Il riso calmochi è una varietà di riso, definita anche "dolce", che si utilizza in particolare per preparare l'amasake e i mochi (oltre a tante altre cose, immagino: questo bel dolce di stella di sale, per esempio).
A me è venuta l'idea di prepararci il latte proprio a causa del procedimento necessario per ottenere l'amasake: mi sembrava il riso più adatto per mettere a frutto un trucco sul quale stavo meditando da un po'.
Detto in breve: per l'amasake, si aggiunge al riso un fermento (il koji) che in qualche ora lo rende semiliquido e zuccherino. Non so cosa accada aggiungendo koji al latte di riso, magari qualcuno che ce l'ha potrebbe provare
e farci sapere; ma ho letto non so dove che gli enzimi presenti nel malto d'orzo e in quello di riso hanno lo stesso effetto, scindendo gli zuccheri complessi in zuccheri più semplici. Questo processo rende il latte di riso non solo bevibile, ma addirittura gradevole. Su questa pagina ho trovato una preziosa informazione riguardante la temperatura alla quale effettuare il processo, quindi ho deciso di tentare. Le dosi non sono definitive, ho provato solo una volta e temo di aver usato troppo poco malto, ma la differenza rispetto ai risultati precedenti è notevole!
Ingredienti per poco più di 1 litro di latte: 80 g di riso calmochi, 1 litro e 1/2 di acqua, 1 grosso cucchiaio di malto d'orzo (o di riso).
Innanzitutto, se ce l'avete, usate la sojafit (o apparecchi analoghi): è davvero molto comoda per questa ricetta.
Tenete il riso a bagno per circa 8 ore, versate l'acqua nella sojafit (riempitela fino alla tacca superiore: durante la produzione del latte ne evapora molta), attaccate il filtro al cervellone, versatevi il riso ben sciacquato e impostate la macchina sul programma 2 (triturazione a caldo).
A ciclo concluso spegnete, togliete il cervellone indossando dei guanti di gomma e stando attenti a non scottarvi, staccate il cestello con la polpa di riso e rimettete a posto il cervellone sulla sojafit, dopo avergli dato una pulita dai residui.
A questo punto premete il tasto 3 (programma di riscaldamento dell'acqua): quando la temperatura raggiunge i 75-80° circa staccate la spina, avvolgete la sojafit in numerosi strati di stoffa e versate nella caraffa il malto sciolto in poco latte di riso, mescolando bene. Poi mettete il tutto al riparo dalle correnti e lasciate riposare per qualche ora, incrociando le dita, finché si è raffreddato. Filtrate, imbottigliate e conservate in frigorifero per il minor tempo possibile (2-3 giorni al massimo).
L'ho assaggiato soltanto dopo 10 giorni e, miracolosamente, il latte (ovviamente tenuto in frigorifero) risultava ancora bevibile. Il gusto non era il massimo, quanto a dolcezza, ma era liquido come quelli confezionati. La prossima volta vorrei provare con più malto... e se riuscissi a trovare il koji sarebbe fantastico!
Se avete idee, commenti o curiosità, scrivete!
A me è venuta l'idea di prepararci il latte proprio a causa del procedimento necessario per ottenere l'amasake: mi sembrava il riso più adatto per mettere a frutto un trucco sul quale stavo meditando da un po'.
Detto in breve: per l'amasake, si aggiunge al riso un fermento (il koji) che in qualche ora lo rende semiliquido e zuccherino. Non so cosa accada aggiungendo koji al latte di riso, magari qualcuno che ce l'ha potrebbe provare
Ingredienti per poco più di 1 litro di latte: 80 g di riso calmochi, 1 litro e 1/2 di acqua, 1 grosso cucchiaio di malto d'orzo (o di riso).
Innanzitutto, se ce l'avete, usate la sojafit (o apparecchi analoghi): è davvero molto comoda per questa ricetta.
Tenete il riso a bagno per circa 8 ore, versate l'acqua nella sojafit (riempitela fino alla tacca superiore: durante la produzione del latte ne evapora molta), attaccate il filtro al cervellone, versatevi il riso ben sciacquato e impostate la macchina sul programma 2 (triturazione a caldo).
A ciclo concluso spegnete, togliete il cervellone indossando dei guanti di gomma e stando attenti a non scottarvi, staccate il cestello con la polpa di riso e rimettete a posto il cervellone sulla sojafit, dopo avergli dato una pulita dai residui.
A questo punto premete il tasto 3 (programma di riscaldamento dell'acqua): quando la temperatura raggiunge i 75-80° circa staccate la spina, avvolgete la sojafit in numerosi strati di stoffa e versate nella caraffa il malto sciolto in poco latte di riso, mescolando bene. Poi mettete il tutto al riparo dalle correnti e lasciate riposare per qualche ora, incrociando le dita, finché si è raffreddato. Filtrate, imbottigliate e conservate in frigorifero per il minor tempo possibile (2-3 giorni al massimo).
L'ho assaggiato soltanto dopo 10 giorni e, miracolosamente, il latte (ovviamente tenuto in frigorifero) risultava ancora bevibile. Il gusto non era il massimo, quanto a dolcezza, ma era liquido come quelli confezionati. La prossima volta vorrei provare con più malto... e se riuscissi a trovare il koji sarebbe fantastico!
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