27 agosto 2006

:(

Oggi è un giorno un pochino strano... credo che lo passerò mettendo al loro posto le mie cose, ricostituendo le scorte di cibo (seitan, grana vegan eccetera) e in generale cercando ordine ed equilibrio.

Ieri sera sono andata con Antonio alla cerimonia per i 25 anni di matrimonio dei miei zii, poi all'agriturismo ViviNatura per la cena. Abbiamo mangiato, fortunatamente, le verdure erano buone, la frittura mista era vegan e tutto procedeva bene, finché mio cugino non ha iniziato a fare lo stupido...
Detesto l'atteggiamento della persona che finge di voler capire la mia scelta e in realtà cerca solo di farmi confidare, per poi ritorcere contro di me e ridicolizzare quello che faccio. Come ha detto giustamente Antonio se chiedi a un carnivoro perché mangia carne e lui risponde "perchè mi piace" il discorso finisce lì, se chiedi a un vegetariano perchè non mangia carne e lui risponde "non voglio uccidere animali" parte la trafila di domande per scoprire tutti gli ulteriori motivi... salvo poi tentare di smontarli uno per uno.

Non vado in giro a sbandierare il mio essere vegan, probabilmente non ho la fermezza di Alex nel trattare con altri questo argomento; cerco di essere lasciata in pace e condurre la conversazione in modo amichevole con persone desiderose di ascoltare e possibilmente che mi vogliano bene; mi stressa invece sentirmi messa sotto pressione, dover alzare la voce, interrompere e cercare di impormi per far passare nell'altrui zucca un briciolo del mio mondo...

Insomma per farla breve, inutile dire che ci sono rimasta malissimo, serata rovinata, desiderio di isolarmi e sfiducia generalizzata nel genere umano. Dopo mio padre, che diventerebbe pure vegetariano, se cucinassi io per lui e non mia madre (però non le ha mai annunciato un simile proposito, né accettato la mia offerta di una settimana vegan in campeggio); mia madre che quando le ho chiesto perchè non diventasse vegetariana mi ha risposto "con la poca carne che mangio?", e quando le ho fatto notare che proprio per questo sarebbe stato più facile eliminarla quindi, perchè no?, ha risposto serafica "no, non ci voglio neanche pensare"; e mia sorella che con piglio da antropologo sostiene tranquilla che l'unico motivo per cui non siamo tutti cannibali è che la carne umana è troppo poco proteica... io non so cosa pensare.

Se non che, come ho fatto notare a mio cugino per porre termine alla discussione, "Luigi, dici che è troppo comodo fare poco, ma è ancor più comodo non fare niente".

27 commenti:

  1. Direi che nell'ultima frase del tuo post c'è scritto tutto... in ogni cosa è sempre così... ci accusano di non fare abbastanza, mentre magari loro non fanno assolutamente nulla. A una conclusione del genere sono arrivato anche in una discussione qualche giorno fa con mio suocero... durante la quale, parlando di decrescita (criticavo nella fattispecie il fatto che ogni innovazione tecnologica viene vista acriticamente come un miglioramento rispetto alla situazione precedente), mi è stato rinfacciato che io cmq uso il computer... una critica senz'altro fuori tema rispetto al messaggio che stavo cercando di far passare... e che cmq non persegue certo l'obiettivo di instaurare una discussione critica sui contenuti quanto quello di accusarci di incoerenza e arrivare a sostenere che "o tutto o nulla". Bah. Massima solidarietà, ovviamente!:)

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  2. Grazie Daniele, non mi piace fare la piagnona, ma questo atteggiamente purtroppo mi turba seriamente.
    Cerco di fregarmene, e non ci riesco! :(
    Avevo bisogno di sfogarmi...

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  3. Vera, con te e' perche' sei vegana, con altri perche' non votano dove dicono loro, si vestono diversi, studiano qualcosa che non hanno mai sentito prima, non si trovano male se viaggiano, lavorano con una ONG, tengono banchetti e non si fanno pagare, non comprano i vestiti di marca o non hanno un'ossessione con una moda.... continuo la lista? ognuno ha il suo :D Basta che non sei proprio uguale (ma qualcuno deve spiegarmi dove sta il gusto a rompere le balle sempre sempre sulla stessa cosa)
    e pero', adesso lo devo proprio dire, trovo che su forum vegani ci sia lo stesso atteggiamento verso chi veg* non e': tutti massificati nell'immagine del meat-lover made in USA da allevamento intensivo,... non e' proprio cosi' e,fra parentesi,e' probabile che molte altre scelte etiche siano condivise o magari siano state formulate da non vegan. E' da quando leggo forum vegan che trovo ragioni per non esserlo, grazie agli attacchi costanti e spesso (non sempre, meno male) grossolani direi. mah, sara'un vizio di formazione,sara' che sono un'antropologa (aspirante, va! ;D) pure io, solo di stampo socio-culturale

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  4. Mi sa proprio di sì... certo è però che l'accanimento con cui si critica il mio essere vegan non è lo stesso con cui, ad esempio, si discute della mia passione per la lettura o del mio non essere cristiana... comunque spero di non rientrare in quella percentuale di vegani che praticano attacchi grossolani, non è mia abitudine farlo e so benissimo che, oltre ad essere irrispettoso, è contoproducente. :)

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  5. ciao Vera,
    ti leggo da un po', ma è la prima volta che ti commento (ti ho conosciuta tramite il forum di saicosatispalmi).
    Mi dispiace per la tua serata rovinata, e purtroppo non credo sarà l'ultima volta che accadrà: come dice lakura, la gente troverà sempre qualcosa da ridire su chi non è "uguale"...secondo me chi sta in un gregge e segue ciecamente (e senza alcun senso critico) ciò che fanno gli altri soltanto perchè "si fa così", in fondo ha paura di conoscere qualcuno che ragiona con la sua testa e che cerca di fare delle scelte coerenti con i propri valori.
    Così, di fronte alle tue motivazioni, la gente mette in atto quello che è un semplice meccanismo di difesa: non ti ascolta, cerca di smontare le tue tesi, ti prende in giro. Tutto, fuorchè fermarsi a pensare a ciò che gli stai dicendo.
    Forse perchè, se ci pensasse sul serio, si renderebbe conto che la maggior parte delle proprie convinzioni sono in realtà "eteroguidate".
    Un bacione e continua così!
    -Baci anche a Tarty, che è meravigliosa...sono un'amante dei gatti :)-

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  6. Mi ricordo di te, anche se non mi ricordo il tuo nick su quel forum (vergogna!!). Ti ringrazio per le tue parole, e so che è solo un meccanismo di difesa... ma mi fa davvero intristire che al rispetto che offro agli altri corrisponda la cattiva educazione, e al dialogo sereno e intelligente si risponda con le offese e la superficialità... Ma adesso sto bene, vado avanti col mio modo di essere, come sempre...
    Grazie di continuare a seguirmi, e grazie anche a tutti gli onnivori che mi visitano... sono le presenze più gradite, qui. :-)

    Un bacio a te phoebe, anche da parte di Tarty. ;-)

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  7. Il mio nick era sempre questo :)
    (cmq sono intervenuta pochissimo, finora)
    Anch'io sono onnivora, ma ultimamente sto diminuendo sempre più gli alimenti di origine animale...con le tue ricettine non mi viene difficile!

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  8. (>_< Quanto sono sbadata!)

    La migliore notizia e insieme il più bel complimento che potessi ricevere.
    Mi hai risollevato la giornata! :-)

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  9. heheeheheh, no, vera, non parlavo di te!era solo per dire,cambia prospettiva di comunita' e ti ritrovi con le stesse dinamiche, anzi, anche chi dice che un onnivoro non potra' mai rispettarlo... Con questa storia che non capisco perche' pre-giudicare la gente mi capita perfino di discutere con chi la pensa come me, perche' a volte mi fermo piu' a guardare che c'e' di simile fra gruppi che si scannano! O_O (no, dico, e' folle... hai visto quanto anche gruppi politici molto estremi spesso sostengono le stesse cose?!?!?!????? per motivazioni diverse pero'.... insomma, meridiano zero sosteneva la Mecca-cola! 'ste cose mi fanno sempre sorgere il dubbio a lumicino che magari uno base di dialogo si potrebbe anche trovare, volendo, invece di mandarsi la gente all'ospedale a vicenda)

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  10. Ah, avevamo accennato di questa cosa...

    A me ne dicono spesso di tutti i colori alcuni miei coetanei, appunto perché ho interessi, gusti, idee diverse dalle loro. Non vedo perché pensare male di questo, mah!! Io credo che il problema sia loro, non mio. Quasi quasi dovrei preoccuparmi io di loro, così tristi tutti uguali! :-D

    Invece altri (un'esigua minoranza, ma meglio di niente) mi trovano interessante per come sono.

    Non arrivo a capire l'arroganza di certa gente, io mica dico cose negative o che devono essere come me, li lascio stare ma è così difficile per loro?

    Un mese fa sono stata a una festa. Ho chiesto al festeggiato quali alimenti non contenessero carne o strutto (senza dare spiegazioni) e lui ha iniziato a dire ad alta voce: "Ma che non mangi carne?!" e le persone vicine si sono messe a ridacchiare... Ma un po' di tatto no?
    Come se io mi mettessi a ridere perché hanno snobbato l'insalata di riso...

    Beh, fregarsene.

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  11. Anch'io me ne frego piper... di solito. :-) Però che brutto questi commenti dai propri stessi parenti!

    Papino fai poco lo spiritoso tu, la grande sorella di guarda!!

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  12. ciao vera, ciao a tutt*,

    se tuo cugino sente la necessità di smontare le tue argomentazioni è possibile che in realtà si sente toccato dentro, ma piuttosto che rimettersi in discussione cerca di giustificare le sue scelte alimentari.

    sono d'accordo con lakura che non è giusto attaccare gli onnivori. però intanto che ne parliamo, miliardi di esseri senzienti continuano ad essere sfruttati e uccisi (48 miliardi nel mondo nel 2004). questa è una semplice constatazione. per te lakura è una constatazione oppure è un attacco?
    non capisco perché ritieni che i motivi di non diventare vegan ti provengano proprio dai vegan. capisco la bruttezza degli attacchi, ma secondo me i veri motivi provengono da te.

    un saluto.
    andrea grasselli

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  13. :D perche' secondo me e' una questione di come concepisci il mondo e di misure, e quelle mi rendo conto che variano di persona in persona. Il fatto e' che non puoi alla fin dei conti vivere se non sopprimendo una forma di vitae questa e' una cosa con cui personalmente vanno fatti i conti. E in tanti argomenti vegan mi pare che tutto sommato le verdure siano accettabile perche' non hanno occhietti e faccine... cioe' perche' non ti richiamano il senso di "compassione" e "pena". Se spingi il discorso in linea di principio, anche mangiarti i pomodori e' soppressione di una vita perche' per la produzione di una buona parte delle verdure che consumiamo comportano piante stagionali, cioe' piantate ogni stagione e poi sradicate. E considera che del mondo vegetale molto non si sa ancora. Per esempio, ci sono studi su come piante in ecosistemi come i boschi comunichino fra loro. Pero' non ti richiamano l'idea del dolore, allora mi pare in una certa misura una scorciatoia. Allora, non mi convince la tesi filosofica, piu' mi allontana di brutto molta della violenza verbale che ho letto, e intolleranza, e superbia, e integralismo...francamente mi ricorda molto lo zelo del convertito. Mai apprezzato. Il punto per me e' che devo incorporare nella mia percezione della vita anche l'idea della morte, che culturalmente stiamo allontanando sempre di piu', c'ho di che farci i conti. Ma questo non vuol dire sostenere pratiche tipo gli allevamenti di massa o le diete carnee-e-basta. Per me c'e' piu' complessita' di quanta non vedo imputata all'onnivoro in genere da posizioni veg*

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  14. Beh, come dicevo a mio cugino: "Luigi, se le piante ti stanno tanto a cuore, a maggior ragione non mangiare animali, che prima di essere mangiati da te hanno a loro volta mangiato tonnellate di piante. Mangiati direttamente quelle piante".
    Purtroppo non mi ricordo la sua risposta, ma posso affermare con sufficiente sicurezza che non era nulla di brillante. ;-)

    Nessuno qui pensa di essere "il non violento perfetto", lakura, sappiamo tutti che è un'utopia, ma come disse qualcuno:

    L'utopia è come l'orizzonte: cammino
    due passi e si allontana di due passi.
    Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi.
    E allora a cosa serve l'utopia?
    A questo: serve per continuare a camminare.

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  15. Vera, veramente il mio discorso era diverso da "povero pomodoro che soffre". Era "devo fare i conti con il fatto che per esistere devo costitutivamente sopprimere un'altra forma di vita". Non e' piacevole messa cosi' ma e' quello che siamo, una forma organica che si nutre di altre forme organiche.

    Quanto all'utopia della non violenza, o di un mondo migliore, possiamo anche lavorarci da angolazioni diverse. Lo "spiritualissimo" Tibet ha monaci che da sempre mangiano carne. Il che non impedisce una figura come quella del Dalai Lama. :)

    Fondamentalmente dico che l'argomento non mi sembra sufficientemente forte da adottarlo e che il mio limite arbitrario rimarra' spostato rispetto al tuo limite arbitrario. Il che non toglie che a te possa parere un'idea forte abbastanza e che abbia tutto il diritto di sostenerla. E che se vieni a casa mia non ti rifilo di certo di nascosto cose che di tuo non mangeresti. ;D

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  16. "Fondamentalmente dico che l'argomento non mi sembra sufficientemente forte da adottarlo e che il mio limite arbitrario rimarra' spostato rispetto al tuo limite arbitrario."
    Beh, certo, mai messa in dubbio una cosa simile.

    Con queste parole:
    "Il che non toglie che a te possa parere un'idea forte abbastanza e che abbia tutto il diritto di sostenerla. E che se vieni a casa mia non ti rifilo di certo di nascosto cose che di tuo non mangeresti"
    dimostri di voler rispettare la mia scelta e soprattutto la mia sensibilità; il mio post al contrario verteva tutto sulla brutalità di mio cugino, che ovviamente non ha mancato di decantare le lodi del rognone, delle costolette di agnello e del coniglio arrostito davanti a me e al mio ragazzo.
    Boh, non lo so, io la giro e la rigiro, ma la vedo sempre come una mancanza di tatto. :(
    Boh.

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  17. Dai Vera, facciamo pari e patta e palla al centro ;) nel senso che se stai a un matrimonio e' normale che i commensali facciano commenti sul cibo, non te ce la puoi prendere sempre, dall'altra, non so perche', c'ho come l'impressione che il tuo caro cuginetto ti stesse facendo lo scherzetto del "mo' la faccio scoppiare" (c'e' sempre l'idiota di turno che ci si diverte O.o!)

    A parte tutto....un sacco delle tue ricette non le posso provare (sgrunt! finche' 'sto stomaco scemo non si risistema) pero' la frittatona di ceci ormai s'e' installata a casa mia! Specie da quando ho scoperto che qua la farina la vendono gli indiani col nome di "gram flour" (triturare i ceci e' stata una cosa impossibile, fatto una volta e mai piu'!!!c'era farina ovunque!) e una volta che ho fatto un pasticcio e' venuta pure meglio...

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  18. Però, senza perdersi in discorsi filosofici sull'arbitrarietà o meno di certi limiti che ci imponiamo... io faccio un discorso semplice semplice, terra terra. Onestamente, devo dire che per me raccogliere una lattuga o sgozzare un maiale non sono esattamente la stessa cosa e lo dimostra il fatto che io sarei tranquillamente in grado di raccogliere una lattuga... ma non avrei mai il coraggio di sgozzare un maiale. Secondo me, per onestà con se stesso, una persona che decide consapevolmente di mangiare carne dovrebbe essere tranquillamente in grado di sgozzare un maiale cosìccome di raccogliere una lattuga, visto che, teoricamente, non dovrebbe fare alcuna differenza. Ora mi chiedo invece quante persone che mangiano carne avrebbero il coraggio di sgozzare con le proprie mani un maiale (o anche solo di assistere alla scena...)...

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  19. ciao lakura,
    se hai a cuore la vita vegetale hai un motivo in più per diventare vegan: per produrre 1 kg di carne ci vogliono in media 15 kg di cereali (oltre ad un centinaio di litri d'acqua). non bisogna inoltre dimenticare che molte foreste vengono abbattute per ricavarne pascoli e campi di cereali per cibare animali che saranno macellati. quindi vedi che automaticamente un vegan rispetta maggiormente il mondo vegetale di un onnivoro.
    voglio ricordare che gli animali, a differenza delle piante, hanno un sistema nervoso centrale e la loro percezione di gioia e dolore è molto vicina alla nostra.
    in quanto al cugino di vera, oltre che a divertirsi alle sue spalle si diverte soprattutto alle spalle degli animali che fa sfruttare ed uccidere. è difficile capire come per la maggior parte delle persone sono più importanti i pochi secondi di gusto di carne in bocca che intere vite di sofferenza. quando una persona non ne è consapevole la capisco, ma quando una persona si è documentata e nonostante tutto sceglie di continuare a sfruttare ed uccidere esseri senzienti non riesco più a capire.
    in quanto ai monaci tibetani, io non andrei a prendere realtà molto diverse dalle nostre: nel mondo occidentale il consumo di animali e derivati è diventata una piaga planetaria. se posso consigliarti un libro che ho trovato eccezionale: ecocidio di jeremy rifkin, illuminato economista statunitense.
    sono cosciente che in qualche modo impattiamo sempre sulla terra, ma un vegan impatta meno di un onnivoro. il fatto che non possiamo essere perfetti non è per me un motivo sufficiente per non migliorarci.
    andrea

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  20. Andrea, scusa il ritardo ma ho visto il post solo ora.
    Io intendevo una cosa molto diversa. Non ricondurla al solito pomodoro che soffre.

    Guarda, la metto giu' un po' brutale perche' ultimamente mi spiego male, pare, quindi provo a dirla nuda e cruda.

    A dire "gli animali non li mangio" mi sa tanto di "mi tengo la coscienza a posto, perche' quelli strillano e mi fanno pena, il resto non strilla e allora posso passarci su".

    Il discorso di fondo e' che per me c'e' un massiccio problema con la morte (io ce l'ho di sicuro) e con la sofferenza e pare che ad allontanarlo ci facciamo migliori. Pero' e' una dimensione che non puo' essere ignorata. Va re-inclusa in quella che e' la ns percezione. Me ne devo prendere carico del fatto che la mia esistenza e' legata a morte di altro,cosi' come lo e' per qualunque forma vivente a questo mondo, e che prima o poi tocchera' anche a me. A spingerla molto in la, e' ipocrita dire "sono migliore perche' non procuro sofferenza", perche' sei legato a farlo,sei legato a procurare cessazione di vita e morte per alimentarti, perche' sei un organismo biologico.
    Ora, ci possiamo disperare a vederla cosi' o semplicemente considerare il fatto che e' cosi' per tutti gli esseri viventi, e' naturale, e in questo ciclo ci entriamo anche noi,anche se cerchiamo di tirarcene fuori il piu' possibile. Questo non comporta sostenere gli allevamenti di massa e i maltrattamenti. Esistono soluzioni alternative, piu' costose (sigh!) ma che mi rendo conto sono ancora inaccettabili per un veg* perche' tanto sempre alla morte dell'animale s'arriva.
    Ora, il cibo per me nn e' solo benzina che immetti,ma molto di piu'. E mi riferivo a questo quando dicevo a Vera sono antropologa anch'io. Quello che mangi e' parte del tuo essere culturale, ti significa. Non smetto di mangiare carne perche' mi sentirei personalmente ipocrita (non dico che lo sei tu, ma per me, sul filo del ragionamento che faccio lo sarei), il che non significa alimentarsi di sola carne e, soprattutto, essere ottusi. Il riferimento al Dalai Lama era per questo. Troppo spesso leggo commenti su forum vegani di una violenza inaudita (e meno male che si fa questa scelta per essere dei non violenti), dove il postulato e' che un onnivoro (o carnivoro, visto che non si suppone ci siano onnivori in giro) e' una bestia assolutamente malvagia e incapace di produrre niente di valido eticamente parlando. Non mi risulta affatto. Ora, non e' il caso di questo blog quello di cui sopra, e infatti me lo leggo con piacere e ti dico pure queste cose, perche' penso che ci siano le condizioni per parlare. Altrove neanche lo dico perche' a sentire "sono onnivora" si chiudono i canali di comunicazione, ognuno e' piu' rinforzato nel "sono vegan, sono migliore" e possibilita' di dialogo pari a zero, quindi che senso c'ha?

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  21. Daniele, scusa pure tu, non avevo visto manco il tuo post.

    Salti un particolare. Sgozzare un maiale crea problema perche' non siamo abituati a farlo. Parla con chiunque abiti in campagna,t'apre un mondo (almeno, a me l'ha aperto ;) ). In un orizzonte che accetta molto meglio la morte, e' normale allevare un animale per mangiarselo, e' normale ammazzarlo per mangiarselo, e' altrettanto normale trattare bene l'animale finche' e' vivo. Insomma, continua per me a essere un problema mio che sono nata fra i banchi frigo, non della cosa in se'.

    Quanto alla questione filosofica, per me non puoi ignorarla, se fai un discorso di etica. Almeno, io non posso.

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  22. ciao lakura,

    sono d'accordo con te che la morte fa parte della vita e che c'è un grosso tabù intorno alla morte nella nostra società. ma c'è una differenza tra il morire di vecchiaia o di malattia dopo una vita che concede alcune libertà e morire uccisi dopo una vita di sola sofferenza e sfruttamento.

    purtroppo sposti di nuovo il discorso sui vegani e non affronti la questione della sofferenza che l'uomo infligge a esseri molto simili a noi.

    legittimare i comportamenti del presente con la questione culturale può essere molto pericoloso. secondo me è molto meglio analizzare i motivi salutistici e ambientali che hanno fatto diventare il consumo di prodotti animali un'enorme piaga per il pianeta. ti rinnovo l'invito a leggere "ecocidio" di jeremy rifkin.

    in risposta a daniele hai scritto di normalità, altro discorso pericoloso. era normale fino a un secolo fa che ci fossero gli schiavi (purtroppo ci sono ancora oggi, ma almeno c'è condanna verso lo schiavismo). era normale che le donne portassero busti che le soffocavano. la normalità non esiste. ci si può solo documentare e rimettere in questione le proprie scelte di vita alla luce della situazione presente. facendo ricorso al passato, alle questioni culturali e alla normalità si rischia di non vedere la situazione presente con le sue ripercussioni sul pianeta terra.

    come vegan non mi interessa sapere se sono meglio degli onnivori: mi interessa non infliggere sofferenza e morte e salvare così vite di esseri che sento dovrebbero vivere liberi. io come mi sentirei se mi tenessero in una gabbia, lontano da mia madre sin dalla nascita, mi sfruttassero per diversi anni e alla fine mi uccidessero?
    ti invito a riflettere su questo, perché questo sento come punto centrale del veganismo.

    un saluto.
    andrea

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  23. Sono seeeeeeempre Silvia da CdF, scusami se continuo a riesumare e commentare, è che mi ritrovo in talmente tante cose che hai scritto!
    Capisco bene la frustrazione che hai provato all'epoca..
    Io devo convivere quotidianamente con una famiglia che ridicolizza le mie idee (nonostante io non le abbia ancora messe in atto! non posso essere veg*ana finchè vivo con loro!). SOno talmente ignoranti sui veg* in generale che ritengono che l'uomo senza carne abbia forti squilibri nutrizionali. Appena provo a spiegare che non è così vengo seppellita da un coro di risa.
    E mi sento dire in continuazione "vuoi vivere di insalatina? Vai vai, quando sarai a casa tua potrai farlo!"
    Ma sai cos'ho in mente di fare? Una di queste sere li frego tutti. Cucino io e scelgo un primo, un secondo e un dolce dalle tue ricette (devi aiutarmi a scegliere però!!).. e voglio vedere se parlano ancora di cibo da conigli!!
    Sarà poco, ma almeno dimostrerò loro che quando potrò, sarò egregiamente in grado di cavarmela, ecco. E che veg* non vuol dire "mangiare insalatina", perbacco!

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  24. Ciao silvia. ^-^

    Mi spiace sentire che anche tu subisci le stesse cose che subisco a volte io; ma essere lasciate un po' in pace, no?
    A volte mi viene da dare delle rispostacce...!

    Come ti ho già detto, se vuoi, possiamo parlarne in privato; non potrò darti grandi consigli ma forse qualche suggerimento azzeccato mi esce...

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  25. Le persone criticano sempre ciò che non capiscono; anche noi in fondo critichiamo chi mangia carne perchè non capiamo come possa piacergli e come possano sentirsi apposto con le loro coscienze.
    E' una palla che continua a rimbalzare.
    Le persone mature ascoltano e intervengono con argomentazioni valide, i bambini dell'asilo fanno di ogni frase una presa in giro o credono di saperne sempre una in più.
    A me ad esempio capitano le stesse cose per quanto riguarda il mio cane; faccio un corso di eucazione cinofila, iniziato per esigenza e continuato per passione con uno dei migliori istruttori di educazione gentile;
    La mia migliore amica mi ha detto : " èèèèèh??? porti il cane dallo psicologo?? è un cane, che spreco di soldi!"(nb: lei ha un cane di 12 anni che ha passato e sta passando tutta la vita nella rampa del garage senza mai uscire. L'unica volta che è riuscito a scappareo ha ucciso tutte le galline del vicino)
    Il titolare del mio fidanzato, che vanta (???) la vittoria di 3 collari d'oro ha detto:" Lo potavi da me, vedi come te lo raddrizzavo!! giornale per spaventarlo e se ancora non basta guinzagliate sul sedere!! prima o poi capisce!"
    L'educazione del cane, soprattutto se gentile, è un'utopia per certa gente, perchè credono che solo le persone siano in grado di comunicare, senza fermarsi a pensare che anche gli animali lo fanno, devi sapere come e ti si apre un mondo nuovo!
    Natale si avvicina e con essa la tipica riunione familiare dove tutti mi guarderanno come aliena, per il corso del cane in primis e poi quando apprenderanno la notizia che sono vegetariana (debutto in società insomma!).
    Spero di trovare le argomentazioni adatte.

    Forza Vera, qui siamo tuuuuttti sulla stessa barca, facciamoci forza!!!

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  26. Ah, non ho firmato....

    Un abbraccio
    Jessica

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