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15 gennaio 2011

Maschera per capelli: nutriente, riflessante e schiarente (per bionde) #2

Sono passati più di due anni dalla prima volta in cui ho pasticciato la mia prima maschera personalizzata, per coccolare i miei capelli dopo una sforbiciata data dal parrucchiere; curiosamente, anche la seconda versione nasce per lo stesso motivo.
Quindi mi sono messa all'opera per dedicarmi un trattamento speciale, seguendo l'ormai consolidato sistema del "guarda cosa riesci a mettere insieme tra bagno e cucina, e inventati qualcosa". Questo è il risultato.

Ingredienti (aumentate le dosi se avete molti capelli o li avete lunghi):
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino pieno di burro di karité
1 cucchiaino di henné biondo
1 bustina di camomilla
2 cucchiai rasi di semi di lino
2 cucchiai di ghassoul (o altro tipo di argilla)

In una ciotola mescolate la curcuma, l'henné e il succo di limone e aggiungete il burro di karité, senza mescolare.
Fate bollire pochi cucchiai d'acqua e preparate un infuso molto forte con la camomilla, premendo ben bene il filtro.
Togliete il filtro, versate i semi di lino nell'infuso e fate bollire per qualche minuto, fino a ottenere il famoso effetto "bava di San Bernardo idrofobo"; quindi separate bene il liquido dai semi, utilizzando un colino.
Versate il liquido nella ciotola, sciogliendo bene il burro di karité. Mescolate e aggiungete ghassoul a piacimento, fino ad addensare il composto, ma lasciandolo un po' più liquido del necessario.
Dopo aver fatto riposare per 15 minuti, controllate se si è addensato e stendete il composto sui capelli, uniformemente.
Indossate una cuffia da doccia (perfetto il tipo con l'elastico) e lasciate agire per 30 minuti, quindi risciacquate e lavate bene con lo shampoo.

Il gel di semi di lino addensa la maschera ed è molto gradito ai capelli. Anche la ghassoul dà alla maschera una consistenza stendibile; inoltre ha un certo potere lavante e, a differenza di altre argille, è molto delicata.
L'henné biondo e la curcuma hanno potere tintorio, servono a rinforzare i riflessi biondi dei capelli, ma la curcuma può pizzicare un po', se vi accorgete che vi dà fastidio evitatela.
La camomilla e il limone schiariscono i capelli; quest'ultimo rende acido (quindi compatibile con quello dei capelli) il ph della maschera.
Il burro di karité è fondamentale, serve a dare nurimento e contrastare l'azione sfibrante della camomilla e del limone. Se non l'avete usate un altro olio, sono ottimi quello di argan e di cocco, ma vanno bene un po' tutti.

La maschera aumenta il suo effetto se applicata con costanza, specialmente per quanto riguarda i cambiamenti di colore. L'effetto immediato invece, visibile fin da subito, riguarda la loro consistenza: li rende molto morbidi e vaporosi. Insomma, è una cura ricostituente per loro e una coccola piacevole per noi!

03 gennaio 2011

Chi vuole uno sconto di 5 € per cosmetici ecobio?

Ultimamente la mia pelle sta mandando forti segnali di protesta per invitarmi alla calma, al relax e alla tranquillità, ma sembra che la componente ansiosa del mio carattere non le presti molto ascolto. Per tentare di tenere sotto controllo la situazione, ho deciso di impegnarmi nel mantenere un minimo di routine cosmetica, per esempio ricordandomi delle tre biofasi tutte le sere, e procedendo periodicamente a un trattamento più profondo con la ghassoul o qualche prodotto esfoliante. Per adesso non ho ottenuto il miracolo, ma la sensazione di prendermi cura di me stessa è consolante e qualche piccolo risultato lo sto vedendo.

Oggi però non scrivo per condividere una "ricetta cosmetica", ma per offrirvi l'opportunità di avere uno sconto sull'acquisto dei prodotti del negozio on line Sai cosa ti spalmi.
Non c'è bisogno di fare le presentazioni, vero? Dal negozio di Barbara, il primo negozio online dedicato interamente ai cosmetici ecobio, compro la quasi totalità dei prodotti di cui faccio uso. I motivi li ho detti più volte: mi fido dei metodi con i quali Barbara sceglie cosa vendere e cosa no, apprezzo moltissimo l'idea che sta dietro il negozio, vedo l'impegno costante che Barbara profonde nel mondo del Sai cosa ti spalmi e tutto ciò mi piace assai.

Se non avete mai fatto spese su SCTS, questa è l'occasione buona!
Le prime 5 persone che mi scriveranno il proprio nome, cognome e indirizzo e-mail (nei commenti o tramite posta elettronica, se preferite) riceveranno un buono sconto di 5.00 € da mettere nel carrello al momento dell'acquisto. Per partecipare è necessario non essere iscritti al sito... e mi raccomando, fatelo solo se siete davvero interessati a ordinaree, altrimenti toglierete questa possibilità ad altre persone più motivate di voi. Diffondete la notizia!

25 novembre 2008

Henné biondo

Col nome di henné biondo si indica una miscela di erbe che dona riflessi biondi o rossicci alle capigliature chiare, ma senza schiarire i capelli (a questo proposito vi anticipo... non chiedetemi se esistono tinte per capelli cruelty free, perché purtroppo non lo so!).

L'ultimo henné biondo che ho utilizzato è questo de I monasteri; l'INCI è il seguente:
Lawsonia inermis, Alkanna tinctoria, Curcuma longa, Frangula alnus, Chamomilla recutita.
Una volta usavo quello dell'Aboca, l'INCI era tutto vegetale ma non lo ricordo precisamente, però credo fosse molto simile: in queste miscele, curcuma, camomilla e lawsonia ricorrono spesso. Sono un po' titubante nell'utilizzare prodotti che abbiano lawsonia al primo posto (l'henné propriamente detto, che tinge di rosso), per questo non lascio alla miscela il tempo per ossidarsi, cosa che ne incrementerebbe il potere tintorio... e dato che questa pianta non "prende" sui capelli sporchi, stendo l'impacco prima di lavarli. Non so se sia merito di simili precauzioni, ma non sono mai diventata accidentalmente color carota con l'henné biondo!

Fino ad ora l'ho usato solo due volte; è trascorsa una settimana tra le due applicazioni, sostanzialmente si è trattato di fare un impacco pre-shampoo che mi ha lasciato i capelli morbidissimi, oltre a portare i primi risultati sul fronte colore.
I miei capelli sono piuttosto chiari, e mi risulta difficile dare un nome alla loro sfumatura: sono bionda, questo è certo, ma viro dal cenere al grano a seconda della stagione. Attualmente, più o meno, sono così e l'henné ha evidenziato i miei riflessi dorati, non proprio come questi, ma quasi. Insomma, mi ha ravvivato parecchio la chioma!

Veniamo al sodo: le quantità degli ingredienti variano molto a seconda della lunghezza, della quantità e dello spessore dei capelli, fate voi le debite proporzioni in base all'esperienza personale.

Su 2 cucchiai rasi di miscela di henné, aggiungete in una ciotolina: 1 cucchiaino di curcuma in polvere, 1 cucchiaino raso di burro di karité, 2 cucchiai di infuso di camomilla in acqua distillata, 1 cucchiaio di aceto, acqua distillata q.b. ad ottenere la giusta consistenza.
Mescolate tutto accuratamente con una forchetta; l'infuso deve essere caldo. Fate attenzione a sciogliere bene il burro di karité, e diluite con acqua distillata finché il composto diventerà molto morbido (altrimenti rischia di restare in pezzi, e si stenderà con difficoltà). Non lasciatelo ossidare: applicate subito sui capelli e tenete in posa finché resistete (io sono arrivata a 1 ora, poi mi stufo). La cosa migliore è stendere l'impasto, raccogliere i capelli in una cuffia da doccia e metterci su un cappello, altrimenti vi si congelerà la testa (vi ho avvertite!). Avvolgetevi anche un asciugamani intorno al collo, perché l'henné potrebbe sgocciolare e tingervi i vestiti (anche se si smacchia facilmente, meglio evitare).
Quando vi riterrete soddisfatte del tempo di posa, spacchettatevi, risciacquate eliminando bene i residui di impasto e lavate i capelli come di consueto, facendo attenzione a sfregare anche il cuoio capelluto, o potreste restare un po' gialline.

Immagino che, descritto in questi termini, sembri una gran seccatura, ma in realtà è molto meno tragico e complicato a farsi che a dirsi! Inoltre, l'effetto è doppiamente apprezzabile: capelli morbidissimi "effetto pulcino", e riflessi intensi ma naturali. Che si può volere di più dalla vita?

Qualche dettaglio in più sugli ingredienti della pappetta: oltre alle erbe riflessanti, aggiungo curcuma in polvere perché assicura riflessi dorati molto intensi (infatti la uso spesso sui capelli); l'infuso di camomilla serve a diluire il composto e lo uso nella speranza, più o meno fondata, che schiarisca un po' il colore; anche il burro di karité dovrebbe schiarire (o almeno, a differenza di quanto fanno alcuni olii vegetali, non dovrebbe scurire) e poi serve a proteggere i capelli dalla camomilla, leggermente sfibrante; l'aceto serve a ristabilire un ph acido; l'acqua distillata la uso perchè quella del rubinetto è troppo dura.

L'henné biondo si trova in erboristeria e in alcuni supermercati; il prezzo si aggira intorno ai 4-5 euro per 100 g di polvere. Controllate sempre che nell'INCI non ci siano componenti strani, prima di mettere la confezione nel carrello!

12 settembre 2008

Gel di semi di lino (versione profumata, a caldo e a freddo)

Adesso che sono nuovamente una lupa di pelo corto (e la cosa mi piace assai), devo stabilire degli obiettivi, a proposito del suddetto pelo, tali da rendere la convivenza reciproca durevole e proficua.

[Ovvero: del non cedere alla tentazione di rapare i capelli rimanenti, tingerli color ribes, farli diventare biondo platino o permanentarli]

Il primo imperativo è smettere di toccarmi i capelli e di passarci le mani dentro. L'impulso fino a qualche giorno fa era irrefrenabile; adesso riesco a controllarmi, tranne quando sono al telefono o mentre studio... In ogni caso devo impegnarmi, perché la ripetizione di un simile gesto mi porta a trovarmi in testa, a fine giornata, una specie di eccentrica acconciatura afro... e il crespo è nemico dei capelli curati!

Il secondo obiettivo è impedire che durante l'inverno, soprattutto a causa dello smog di Napoli, passino da biondo cenere al semplice "cenere"; quindi devo approfittare di qualsiasi cosa possa scongiurare il pericolo. Posso permettermi ogni genere di trattamento, perché tanto ci metto 15 minuti per lavarli ed asciugarli: non ho scuse, sono moralmente obbligata a prendermene cura in modo eccellente.

Il terzo accorgimento è ricominciare ad usare il gel di semi di lino, e non solo perché protegge i capelli: li tiene in piega, e ciò mi eviterà l'impulso malefico (forte, fortissimo e malefico) di tornare dal parrucchiere per farmi rasare a spazzola la zazzera (non sono tipa da mezze misure, s'è capito?).
Lo so, lo so, i capelli a spazzola sono comodissimi; adoro giocare col gel, adoro l'effetto "ho un porcospino incazzato seduto sulla testa", adoro non dover provvedere ad acconciarmi la chioma, ma se li taglierò ancora mi vedrò troppo poco femminile, sempre uguale a me stessa, mi stancherò e mi verranno idee terribili e controproducenti come tingermi color ribes, diventare biondo platino, permanentarmi, oppure far crescere i capelli fino all'osso sacro (tutto già fatto, e da non rifare).

Quindi, dopo la maschera nutriente e riflessante, vi ripropongo il gel di semi di lino, in versione profumata, con metodo a caldo e a freddo. E quando dico "gel" intendo proprio "gel", in caso non sappiate di cosa io stia parlando: si usa per tenere in piega i capelli, come quello normale; li nutre, non appiccica, non lascia residui a fine giornata, però non fa l'effetto bagnato - a meno di non usarne chili (non si può avere tutto dalla vita!).
Dura almeno 2 settimane, ma non preparatene troppo, e state attenti a non infilare le mani direttamente nel barattolo, o andrà a male velocemente: conservatelo in un dispenser con erogatore.

Versione a caldo
Ingredienti: 40 g di semi di lino, 250 ml d'acqua, 1 cucchiaino di sale, poche gocce di olio essenziale a scelta.
Versate i semi in un colino, adagiatelo in una piccola pentola e coprite con l'acqua, assicurandovi che i semi non fuoriescano, ma stiano ben sommersi. Lasciate riposare per una notte.
Portate ad ebollizione (sempre nel colino) e cuocete per 10 minuti; spegnete il fuoco, scolate i semi (potete frullarli e usarli per un impacco) ed aggiungete il sale alla gelatina ottenuta (è conservante e aiuta il fissaggio). Mescolate e lasciate raffreddare.
[Mentre lo preparate non lasciatevi impressionare dall'odore o dalla schiuma prodotta: entrambi spariranno una volta rafreddato. Seguendo il procedimento a freddo, il tutto è meno inquietante, ma il gel rischia di restare troppo "lungo" ed essere quindi meno forte.]
Aggiungete l'o.e. prescelto, shakerate e conservate in frigorifero (da 10 giorni a 1 mese). Si può congelare nei sacchetti del ghiaccio, scongelandone all'occorrenza un cubetto tra le mani.

Versione a freddo
Ingredienti: 40 g di semi di lino, 100 ml d'acqua, poche gocce di olio essenziale a scelta.
Coprite i semi con l'acqua e lasciate riposare per una notte; versate tutto in un colino e lasciate scolare, mescolando bene con un cucchiaino perché la gelatina si separi dai semi (sempre utilizzabili per un impacco). Aggiungete l'o.e. prescelto, shakerate e conservate in frigorifero (da 10 giorni a 1 mese), oppure congelatelo nei sacchetti del ghiaccio.

Io l'ho aromatizzato col lemongrass, e mentre smanettavo nei capelli l'odore mi è sembrato piuttosto familiare, ma per un pezzo non sono riuscita a capire cosa fosse... Poi è arrivata la folgorazione. Odoravo di Calippo al limone.
Sono stata colta da una profonda nostalgia, considerato che era il mio ghiacciolo preferito ma, una volta entrata nell'età della ragione, ho smesso di mangiarlo per ovvi motivi di decenza e pudore...
...ma sto divagando.
Potete utilizzare un o.e. a piacere, per fortuna non siete obbligati ad andare in giro tutti odorosi di Calippo. Sto stilando una lista di essenze particolarmente adatte per i capelli, per cui il post potrebbe essere aggiornato; nel frattempo, buona gelificazione.

05 settembre 2008

Maschera per capelli: nutriente, riflessante e schiarente (per bionde)

Recentemente sono stata dal parrucchiere e ho lasciato sul suo pavimento circa 45 cm di capelli, con somma gioia, devo dire.

I capelli rimanenti erano un po' meno gioiosi, soprattutto dopo essere stati lavati con uno shampoo/balsamo di origine ignota, martoriati con lo sfilzino (ma il "corto e sfilato" l'ho chiesto io, quindi non posso lamentarmi), piastrati (sì, la shampista è riuscita a passarmi la piastra su 6 cm di capelli, ma la prossima volta me li faccio asciugare mossi, così evito la tortura), inondati di lacca o qualcosa di simile, e impiastricciati di cera (l'unica cosa che mi piace del parrucchiere, a dir la verità; adoro "l'effetto cera" sui miei capelli corti). Dopo tutto questo, dicevo, erano un po' meno gioiosi di me.
"Serve qualcosa per consolarli, si sentiranno soli poverini, e qualcosa per rimetterli in sesto, in fondo sono stati cotti alla piastra, e magari anche qualcosa per dar loro un tono, sono un po' troppo cenere e poco biondi", mi sono detta. Così ho razziato dagli scaffali del bagno e della cucina tutto quanto mi ispirava e mi sono inventata questa maschera per capelli biondi e bisognosi di affetto.

Ingredienti: 2 grossi cucchiai di yogurt di soia bianco, 1 cucchiaio di balsamo ecobio, 1 cucchiaino di curcuma, 1 cucchiaio di infuso di camomilla molto forte, 1 cucchiaio di succo di limone, 10 gocce di olio di argan o jojoba (o altro olio vegetale), 1 cucchiaio di malto di riso.
Mescolate tutti gli ingredienti, sbattete con una frusta stando particolarmente attenti a sciogliere la curcuma, fate riposare per 15 minuti; impiastricciatevi la chioma, impacchettatela con la cuffia da doccia e lasciate agire per 15-30 minuti; risciacquate e lavate con lo shampoo.

Se avete tanti capelli o li avete lunghi, aumentate le dosi (a me, la maschera è avanzata, ma i miei sono sempre stati sottili e con 100 g di henné riuscivo a farci 4 tinte, una cosa inaudita).
Se la pappa risulta troppo liquida e/o volete strafare col nutrimento, aggiungete anche 2 cucchiai di semi di lino tritati con 1 cucchiaino d'acqua fino a ridurli in poltiglia e poi filtrati con un colino (o anche non filtrati, ma se rimangono a pezzetti possono dare fastidio). Non siete obbligate a usare tutti gli ingredienti elencati, ma ciascuno di essi ha un suo perché, di seguito illustrato.

Yogurt di soia ----> sostituisce il classico yogurt vaccino; forse il potere nutriente non è lo stesso, ma serve come base cremosa e per dare il ph acido che piace ai capelli.
Balsamo ----> districa, nutre e serve a dare consistenza.
Curcuma ----> brucia e pizzica sulla cute... ma lo scopo principale non è quello: tinge, rinforzando i riflessi biondo grano.
Camomilla ----> dona riflessi chiari, ma l'infuso deve essere davvero molto forte (tipo 1 bustina di camomilla in 3 cucchiai d'acqua - non di più altrimenti la maschera viene troppo liquida e cola ovunque).
Limone ----> schiarisce e rende acido il ph della maschera.
Olio vegetale ----> quello di argan rende i capelli particolarmente setosi; in generale serve a dare nurimento, specie nel dubbio (a mio avviso fondato) che lo yogurt di soia non sia molto efficace in questo senso.
Malto ----> sostituisce il classico cucchiaio di miele; magari non ha lo stesso effetto "vellutante", ma rende più densa la mistura.
Semi di lino ----> addensano e sono nutrienti.

Si può aggiungere anche 1 cucchiaino di "henné rosso" (Lawsonia Inermis); non farà in tempo a ossidarsi come si deve e quindi, se tingerà, lo farà pochissimo, dando appena qualche venatura rossiccia. Ovviamente è da evitare se volete schiarire i capelli, mentre va benissimo per rendere il colore più caldo.

Puntualizziamo: è difficile schiarire davvero i capelli senza maltrattarli con trattamenti violenti; diciamo che è quasi impossibile, specialmente se li avete scuri.
Per le bionde o castane chiare c'è qualche speranza; con impacchi e altre cure a base di prodotti naturali i risultati arriveranno, ma di certo non saranno gli stessi dei trattamenti del parrucchiere (e meno male!). Soprattutto, simili cure richiedono tempo e pazienza, ma danno molta soddisfazione se si hanno aspettative realistiche riguardo a quanto si può ottenere dai propri capelli. Avendo in programma degli esperimenti in questo senso (impacco di karité e camomilla, risciacquo con birra chiara, applicazione di henné biondo...), sarete informate dei miei eventuali progressi.
L'etichetta "cura naturale dei capelli" potrebbe infoltirsi a dismisura...

12 giugno 2007

Cosmetici e detergenti ecologici

Sto pensando da parecchio di scrivere un post su questi argomenti, però, mancandomi le competenze dirette per farlo, non sono mai riuscita nell'intento.
Essendo tuttavia impegnata nella mia piccola rivoluzione personale, ho deciso di darci un taglio, mettermi d'impegno e trovare una soluzione, come in effetti è avvenuto dopo essermi applicata un po'!
Non volevo rompere le scatole a Barbara, e in effetti non c'era alcun bisogno di importunarla: sul suo fantastico sito (anche dopo il crash di qualche tempo fa) di trovano moltissime informazioni per orientarsi nel settore e iniziare a capire se davvero un prodotto spacciato per ecologico si comporta come tale.

"Cinque anni fa sceglievo una crema in base a come veniva descritta dalla pubblicità. Se aveva un buon profumo, una consistenza piacevole e non mi lasciava unta tutto il giorno, mi bastava.
Poiché sono quel tipo di persona che fa la raccolta differenziata, spegne la luce appena esce da una stanza, fa le lavatrici sempre a pieno carico e se possibile evita la lavastoviglie, le mie preferenze cosmetiche erano rivolte a marche di erboristeria. Avete presente Erbolario, Bottega Verde, cose così.
Poi ho scoperto quell'inesauribile fonte di informazioni che è Internet. E digitando sul motore di ricerca "cosmetici naturali" sono incappata su un sito di controinformazione.
Tra un articolo di alimentazione vegetariana e uno di commercio equo e solidale, la mia attenzione è stata quasi immediatamente calamitata dai forum. E qui, è il caso di dire, ho avuto l'illuminazione.
Biodegradabilità e prodotti ecocompatibili. Nome pretenzioso per un forum dove le cose vengono spiegate ai non addetti 'come se avessero tre anni'.

Comincio a leggere, resto perplessa, scopro che la lista di ingredienti contenuti nelle mie cremine ha un nome, scopro che molti dei nomi assolutamente incomprensibili possono essere capiti.

Scopro anche che molti sarebbe stato meglio non capirli affatto.
Derivati del petrolio nelle cose che mi metto in faccia? Ma no, ci sarà un errore.
Derivati del petrolio dentro a prodotti che si dichiarano naturali? Qui qualcuno è impazzito.
E invece, purtroppo, no."

E così Barbara apre Sai cosa ti spalmi.org, un sito che riunisce notizie sulla cosmesi bio - eco - compatibile per renderle fruibili ad un vasto numero di persone, raccoglie esperienze analoghe e diffonde informazioni; insomma, rompe un preoccupante isolamento.
Il forum diventa un ambiente gradevole, accogliente e vitale; inizia a produrre contenuti suoi propri, grazie ai numerosi iscritti, tra cui "una dermatologa agguerrita e alcuni professionisti (formulatori di cosmetici), nonchè appassionati spignattatori autonomi (coloro che si dilettano a prodursi da soli i propri cosmetici, utilizzando ingredienti molto tecnici e ideando formule che poco hanno da invidiare a quelle prodotte per il commercio)."

Ed è proprio su questo genere di contenuti che voglio soffermarmi.
Attraverso il menù sulla sinistra, potete consultare l'agenda degli eventi in tema, leggerne le cronache, contattare Barbara per organizzare un incontro/conferenza. Le chicche: nella sezione rassegna stampa trovate articoli su diversi argomenti; Ingredienti e dritte cosmetiche spiega le basi su cosa contiene un cosmetico, cosa evitare e perchè; la sezione sulla Pelle insegna come trattarla al meglio, mentre le ricette... Beh, le Ricette sono fantastiche. Sono tante, efficaci e diversificate, per esperti e apprendisti spignattatori. Ci sono ricette per cosmetici e detersivi fai da te, sul sapone, per i capelli, per il corpo (famosissime le riproduzioni dei prodotti Lush, da fare in casa!), ci sono i consigli per iniziare a spignattare, le preparazioni per il viso, e per finire, perfino istruzioni su Make-up e i Detersivi Autarchici.

Un paio di considerazioni mie...
Se vi stanno a cuore i prodotti ecologici, dovete iscrivervi al forum. Se vi stanno a cuore i prodotti cruelty free, dovete iscrivervi al forum. Preparare i cosmetici in casa, soprattutto se riuscite a mantenervi su preparazioni il più possibile vegetali (di quelle che traggono ispirazione dalla cucina, per intenderci!), vi assicura che le componenti non siano state testate su animali e siano biodegradabili al 100%.
Se in qualche ricetta trovate il miele, per esperienza, potete sostituirlo col malto; usate yogurt di soia, al posto di quello tradizionale. In linea di massima, nelle preparazioni non sono quasi mai compresi ingredienti di origine animale che siano indispensabili e insostituibili.
E Barbara è un vero tesoro, gentile e disponibile, pronta a fornire spiegazioni e suggerimenti, anche a una vegana rompiscatole come me.

Adesso veniamo all'altra reginetta dell'ecobio, Lola dell'angolo omonimo. Attenzione, non tutte le sottosezioni sono accessibili agli utenti non registrati!
Dopo i forum dedicati a "Non solo cosmetica" (dove è buona norma presentarsi al momento dell'iscrizione ), si entra nel vivo con la parte sugli "Inci dei cosmetici", rispettivamente per viso, corpo e capelli: vi sono raccolti e commentati, secondo il biodizionario, gli INCI di diversi prodotti. Ulteriori, preziose informazioni sull'argomento si trovano in "L'inci, questo sconosciuto", in cui spicca la sezione sui cosmetici-bufala... vi consiglio di riderci su, altrimenti sarebbe da piangere.
Segue l'imperdibile sezione su "I vostri problemi di pelle e capelli", contenente ricette di trattamenti da fare in casa (raccolti nel forum Le nostre ricette). Infine, "Il carrello della spesa" è destinato alle discussioni su prodotti e produttori, e all'acquisto di cosmetici pronti e materie prime per spignattare.

Tutto il forum è estremamente interessante, metto comunque in evidenza alcune discussioni a mio avviso particolarmente utili:
BEHAWE Elenco materie prime (in progress) - Behawe.com è uno dei pochi fornitori di materie prime accessibile ai privati in Europa. Sfortunatamente il sito web è in tedesco e la consultazione risulta abbastanza difficoltosa. Altro elemento di difficoltà è il fatto che alcuni prodotti sono indicati con il nome commerciale e non attraverso l'INCI. Lola e combriccola stanno pertanto provvedendo alla traduzione del catalogo!
Libri da leggere: cosmetologia, cosmetici, aromaterapia - Ecco un elenco di libri, con relativo commento personale, basato sull'esperienza di Lola.
Siti sulla cosmetologia - Comprende siti sugli spignattamenti, sugli ingredientidei cosmetici e su dove acquistarli.
Il carrello della spesa - Prodotti reperibili nei supermarket, siti su cui acquistare materie prime e altri dove comprare cosmetici ecobio.

Tempo due mesi e, seguendo l'imperativo di Barbara, inizierò anch'io a saponificare!

06 marzo 2007

Il miglior phon esistente

Niente emissione di ioni, niente diffusore, niente regolazione di velocità e potenza, e neanche una presa di corrente.
Non vi serve nulla di tutto ciò per asciugarvi i capelli, anzi, se ne farete a meno ci guadagneranno in salute e bellezza.

Non sono impazzita e non vi sto certo consigliando di tenerveli in testa umidi o gocciolanti; esiste un modo piacevole, efficace ed ecologico per sostituire il phon: sedersi al sole, e stare soltanto ad aspettare.

Ho iniziato a maggio scorso ad asciugare i capelli al sole, e c'è stato un cambiamento incredibile nella loro qualità. Come mi ha insegnato Capelli di fata, il phon tende a stressarli molto, li rende crespi, li secca perché asciuga troppo in fretta e li indebolisce per l'alta temperatura; per questo va utilizzato alla minima potenza, a calore moderato e a distanza sufficiente per non aggredirli. L'ideale, comunque, sarebbe evitare del tutto di utilizzarlo.
Lo so, "la cervicale" è in agguato e la conosco abbastanza bene per non volermi aggirare per casa grondando acqua, ma vi assicuro che il mio metodo funziona senza controindicazioni.

Qui a Castellammare ormai le temperature sono primaverili, e basta sedersi al sole per cinque minuti per iniziare a sudare: niente rischio di dolori al collo, quindi, né di raffreddori. In 20 minuti la mia chioma, che pure è abbastanza lunga, è perfettamente asciutta e, lo crediate o meno, rispetto a quando uso il phon i capelli sono molto più morbidi, disciplinati, e belli.

All'inizio non mi trovavo benissimo ad asciugarli così: sembravano impazziti, increspati, come disse opportunamente qualcuno sul forum CdF "'na schifezza"; però due trattamenti consecutivi bastarono a far trovare la loro "regolarità" a cute e chioma. Quando, novembre alle porte, ho dovuto smettere di asciugarli all'aria e tornare al phon, seppure adoperandolo al minimo e raramente, i capelli si sono ribellati, con tutte le conseguenze esposte sopra, e mi sono anche venute le doppie punte.

Sabato, invece, era una splendida mattinata. Mi sono lavata delicatamente i capelli, li ho tamponati con l'apposita vecchia t-shirt, e portando con me il pettine di legno mi sono seduta sul balcone, schiena al sole, mentre Tarty mi mordicchiava le dita dei piedi (rigorosamente nudi).
Ho avvertito subito il tepore dei raggi sulle spalle, non ho avuto freddo neanche un po'. Ho aspettato pazientemente, continuando a tamponare la chioma con la stoffa per togliere l'eccesso d'acqua, e poi il miracolo: pian piano, con infinita delicatezza e gradualità, il sole ha iniziato ad asciugarmi i capelli, mentre li spostavo un po' qua, un po' là, perché non restassero umidi.
Mi sono goduta 20 minuti di relax, di calde coccole, di sintesi di vitamina D , per non parlare dei bellissimi boccoletti che il sole mi regala (e vengono invece stirati e annodati dal phon): quando sono rientrata in casa, mi sembrava di avere davvero i capelli di una fata!

20 febbraio 2007

Henné su tinta chimica

Pensavo che henné e tinta chimica fossero assolutamente incompatibili tra loro, ma ho dovuto ricredermi. Su capelli di fata, Dafne ha postato questa spiegazione sul perché non andrebbero usati insieme, e mi ha sorpresa. Un'ottima motivazione per non comprare henné di bassa qualità!

M'è capitato di postarlo oggi sul forum di Lola, poi ho pensato che è un argomento che viene spesso tirato fuori e qui non è mai stato spiegato chiaramente.

Come mai si dice che non si devono usare tinture chimiche con l'hennè?
Molti "hennè" in commercio (e soprattutto quelli usati dai parrucchieri) non sono puri, contengono sali metallici che hanno funzione di coloranti e mordenti. Questi sali metallici reagiscono molto violentemente con acqua ossigenata e ammoniaca (contenute nelle tinte) causando reazioni di ogni genere.
Il più usato è l'acetato di piombo ma si possono trovare anche nitrato di argento, di rame, di nickel, cobalto, bismuto e sali di ferro.
L'hennè puro può essere usato con qualsiasi tintura chimica senza nessuna sorpresa.

Cosa succede quando sali metallici e ammoniaca reagiscono sui capelli?
Con il piombo i capelli cambiano subito colore (si possono ottenere nuance di ogni tipo), con il nitrato di argento appare un leggero riflesso verde (non c'è un cambiamento repentino di colore poichè l'argento riveste il capello, non lo penetra).
Con il rame, i capelli cominciano a bollire e ad emettere un odore molto sgradevole, diventano caldi e si disintegrano.

Come sapere se l'hennè usato è puro?
Il modo migliore è provare a tingere una ciocca di capelli presa dalla spazzola, così non si avranno sorprese!

Fonte: hennaforhair

Terrificante... ma almeno, se usate quello puro, siete sicure di non combinare pasticci!

23 gennaio 2007

Persorsi tematici: la cura dei capelli

Quando ho aperto il mio blog, in un "momento di follia", non sapevo bene cosa sarebbe diventato. Non sapevo se sarei riuscita a portarlo avanti, non avevo idea di come funzionasse tecnicamente... ci ho soltanto provato, e mi sono adattata a quel che era disponibile (blogspot nello specifico).
Cerco di utilizzare questa piattaforma al meglio, per questo pubblico alla fine di ogni mese il "riassunto" degli inserimenti effettuati; ho cercato di razionalizzare l'elenco dei links qui accanto per renderlo utile e di facile consultazione.

Ma osservando la sorpresa con cui è stato accolto il mio post "tutto sul seitan", che compare praticamente in ogni riepilogo mensile e come primo link nella colonna a destra... non so se pensare di non essere stata abbastanza chiara , oppure che vi abbia assalito la pigrizia.
Questo mio piccolo spazio non è granché, ma cerco di sfruttare qualche trucchetto per renderlo fruibile al meglio, perché possiate ricavarne il più possibile... e se quel che ho fatto finora non basta, beh, tiro fuori nuove idee.
Ad esempio i percorsi tematici.

Ho pensato che potesse essere carino riunire in un solo post gli inserimenti organizzati "per categorie": stiamo a vedere se funziona.

Inauguro l'appuntamento occupandomi della cura dei capelli: è fatta di gesti importanti, ma anche di piccoli particolari...

Sul finire della primavera scorsa ho iniziato ad interessarmi seriamente al benessere dei miei capelli. All'epoca frequentavo un forum, grazie al quale sono risalita al sito che mi ha dischiuso le porte di un mondo... Capelli di fata. Nel tempo ho imparato parecchie cose che hanno giovato molto all'aspetto (e ancor più alla sostanza!) dei miei capelli.
Per prima cosa, ho appurato che i tradizionali gel (composti di sostanze sintetiche) possono essere efficacemente sostituiti col gel di semi di lino; con i residui della sua preparazione si può realizzare un impacco piuttosto nutriente.
In seguito ho sperimentato una sua variante dal potere schiarente, adatto alle bionde; per accontentare tutte ho trovato dei mix che dessero soddisfazione anche alle more, alle castane e alle rosse. I miei esperimenti personali sono proseguiti con la realizzazione di uno schiarente a base di curcuma, da usare su base bionda.
Il tutto, in abbinamento a uno shampoo ecologico con cui tuttora mi sto trovando molto bene.

A offrirmi così tanti spunti è stato il sito di Dafne. Frequento assiduamente il forum, di cui stimo le moderatrici per l'ottimo lavoro che svolgono; trovo sia una miniera di consigli! E' grazie a loro che mi sono decisa a provare l'henné (un toccasana per i capelli) ed ho raccolto informazioni anche sull'indigo (sempre a beneficio delle more).
Purtroppo non ho potuto dedicare moltissimo spazio all'argomento perché non "mi applico" molto alla preparazione di intrugli vari... i miei capelli si accontentano (o devono accontentarsi) di poco.

Quindi per adesso questo è tutto; spero che l'iniziativa sia utile e di vostro gradimento (traduzione: non fate i fetenti, lasciate tanti commenti!).

Aggiorno il post per parlare delle interazioni tra tinta chimica ed henné e di quello che ritengo essere il miglior phon esistente: il sole. Andate a dare un'occhiata!

29 dicembre 2006

Indigo

Dopo il mio post sull'henné, mi sono state rivolte delle domande circa una tintura naturale per capelli neri.

Premetto che non sono ferratissima in materia, perché essendo bionda la cosa mi riguarda poco; però ho leggiucchiato un po' sul forum capelli di fata, e quindi sono a conoscenza dell'esistenza dell'indigo. E' una polvere ricavata dalle foglie della pianta chiamata Indigofera Tinctoria, e dovrebbe dare ai capelli un colorito nero o violetto; tuttavia, ho anche appreso che il suo utilizzo non è poi così "meccanico" e immediato come per l'henné.
Ho letto che a volte il colore non prende, che scarica in pochi giorni, che il risultato dipende molto dalla base di partenza, che si può non ottenere la tinta desiderata, che ci sono difficoltà a spalmarlo e macchia facilmente... però ho anche letto che ha effetti benefici sui capelli, che alcune ragazze ne sono molto soddisfatte (ottengono un bel colore e capelli morbidi e lucidi), e che si può anche ottenere il nero corvino se la base di partenza è scura. Insomma, c'è da informarsi bene e fare le cose con criterio per non combinare pasticci o rischiare delusioni, ma sta a voi capire se ne vale la pena!

Ecco quello che so sull'argomento.
Il sito capelli di fata dedica una pagina specifica all'indigo, che vi fornirà le informazioni di base su questa pianta; mentre henna for hair ha una piccola sezione a esso relativa, con alcuni links. Se masticare l'inglese, dovreste trovarla utile.
Partendo dal presupposto che, se siete davvero molto interessate alla cura naturale dei capelli, vi conviene iscrivervi al forum di Dafne (vi aprirà le porte di un mondo vastissimo e complesso), riporto qui alcune informazioni che sono riuscita, in tutta fretta, a rastrellare da diversi post.

Per avere un buon effetto coprente e ristrutturante è consigliabile fare prima l'hennè rosso (lawsonia) e poi quello nero (indigo). Si possono miscelare, ma pare che facendolo in due fasi si ottengano effetti migliori e un colore più intenso. L'indigo scarica presto, quindi per coprire il rosso dell'hennè bisogna ripeterlo spesso; può essere utile alternare la miscela di hennè + indigo, e il solo indigo.

Per l'ossidazione bastano venti minuti o mezz'ora; se lo si lascia ossidare troppo a lungo, colorerà molto meno. Quando si forma una patina viola cangiante in superfice, vuol dire che si è ossidato.

Per le leggi cromatiche, giallo più blu uguale verde. Pertanto, l'indigo sul biondo è sconsigliato. Ma è meglio fare una prova sui capelli presi dalla spazzola per osservare il risultato.


Ecco alcune ricette per ottenere un colore molto scuro e duraturo.

Applicare prima ai capelli l'henné neutro (cassia obovata); poi preparare l'indigo e applicarlo dopo mezz'ora, su capelli pulitissimi, tenendolo per 3 ore.

Applicarlo sui capelli puliti, altrimenti NON prende. La quantità è soggettiva, in media 120 gr circa per 60 cm di capelli. Bisogna versare sulla polvere acqua quasi bollente (salata, per fissare il colore) quanto basta. Aggiungere qualche goccia di o. e. di lavanda. Mescolare, coprire e lasciare riposare per un'oretta o due, ma anche mezz'ora basta. Tenerlo su molto a lungo, meglio tutta la notte, altrimenti minimo 4 ore. Sciacquare con shampoo, anche due passate oppure si scaricherà blu per settimane, poi impacco di balsamo, così non restano duri. L'indigo ha effetto "cumulativo", più lo si fa più c'è speranza di ottenere il nero.

Prepararlo con acqua salata, o.e. di lavanda, tenerlo in posa un paio d'ore almeno e lavarlo con pochissimo shampoo molto diluito (evitare sempre il balsamo). Utilizzare pochi olii (meglio solo sulle punte) e impacchi leggeri.

Far ossidare l'indigo con acqua calda ma non bollente ed un pizzico di sale. Lasciarlo ossidare per mezz'ora coperto da una pellicola, mescolando ogni tanto. Usare un contenitore di plastica o metallo. Spalmarlo utilizzando dei guanti, altrimenti le unghie restano blu. Riempire il lavandino di acqua, così se cadono dei pezzetti non si macchia il lavandino. Indossare una cuffia con del cotone per non farlo colare. Aspettare almeno 3 ore prima di risciacquare, e ripetere almeno una volta al mese.

Risciacqui: con sola acqua si rischia di perdere blu fino al lavaggio successivo; il solo balsamo fa scaricare troppo il colore. L'ideale è uno shampoo leggero; oppure lavare solo con acqua in un primo momento e poi, dopo 12/24 ore, fare uno shampoo leggero.

Per quanto riguarda l'acquisto dell'indigo, credo che lo troverete in erboristeria, ma accertatevi che sia Indigofera Tinctoria (o Indigofera species) senza nient'altro!
Ho letto che Dafne aveva un indigo di ottima qualità, non so se lo venda ancora, provate a scriverle all'indirizzo henna at wizmelee dot net.

Un'ultima precisazione: non dimenticate che io sono un essere umano e pertanto non sono onnisciente... inoltre cerco di affrontare su questo blog solo argomenti che conosco bene e di cui ho esperienza diretta; o comunque argomenti di cui sono stata ben informata da persone competenti. Quindi sicuramente tralascio qualcosa... ad esempio esisteranno tinture più leggere e "naturali" di quelle che si trovano nei negozi di articoli di bellezza, ma dato che non le ho mai usate e non le conosco, preferisco non parlarne... vi consiglio sempre di usare un motore di ricerca per soddisfare le vostre curiosità, e trovare altre informazioni che integrino e approfondiscano le mie. D'accordo?

27 dicembre 2006

Henné

Scena: Napoli, un paio di venerdì fa.

Decido di "fare filone" dall'università ed evado per qualche oretta... Trotterello alla bottega del commercio equo O' pappece, e di buona lena mi dedico alla razzia di veganità varie (crostatina ai mirtilli del Baule volante, gnam gnam! ).
Mi sposto nella zona "artigianato e cosmesi"; mentre beatamente mi occupo dei fattacci miei, un guizzo.

Vedo questo.



E rimango paralizzata.
"Uau", mi dico. Perché non mi aspettavo proprio di trovare l'henné in bottega. "Ma non sarà puro", mi dico, e così prendo una confezione e leggo gli ingredienti. Lawsonia inermis. Stop. Purissimo. "Uau", mi ripeto, affascinata. E poi lo poso. Perché non avevo poi questo grande desiderio di diventare rosso fuoco, un venerdì pomeriggio qualunque...

Continuo a fare le mie faccende, ma poi ci ripenso. Riflettendo tra me e me. "Uhm". E poi di nuovo "uhm". E alla fine "uhm!". E così decido di comprare l'henné.

In fin dei conti, mi accorgo che ho proprio voglia di cambiamenti. Devo fare qualcosa ai miei capelli e il primo istinto sarebbe quello di tagliarli a spazzola. Ma so bene cosa significa tenerli a spazzola, ho già fatto l'esperienza per tre anni e tre inverni. Il freddo. Quelle ventate pazzesche che si abbattono sul tuo aerodinamicissimo cranio girandoci intorno sadicamente, per poi scivolare con giubilo lungo la nuca - leggasi dolori cervicali atroci. E la noia. Vederti tutti i giorni sempre uguale, senza poter variare. Detestare quella zazzera simil-porcospino che non asseconda i tuoi stati d'animo e ti mostra tagliente e rampante anche quando vorresti solo coccole e una tregua.
Lo so che i capelli corti sono comodi e facilmente gestibili. Lo so che mi stanno bene. E non piacciono a mio padre perché mi trova "poco femminile" (papi... ).
Però, però, però... mi ricordo che stavo bene anche quando mi tinsi di color ribes. E anche quello a mio padre non piaceva. Per cui mi dico che forse il rosso fuoco non sarebbe una cattiva idea.

E saltello felice verso la cassa, con una scatola di non-violenta ribellione in mano.


Henné Manantial de las Flores (EquoMercato), "Hennè naturale ramato per tingere i capelli naturalmente". 5.20€ per 100 grammi. Pare che sia un po' tantino, ma non troppo; ed essendo una pianta originaria del Nord Africa, mi sento molto più tranquilla ad averlo comprato in bottega. C'era anche ramato chiaro (Lawsonia e curcuma) e ramato scuro (Lawsonia e caffé) ma ho preferito prendere quello puro ed aggiungere eventualmente io stessa la curcuma.

Perché si parla di henné in questo blog?
Com'era scritto sulla confezione, serve a colorare i capelli naturalmente. Molte tinte chimiche sono testate su animali, e rovinano i capelli. Anche quelle che non contengono ammoniaca... lo so perché le ho usate per un po' e ne porto ancora i segni (nonostante siano passati 4 anni, ho le punte rovinate). Potete leggere una piccola introduzione per conoscere l'henné e le sue proprietà qui.
In breve, quello che ho scoperto sul forum Capelli di fata è che l'hennè, a differenza delle tinte chimiche, non penetra nel capello bensì si deposita su di essi, proteggendoli e inspessendoli. Tende a contenere l'effetto crespo e dovrebbe anche avere una funzione seboregolatrice e antiforfora... Comunque la quasi totalità delle capellone che lo usano lo adora, e ho deciso di provare. Secondo le istruzioni di base sull'uso dell'hennè, ho seguito questo procedimento.

Alle 8.30 ho preparato la pappetta. Ho usato 60 g di lawsonia (avevo messo tutti i 100g nella ciotola - di vetro - ma mi sono resa conto che erano troppi, ho i capelli sottilissimi, infuso di camomilla molto concentrato (circa 10 cucchiai), succo di limone e mandarino (avevo finito i limoni) circa 5 cucchiai, yogurt di soia circa 4 cucchiai.
Ho mescolato bene cercando di sciogliere i grumi, coperto con pellicola trasparente e lasciato ossidare, finché è diventato marrone. Vi avverto, l'henné ha un fortissimo odore di erba, e sembra fanghiglia puzzolente, non spaventatevi . Intorno alle 15 mi sono lavata normalmente i capelli, li ho asciugati un po' e poi mi sono fatta spalmare la pappetta da mamma, utilizzando un pennellone da cipria. Ovviamente indossavo abiti sporcabili, la stanza era tappezzata di giornali, e mi ero avvolta un vecchio asciugamani intorno al collo (nonostante fosse bello denso, il composto colava un po').
Mamma mi ha incellofanato la testa, mi sono messa un deliziooooso cappellino da rapinatore tipo passamontagna perché l'henné era gelido, ed ho trascorso la seguente ora cercando di convincermi che non stavo per diventare verde.
Per decidere i tempi di applicazione, il ragionamento è stato questo: sono bionda, quando feci la tinta chimica (ribes) il colore prese da morire, ci vollero due decolorazioni, un'estate al mare e sei mesi di shampii per tornare bionda. Se tengo su l'henné per tre ore mi ritrovo più o meno di questo colore qui, che non è proprio quello a cui aspiro... quello a cui aspiravo erano piuttosto dei "riflessi" rossi, oppure un blando (molto blando) rosso tiziano... Beh, insomma, mi sono detta che un'ora sarebbe stata sufficiente e infatti dopo un'ora mi sono spacchettata, sciacquata i capelli finché l'acqua è tornata limpida, e poi ho affrontato lo specchio.

Cavoli, se ero rossa. Molto rossa. Beh, mi sono consolata, almeno non ero verde!

Mantenendo la calma, ho asciugato ben bene i capelli, e già ero meno rossa. Il colore si è assestato nel giro di tre o quattro giorni e mi dicono che tecnicamente risulto essere strawberry blonde.
Sarà, a me sembrano rosso carota.

Cosa noto... sono più corposi, si sente al tatto e si vede anche; sono luuuucidi; il cuoio capelluto sembra più equilibrato; sono meno crespi e più pettinabili e ne perdo meno (soprattutto se ne spezzano meno). Il colore è bello, naturale; mi sta bene e penso di rifarlo presto. Forse aggiungerò curcuma, ma non so se questo mi farà risultare più bionda o al contrario più rossa!

Devo dire che è stata un'avventura divertente e inaspettata. Sono felice di averlo fatto e ansiosa di perfezionare la ricetta. Al momento non mi viene in mente altro, quindi questa è la storia del mio henné. Nulla di particolarmente significativo; se volete approfondire l'argomento potete visitare il sito henna for hair (in inglese) oppure iscrivervi al forum capelli di fata ed aspettare l'accesso.
Posso dire che ne vale la pena, se si riescono a superare le perplessità sul colore (so quanto possa essere difficile azzeccare quello desiderato); avere la sensazione che quelli che ti stai spalmando in testa non è nocivo per ambiente, animali ed esseri umani è bello, proprio bello.

Vera pre henné:



Vera post henné: