in piedi incredula e in effetti non sono sicura che la coppa sia dentro. Dove diavolo è finita? Non riesco né a sentirla né a toccarla e non ho idea di come farò a toglierla. L'esultanza iniziale si affievolisce quando mi visualizzo al pronto soccorso, con una lampada puntata negli occhi, mentre l'intero reparto ginecologico mi fruga allegramente tra le gambe, bloccate sulle staffe di un lettino. Sopprimo l'idea e mi mantengo ottimista: il mio corpo, nella sua spontanea e meravigliosa saggezza, saprà di certo aiutarmi al momento giusto.

Mentre aspetto quel momento, mi distraggo cercando di convincermi che i capogiri avvertiti durante il posizionamento non indicano sindrome da shock tossico, ma solo grande emotività. Mi lavo le mani, e non riesco a credere di avercela fatta. Sono stremata e felice.

Quattro ore dopo. Sono le 23, casco dal sonno e i dolori mestruali sono giunti alla loro intensità media (bollino arancione). Vado in bagno cercando di ignorare il parentando che gioca a carte 2 metri più in là; mi siedo sulla tazza (è la posizione più comoda) e cerco di afferrare il gambo della mooncup.
Mi pento in un lampo della costanza con cui da 12 anni mi faccio crescere le unghie: le cure continue le hanno trasformare in artigli d'acciaio... Cambio strategia, e tento non di afferrare, ma almeno di toccare la sporgenza della coppetta. Riesco appena a sfiorarne la superficie, ma nulla più, e mi domando se è il caso di chiamare il soccorso speleologico. Mi rimbalzano nella testa echi di voci di corridoio sul tema "preservativi smarriti in vagina" e "tampax col filo spezzato mai più ritrovati"; il panico minaccia di assalirmi, mentre mi domando per quanto tempo potrei tenermi dentro la mooncup, simulando indifferenza, prima di andare in setticemia.

Cinque minuti dopo. Invoco tutta la potenza repressa dei miei muscoli vaginali. Ringrazio Jacopo Fo per avermeli fatti scoprire (detto così suona ambiguo?), e il signor Kegel per avermi aiutato a svilupparli. Capisco finalmente cosa intendono le ostetriche quando nei film incitano a "spingere", e sento spuntare tra le dita non solo il gambo, ma addirittura la base della coppa.
Sono troppo sollevata per fare qualcosa di più che stringerla convulsamente e tirare, tirare, tirare; per caso, schiaccio la base abbastanza da allentare l'aderenza, e la mooncup scivola fuori, facendomi però più male del dovuto (non l'avevo schiacciata sufficientemente in alto e il bordo esce completamente aperto).

Il cono traslucido sporco di sangue mi sembra la "creatura" più bella del mondo; accendo la luce per rimirarla meglio e mi congratulo per l'ottimo lavoro: circa un cucchiaino di sangue rosso vivo giace nell'alveo di silicone, mentre il mio assorbente di stoffa, messo per sicurezza, si rivela immacolato. Rovescio la coppa nel lavandino, rimpiangendo di non essere a casa per innaffiarvi le piante, e un dubbio mi assale: il desiderio di correre coi lupi mi sta trasformando in una feticista del mestruo?
Considerando lo sforzo volutoci per non fotografare la scena, devo ammettere di sì.

E adesso? Lavo mani e coppa e intavolo trattative con me stessa: reggendo la mooncup come se fossi Amleto mi domando se reinserirla o meno. Mi torna in mente un ritratto di Ofelia morta nel lago (forse per sindrome da shock tossico?) e mi rispondo che tutto sommato la gloria può attendere: per questa notte voglio dormire tranquilla. Non riesco a scacciare dalla testa l’idea che il sangue, trovandosi l’uscita sbarrata, risalirà le tube di Falloppio mandandomi in setticemia (il sonno gioca brutti scherzi). Cerco di convincermi che questo non può realmente accadere, ma il cervello, già addormentato, non mi ascolta.

Mezzanotte. Io e il mio assorbente di stoffa andiamo a letto. Sento di essere tornata sul pianeta Terra (e neanche mi ero accorta di averlo abbandonato), mi rilasso e mi addormento sperando che Tarty stia relativamente buona, lei e il suo innamorato, ma questa è un’altra storia…

Giorno 2. Mi sveglio con una sgradevole quanto nota sensazione di appiccicaticcio intorno alle cosce, alla quale in poche ore mi ero già disabituata.
Nel cuore della notte ho provato ripetutamente a inserire mooncup, ma il mio corpo ha opposto una tale resistenza da farmi pensare a un improvviso "attacco" di vaginismo; pertanto sono molto sfiduciata: inizio a credere che finora sia stata solo fortuna, e l’esperienza sia irripetibile.
Invece, bastano 5 minuti per beccare l’angolazione giusta; la coppetta entra dolcemente e si dispiega subito, lasciandomi a bocca aperta. Il meccanismo resta avvolto da un velo di mistero, e mi domando scoraggiata dove sia il manuale di istruzioni della mia vagina…

Ore 14. Primo cambio della giornata. Corono finalmente il mio sogno di sempre: sapere con esattezza l’ammontare delle mie perdite mensili (risulteranno, secondo la graduazione della coppa, 65 ml in tutto, anche se mi sembra troppo poco!). Ancora una volta l’estrazione risulta un po’ dolorosa, a causa delle unghie; il reinserimento richiede tempo, ma procede bene. Taglio un altro pezzo di gambo e la vestibilità si avvicina alla perfezione; mi sento così comoda da desiderare ardentemente di andare a mare… Se solo la si potesse portare per 7 giorni di seguito, senza mai toglierla!
Non registro nulla di insolito, nessun fastidio, tranne un frequente bisogno di fare pipì: è la coppa che preme sulla vescica, o finalmente riesco a bere tanto quanto dovrei?

Giorno 3. Dopo aver accorciato il gambo, le cose vanno molto meglio. Scopro che davvero non è necessario toglierla per espletare i propri bisogni corporali… e meno male, perché continuo a fare pipì più spesso del solito. La tenuta è stata perfetta, tranne di notte: al risveglio mi ritrovo leggermente macchiata e non capisco il motivo. Tuttavia, riposiziono la mooncup e l’incidente non si ripeterà più.

Ormai le operazioni di estrazione e inserimento non sono più un incubo e mi riescono con sufficiente scioltezza e velocità. Il desiderio di fare il bagno in mare viene frenato solo dall’idea che potrei diventare facilmente un bocconcino per pescecani…
Per il resto, mooncup sembra essere diventata parte di me e non mi da più alcun pensiero, me la dimentico quasi; i giorni seguenti scivolano via e al termine delle mestruazioni non mi sono proprio accorta di aver avuto perdite di sangue. Ho dovuto cambiarmi solo 3 volte al giorno e senza mai sporcarmi (a parte quella notte in cui forse avevo spinto troppo in su la coppa, facendole perdere aderenza).

Ho speso 28 euro per uno strumento che potrebbe durare, se ben tenuto, fino a dieci anni.
Calcolo rapidamente…

Pagavo un pacco dei miei assorbenti (Lines seta ultra con ali, da 16 pezzi) circa 2 euro (comprandoli "all’ingrosso"; altrove il loro prezzo oscilla tra i 2.50 e i 2.90 euro), e ogni due cicli consumavo tre pacchi. In un anno buttavo quindi quasi 40 euro di assorbenti (se ho contato bene ), ma avrei potuto arrivare a più di 50 comprandoli altrove.

Il risparmio economico, dunque, è notevole; le considerazioni ecologiche fatte passando agli assorbenti di stoffa valgono anche per mooncup: niente più abbattimento continuo di alberi per imbottire gli assorbenti, niente più problema continuo di smaltimento del rifiuto.
[L´impatto ambientale degli assorbenti igienici da donna è enorme. In Europa occidentale ogni giorno se ne producono 24 miliardi: l´equivalente di un grattacielo alto 200 metri e con una base grande come un campo da calcio.
Ogni donna durante la sua vita consuma almeno diecimila assorbenti igienici, costituiti da strati di cellulosa, cotone, fibra di legno, ma anche materiale sintetico. La biodegradazione di un assorbente richiede dai 100 ai 500 anni!]

Ne sono entusiasta, una volta indossata è davvero comodissima, non si sente affatto; la consiglio anche a chi non ha molta confidenza col proprio corpo; se ci sono riuscita io, ci può riuscire qualunque donna.

Leggete le istruzioni (troverete un libretto nella scatolina; ci sono anche tradotte in italiano, cercatele bene), state rilassate e andrà tutto liscio!

Ps: non ho potuto resistere, devo segnalarlo. Andate a guardare questo video su youtube. E' troppo carino!
Inoltre, trovo molto interessanti le istruzioni per mettere e togliere mooncup (utili per comprendere i movimenti da eseguire) e la video panoramica delle alternative ai tamponi (peccato che non sia tradotta); e poi, la pagina di wikipedia dedicata alle coppette mestruali, in inglese e in italiano. Occhio ai collegamenti esterni.

Per concludere... proprio prima di comprare mooncup, ho realizzato diversi assorbenti di stoffa che non ho avuto occasione di indossare. A questo punto, probabilmente, non li userò mai. Sono nuovissimi; quindi, nel caso voleste assicurarvi una protezione comoda ed ecologica contro eventuali gocciolamenti di mooncup, specie di notte, sono disposta a spedire gli assorbenti che mi sono avanzati. Ormai non mi servono più e, come ho detto, sono nuovi: io guadagnerei spazio, voi evitereste di doverli ordinare on line pagando spese di spedizione e minimi d'ordine...
Si tratta di questi qui, realizzati in flanella di cotone e spugna di cotone; sono sottili, ma assorbiranno efficacemente le piccole perdite della coppetta, se dovessero essercene. Se siete interessate, scrivetemi una e-mail attraverso il profilo.
Se volete realizzarli da sole, oltre alle istruzioni fornite in precedenza potete consultare questo blog (...sono molto più belli dei miei!). Comunque sia, buone mestruazioni a tutte voi!


EDIT (31/08/08): L'autorevole studioso di fama mondiale Hinikko, dopo avermi tartassata di domande su durata dei giorni di mestruazione, frequenza annua del ciclo, numero di assorbenti per ciclo eccetera, contesta il dato secondo cui ogni giorno in Europa occidentale si produrrebbero 24 miliardi di assorbenti, giudicandolo decisamente eccessivo. Dopo lunghe discussioni siamo giunti alla conclusione che probabilmente il dato reale sia 24 milioni, ma essendomi venuto il mal di testa dopo i primi 2 minuti di calcolo, non ci giurerei e devo fidarmi di lui.

22 maggio 2007

Assorbenti di stoffa e coppette mestruali

Aaaaaaaaaaaaaaaaaallora!
Oggi ho bisogno di un po' di scambio di opinioni, ma prima...

...dato che ogni qual volta nomino gli assorbenti di stoffa mi salta su qualcuno a consigliare moon cup, tanto vale affrontare direttamente l'argomento una volta per tutte.
Non posso parlare per esperienza diretta, non uso mooncup e non ho intenzione di usarla nell'immediato, ma si trovano informazioni in abbondanza. Cercherò di suggerirvi qualche pista.
Innanzitutto se andiamo su wikipedia ci viene spiegato cosa sia una coppetta mestruale; scorrendo la pagina vengo a conoscenza di altri tipi di coppette esistenti, oltre alle ormai note Keeper e Mooncup.

Personalmente, in Italia ho sentito parlare sempre e solo di questi due oggetti; le opinioni in merito si sprecano (basta leggere questa discussione per averne un'idea) e generalmente sono positive. Per altri riscontri basta usare un motore di ricerca e troverete di tutto di più (negozi on line compresi). I prezzi possono variare a seconda dei distributori, quindi fate i confronti del caso!

Per sciogliere dubbi e perplessità, vi consiglio di fare riferimento alla discussione cui prima accennavo. Di mooncup parla anche ecomamma (sono quasi certa di conoscerla, ma non ricordo chi sia ), c'è un accenno su camminare lento e una bella discussione sul forum di Lola. In giro se ne sono dette di cotte e di crude, molte persone hanno ragliato "che schifo" senza averla provata, qualcuna non ci s'è trovata bene ma pare che in generale la maggioranza dei commenti sia positiva. Mi sembra abbastanza scontato avvertirvi che è più difficile accostarsi a questo strumento se non si usano abitualmente gli assorbenti interni; ma nel caso tampax&co siano vostri fidati alleati, il passo dovrebbe essere breve.

Insomma, gli strumenti per valutare ci sono, a voi la riflessione e la scelta!


Detto questo, torniamo all'argomento di oggi: gli assorbenti di stoffa fatti in casa. Li ho provati e in linea di massima è andata bene, ma ho qualche considerazione da fare...

Tanto per cominciare, voglio sperare che nessuno di voi abbia in casa la candeggina, vero?? Per me la candeggina dovrebbe essere bandita dal commercio e di sicuro nessuna persona interessata all'ambiente la userebbe mai... Al momento non ho sottomano dati sui danni che questo prodotto arreca quando si disperde nell'ambiente, ne avevo letto nel libro di Julia Hill e non ricordo bene; comunque sia, non la uso mai e gradirei che anche mamma non lo facesse.
E invece lei continua a gingillarcisi, facendo diventare rosa i miei top, azzurri gli slip, versandola amabilmente sulle t-shirt preferite e distruggendoci gli assorbenti di stoffa.
La candeggina ha la simpatica capacità di logorare i tessuti e i miei Imse vimse blu, adesso, somigliano a un cielo azzurrognolo con nuvole bianche. E si sono completamente sfibrati.
Tenete lontana la candeggina dai vostri assorbenti!!

Per quanto riguarda gli aggeggi: due strati di spugna vanno bene per garantire assorbenza e comodità, ma purtroppo "qualcosa" supera sempre la barriera, col risultato che più di una volta mi si sono sporcati gli slip di sangue.
Purtroppo non c'entra nulla con il numero di strati: la spugna, semplicemente, lo assorbe, si impregna e lo mette a contatto con lo slip.

Urge trovare qualcosa che faccia da isolante, mi è bastato usare una tasca impermeabile Imse vimse, posizionata sotto all'assorbente, per risolvere il problema.
Quindi: conoscete qualche tessuno che sia leggero, sottile, morbido e impermeabile e potrebbe fungere? Sapete esattamente di cosa siano fatte queste tasche impermeabili?
Mia madre mi ha suggerito di usare gli slip igienici, che hanno una fodera di plastica... ma l'idea non mi ispira!

Suggerimenti?

Un'altra annotazione: andateci abbondante col filo di cotone, e poi tagliate tutti i rimasugli che penzolano. In caso contrario rischiano di scucirsi e rovinarsi in lavatrice.
Mi sta poi sorgendo il dubbio che per renderli più robusti sia meglio cucire anche la flanella in doppio strato (due sopra, due sotto), ma ho bisogno di ulteriori verifiche.

Sono graditissimi commenti, scambi di idee e quant'altro, specialmente dalle fanciulle che usano assorbenti di stoffa (se ne esistono) e dalle mamme che usano pannolini lavabili (il campo è lo stesso). Tirate fuori qualsiasi follia vi venga in mente: la follia è parente del genio, lo sapevate?