Mai come quest'anno ho provato un desiderio così forte e impellente di mollare il campeggio (dove solitamente sguazzo come un pesce nell'acqua) e tornarmene a casuccia mia a fare gli affari miei.
Sarà che dopo venti anni nello stesso luogo di villeggiatura mi sono un po' rotta? Sarò che più passano i giorni meno tollero i miei genitori (e la cosa sembra reciproca)? Sarà che non sono riuscita a reggere la solitudine e mi sono sentita, più del solito, un'estranea infelice in mezzo a un branco di giovani spensierati?
La mia vita non va né come né dove vorrei; sono dipendente dai miei genitori materialmente e psicologicamente; la mia sensibilità veg-animalista mi sta allontanando dalle altre persone, isolandomi; in generale queste vacanze non sono state
vere vacanze.
Appena tornata a casa mi sono sentita sollevata, come se avessi ripreso un po' il controllo, ma neanche quest'anno sono sfuggita alla mia solita febbre d'estate, quella frenesia di cambiare le carte in tavola, di mollare tutto, quell'ansia di rinnovamento, quell'insoddisfazione interiore che mi prende quando mi accorgo che dopo 365 giorni tutto è come prima, a volte peggio, a volte un po' meglio.
Uff, sono stufa anche di lamentarmi, devo riprendere in mano la mia vita, devo trovare il centro dentro di me e cercare di non mollarlo... non è nulla di nuovo, devo soltanto farlo un'altra volta, tutto qui.
C'è sempre un'altra volta; ma la vita è entropia, no?
Novità su Pallino: è stato adottato da Marcello, il quale sostiene che ci sono troppi casi più urgenti e disperati del suo per cercare una casa a lui, che tutto sommato sembra essersi quasi inserito nel nuovo contesto "familiare".
Io rispetto la sua scelta, e ne sono felicissima, ma ho un'opinione un po' diversa dalla sua. Eccola.
Pallino è un cane splendido. Esteticamente non gli manca nulla, è proporzionato e bello, con quegli occhioni neri e il pelo lucido.
E' un cane forte e vitale, di quelli che ti fanno correre e saltare e giocare e se ti stanchi non c'è problema, ci pensano loro a tirarti.
E' simpatico e accattivante, a volte sembra un attore, con le sue espressioni plateali che vogliono dire "guardami, sto facendo quello che volevi, non sono un bravo cane? Eh?", con la sua buffa ingenuità mentre obbedisce a un ordine che non può comprendere, mentre ti guarda con lo sguardo liquefatto dell'innamorato.
E' affettuoso, si è affezionato subito a me, a Marcello; salta addosso a chiunque gli regali una carezza; non ricevevo delle feste così gioiose da quando ero bambina, è incontenibile nel manifestare la sua contentezza.
E' giovane ed è sano, la ferita è guarita e non ha altri problemi; in più ha il vantaggio di essere di taglia medio-piccola, col pelo abbastanza corto.
Ci sono casi più urgenti del suo, è vero, ma molte persone non vogliono accogliere nelle loro vite un animale malato, o vecchio, bisognoso di cure "particolari". Già è tanto se si lasciano convincere ad adottare, piuttosto che comprare un essere vivente in quelle catene di sfruttamento che sono i negozi di animali.
Ecco, io penso solo che per una famiglia che voglia un bel cane, un cane allegro e socievole, Pallino possa essere l'ideale. Non so se Marcello è d'accordo, ma magari potremmo far girare l'appello ancora per un po'. Avevamo pensato, inizialmente, di non circoscrivere geograficamente le possibilità di adozione; eravamo disposti a portarlo anche lontano, purché trovasse una buona casa.
Aspettiamo di sentire la sua opinione, forse non è tutto qui quel che possiamo fare per Pallino...

Tarty si è innamorata. Da quasi 25 giorni non mi faccio una dormita come si deve; quando sono tornata in campeggio ho trovato la mia gatta impazzita, dedita a fughe giornaliere e smanie notturne causate da un signor gatto che alle 5 esatte veniva a miagolarle la corte proprio sotto alla mia finestra.
Niente da fare, non c'era modo di trattenere Tarty in roulotte; alle 5 la mettevo fuori e cercavo con un occhio di riaddormentarmi (invano) e con l'altro di sorvegliare i due felini.
Miagolii di ogni sorta, soffi, fughe e zampatine, finché... scocca la scintilla. Tarty e Pasha vengono ripetutamente avvistati mentre crocchiano Amì dalla stessa ciotola.
Si scoprirà poi che Pasha non è un gatto randagio, ma di una signora che pensa bene tutte le estati di liberarli appena arriva in campeggio, per riprenderselo solo al momento di tornare a casa. Per evitare che io strozzi la suddetta signora, una delegazione di campeggiatori insonni (le serenate feline, si sa, sono molto rumorose) sfodera la propria diplomazia e Pasha non si farà più vedere, spezzando il cuore di Tatina.

Per il resto, basta leggere gli appunti di viaggio dello scorso anno (
uno,
due,
tre,
quattro) e aggiungere diversi chili e un anno di esperienza alla bestiaccia, il che significa meno fili ingarbugliati e più pigrizia diurna, ma anche più forze, cosa che ha generato scene come questa a destra: Tarty giunta a tre metri e mezzo di altezza, perfettamente convinta di essere un koala, cerca di raggiungere la cima dell'eucalipto.
Inoltre, nel giro di poche ore la gatta ha perfettamente ingranato il meccanismo felino di sonno/veglia, cioè dormire 16-18 ore al giorno, e svegliarsi soltanto tra le 5 e le 8 del mattino, e le 9 e le 24 della sera, più o meno. Al 15esimo giorno di insonnia, ho iniziato a odiarla profondamente e rimpiangere i latrati di Pallino.
Personalmente, nulla da segnalare, ho vissuto vacanze atipiche perfino per i miei standard, ho letto molto ma non quanto avrei voluto; non ho fatto neanche metà delle cose che mi ero ripromessa; ho dovuto adattarmi ai ritmi di Tarty col risultato di dormire per gran parte della giornata.
Adesso cercherò di incastrare l'operazione di scrittura dei post nell'insieme caotico della mia vita, quindi non so quando tornerò a farmi sentire.
Prima però ringrazio tutti coloro che mi hanno augurato buone vacanze, chiunque abbia risposto al messaggio su Pallino (e ancor più chiunque l'abbia fatto girare) e rispondo alla richiesta di hooverine (felice di rivederti qui, Flo; scrivimi, se ne hai voglia! Mi spiace sentire che per te non è stato un bel periodo...) riguardante l'autocostruzione di un germogliatore: è assolutamente possibile, facilmente e a poco prezzo, crearselo in casa.
Qui le istruzioni di erbaviola.
Detto questo, mi dileguo, sprizzando bacetti a destra e a manca, sperando di tornare presto e trovarvi tutti ad aspettarmi.
