03 dicembre 2006

Telethon

Oggi sono scesa dal letto col piede sbagliato. Tralascio il racconto dei giorni tormentosi e tormentati che sto vivendo da due settimane a questa parte e vi dico solo che il mio umore è prossimo a toccare il proverbiale fondo del barile.
Una piccola piuma color di morte si è depositata sul fondo del mio cuore, avvelenandomi ogni attimo dell'esistenza, e come se non bastasse, spesso "il mondo esterno" arriva a metterci il suo carico di schifo. Con notizie come questa, letta su ItaliaCivile e tratta da Agire Ora:

E' stato dato ampio risalto alla notizia dell'articolo relativo alla "grande scoperta" per la cura di un tipo di distrofia muscolare, fatta coi soldi di Telethon sulla pelle degli animali, dei giovani cani di razza golden retriever. È agghiacciante come si cerchi di fare passare questa ricerca non per quello che è, cioè vivisezione, ma come qualcosa che può aiutare i cani malati di distrofia! Si mostrano nei telegiornali immagini di cani trattati bene che vengono fatti giocare, si veda per esempio qui. Sono stati furbi. Ma non è così che in realtà sono trattati gli animali nei laboratori di tutto il mondo, e chi ci ha lavorato (infiltrati sotto copertura) ha riportato informazioni ben diverse. I vivisettori possono fingere di ottenere i risultati utili per le persone e di essere tanto buoni da salvare bambini e cani: la realtà è che la vivisezione non aiuta proprio nessuno. (02-12-2006)


Dunque... confesso di non essere molto aggiornata sull'argomento vivisezione, ovvero sperimentazione animale.
Quando diventai vegan, quattro anni fa, feci una scorpacciata di informazioni su tutto lo scibile relativo agli argomenti legati alla mia scelta; incasellai il tutto in vasti cassettoni mentali, e soprattutto mi appuntai una lista ideale di "cose buone" e "cose cattive". Fu una colossale operazione di assimilazione di dati disparati che toccavano tutta la mia vita: alimentazione, abbigliamento, cosmesi, make-up, detergenti e tante altre piccole cose... Il tutto condito e incrociato con una dose forte di consumo critico e boicottaggio, teso a individuare non solo, quindi, gli "ingredienti" SI' oppure NO, ma anche le marche da comprare e quelle da evitare. Dopodiché l'argomento fu chiuso; mi limitai ad applicare giorno dopo giorno quello che sapevo, senza più informarmi né approfondire le mie conoscenze.

Il motivo, semplicissimo, me lo sono ricordata qualche sera fa, quando mia sorella mi ha chiesto di visionare un documentario da lei realizzato per la laurea specialistica.
Riguarda la violenza dell'uomo sugli animali. La prima parte l'ha realizzata lei, montando diverse fotografie. La seconda è costituita da un documentario della PETA sulla vivisezione.
Questo ultimo filmato non andava tanto per il sottile. Sapete, le fotografie fanno male, ma i video sono sempre molto peggio. Smisi di guardarli, di cercare informazioni, anche solo di leggere pagine contenenti parole come Draize test o LD50, per spirito "di conservazione", perchè - non trovo altro modo di dirlo - non reggevo più ad indagare su quelle cose.

Qualche sera fa ho fatto uno strappo alla regola, e ne ho subito le conseguenze. L'ho guardato fino alla fine, sebbene fosse difficile vederlo attraverso i grossi goccioloni che mi nuotavano negli occhi. Ed ho sobbalzato sulla sedia, ed ho singhiozzato, cercando di sciogliere il groppo di dolore che mi paralizzava il cuore e il petto e i polmoni, e credo di aver anche uggiolato e mugolato, ma nondimeno ho guardato.
Con un motivo in più per stare male.

La mia prima presa di contatto con l'esistenza della vivisezione ebbe luogo intorno al '93, attraverso una mostra fotografica dell'ADDA; e nello specifico, tramite la fotografia di un gatto con dei grossi elettrodi infissi nella testa, collegati al cervello.
E c'era un mucchio di gatti in questo filmato della PETA.
E un gattino avvelenato da chissà quale sostanza liberata nell'aria che respirava. Un micetto minuscolo, come Tartyna quando la portai a casa, che barcollava e incespicava e ogni tanto levava un alto miagolio di quelli che i mici lanciano così spesso quando sono cuccioli, soli, e spaventati. Come miagolava lei quando, i primi giorni qui, dormiva da sola nel bagno.

Piangevo quando Tarty non era ancora nella mia vita e ho pianto ancor più pensando che ci poteva essere leì, in quel filmato. Non avevo certo bisogno del suo tramite per immedesimarmi in quella situazione: non importa se quei conigli non li ho mai conosciuti, se di quei topolini non conosco la storia, non ha mai fatto la differenza ai miei occhi colmi di lacrime.
Ma senz'altro adesso vivo più intensamente le immagini che vedo.

Penso che poteva andare diversamente. Se non avessi raccolto quella spudorata che, pancia all'aria nel sole di giugno, fuseggiava ingenuamente al mondo, qualcuno avrebbe potuto prenderla e farle del male. Straziarla, torturarla a proprio piacimento, smembrarla e infliggerle ogni genere di sofferenza, ed essere quasi certo di farla franca.

Io non riesco a vedere la sperimentazione animale se non come un maltrattamento legalizzato.
Non mi è mai andata giù, fin da bambina, l'idea della ricerca compiuta su animali; e in seguito ho letto abbastanza da convincermi della totale mancanza di scientificità e attendibilità di questa pratica.
Mi basta ricordarmi che un essere umano non è biologicamente un topo, un ratto, un cane, un gatto o una scimmia, che il suo metabolismo è diverso, che i risultati ottenuti su questi poveri animali ammalati artificialmente non sono trasferibili all'uomo, per rendere vana ogni pretesa di progresso, far cadere le giustificazioni più nobili che di solito si portano a sostegno di una tale barbarie.

Tempo fa, parlando di vegetarismo, qualcuno mi chiese, essendo costretta a scegliere, a chi avrei sparato: un uomo che mi fosse estraneo o una mucca?
Allo stesso modo mi potrebbero portare il classico esempio: preferisci salvare un bambino malato o i topi? Come se la questione stesse davvero in questi termini. Come se davvero il sacrificio di milioni di topi potesse servire a guarire dalle malattie.

Ho letto molto, e mi sono convinta che così non è. Questo per me è solo uno dei soliti inganni, simile agli altri ritornelli ai quali sono assuefatta: il latte fa bene alle ossa, senza carne si va incontro a carenze; smettila di pensarci e farti tanti problemi, che tanto non puoi farci niente, le cose non cambiano...

Io guardavo quel documentario e in un angolino della mia testa pensavo alla scatola di prodotti della TEA che custodisco nella mia stanza, completamente vegetali, cruelty free, biodegradabli.
E al rossetto Everlasting di mia sorella, di quelli che reggono 7 giorni e serve uno struccante specifico per tirarli via.

Non ho potuto fare a meno di pensare che c'era qualcosa di strano, in tutto ciò. E di chiedermi che senso avesse realizzare un tale documentario, e poi farsi beffe delle mie lacrime, definendole sciocche.

Non è vero che le cose non cambiano. Non siamo così impotenti. Abbiamo al contrario potere, e molto, e possibilità di scelta.
Avrei voluto chiedere a mia sorella cosa ne pensasse di quel coniglietto bianco con la coda a pon pon e l'occhio stillante sangue, chiederle se ne valeva la pena per avere un rossetto più duraturo. E a mio padre cosa ne pensasse di quelle carcasse appena macellate, della mucca agganciata per uno stinco, chiedergli se quel dolore è davvero così gustoso nella sua bocca, gustoso tanto da non poterselo negare.

Ci vuole coraggio anche solo a pensare di non poter fare niente. Ci vuole un coraggio che sinceramente non ho mai avuto.
Loro guardano, vedono, e dimenticano. Io ho guardato, ho visto, ma non posso dimenticare; anche senza rivedere quelle immagini, non dimenticherò mai.
La vivisezione, i test cosmetici, certamente esistono, e purtroppo continuano. Ma mi rifiuto di farne parte. Mi rifiuto di finanziarli.

Una serie di links per voi:
Per vedere e capire di cosa stiamo parlando: Covance, Chiuderemorini, StopHLS, Laboratori criminali.
Per capire perché non può funzionare e quali sono le alternative: Divieto d'accesso, Novivisezione, Ricerca senza animali, Unhappyanimals.
Per sapere cosa potete fare: Consumo consapevole, AgireOra.
Antivivisezionismo scientifico: LIMAV, Equivita.

15 commenti:

  1. Un abbraccio vera!

    il tuo dolore è condiviso...
    mi spiace in aggiunta che vi siano dei problemi personali... che una persona come te, che cerca di non far soffrire nessuno, non merita!

    Ho scritto da poco un post sulle magagne delle casa farmaceutiche:
    http://tempidalupi.splinder.com/post/10006427#comment


    sono solo dei vigliacchi!

    un abbraccio!

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  2. grazie vera...

    ho sbagliato a mettere il link...

    grazie di aver corretto!

    ;) ciao


    lupo

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  3. Purtroppo a parole molti sono contrari alla vivisezione, molti possono pensare alle sofferenze inflitte agli animali e dispiacersene, pochi purtroppo quelli che decidono di fare del loro meglio perché ciò non avvenga. La cosa più bella è comunque impegnarsi per promuovere uno stile di vita rispettoso anche delle altre forme viventi... Un abbraccio!

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  4. Veruccia bella, ti abbraccio, che la sofferenza possa passare presto piccola... sul filmato... ho da giorni questo link da aprire http://www.isawearthlings.com/ e ancora non ho trovato il coraggio... ma la mia coscienza me lo impone... un bacio piccola.
    Missvanilla

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  5. Grazie di essermi vicini... e grazie soprattutto per quello che voi fate per questi animali!

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  6. vera ha scritto:
    Avrei voluto chiedere a mia sorella cosa ne pensasse di quel coniglietto bianco con la coda a pon pon e l'occhio stillante sangue, chiederle se ne valeva la pena per avere un rossetto più duraturo. E a mio padre cosa ne pensasse di quelle carcasse appena macellate, della mucca agganciata per uno stinco, chiedergli se quel dolore è davvero così gustoso nella sua bocca, gustoso tanto da non poterselo negare.


    cara vera,
    condivido con te pienamente la tua rivolta interiore e il fatto che i nostri comportamenti influiscono sulle sorti del pianeta.

    tu PUOI chiedere a tua sorella e a tuo padre se ne vale la pena, secondo me fa parte del nostro impegno per il cambiamento.
    un giorno, a tavola con i miei genitori, parlavo della triste sorte degli animali nei circhi. mio padre mi diceva che era una brutta cosa sfruttare gli animali. però stava mangiando un pezzo di cadavere. e io gli ho detto lapidario: "E TU NE HAI UNO NEL PIATTO!!!". non ha potuto fare altro che darmi ragione.

    io non perdo occasione per dare voce ai senza voce. quesa sera a biodanza una signora ha portato del cioccolato con latte (io ho invece portato cioccolato vegan). mi ha offerto il suo e l'ho ringraziata dicendole che non mangio nessun prodotto di origine animale. mi ha chiesto se sono allergico al latte. le ho risposto: "SÌ, SONO ALLERGICO ALLA SOFFERENZA ANIMALE". ne è seguita una piccola discussione con tre persone, hanno dovuto darmi ragione su tutti gli argomenti (la mucca e il suo vitello, la specificità del latte per ogni specie, eccetera).

    viva il veganismo, diamo voce ai senzavoce. siamo destinati a crescere.

    un bacio.
    andrea

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  7. missvanilla ha scritto:
    ho da giorni questo link da aprire http://www.isawearthlings.com/ e ancora non ho trovato il coraggio... ma la mia coscienza me lo impone...


    cara sara,

    grazie mille per il collegamento! dev'essere un documentario fortissimo, che va veramente al cuore. dura 95 minuti, nei trailer (uno breve e uno di 7 minuti) ci sono poche immagini cruenti (ma per noi sono sempre troppe). penso che sia da diffondere assolutamente, farlo vedere a parenti, amici, conoscenti, nelle scuole, eccetera.
    peccato che per ora sembra che esista solo in versione ntsc (quindi per il nord, centro e in parte sud america); in sistema pal sembra che non esista ancora. ora mi informo meglio.

    quando lo avremo in sistema pal avremo da impegnarci a diffonderlo: parla molto di specismo e se quanto è scritto nel sito è corretto, joaquin phenix, il narratore, è vegan da sempre.

    un bacio.
    andrea

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  8. ciao lupo grigio,

    ho scritto nel tuo blog un commento relativo al tuo post del 23 novembre sulle case farmaceutiche.

    un saluto.
    andrea

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  9. Andrea, chissà perchè, parlarne coi propri parenti è sempre più difficile e doloroso che farlo co ndegli estranei... Fa più male non essere compresi e riscontrare la loro indifferenza! :(

    Sono anni che butto lì commentini sui "pezz di animale morto" vaganti per casa, dissemino in giro opuscoli e libri sul vegetarismo (e so che mio fratello e mio padre li hanno letti), eppure... :(

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  10. sì, parlarne con i propri parenti è ancora più difficile. mia sorella dice che bisogna mangiare "di tutto un po'", la famosa "dieta equilibrata" strombonata da tutte le parti.

    mia mamma dice che non è alla sua età che vuole cambiare abitudini, ma inorridisce all'idea di vedere come viene ucciso e fatto a pezzi un essere senziente. mi dice che se dovesse farlo lei sarebbe vegetariana. grrrrr!!!!!!

    l'unico che mostra più sensibilità è mio padre, che ha letto ecocidio e gabbie vuote. ma in casa non è lui a cucinare e non si impone.

    :-((((((((((((

    meno male che mia mamma accetta di buon grado di cucinare vegan per me quando vado a trovarli.
    mia sorella vive sola e anche lei fa qualcosa vegan per me, ma mi sembra meno disponibile di mia madre.

    andrea

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  11. Due o tre anni fa ho letto un libro sulla vivisezione e i motivi SCIENTIFICI per cui viene messa in discussione.

    Ho comprato il libro dafeltrinelli, quindi una comune libreria, ma non mi ricordo il titolo!!! Sicuramente contiene la parola "Vivisezione o Antivivisezione", ma perché lo possiate rintracciare, se vi interessa il tema e volete diffonderlo: è scritto da un medico (credo chirurgo) di Roma, di tutto rispetto, che fa parte dela Comitato Scientifico Antivivisezionista Italiano.

    Ho scelto questo libro apposta.

    Non è un libro facilissimo per chi non è addetto ai lavori (e io non lo sono), ma siccome gli animali credo che siano fra " le cose" più belle della terra e della vita, penso sia giusto prendere posizione non solo da animalisti, che a volte fanno anche danni o non riescono a coinvincere fino in fondo, ma trovare anche persone che abbiano una preparazione scientifica, oltre che l'amore per gli animali, per difendere questa causa.

    Nella prima parte il libro è di più facile lettura e più divugativo, nella parte finale è più per addetti ai lavori e parla in modo più specifico e dettagliato della ricerca scientifica, facendo esempi concreti sui nuovi principi su cui ci si auspica possa fondarsi in futuro la medicina.

    E' un grosso atto di accusa nei confronti della medicina occidentale e della ricerca scientifica in particolare, e mette in discussione le basi stesse su cui si fonda da ormai troppo tempo: in pratica, la vivisezione (e anche il meccanismo di potere che vi è legato).

    Ripeto: il libro è scritto da un Medico, ed è supportato nelle sue motivazioni da esperienza e ricerca, oltre che ovviamente da una visione etica della vita, compresa quella animale.

    Lo consiglio a tutti perché mette la scienza, la lucidità, l'onestà, e l'intelligenza al servizio degli animali, e anche degli uomini.

    Questo libro mi ricordo che poi lo lasciai (era l'epoca di lasciare i libri in giro per farli conoscere), davanti alla Biblioteca di Meidicina della mia città, Firenze.

    Spero che sia finito in buone mani...
    ma anche se così non fosse, ve lo consiglio vivamente, perché da delle motivazioni più salde e provate a chi vuole saperne di più, a chi è istintivaente contrario a questa pratica, insomma dei motivi in più per contrabattere a chi ciecamente solleva motivazioni a favore senza sapere di cosa parla. Aiuta a non farsi cogliere impreparati.

    Un saluto,
    Chiara

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  12. Sarà stato senz'altro un libro del dottor Stefano Cagno...
    Forse "Gli animali e la ricerca"?

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  13. Ciao Vera,
    ti seguo da quando ho iniziato il mio percorso vegan (tra 2 giorni festeggio 8 mesi!!) perché sento il tuo modo di esprimerti franco e diretto molto vicino al mio.
    Nel post che hai inserito 3 anni fa ho trovato il link con la procedura per "sbattezzarsi", ma ho letto che non hai ricevuto riscontro. Hai provato ad andare a fondo nella questione? Hai provato a chiedere aiuto all'UAAR? Te lo chiedo perché sono interessata alla questione ma non vorrei avere una delusione..

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  14. Ciao Toska, tanti auguri allora per i tuoi 8 mesi da vegan!
    Per la questione dello sbattezzo, non ho approfondito per pigrizia, sostanzialmente; so che potevo chiedere sostegno all'UAAR ma diciamo che in quel momento non ne sentivo in me così fortemente l'esigenza.
    Per quanto riguarda te, ti consiglio di farlo se è quello che vuoi, alla fine come spiega anche il sito dell'UAAR sono obbligati a procedere, basta avere voglia di insistere. ;-)

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