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09 dicembre 2008

Bastoncini di tofu (perfezionati)

Ho seguito praticamente pari pari la ricetta di Puccina. Non so di preciso il peso degli ingredienti, ma ci si regola facilmente a occhio.

Ingredienti: un panetto di tofu, fogli di alga nori (quelli per il sushi), farina di ceci, fette biscottate ridotte in polvere, sale, olio di semi di arachidi.

Tagliate il tofu a bastoncini spessi circa 1/2 cm (dimensione "bastoncino di pesce"): tagliate dei rettangoli di alghe dalle dimensioni sufficienti ad avvolgerli. Bagnate l'alga d'acqua con un pennello da cucina, adagiatevi sopra il tofu e avvolgetelo nell'alga; chiudete il foglio sigillando bene con le dita.
Preparate una pastella fluida con acqua, farina di ceci e un pizzico di sale, impastellate i bastoncini, sgocciolateli, rotolateli nel trito di fetta biscottata e friggete nell'olio ben caldo finché sono dorati.

Onestamente trovo geniale l'idea di Puccina di usare l'alga per dare il sapore di mare. Io ho usato le nori sia perché sono delicate sia perché sono (credo) le uniche vendute pronte in fogli... molto comode per questa ricetta!
Alle mie papille gustative, che si astengono dal pesce da 6 anni, questi bastoncini sono sembrati sinistramente simili al merluzzo... ma tali "allucinazioni gustative" non sono dati oggettivi, le vostre sensazioni potrebbero essere diverse! Mi sono piaciuti molto nonostante io non apprezzi troppo il sapore delle alghe (così come non amavo quello del pesce...).
Voglio assolutamente rifarli, magari a Natale, da sgranocchiare mentre la mia famiglia tortura il suo baccalà fritto... la prossima volta proverò prima a marinare il tofu col limone, come avevo fatto nella versione base, avranno sicuramente più sapore!

26 febbraio 2007

Spaghetti di mare (di Marina)

Anche questa mi è stata lasciata nei commenti... ma stavolta mi sono ricordata in quale post fosse, e quindi so che è di Marina, che ringrazio della condivisione.

Ciao Vera, in tema di alghe ti giro una mia ricetta per gli spaghetti di mare. Io li trovo ottimi, se non fosse che le hiziki costano un capitale me li farei tutti i giorni.

Spaghetti di mare (che lasciano in pace pesciolini e crostacei )
Ingredienti per 2 persone: 200 g di spaghetti, 1 manciata di alghe hijiki (sembrano degli spaghettoni neri), 1 piccola cipolla di Tropea, 1 piccolo scalogno, olio extravergine d’oliva, 1 peperoncino oppure poche gocce di olio al peperoncino, salsa di soia.

Sciacquate velocemente le alghe sotto l'acqua corrente e mettetele a bagno, per mezz'ora, in poca acqua fredda.
Riscaldate 4 cucchiai d'olio in un wok o in una padella andiaderente; stufate la cipolla e lo scalogno tritati con il peperoncino o l'olio aromatizzato, finché le verdure diventano tenere. Aggiungete le alghe scolate e tagliate a striscioline di 3 cm, fate insaporire qualche minuto a fuoco vivo, quindi versate l'acqua di ammollo delle alghe e proseguite la cottura per una decina di minuti. Spruzzate con la salsa di soia e fate restringere il sughetto a fuoco vivo.
Nel frattempo cuocete gli spaghetti al dente, scolateli e trasferiteli nel wok, facendo insaporire per 1 minuto.

18 novembre 2006

Pasta alla puttanesca

Confesso che questo "piatto delle feste", tradizionalmente preparato da mia madre nella vigilia di Natale, mi mancava un pochino... Pertanto l'ho adattato in chiave vegan (togliendo il tonno, poverello!) sfruttando la mia recente riscoperta delle alghe!

Ingredienti: 4 pomodori, olio extravergine d'oliva, alghe a piacere (in questo periodo sto usando sempre le nori), due cucchiai di capperi, una manciata di olive nere snocciolate, 2 spicchi d'aglio, sale.

In una casseruola mettete l'olio, l'alga rinvenuta in acqua fredda e spezzettata, i capperi tritati, i pomodori spellati, privati dei semi e ridotti a filetti, le olive a rondelle, l'aglio sbucciato. Cuocete a fiamma viva, aggiustando di sale, per circa 15 minuti.


Il sapore è molto buono e l'alga da un retrogusto di mare, tuttavia molto delicato, quasi impercettibile; eppure in qualche modo nettamente presente! Secondo me è da provare, abbandonando ogni scetticismo sulle "verdure" marine.

08 novembre 2006

Linguine allo scoglio

Ricetta tratta, con qualche modifica, dal libro "Vegan - la nuova scelta vegetariana per il corpo, la mente, il cuore".

Ingredienti: linguine, pomodorini, alghe (erano consigliate le "spaghetti di mare", Himantalia Elongata; io avevo le nori e ho usato quelle con buoni risultati), prezzemolo, 2 spicchi d'aglio, olio extravergine d'oliva, sale.

Ho eseguito la ricetta senza leggerla passo per passo ma "andando a memoria", pertanto è un po' diversa dall'originale; tra l'altro ho dimenticato completamente il peperoncino, che invece era previsto!
In una ciotolina ho mescolato prezzemolo a pezzetti e aglio tritato, irrorando d'olio. A parte, ho messo a bagno delle striscioline di alga nori (non tostata) per 10 minuti; poi le ho scolate e aggiunte nella ciotolina. Ho messo al fuoco l'acqua per la pasta e calato le linguine; mentre cuocevano ho scaldato in padella il contenuto della ciotolina, e dopo qualche minuto ho aggiunto i pomodorini ben puliti a pezzetti. A questo punto avrebbe dovuto entrare in scena il peperoncino! Aggiungetelo pure. Lasciate sfrigolare allegramente il sughetto per un po' (se il vostro sughetto non è allegro, portatelo da uno psicologo fidato o scrivete a "ditelo a Veruccia"), scolate la pasta, mescolate le due cose e... buon appetito!

PS: io ho esagerato col prezzemolo e lesinato sulle alghe... sbagliato! Fate piuttosto il contrario. Il sapore delle nori si sentiva, ma troppo poco, un peccato perchè era delizioso!

09 settembre 2006

Pizzette d'alghe

Qualche giorno fa, spinta dal post di lukino sulla paella vegan, mi sono decisa ad acquistare un pacchetto di alghe.

Digressione: fortunatamente per voi, questo blog è una cosina nuova nuova. Ma io sono vegan da quattro anni, e c'è stato parecchio tempo per fare pasticci! Ho avuto i miei momenti di gloria personale (tipo mangiare 250g di gnocchi di spinaci con besciamella, il tutto fatto in casa), ma ho anche combinato dei guai, o solo a volte non mi è andata come avrei voluto.
L'esperienza con la kombu rientra nell'ultima categoria. Era il lontano 1963... ahem, no, era solo il periodo in cui mi ero fissata col seitan casalingo, circa 3 anni fa; provavo a farlo con tipi di farina diversi, addirittura con l'instant seitan del baule volante (quello fu il tentativo peggiore di tutti), ma non mi riusciva... perché sostanzialmente sbagliavo tutto.
Essendo molto determinata, comunque, mi ero attrezzata "professionalmente", e l'acquisto dell'alga kombu sembrava d'obbligo. Adesso non la maneggerei neanche se me la regalassero (ordinanza restrittiva del tribunale: non possiamo avvicinarci l'una all'altra nel raggio di 100 metri fino al 2007 ), ma all'epoca, per amor di precisione... l'alga era lì.

Cosa ho da dire su di lei?

Costava un sacco di soldi, e questo non me la rendeva simpatica.

Il colore era piuttosto inquietante... nero e strano.

E poi. Puzzava. Ma tanto! Puzzava da secca, figuratevi da bagnata. Perchè ovviamente, non mi accontentai di infilarla nella pentola del seitan (magari l'avrei anche fatto ma, ricorderete, a quell'epoca non sapevo preparare il seitan ), ma decisi di farci gli esperimenti. Tipo le pizzette di alghe.
Presi questo foglio nero, mi armai di forbici dure come cesoie da giardinaggio, e cercai di fare delle striscioline da ridurre in pezzi. Oddio, solo a pensarci, mi viene lo schifo. L'alga puzzava veramente tanto, tagliarla era un'impresa, era durissima, e una volta bagnata si ricoprì di un fluido vischioso che faceva... rabbrividire! Meglio tralasciare... miracolosamente ridussi in pezzetti l'orrido foglio, lo buttai disperata nella pastella e poi mi misi a friggere.
UN DISASTRO. L'alga era coriacea come cuoio bagnato... Una tragedia, sulla quale non vale neanche la pena spendere troppe parole.
Superfluo dire che rimisi il pacchetto in dispensa, dove lo tenni segregato per tre anni, prima di decidermi a buttarlo arrendendomi all'evidenza: non lo avrei mai usato.

E adesso, masochisticamente, dato che non imparo mai la lezione, ci ho riprovato; ma stavolta ho scelto l'alga più neutra per il palato occidentale: la nori.
Eccola qua, la nuova beniamina di casa. Vi sembra bruttissima? Non capite niente!

Lei, proprio lei, mi ha fatto superare lo schifo dei vegetali marini, mi ha ridato la speranza e il sogno di poter preparare un giorno quella contraddizione in termini che è il sushi vegan.
Il mio pacchetto di alghe (Baule Volante, 5 euro e 40 per 25g) è in fogli... vanno tostati prima dell'utilizzo, passandoli su una fiamma ma senza bruciarli, finché diventano di questo bel colore verde brillante.
Hanno un loro odore, ma molto delicato, che non si attacca alle mani, e non è penetrante come per le kombu. Non ho provato a metterle a bagno, e spero di non doverlo fare mai!
Comunque sia, non ho trovato molte ricette con la nori. C'è il sushi, il sushi vegetariano e il sushi vegano, ma poco altro. Non avendo ancora abbastanza coraggio per mangiarle crude, mi sono orientata verso una preparazione più consona alle mie abitudini... le pizzette di alghe.

Sono venute buonissime e ne ho mangiate davvero tante (tranne quelle che Tarty mi ha rubato dal piatto mentre friggevo!! >_<), anche la mia famiglia ha apprezzato. L'impasto me lo sono inventata sul momento, ho mescolato 5 cucchiai di farina bianca, 2 cucchiai di farina di ceci, un pizzico di zenzero (non so perchè, ma mi andava di metterlo ), un pizzico di sale, acqua q.b., la punta di un cucchiaino di lievito in polvere per torte salate (lievito secco attivo); poi vi ho spezzettato dentro una striscetta di alga abbrustolita (7x12 cm). Dopo aver lasciato lievitare per un'ora, ho scaldato bene l'olio di semi di arachidi ed ho fritto le pizzette.

E sono molto contenta che lukino mi abbia spinta a riprovarci.