Visualizzazione post con etichetta Carnevale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carnevale. Mostra tutti i post

08 marzo 2011

Chiacchiere

Eccole, le veterane scampate al disastro di sabato scorso. Non sono riuscite tutte perfettamente, come vi dicevo qualcuna si è carbonizzata, ma ce l'hanno fatta in molte (abbastanza da riempire un vassoio) ed erano squisite. Meglio tardi che mai! La ricetta arriva giusto in tempo per l'abbuffata serale, no?


Chiacchiere
Ingredienti per un vassoio "medio":
350 g di farina 00 oppure 0
80 g di zucchero di canna
40 g di margarina vegetale non idrogenata
2 cucchiai di olio di semi di mais
5 cucchiai di brandy
1 pizzico di sale
zucchero a velo per spolverizzare
1 bicchiere circa d'acqua tiepida
abbondante olio di semi di arachide per friggere

Mescolate bene la farina, la margarina a temperatura ambiente, l'olio, il sale e lo zucchero sciolto nel brandy.
Aggiungete acqua poco a poco, fino ad ottenere un impasto che si stenda con un po' di fatica e non sia troppo morbido. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per ½ ora.
Stendete la pasta il più sottile possibile, usando prima un mattarello e poi, se l'avete, la macchina per la pasta. Deve essere spessa non più di 2-3 mm. Se tende ad appiccicarsi al piano di lavoro, cospargetelo con un velo di farina.
Con la rotella apposita formate le chiacchiere e fate un taglio al centro, quindi friggetele in olio bollente finché prendono colore. Asciugatele con carta assorbente e spolverizzatele con lo zucchero a velo. Potete servirle sia calde che fredde, sono buone in entrambi i modi.

Aumentate la dose di zucchero nell'impasto se le volete più dolci: con questa ricetta la pasta viene abbastanza "neutra", anche se poi lo zucchero a velo si fa sentire parecchio! Lo zucchero a velo esiste anche di canna e si può fare degnamente in casa: frullate lo zucchero di canna il più finemente possibile e poi passatelo al setaccio per togliere i granelli più grossi. Se volete le chiacchiere meno croccanti e più soffici, aggiungete ½ cucchiaino di cremor tartaro (col bicarbonato dentro) all'impasto.
Non ho cambiato moltissimo rispetto alla ricetta già presente sul blog, ho sostituito l'olio di mais a quello di oliva perché più delicato, tolto il lievito perché le chiacchiere le preferisco croccanti e omesso gli aromi come buccia di limone e simili. Sono molto soddisfatta di questa ricetta, la preparo praticamente tutti gli anni e il risultato mi piace tantissimo!

06 marzo 2011

Disastri pre-carnevaleschi (post vecchio stile)

Carnevale in avvicinamento! E io me ne sono accorta praticamente all'ultimo minuto! Giovedì ho dato l'ultimo esame della sessione (che purtroppo non è andata bene come speravo) e finalmente mi sto liberando dello stress accumulato negli ultimi due mesi: bisogna fare spazio per accumulare quello nuovo, pronto ad arrivare, no?
Quando mi sono resa conto che carnevale era alle porte e io non avevo preparato neppure un misero dolcetto sono corsa ai ripari... però non è andata esattamente come avrei voluto. Volevo rifare alcune delle mie vecchie ricette e provarne perfino qualcuna nuova, ma è stato un mezzo disastro. Ho perso tantissimo tempo e sono riuscita a preparare solo tre cose... e niente di nuovo, purtroppo!
Saranno state le vibrazioni negative residue, sarà stata la fretta nell'esecuzione, o forse è colpa dei fornelli della casa nuova (con i quali ho un rapporto conflittuale anche se conviviamo da più di un anno) o ancora pretendere di preparare tre dolci in contemporanea era un po' eccessivo... ma alla fine ho bruciato quasi tutto.

Ho "sottotitolato" questo post vecchio stile perché la situazione mi ha ricordato tanto quella dei tempi andati: io incasinatissima per colpa degli esami, col cuore a mille e gli sbalzi d'umore, e la cucina che invece di avere un sano effetto catartico mi si rivolta contro per dispetto. Non lo trovate familiare?

Comunque sia, non è ancora martedì e non è detta l'ultima parola: potrebbe arrivare qualche sorpresa per il rotto della cuffia. Ho in mente di preparare una cosina e, se mi riuscirà, il mancino chiederà la beatificazione o mi farà la proposta di matrimonio, credo.

Intanto, vediamo cosa offre il blog per festeggiare degnamente il carnevale.

Nella mia classifica personale, al primo posto ci sono le chiacchiere. La ricetta è già sul blog, ma dato che l'ho perfezionata e ho scattato delle foto nuove pubblicherò tutto domani.

Seguono le tagliatelle dolci, che antaress ha definito "il dolce di carnevale più esteticamente bello" che abbia visto. In effetti si presentano molto bene e sono davvero sfiziose, nonché facili da preparare... e infatti, sul podio, si piazzano seconde!

Per terze vengono le ciambelle di patate perché sono decisamente uno stravizio, quindi molto carnevalesche! Probabilmente me le preparerò martedì, son troppo golose...

...motivo per cui fanno scivolare le bombe di semolino al quarto posto. Ma ciò non significa che non meritino una chance: potranno sembrare una cosa un po' macrobiotica, e sicuramente c'è poco zucchero, ma... provatele, vi sorprenderanno. Dopo il primo morso il liquore si fa sentire e l'uvetta sprigiona tutta la sua dolcezza. Una tira l'altra!

Fuori dal podio si piazzano le castagnole perché, come vi raccontavo sopra, mi si sono completamente carbonizzate e ancora non mi sono ripresa dallo shock del fallimento; i bombigné di celidonia, perché non ho ancora avuto il piacere di rifarli; e il sanguinaccio vegan perché quest'anno le mie voglie cioccolatose troveranno sfogo altrove.

Domani guarderò che si dice negli altri blog vegan in tema di carnevale, spero di trovare qualche bella ricetta da segnalarvi! Per adesso... questo è tutto!

15 febbraio 2010

Un post dell'ultimo minuto sul Carnevale

State cercando qualche idea per un dolce di carnevale vegan? Niente di più semplice! Lasciatemi sfoderare il mio repertorio e sono sicura che troverete qualche ricetta di vostro gradimento!



Per esempio, che ne direste di un bel vassoio di chiacchiere? Sono un dolce ormai collaudato, perché lo rifaccio ogni anno: non potrete fallire! Preferite qualcosa con un goloso ripieno? C'è l'imbarazzo della scelta, tra le castagnole e i "bombigné" di Celidonia, che non ho ancora provato ma che a giudicare dall'aspetto devono essere buonissimi. Se state cercando un dolce meno dolce, invece, apprezzerete la semplicità delle palline di semolino o, al contrario, la "presenza scenica" delle tagliatelle dolci; in entrambe le ricette c'è pochissimo zucchero. Tutt'altra storia con le ciambelle di patate, ma sono talmente squisite che si può cedere, no? Se invece preferite consistenze cremose e sapori decisi, dovete provare il "sanguinaccio", ovviamente, neanche a dirlo, in versione vegan.
Quest'anno, per ora, non ho nulla da aggiungere ai miei "classici", ma vi lascio una novità che, ne sono certa, sarà un successo: le frittelle di riso. Garantisce Azabel!

Buona abbuffata a tutti, e non dimenticatevi di dirmi come avete festeggiato!

26 febbraio 2009

Ciambelle alle patate

Ingredienti per 10 ciambelline: 200 g di patate a pasta bianca, 200 g di farina tipo 0, 75 ml di latte vegetale, 1/2 dado di lievito di birra fresco (12 g), 50 g di malto di riso, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di cannella (se piace), abbondante olio di semi di arachide per friggere, una miscela di 4 cucchiai di malto di riso e 1 cucchiaio d'acqua per glassare, confettini colorati per decorare.

Sciogliete il lievito nel latte tiepido, con 1 cucchiaino di malto. Nel frattempo mescolate farina e malto, unite il latte e il sale e lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Fatevi un taglio a croce e mettetelo a lievitare in una ciotola, coperta con un canovaccio, in un luogo tiepido e riparato dalle correnti d'aria, per 1 ora.
Nel frattempo, lavate le patate e lessatele con la buccia per 40 minuti; poi scolatele, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate.
Spianate la pasta lievitata e incorporatevi poco a poco le patate, aggiungendo eventualmente la cannella. Formate delle palline, fatevi un buco al centro e ponete le ciambelle ottenute a lievitare, per 1/2 ora, su una teglia infarinata.
Riscaldate abbondante olio e friggetevi le ciambelle finché prendono colore. Sgocciolatele bene, asciugatele, poi disponetele su una griglia e cospargetele con la miscela di malto e acqua e con i confettini. Servite calde!

25 febbraio 2009

Tagliatelle dolci (con foto nuova)

Nuova fotografia per una ricetta già presente sul blog.
Non essendo soddisfatta della presentazione della precedente versione, mi sono impegnata nel compito certosino di arricciare ciascuna tagliatella intorno a un ferro da calza prima di friggerla (e così la profezia s'è avverata, dopotutto).

Ingredienti per 4: 300 g di semola di grano duro, la punta di 1 cucchiaino di curcuma, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio di olio di mais, 4 cucchiai di malto di riso + malto per decorare, diavolini o altri confettini colorati, olio di semi di arachidi (per friggere).

Mescolate la semola, l'olio e il sale; sciogliete il malto in poca acqua, aggiungetevi la curcuma, mescolate e poi versate sulla semola.
Unite acqua sufficiente ad ottenere un impasto omogeneo, ma che riesca facilmente lavorabile; fatelo riposare per mezz’ora, poi tirate la pasta col mattarello e, con l'aiuto della macchina per la pasta, stendetela in lunghi rettangoli spessi 3-4 mm.
Cospargeteli leggermente di semola, passateli nel rullo per le tagliatelle, e stendetele su un vassoio; arrotolatele una per una intorno a un ferro da calza, poi riscaldate abbondante olio di semi di arachidi e friggete le tagliatelle.
Dopo averle sgocciolate e asciugate bene, cospargetele con una miscela di 4 cucchiai di malto e 2 cucchiai d'acqua, e con i confettini colorati.

Che ve ne pare?

18 febbraio 2009

Ricette per il carnevale

Carnevale: quale migliore occasione per gettare la maschera (o indossarne una) e scoprire le carte dei propri sogni proibiti?
Il mio sarebbe quello di indossare un vestito da diavoletto rosso fuoco, con tanto di coda puntuta e tridente, che per una volta lasci emergere senza freni il mio lato dispettoso e birichino, normalmente occultato...

...invece, molto più probabilmente, trascorrerò la serata in casa - magari non proprio come una vecchietta asociale, sferruzzando a maglia con filati vegetali (scoperti grazie ad Ariel), ma quasi.
Voi invece, se avete una famiglia numerosa, con tanto di bambini da viziare, o se siete stati invitati ad una festa e volete fare bella figura con gli amici, potete stupire tutti con qualche dolce di Carnevale, vegan ovviamente, ma buonissimo.

Mi ero ripromessa di incrementare il numero delle ricette tipiche di questa festa, ma a parte gli ultimi arrivati (i dolci di semolino) mi sono limitata a rifare le chiacchiere.
La ricetta è la stessa di due anni fa, con qualche piccolissima modifica: invece dell'olio d'oliva ho usato quello di mais (molto più delicato), qualche cucchiaio in più di brandy, nessuna spezia e soprattutto le ho stese molto sottili, cioè fino a 2-3 mm (grazie, come sempre, alla macchina per la pasta): in questo modo sono venute croccanti ma gonfie esattamente come le originali! Con le dosi indicate ne vengono tante, per 8 persone circa.

E voi? Quali sono le ricette tipiche della vostra regione? Avete già provveduto a renderle vegan?

14 febbraio 2009

Palline dolci di semolino

Le ho preparate ieri, sono ottime calde, ma anche consumate il giorno dopo hanno il loro perché!

Ingredienti per 4: 500 ml di latte vegetale, 125 g di semolino (più un cucchiaio da tenere da parte), la scorza grattugiata di 1 limone e/o di 1 arancia, 4 grossi cucchiai di malto di riso (circa 50 g), 1 cucchiaio pieno di margarina vegetale non idrogenata, 50 g di uvetta bionda tritata grossolanamente e infarinata, 5 cucchiai di rum, abbondante olio di semi di arachide.

Portate il latte a bollore, fatelo bollire per 5 minuti e poi stemperatevi il malto e la margarina, facendo sciogliere bene; aggiungete la scorza di limone o arancia e metà del rum e fate cuocere per 5 minuti.
Versate il semolino a pioggia, mescolando con una frusta o un cucchiaio perché non formi grumi e non attacchi ai bordi della pentola. Fate cuocere per qualche minuto, poi spegnete e aggiungete le uvette e il rum. Il composto deve essere quasi asciutto; lasciatelo riposare per circa 1/2 ora.
Inumiditevi leggermente il palmo delle mani e formate delle palline col composto di semolino; adagiatele su un vassoio cosparso di semolino.
Riscaldate l'olio e friggetevi le palline finché saranno dorate; scolatele su carta assorbente e servite.

23 gennaio 2008

Tagliatelle dolci

Ieri pomeriggio mi sentivo così sola, terrorizzata e triste che mi sono buttata, finalmente, sulla cucina.

Era da un po' che volevo provare queste tagliatelle dolci, in tema carnevalizio. Avevo comprato la semola, finita tutta per i ravioli di Natale; mi ero finalmente decisa ad affrontare il noioso lavoro di impastare, impastare, impastare, quando ho scovato nel freezer una terrina contenente una palla di pasta già pronta da stendere, surgelata proprio in occasione della preparazione del menù di natale. Cioè, a dir la verità l'ho scovata nel frigo: l'avevo trovata in freezer il giorno prima, l'avevo messa in frigorifero perchè si scongelasse e potessi farci le tagliatelle dolci e poi mi ero dimenticata tutto. Insomma, stavo per rifare la pasta ex novo senza minimamente accorgermi che ce l'avevo già pronta nel frigorifero, ma un intervento provvidenziale ha salvato la situazione. Ed eccomi soddisfatta!

Ingredienti: 250 g di semola di grano duro, 50 g di farina di ceci, la punta di un cucchiaino di curcuma, un pizzico di sale, un cucchiaino di olio di mais, 4 cucchiai di zucchero integrale di canna, olio di semi di arachidi (per friggere), malto, acqua q.b..

Mescolate la semola, la farina di ceci, la curcuma, il sale, l'olio di mais, lo zucchero, e impastate con acqua sufficiente ad ottenere un impasto omogeneo e compatto, ma abbastanza morbido. Lasciatelo riposare per mezz’ora.
Tirate la pasta col mattarello, tagliatela in lunghi rettangoli e poi passateli nella macchina per la pasta, riducendoli allo spessore di circa 3 mm. Infarinateli se necessario, passateli nel'apposito rullo per le tagliatelle, e stendetele allineate su un vassoio.
Riscaldate in una padella un mezzo dito di olio di semi di arachidi, friggetevi le tagliatelle (potete dare loro una forma particolare, se lo preferite), sgocciolatele per bene e asciugatele su carta assorbente.
Trasferitele in un contenitore adeguato, cospargetele di malto molto dolce e con le codette biologiche di Hinikko.

Piccola nota sulla macchina per la pasta. Secondo me è un'invenzione stupenda. Io non sarei mai in grado di tirare una sfoglia tanto sottile, senza, e invece fare la pasta in casa è troppo divertente per rinunciarvi. Non serve la macchina Imperia col motore elettrico, ne basta una qualsiasi che funzioni a manovella; io ne ho una tale e quale a questa (che è un'Imperia a mano, appunto) ma di marca ignota, pagata circa 15 euro, quindi il costo è davvero sostenibile. Va beh, la mia è importata dalla Cina il che non è proprio l'ideale, ma spero che si riesca a trovare qualcosa di simile, economico e fabbricato in Italia!

Piccola nota sul mio esame di storia dell'arte medievale. Dalla Domus ecclesiae di Dura Europos ad Altichiero da Zevio, con tutto quello che c'è di mezzo, in 8 giorni. Non c'è male, anche se adesso ho una confusione in testa indescrivibile, mi pare di averci dentro più nomi di quelli contenuti nella Commedia, ma mi sono impegnata, lo giuro, ho fatto quello che potevo e tutto sommato devo anche riconoscere di essere soddisfatta: sono riuscita a interpretare i deliri del manuale trasformandoli in qualcosa di sensato e comprensibile anche per chi non parla l'assurdo gergo tecnico tipico della storia dell'arte.
Non dimentichiamoci che mi sono consumata gli occhi per quasi tre mesi, a prendere appunti in un'aula illuminata solo dal fioco bagliore delle presentazioni in power point proiettate 15 metri più avanti; e che ho saltellato allegramente per duomi, chiese e basiliche col sole, con la pioggia, con la sindrome premestruale e con gli stivali troppo piccoli; e che non ho saltato neanche una, e dico una, ora di lezione.

In poche parole, o anonimo professore di storia dell'arte, fammi passare l'esame, ti posso assicurare che me lo sono meritata.

Piccola nota sul correre con i lupi. Ieri sera, inaspettatamente, dopo più di un anno di assenza, la mia Lupa data in prestito è tornata a casa. Per adesso sta ancora riposando al calduccio nella coperta di Tarty, ma credo che abbiamo di nuovo molto, molto da dirci.

18 gennaio 2008

Sanguinaccio - vegan ovviamente!

Purtroppo non c'è altro nome per questa ricetta: è una delle preparazioni più tradizionali della zona e si chiama così proprio perché originariamente veniva preparato con sangue di maiale.
Per fortuna da diversi anni il consumo (o almeno la vendita) del sangue è vietato per motivi igienici; quindi mi sono risparmiata presto la tiritera di mio padre che cerca di convincere la sua tenera bambina, tanto amante degli animali, ad assaggiare il sanguinaccio (quello vero) per carnevale. C'è da dire che in alcune zone del napoletano (e non solo), dove spesso i maiali si ammazzano "in proprio" o esiste ancora il sogno del macellaio "di fiducia", il sangue di maiale lo si trova lo stesso, ma l'idea di berlo, assaggiarlo o anche solo guardarlo mi ha sempre fatto accapponare la pelle, mi è sempre parsa una cosa da trogloditi (ancora più che mangiare carne) e non ho mai capito come fosse possibile fare una cosa simile.

Comunque sia, adesso il sanguinaccio tradizionale è fuori legge, e comunque noi ce lo prepariamo in versione vegan.

Ingredienti per 6-8 persone: 1 l di latte vegetale (di soia o di riso), 100 g di amido di mais, 200 g di cacao in polvere (equosolidale), 200 g di cioccolato fondente (equosolidale e possibilmente non troppo amaro) a pezzettini, 150 g di zucchero di canna (equosolidale).

Mescolate in una pentola l'amido e il cacao, unite lo zucchero e versate il latte, poco alla volta, sciogliendo i grumi con una frusta. Aggiungete il cioccolato fondente spezzettato e portate quasi a bollore; spegnete, lasciate raffreddare e servite (qui si usa servirlo in un bicchiere, guarnito con dei pinoli).
Dato che la maggiore o minore dolcezza di questa crema dipende da molti fattori (dolcezza del cioccolato, dello zucchero e del latte) conviene assaggiare in corso d'opera e aggiustare le dosi come si preferisce. Per renderla ancor più cremosa e goduriosa potete aggiungere qualche cucchiaio di panna vegetale per dolci (carnevale viene solo una volta all'anno, per fortuna!).

La foto c'è, ma non trovo la macchina fotografica, quindi la inserirò appena possibile...

EDIT: aggiunta foto. Se non puoi sconfiggere la tovaglia malefica, usane una pacchiana! Peccato che questa fosse anche macchiata. =_=

27 marzo 2007

Bombigné di S. Giuseppe (di Celidonia)

Questa ricetta, elaborata da Celidonia a partire da quella delle castagnole, deve il suo nome al fatto che i dolcetti hanno un sapore a metà strada tra i bigne e i bomboloni alla crema! Devono essere buonissimi (quando me li fai assaggiare?!), peccato postarli un po' in ritardo.

Ingredienti per la pasta: 170 g di farina 00, 30 g di farina di soia, 80 g di zucchero di canna, 2 cucchiai di fecola di patate, ½ cucchiaino di curcuma, 60 g di margarina non idrogenata, ½ bustina di lievito vanigliato, la buccia grattugiata di ¼ di limone, 1 pizzico di vanillina, 1 pizzico di sale, olio per friggere, zucchero a velo per guarnire (potete ottenerlo frullando lo zucchero di canna).
Sciogliete la margarina a bagnomaria; unitela allo zucchero e montate con una frusta. In un bicchiere unite la fecola e la curcuma, aggiungete acqua calda fino all’orlo e mescolate bene; versate sulla margarina montata con lo zucchero.
Aggiungete la farina 00, la farina di soia, la buccia di limone grattugiata, il lievito, la presa di sale, la vanillina ed amalgamate bene; riscalcate l’olio in una padella e versatevi 1 cucchiaio di composto per volta (aiutandovi con un altro cucchiaio).

Ingredienti per la crema: 300 ml di latte di soia, 2 cucchiai di fecola di patate, ½ cucchiaino di curcuma, 1 cucchiaio e ½ di zucchero di canna, 1 noce di margarina, 1 pizzico di vanillina, un poco di buccia di limone grattugiata.
In un pentolino portate a bollore il latte, lo zucchero, la margarina, la vanillina, la curcuma e il limone. Aggiungete immediatamente la fecola sciolta in poca acqua, mescolate velocemente e fate bollire per circa 1 minuto continuando a mescolare. Lasciate raffreddare la crema, mescolando di tanto in tanto. Riempite i bignè con una siringa per dolci e spolverateli con lo zucchero al velo.

12 febbraio 2007

Castagnole

La ricetta l'ho trovata in rete e poi veganizzata...

Ingredienti: 400 g di farina, 100 g di zucchero di canna, 2 cucchiai di maizena, 1/2 cucchiaino di curcuma, 80 g di margarina, 1 cucchiaino di lievito vanigliato, buccia di limone grattugiata, zucchero a velo, un pizzico di sale, olio per frittura.

Montate la margarina ammorbidita con lo zucchero. Intiepidite un bicchiere d'acqua e versatelo poco a poco in una terrina sulla maizena e la curcuma; sbattete con una frusta per evitare grumi.
Mescolate alla crema di margarina, aggiungete la buccia di limone, sale e la farina col lievito. Formate delle palline di pasta e friggetele nell'olio ben caldo. Sgocciolatele non appena diventano dorate e cospargete di zucchero a velo.
Le castagnole nella foto sono ripiene di crema pasticcera vegan , ma sono deliziose anche con lo zucchero a velo.

11 febbraio 2007

Chiacchiere

L'anno scorso, quando frequentavo un altro forum che ho poi abbandonato, si scatenò la caccia alle ricette veganizzate di dolci di carnevale. Non riuscimmo a trovarne neanche l'ombra, ma appena entrati in quaresima le ricette iniziarono a fioccare...
Ebbene, sono andata a recuperarle e mi sono data alla produzione industriale di chiacchiere, forse il dolce più popolare del periodo nella mia zona!

Ingredienti: 350 g di farina, 80 g di zucchero di canna, 40 g di margarina, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 2-3 cucchiai di brandy, 1/2 cucchiaino di lievito vanigliato in polvere, un pizzico di sale, zucchero a velo per spolverizzare.
Mescolate farina, zucchero, margarina ammorbidita, olio, sale, lievito in polvere e, a piacere, una grattatina di scorza di limone oppure un pizzico di cannella o vanillina.
Aggiungete il brandy (o grappa, o cognac, o vino bianco secco con non meno di 11 gradi) fino ad ottenere un impasto che si stenda a fatica; impastate bene, formate una palla e lasciate riposare in frigo per un'ora. Stendete la pasta il più sottile possibile (io ho usato la macchina per la pasta ). Tagliate con la rotella le chiacchiere, praticate un taglio al centro e friggete in olio bollente finché prendono colore. Asciugatele con carta assorbente e spolverizzare con zucchero a velo.

Ho provato a cuocere in forno una parte delle chiacchiere, ma sono rimaste troppo croccanti, quasi secche... meglio friggerle! Quelle fritte erano squisite (mio padre le ha divorate - tutte - in 10 minuti).
Ne ho preparate altre usando il rum, aggiungendo buccia di limone, cannella e vanillina, e friggendole tutte, ed erano ancora più buone...



Conosco altre tre ricette di chiacchiere vegan; ve le riporto, scegliete quella che vi ispira di più!

1) Credo che questa sia stata postata a suo tempo da Verdesperanza.

Ho provato con 300 gr di farina, 50 gr. margarina, 100 di zucchero di canna, scorza grattugiata limone, un po' di latte di soia e mezzo bicchiere di succo di arancia.
Ho sciolto la margarina, e l'ho mescolata con le fruste allo zucchero e un goccio di latte, finchè è diventata una spuma. In una ciotola ho mescolato la farina, la scorza di limone , il succo di arancia, un pizzico di sale e una bustina di vanillina, ho versato la margarina, e ho impastato tutto, ho riaggiunto un po' di farina perchè era troppo molle. Fatto una palla e lasciata riposare una mezz'ora avvolta nella pellicola in frigo. Il sapore dell'impasto è buono. Ho steso la pasta, anche se non sono riuscita a farla molto fine... l'ho tagliata con la rotella a strisce e le ho fritte. Non sono gonfiate, però erano buone. Forse basterebbe aggiungere un cucchiaino di lievito all'impasto e riuscire a stendere la pasta il più sottile possibile. Qualche striscia l'ho messa in forno ma sono rimaste troppo secche.

2) Lavorare 100 gr di zucchero con 50 gr di margarina sciolta a bagnomaria, 50 gr di latte di soia, 1 pizzico di sale, vaniglia e 50 gr di grappa. Mescolare bene; incorporare 450 gr di farina e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e elastico. Trasferire la pasta sul piano di lavoro e continuare a lavorare finché non si formeranno delle bollicine. Stendere la sfoglia sottile e con l'apposita rondella ritagliare le losanghe, friggerle in abbondante olio e asciugare su carta assorbente; servire con zucchero a velo.

3) 750 gr di farina, 150 gr di zucchero più lo zucchero necessario per la copertura, 90 gr di margarina vegetale, un bicchiere e un quarto di latte di soia, mezzo bicchierino di sambuca, una bustina di vanillina, un pizzico di sale, olio per friggere.
Disporre la farina a fontana con al centro lo zucchero, il pizzico di sale, la vanillina, la margarina fatta precedentemente sciogliere e lo zucchero. Mescolare ed inserire gradatamente aiutandosi con una forchetta la farina che pian, piano verrà richiamata dai latte. Quando l’impasto comincia ad amalgamarsi, iniziare ad impastare con le mani. Se l’impasto risultasse troppo duro aggiungere altro latte di soia. Lavorare finché non si ottiene un impasto omogeneo ed elastico. Stendere la pasta sul piano di lavoro infarinato aiutandosi con un matterello, anch’esso infarinato. Stendere la sfoglia sottile e ricavare dei rombi o dei rettangoli non troppo grandi. Friggere finché non saranno dorati o, comunque, fino al grado di cottura desiderato. Cospargere le frappe di zucchero non appena tolte dal fuoco.