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26 ottobre 2009

Tofu age(non)dashi e ingredienti insospettabili

"Il dashi e' uno degli elementi cardine della cucina giapponese, ed e' alla base di numerosissime ricette del repertorio gastronomico di questo Paese. Questo e' uno dei motivi per cui mi sento sempre in dovere di mettere in guardia gli amici vegetariani (e vegani) che pensano che la cucina giapponese sia una vera manna per chi ha deciso di evitare prodotti di origine animale; anche in un semplice piatto di verdure al vapore ci possono essere tracce - e questo succede piu' spesso di quanto immaginiate - di dashi di pesce."
Ecco, considerando che sono andata più di una volta al ristorante giapponese, dopo aver letto questo post di BiancorossoGiappone il dubbio di aver mangiato ripetutamente brodo di pesce a mia insaputa mi è venuto. Nonostante io abbia ordinato sempre piatti a base vegetale, le difficoltà di comunicazione con i camerieri non mi hanno mai convinta del tutto della chiarezza del messaggio "nessun prodotto di origine animale" - e questa storia del dashi si va ad aggiungere ad una serie di errori di valutazione commessi dall'estate a questa parte, per distrazione o per troppo entusiasmo. Mettereste mai dell'olio di pesce nei cereali per la colazione, allo scopo di arricchirli di omega3? Beh, sappiate che c'è chi lo fa; e c'è chi prepara la pizza alle olive "nascondendovi" accuratamente sotto dei pezzi di acciuga, tanto per far quasi strozzare il vegan di turno dopo il primo morso, immagino. Vi aspettereste di trovare lo strutto in un pacco di taralli all'olio extravergine d'oliva? No? Nemmeno io! Ma negli ultimi mesi, in cui sono andata sempre di corsa e mi sono fidata un po' troppo del mio - solitamente efficacissimo - radar per prodotti vegan, evitando di chiedere o di leggere gli ingredienti tutte le volte che compravo qualcosa, sono incorsa in "sviste" come queste, per le quali non posso incolpare altri che me stessa.
Non mi metto a vomitare l'anima se mangio accidentalmente un cibo contenente latte oppure uova, ma carne e pesce proprio no, credo di essere riuscita a evitarli in modo pressoché assoluto in tutti questi anni da vegan; invece in pochissimi mesi ho avuto troppi incidenti del genere e la cosa non mi fa piacere. Non mi rende fiera condividere con voi questa esperienza, ma spero che avervi raccontato l'accaduto possa evitarvi di cadere negli stessi tranelli: leggete sempre le etichette fino in fondo, e chiedete gli ingredienti ogni volta che mangiare fuori, se non volete avere brutte sorprese che poi vi farebbero stare male.


La ricetta di oggi è gentilmente offerta dal mio dolce ¾ che, come me, accanto al sashimi di avocado apprezza moltissimo il tofu agedashi. Già da un po' ci frullava in testa l'idea di farlo in casa e la spinta definitiva è venuta dopo aver appreso dell'uso del pesce (solitamente katsuobushi, un tipo di tonno secco) nel dashi in cui, come dice il nome stesso, vengono serviti questi pezzi di tofu fritti a immersione. Il merito della ricetta è tutto suo; miei sono invece gli errori di battituta e l'uso improbabile della lingua italiana, dovuti principalmente al fatto che sto morendo di sonno, ma ci tenevo troppo a pubblicare la ricetta per aspettare domani!


Ingredienti per 2:
250 g circa di silk tofu compatto*,
5 cucchiai rasi di amido di mais,
1 cipollotto fresco tagliato a rondelle,
1 cucchiaio raso di semi di sesamo tostati,
abbondante olio di semi di arachide,

Per il brodo:
3-4 funghi shitake secchi**,
4 cm di alga kombu,
1 cucchiaio di salsa di soia,
300 ml d'acqua.

Preparate il (non)dashi: mettete in ammollo per qualche ora i funghi shitake e l'alga kombu, ben puliti, nell'acqua fredda; mentre friggete il tofu, aggiungete la salsa di soia, portate a ebollizione, spegnete subito e poi filtrate con un colino.
Versione veloce: portate a ebollizione l'acqua fredda con gli shitake e la kombu, fate sobbollire, coperto, per 10 minuti, e aggiungete poi 2 cucchiai di salsa di soia.

Preparate il tofu: tagliatelo a pezzettoni di 2 cm stando attenti a non sfaldarlo; un buon metodo è capovolgere il panetto di tofu sul palmo della mano e tagliarlo sempre sul palmo, senza spostarlo (poggiandolo su un tagliere, vi si appiccica e diventa difficile poi staccarlo senza romperlo!).
Mentre riscaldate abbondante olio di semi in un pentolino alto e stretto, "inamidate" i pezzi uno per uno, su ogni lato; friggeteli a immersione facendo attenzione a non farli attaccare tra loro, smuovendoli con delle bacchette di legno, specie nei primi secondi di cottura; dopo 2 minuti, quando sono croccanti, toglieteli dall'olio e scolateli su carta da cucina.
Disponete il tofu in ciotole basse e larghe, bagnate col (non)dashi, rigirando più volte in modo che la crosta di amido si ammorbidisca e insaporisca, e cospargete con cipollotto fresco tagliato a rondelle e semi di sesamo tostati.

*Il tofu che abbiamo usato in questa ricetta è il silk tofu (o kinugoshi tofu) compatto, che è molto più morbido (quasi gelatinoso) del tofu "commerciale" che si usa abitualmente. Si trova nei negozi specializzati in cibi orientali, in quelli di alimentazione naturale, oppure chiedendo in un ristorante cinese di fiducia un panetto di tofu “crudo” e non condito (solitamente lo servono con zazai e/o salsa di soia, ma a voi serve proprio in bianco).
**Se non avete i funghi shitake, usate i porcini secchi: qualcuno dice che il profumo ricorda quello del katsuobushi!

Guardando la fotografia scattata al ristorante giapponese, possiamo dire di essere davvero soddisfatti del risultato: la consistenza è esattamente la stessa, e il sapore c'è tutto. Per me che amo i fritti, poi, è una vera bontà!

Bene, mi auguro che la ricetta vi piaccia, e spero che la lunga assenza non mi abbia arrugginito troppo le dita... se così fosse siate clementi, tornerò in forma presto.

10 dicembre 2008

Tofu marinato

Una ricetta semplicissima, ottima per gustare il tofu in tutta la sua bontà (sì, ho proprio accostato le parole tofu e bontà!).

Ingredienti per 2: 150 g di tofu al naturale, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di aceto (ci andrebbe quello di riso, io ho usato quello di vino), 2-3 cucchiai d'acqua, erbe aromatiche a piacere.
Tagliate il tofu a fettine alte circa 1/2 cm; nel frattempo mescolate gli altri ingredienti, poi disponete il tofu (senza sovrapporlo) in un contenitore non troppo largo e copritelo di marinata. Lasciate marinare per almeno 2 ore, o anche più, rigirandolo di tanto in tanto; infornate a 200° per 15 minuti, marinata compresa, facendo attenzione a non bruciarlo. Servite caldo!

La spiegazione di un tale improvviso, e massiccio, utilizzo di tofu da parte mia l'avrete tra qualche giorno...

09 dicembre 2008

Bastoncini di tofu (perfezionati)

Ho seguito praticamente pari pari la ricetta di Puccina. Non so di preciso il peso degli ingredienti, ma ci si regola facilmente a occhio.

Ingredienti: un panetto di tofu, fogli di alga nori (quelli per il sushi), farina di ceci, fette biscottate ridotte in polvere, sale, olio di semi di arachidi.

Tagliate il tofu a bastoncini spessi circa 1/2 cm (dimensione "bastoncino di pesce"): tagliate dei rettangoli di alghe dalle dimensioni sufficienti ad avvolgerli. Bagnate l'alga d'acqua con un pennello da cucina, adagiatevi sopra il tofu e avvolgetelo nell'alga; chiudete il foglio sigillando bene con le dita.
Preparate una pastella fluida con acqua, farina di ceci e un pizzico di sale, impastellate i bastoncini, sgocciolateli, rotolateli nel trito di fetta biscottata e friggete nell'olio ben caldo finché sono dorati.

Onestamente trovo geniale l'idea di Puccina di usare l'alga per dare il sapore di mare. Io ho usato le nori sia perché sono delicate sia perché sono (credo) le uniche vendute pronte in fogli... molto comode per questa ricetta!
Alle mie papille gustative, che si astengono dal pesce da 6 anni, questi bastoncini sono sembrati sinistramente simili al merluzzo... ma tali "allucinazioni gustative" non sono dati oggettivi, le vostre sensazioni potrebbero essere diverse! Mi sono piaciuti molto nonostante io non apprezzi troppo il sapore delle alghe (così come non amavo quello del pesce...).
Voglio assolutamente rifarli, magari a Natale, da sgranocchiare mentre la mia famiglia tortura il suo baccalà fritto... la prossima volta proverò prima a marinare il tofu col limone, come avevo fatto nella versione base, avranno sicuramente più sapore!

12 ottobre 2008

Il silk tofu

Partiamo dalle cose semplici.

Il mio silken tofu è questo qui (il primo, quello "soft"). Purtroppo non l'ho fotografato e quindi dubito di riuscire a farvi capire la consistenza; di sicuro è lontano anni luce dal solito tofu che si trova al supermercato o in erboristeria.
Uhm... avete presente la panna cotta? Secondo me ci si avvicina molto. Se lo premete con le dita praticamente "si apre", ma non si sbriciola: piuttosto, si sfalda in fette. Riuscite a immaginarvelo?

Io l'ho comprato a Roma da Castroni (quello in Via Cola di Rienzo, dovrebbe essere il più fornito; pagato € 2.50) e a Milano da Kathay (pagato € 2). Non mi venite a chiedere dove trovarlo in altre città perché non lo so (se lo sapete voi, scrivetelo nei commenti!). Ho anche preso il silken firm tofu, ma non avendolo ancora aperto non so dirvi quale sia la consistenza - vi aggiornerò.

Ancora non sono riuscita a capire quale sia la differenza nel procedimento, perché gli ingredienti sono gli stessi sia per il tofu duro sia per quello morbido...

Comunque, il sapore è molto diverso: quello del tofu vellutato è delicato e quasi neutro. Mentre è utile sbollentare sempre il tofu duro, per fargli perdere il retrogusto, il tofu morbido l'ho usato tal quale, e vi sconsiglio di sbollentarlo: non ci ho provato, ma sono sicura che si spappolerebbe!

Adesso sono curiosissima di provare questo... e di utilizzare il silken tofu, oltre che per i dolci, in versione salata!

Per adesso è tutto, cercherò di trovare più informazioni sul tofu e le sue differenti tipologie, quindi... ci aggiorniamo.

10 ottobre 2008

Mousse di silk tofu al limone

Secondo esperimento di dolce col tofu silk. Trovo che il succo di limone si armonizzi meglio del cioccolato col tofu; comunque sia, questa mousse è buonissima e facile da preparare!

Ingredienti per 4: 170 g di silk tofu, 130 g di panna da montare Soyatoo (+ 50 g per decorare), 1 cucchiaio pieno di sherry, il succo filtrato di 1 limone, la buccia grattugiata di 1 limone (+ 1 cucchiaio per decorare), 50 g di zucchero di canna.

Mescolate con un cucchiaio lo zucchero, lo sherry, il succo e la buccia di limone (tenendone da parte 1 cucchiaio); aggiungete la panna e il tofu schiacciato con una forchetta, e sbattete con le fruste, fino a montare il composto. Versatelo nelle forme prescelte e mettete in frigorifero; montate la panna in una scodella e lasciatela in frigorifero per un paio d'ore. A questo punto, decorate la mousse con la panna, cospargete di buccia di limone grattugiata e servite.

09 ottobre 2008

Crema mediterranea di tofu

Vi avevo preannunciato che Antaress, appassionata di cucina vegan in tutte le varianti, aveva apprezzato la nostra cenetta 100% vegetale; poi, però, mi sono dimenticata di approfondire il discorso, che invece merita qualche parola!
Il maggior successo della serata l'ha riscossa una salutare crema di tofu mediterranea; ve la propongo perché si prepara in fretta, con pochi ingredienti e penso possa piacere anche a chi non ama il tofu.

Le proporzioni sono date un po' a occhio, non sono rigide e cambiano secondo i gusti personali; le dosi suggerite valgono per due persone.
Ingredienti: 150 g di tofu, 6 olive (verdi o nere), 2 cucchiai di capperi, 4 cucchiai di salsa di pomodoro, 2 pomodorini freschi, 1/2 cucchiaino raso di sale, 2 cucchiai d'olio, acqua q.b.
Tagliate il tofu a cubetti e sbollentatelo per 5 minuti. Nel frattempo, sciacquate bene i capperi e spezzettateli insieme alle olive snocciolate; lavate e tagliate a pezzetti il pomodorino e tritate tutto nel frullatore, col sale.
Sgocciolate il tofu, mettetelo nel frullatore e tritate di nuovo, aggiungendo l'olio, la salsa di pomodoro e, se necessario, acqua sufficiente ad ottenere una cremina morbida, da spalmare su delle belle fette di pane "rustico", magari abbrustolito.

Il pane della fotografia è integrale, autoprodotto dalle sante manine di Anna; anche il resto della cena è stato piuttosto "casalingo" e frugale (a parte i wurstel di tofu - Taifun - che ho DOVUTO comprare, perché li trovo squisiti): insalata di pomodori e basilico, crema di tofu (con semi di girasole tritati), e, se ben ricordo, melanzane sott'olio, sempre autoprodotte da Anna. Una goduria!

08 ottobre 2008

Budino di silk tofu al cioccolato

Mi riservo il diritto di approfondire il discorso sul "silk tofu"; per adesso mi limito a proporvi la ricetta!

Ingredienti per 2 porzioni piccole: 170 g di silk tofu, 20 g di cioccolato fondente, 4 cucchiai di zucchero di canna, scaglie di cioccolato o panna per guarnire.
Frullate il tofu fino a ridurlo in crema. Nel frattempo, sciogliete il cioccolato a bagnomaria e quando è perfettamente fuso mescolatevi lo zucchero di canna. Spegnete il fuoco, aggiungete il tofu e mescolate accuratamente fino a rendere il composto omogeneo. Versate in coppette individuali e tenete in frigorifero per 1 giorno prima di servire. Decorate con scagliette di cioccolato o riccioli di panna montata vegetale.

Non ho scattato fotografie perché pensavo che la consistenza venisse più solida (come la panna cotta), invece era molto cremosa: non ho neppure tentato di estrarli dagli stampi di silicone, altrimenti si sarebbe sfracellato tutto. E gli stampini rossi di silicone sono troppo poco fotogenici perfino per il mio blog.
Per quanto riguarda il sapore, sono soddisfatta: dopo una giornata di permanenza in frigorifero, gli aromi risultano armonizzati e il tofu non sa di tofu, né di soia, né di fagioli. Anche se mi è piaciuta di più la versione al limone che vedrete tra qualche giorno... non ho affatto disdegnato questa!

18 giugno 2008

Tofu strapazzato (o anche "finte uova strapazzate")

Non è la prima volta che lo preparo, ma mi sono resa conto di non aver mai postato prima questa ricetta! La foto arriverà più tardi perché ieri l'ho divorato prima ancora di poter pensare di andare alla ricerca della macchina fotografica.

Ingredienti per una persona: una manciata di tofu, 1/2 cipolla piccola, uno spicchio d'aglio, la punta di un cucchiaino di curcuma, la punta di un cucchiaino di sale, pepe, olio extravergine d'oliva.

Riscaldate l'olio in padella e soffriggete delicatamente l'aglio e la cipolla tritati con la curcuma, il pepe e il sale.
Nel frattempo sbriciolate il tofu con le dita e dopo 5 minuti aggiungetelo al soffritto, mescolando bene perché prenda colore e sapore. Cuocete per altri 5 minuti, mescolando sempre, e servite.

Considerazioni: non ho mai mangiato in vita mia le uova strapazzate (ero una patita delle frittate, e comunque stracotte: l'uovo crudo mi ha sempre fatto senso) ma comunque non credo che il sapore del tofu strapazzato abbia qualcosa a che vedere con esse... però è carino da vedere! E' anche buono, ma considerate che io uso solo tofu autoprodotto, dal sapore molto più tenue di gran parte di quelli in commercio. Questa ricetta è ottima se il tofu vi riesce granuloso perché non lo dovete affettare, ma sbriciolare, quindi non serve che rimanga perfettamente compatto, anzi è meglio se si sgretola!

Sono soddisfatta di questo piatto, a volte mi piace mangiare qualcosa di diverso dai soliti legumi (che pure adoro) e so bene che il seitan, per quanto sia buonissimo, non andrebbe mangiato troppo spesso. Il tofu fatto in casa mi sembra un'ottima via di mezzo tra un pasto spartano e qualcosa di sfizioso.

17 settembre 2007

Le ricette di Eleonora

Eleonora ha deciso di chiudere il suo blog sul vegetarismo e mi ha regalato tutte le ricette che vi erano inserite. Le pubblico più che volentieri.

Strudel di pere e cioccolato
Ingredienti per 6 persone: pasta sfoglia, 4 pere, 150 gr. di gocce di cioccolato (oppure tagliuzzate a quadretti un blocco di cioccolato fondente come ha fatto la sottoscritta), cannella in polvere, 1 cucchiaio di pangrattato, 2 cucchiai di zucchero di canna, 50 gr. di mandorle a scaglie oppure nocciole a pezzetti, 1 noce di burro di soia.

Preparazione:
Sbucciate le pere, tagliatele a fettine e mettetele in una padella con la noce di burro e un pizzico di cannella. Cuocete a fuoco moderato per circa 5 minuti. Intanto mettete in una ciotola le gocce (o i pezzetti) di cioccolato, le mandorle a scaglie )o le nocciole tritate), il pangrattato e le pere. Mescolate il tutto, così che il cioccolato si sciolga grazie al calore delle pere. Poi mettete il composto al centro della pasta sfoglia (che avrete preparato in precedenza oppure comprato, facendo attenzione agli ingredienti…potrebbe nascondersi dello strutto!) e arrotolate per formare lo strudel, premendo bene alle estremità. Con un pennello bagnate con poca acqua la pasta sfoglia all'esterno e cospargetela con dello zucchero di canna. Cuocete per circa mezz'ora a 200° in forno.

Insalata
Un'insalata ricchissima di ingredienti: lattuga, carote, pomodori, peperoni gialli, olive nere, olive verdi, capperi, alga wakame, semi di girasole, pinoli tostati, carciofi, zucchina, funghi.

Frullato di banane
Un bel frullatone per partire alla grande la mattina, oppure per rigenerarsi a metà pomeriggio o concedersi un dolce relax alla sera. Ingredienti: 3 banane, latte di soia orzo-malto, cannella, sciroppo d'acero.
Mettere le banane con il latte nel frullatore, poi un poco di cannella e alla fine un filo di sciroppo d'acero. Frullare il tutto e gustare.

Insalata #2
Ecco il mix di oggi, buonissimo e rinfrescante: lattuga, pomodorini ciliegia, peperone giallo, carota, zucchina, olive nere, carciofi, pinoli (fatti abbrustolire in padella).
Il condimento è sempre il solito: sale, olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, shoyu e origano.

Carpaccio di tofu
Piatto gustosissimo. Uno dei miei preferiti a base di tofu (in questo caso abbiamo usato il tofu auto-prodotto!). La ricetta è tratta dal libro "Cucinare tofu & seitan" di Cristina Franzoni e Barbara Sambari.
Ingredienti :400 g di tofu, 50 g di rucola fresca, 50 g di funghi sott'olio, 50 g di carciofini sott'olio, 1 limone, 2 cucchiai di olio, 4 cucchiai di noci, sale q.b.

Tagliare il tofu a fette sottili e disporle su un piatto da portata. Condire il carpaccio con i funghi e i carciofini spezzettati grossolanamente, e rucola sminuzzata a mano. Preparare un'emulsione di olio, succo di limone e sale che andrete poi a distribuire in modo uniforme sul carpaccio. Alla fine guarnire con le noci ridotte a pezzettini. Servire dopo una decina di minuti.

Kanten di frutta
La scoperta di questo delizioso dolce giapponese è stata fatta sul blog macrobiotico della Cuoca Petulante, che per questo (ma anche per molte altre idee culinarie) ringrazio infinitamente. Si tratta di un piatto semplice, gustoso, poco calorico e ottimo per evitare di lasciarsi trasportare dalla pericolosa voglia di qualcosa di goloso che spesso ci porta a prodotti contenenti alte percentuali di zucchero o grassi, e quindi poco amici della nostra linea! La gelatina di cui è costituito questo dolce si ottiene con l'agar-agar, un'alga, e non con la colla di pesce (tratto da Wikipedia: "[la colla di pesce] viene prodotta prevalentemente utilizzando la cotenna del maiale insieme a ossa e cartilagini anche di origine bovina; il nome deriva dalla procedura di produzione originaria della Russia, dove veniva prodotto partendo dalle vesciche degli storioni"). Ecco invece la definizione dell'agar agar (informazioni tratte sempre da Wikipedia): "[l'agar-agar] è un polisaccaride usato come gelificante naturale ricavato da un'alga rossa.
La gelatina prodotta dall'agar-agar ha un sapore tenue ed è molto nutriente perché ricca di minerali. Viene impiegata nella preparazione di gelatine per dessert e aspic, poiché ha la proprietà di non alterarne il sapore naturale. L'agar-agar produce una gelatina più solida di quella commerciale, non si scioglie facilmente, ed è inoltre completamente vegetale e priva di calorie . La sua preparazione è facile e veloce e richiede solo una breve cottura, il tempo più lungo è richiesto per la sua solidificazione: un'ora a temperatura ambiente.
La gelatina prodotta con l'agar-agar risulta ottima per il corpo, è rilassante, diuretica, lassativa, ha un potere ripulente e non essendo calorica è adatta ad un regime dietetico". INGREDIENTI: 1/2 litro di succo di mela non zuccherato e biologico, 3 cucchiai di malto di riso, 1 cucchiaino di agar agar in polvere, mele, pere, fragole, pesche sciroppate (insomma la frutta di cui disponete a casa).

Scaldate il succo di mela e a bollore aggiungete il malto e l'agar. Mescolate bene con una frusta e cuocete per almeno 5 minuti. Intanto tagliate la frutta a pezzetti, e disponetela in un contenitore, copritela con la gelatina calda (non bollente altrimenti la frutta si cuoce) e aspettate. In un'oretta tutto si solidificherà.

Tiramisù budinoso
Esperimento mattutino eseguito dalla sottoscritta e da mia mamma. Risultato: eccellente! Le dosi non ci sono perché abbiamo fatto tutto sul momento e poi dipende anche dalla grandezza della teglia che usate. Allora, ecco come procedere: sistemare in una teglia dei savoiardi e fare il primo strato; preparare del caffè (noi abbiamo preparato il caffè d'orzo) e dolcificarlo con un cucchiaio di zucchero di canna, o altri dolcificanti che avete a disposizione. Cospargere il suddetto caffè sui savoiardi; prendere delle noci e delle mandorle e ridurle a pezzettini, che poi andrete a mettere su savoiardi zuppi di caffè; fare un altro strato di savoiardi (questa volta non inzuppati di caffè) e nuovamente cospargerli di noci e mandorle intanto preparare un budino (noi abbiamo preparato quello di cacao e nocciole dell'equo e solidale), per il quale serve 1/2 litro di latte (noi abbiamo usato quello di soia alla vaniglia): abbiamo sciolto il contenuto della busta in una pentola aggiungendo un po' di latte e un cucchiaio raso di zucchero di canna. Dopo aver stemperato bene, abbiamo aggiunto il rimanente latte di soia e abbiamo abbassato la fiamma, continuando a mescolare, e quando il miscuglio ha cominciato a bollire l'abbiamo cotto per altri 5 minuti; non lasciarlo raffreddare, altrimenti si solidifica e il procedimento successivo potrebbe risultarvi difficile: infatti bisogna versare il budino sopra i savoiardi, utilizzando la "marisa" per stenderlo ovunque e facendo in modo che passi anche sotto, al primo strato di savoiardi. Per questa operazione è consigliabile non mettere troppi savoiardi e nemmeno troppo vicini perché sennò il budino, che è molto denso, non riesce a filtrare e rimane solo in superficie; come tocco finale una spruzzatina di cognac; tenere il tiramisù "budinoso" in frigo prima di servirlo. Questa ricetta si versa molto a cambiamenti: si può usare il latte che si vuole (di riso, di soia, …), usare il tipo di budino che più vi aggrada e poi potete mettere noci, mandorle, nocciole e altri semi, creare quanti strati di savoiardi preferite!

Seitan ai carciofi
Ecco la ricetta, tratta dal sempre utile libro "Cucinare tofu & seitan" di Franzoni e Sambari:
INGREDIENTI: 150 gr circa di seitan, 5 bei carciofi (io avevo quelli in scatola e ho usato metà barattolo), 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di farina, olio q.b.

Se avete i carciofi interi dovete tagliarli mondarli a fettine longitudinali. Se invece li avete già pronti in scatola, siete già a cavallo. Ovvio che sono preferibili i primi ai secondi. Preparare un soffritto di aglio in cui andrete a stufarli a fuoco lento e a pentola coperta. A parte tagliare il seitan a cubetti, passarlo nella farina e farli rosolare in una padella con dell'olio e un pizzico di sale. Far dorare i cubetti da tutti i lati così che diventino croccanti. Sul libro c'è scritto di servire in un piatto da portata il seitan al centro e sistemare i carciofi a corona. Io sono stata un po' più spartana, e li ho mischiati!

Crema di tofu alle mandorle
Ho seguito le indicazioni presenti sul libro di Cristina Franzoni e Barbara Sambari, "Cucinare Tofu & Seitan", e utilizzato il rimanente tofu fatto in casa:
INGREDIENTI: 250 g di tofu, 1 bicchiere e mezzo di latte di soia o di riso, 1 cucchiaino di vaniglia naturale, 2 cucchiai di malto di riso (o qualsiasi altro dolcificante che avete in casa, che abbia una consistenza simile a quella del miele), 100 g di mandorle sgusciate.
Lessare il tofu -che avrete precedentemente sbriciolato- nel latte di soia con la vaniglia per una decina di minuti. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Dopo dolcificate il composto con i due cucchiai di malto (or whatever you want ;)). La dolcezza dipende dai vostri gusti; assaggiate per capire se il grado di dolcezza è di vostro gradimento oppure necessita di essere aumentato. Quando il dolce "miscuglio" sarà diventato abbastanza freddo, frullatelo (io ho usato un mixer ad immersione ed è uscita una crema molto fluida e liscia) e versate la crema in alcune coppette che poi andrete a riporre in frigorifero per almeno due ore. Quando è ora di servire il dessert, fate tostare le mandorle in padella e usatele per guarnire la crema. Inizialmente le mandorle (io ho usato quelle confezionate già sgusciate e tagliate a fettine sottili) le avevo messe come decoro sopra la crema; in realtà se "paciugate" un po' e mischiate il tutto, il dolce sarà molto più buono. Parola mia e di mio papà! Quindi lasciate stare le decorazioni da grandi chef del Gambero Rosso, e lasciatevi andare a una cucina più pasticciona!

Pizzoccheri alla Kousmine
Eccovi una ricetta nuova, tratta da un libro di ricette del metodo Kousmine elaborate da Sergio Chiesa: Pizzoccheri alla Kousmine.
Ingredienti per quattro persone: 250 gr di pizzoccheri (tagliatelle di grano saraceno e frumento), 150 gr di verza, 150 gr di erbette, 100 gr di spinaci, 1 patata grossa (circa 200 gr), 200 gr di tofu, 2 spicchi di aglio, 2 foglie di salvia, 2 olive nere snocciolate, 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale, (parmigiano grattuggiato facoltativo).

Mettete sul fuoco una pentola con dell'acqua leggermente salata. Mondate la verza, eliminando le coste delle foglie esterne più dure. Tagliatela a pezzetti. Ugualmente fate con le erbette e gli spinaci. Poi tagliate a dadini la patata. Quando l'acqua bolle gettatevi le patate e i cavoli. Dopo 5 minuti aggiungete le erbette, gli spinaci e i pizzoccheri. Intanto frullate il tofu con l'olio, gli spicchi d'aglio, la salvia, le olive snocciolate con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta e un pizzico di sale, fino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Appena i pizzoccheri sono cotti (13 minuti di solito), scolateli insieme alle verdure e condite il tutto con la crema di tofu (e se volete il parmigiano) e servite.

Biscotti ai fiocchi d'avena
La ricetta è tratta direttamente dal sito PigOut con una piccola variante al cioccolato inserita dalla sottoscritta. Si tratta di una ricetta veramente semplice che comporta davvero poco tempo.
Ingredienti necessari per circa 35-40 biscotti: 180 gr di farina integrale, 30 gr di fiocchi d'avena, 1 cucchiaio scarso di lievito, 90 gr di margarina, 45 gr di zucchero di canna, 2-3 cucchiai di latte (di soia, di riso, d'avena: quello che preferite! Io ho usato il latte di riso maltonocciola!), cioccolato fondente.
In una ciotola mischiate la farina, i fiocchi d'avena e e il lievito. Poi unite la margarina (preferibilmente un poco molle così da aver meno difficoltà nell'impastare), lo zucchero e il latte, e con le mani lavorate, lavorate… fino a ottenere una pasta compatta. Dopo stendete la pasta con il mattarello su una superficie infarinata e ottenete dei biscotti rotondi aiutandovi con una tazzina da caffé. Mettete i biscotti sulla carta da forno che avrete disposto su una teglia e infornate per circa 15/20 minuti a 180°, girandoli per farli dorare da entrambi i lati. Attenzione: se i biscotti sono sottili, date un'occhiata durante tutto il tempo di cottura, perchè c'è il rischio che si brucino facilmente. Come è successo a qualche mio biscottino! La mia variante consiste nell'aggiungere delle scaglie di cioccolato fondente all'impasto; non è molto originale come alternativa, però a me piacciono!


Il Tofu - Ricetta base
Dopo due tentativi andati a vuoto, io e mio papà siamo riusciti a fare il tofu con le nostre sole forze! Nella foto il nostro riusltato!

Vi posto la ricetta che abbiamo seguito, una ricetta giapponese senza dosi, ma che utilizza come unità di misura una tazza: può sembrare un fattore negativo e sintomo di imprecisione, in realtà a mio avviso è un’astuzia perché basta usare sempre la stessa tazza per tutti i procedimenti e sicuramente non potete sbagliarvi, e nemmeno dover pesare ogni volta gli ingredienti. Ergo qualsiasi tazza possediate (dalla minuscola tazzina da caffé alla tazzona da prima colazione) andrà bene: sceglietene una e utilizzatela come vostra unità di misura standard.
INGREDIENTI: 1 tazza di soia gialla, 16 tazze d’acqua, 2/3 cucchiaini di cloruro di magnesio.
PREPARAZIONE: mettete ad ammollare la soia con 6 tazze d’acqua per circa 8-10 ore. Scolate, lavate i fagioli ed aggiungete altre 6 tazze d’acqua. Frullate il tutto fino ad ottenere una crema morbida.
Mettete la crema su una pentola piuttosto grande, aggiungete altre 2 tazze d’acqua e portate a ebollizione (fate attenzione perchè il composto tende a fuoriuscire dalla pentola!). Lasciate sobbollire per circa 10 minuti.
Mettete un colapasta su una pentola vuota e un canovaccio di cotone sul colpasta. Versatevi il composto, chiudete il canovaccio come se fosse un sacchetto e strizzatelo con tutta la vostra forza per far colare la maggiore quantità di latte di soia possibile. Potete puoi aggiungere 1-2 tazze di acqua alla pasta rimasta nel canovaccio e strizzare ancora.
Mettete sul fuoco il latte di soia mescolando con un cucchiaio di legno. Fate bollire per 5 minuti. Poi fate sciogliere il cloruro di magnesio in una tazza d’acqua; spegnete il fuoco e aggiungete 1/3 di questa soluzione acqua+cloruro di magnesio. Mescolare bene. Aggiungete ancora 1/3 della soluzione e mescolare ancora. Aggiungete il rimanente liquido, mescolate e coprite la pentola. Lasciate cagliare per 15 minuti.
Se avete un contenitore di legno o acciaio per scolare il tofu siete avvantaggiati (altrimenti potrete costruirlo da voi, come ha fatto mio papà), altrimenti usate tranquillamente uno scolapasta, procedendo in questo modo: ponete lo scolapasta su una pentola vuota e lo foderate con un canovaccio asciutto; versate il latte cagliato, così che la “sostanza” rimarrà nello scolapasta; vi ponete sopra un piatto e un peso di 1 chilo, così che il tofu rimanga compatto. Lasciatelo sotto il peso per circa 20 minuti.
Et voilà, le tofu est fait! Per la sua conservazione, mettetelo coperto d’acqua in un recipiente e riponetelo nel frigorifero.
La polpa che rimane dalla lavorazione del tofu si chiama okara, ricca di fibre e contenente per i l 17% le proteine dei fagioli di soia. E’ possibile utilizzarlo in molte ricette, come per i biscotti ai fiocchi d’avena. Oppure mia mamma oggi l’ha aggiunto alla pasta con cime di rapa, pomodorini e olive nere, quasi come se fosse il parmigiano grattuggiato. Ottimo!

Zuppa di cavolo e lenticchie
Oggi pomeriggio mia mamma si è dilettata nella preparazione di una ricetta comparsa nel numero di gennaio di “Cucina naturale”: Zuppa di cavolo e lenticchie.
Io seguivo distrattamente la preparazione perché molto più preoccupata per l’esame orale di giapponese che mi attende al varco domani (Oh my Gott!), però ogni tanto sono stata interpellata per la degustazione!
Ecco gli ingredienti necessari per quattro persone: 500 gr di cavolo, 200 gr di porro, 2 patate, 150 gr di lenticchie, salsa di pomodoro, acqua, olio extravergine d’oliva.
Tritate il cavolo, i porri e le patate. Ponetele in una pentola con 2 litri d’acqua. Salate e fate cuocere per 10 minuti da quando inizia a bollire. Aggiungete le lenticchie, un cucchiaio di salsa di pomodoro e fate cuocere per 45 minuti. Servite il tutto con un filo di olio extravergine.
Mia mamma (per qualche strana ragione) ha deciso di frullare il tutto con un mixer a immersione, così ha ottenuto un passato. Ragione per cui non ho voluto fotografare il risultato perché non molto estetico! ;) Inoltre ha ultimato con una spolverata di parmigiano.
Io ho assaggiato la zuppa prima dell’aggiunta del formaggio, ed era ottima comunque! ;)
Ora vado a cenare perché mi attende la mia insalata mista con olive, carciofi e mais! :P E poi una bella purea di patate e zucca, di cui posterò il prima possibile la ricetta perché è uno dei miei piatti preferiti.

POLPETTINE DI TOFU AL PREZZEMOLO (già pubblicata sul mio blog primario):
Gli ingredienti necessari: 400 g di tofu, 1 bel ciuffo abbondante di prezzemolo, 1 piccolo spicchio d’aglio, 2 cucchiai di fecola di patate, 2 cucchiai di shoyu, 2 cucchiai di pane grattuggiato, farina, olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Frullate il tofu crudo con il prezzemolo e lo spicchio d’aglio. Unire poi al composto i due cucchiai di fecola di patate, un cucchiaio di acqua, uno di olio extravergine d’oliva, i due cucchiai di shoyu, continuando a mixare a bassa velocità. Assaggiare e degustare con il sale. Aggiungere un paio di cucchiai di pane grattuggiato per rendere l’impasto più denso e poi formare le polpettine, che poi andrete a passare nella farina. Friggetele poi nell’olio bollente. Asciugatele sulla carta assorbente.

13 giugno 2007

Tofu al basilico saltato in padella

Che dire, non ho mai amato particolarmente il tofu, eppure, da quando ho iniziato ad autoprodurlo, lo preparo molto più spesso. Trovo abbia un sapore migliore... e questa nuova versione alle erbe è decisamente appetibile!

Provatelo tagliandolo a cubetti e saltandolo in padella con un filo di olio extravergine d'oliva... magari insieme a dei dadini di zucchine. Che bontà!

27 aprile 2007

Yassa di tofu

La yassa è una tradizionale marinata senegalese a base di lime o di limone in cui si immerge il pesce o il pollo prima della cottura.

La ricetta di partenza era una yassa di pesce, e ovviamente, per la gioia di naselli e spigole, l'ho preparata col tofu (sarà il colore, ma mi viene spontaneo associare il tofu al pesce e il seitan alla carne ).
Era buono, ma purtroppo ho dimenticato la padella sul fuoco e si è carbonizzato quasi tutto.
A proposito, la mancanza di foto negli ultimi post è dovuta a due fattori:
1. Non riesco, per i motivi più disparati, a ottenere piatti un minimo fotogenici.
2. Non trovo più la macchina fotografica. Lo so, lo so che è in casa. Il problema è capire dove.

Ingredienti per 4: 500 g di tofu (affettato abbastanza sottilmente, e nel senso della lunghezza), 3 limoni, 100 ml di aceto, 1 cucchiaino di grani di pepe, olio di semi di arachidi, 3 cipolle, farina 00.
Spremete i limoni e versate il succo in una pirofila di ceramica; aggiungete l'aceto, il pepe e 2 cucchiai di olio. Sbucciate e affettate a rondelle sottili la cipolla; aggiungetele alla marinata e poi immergete le fettine di tofu. Lasciatele marinare per 6 ore, rigirando di tanto in tanto.
Estraete il tofu dalla marinata, sgocciolatelo e asciugatelo; scolate anche la cipolla, tenendola da parte, e conservate la marinata.
Infarinate in un piatto le fette di tofu, togliete la farina eccedente e dorate per 10 minuti a fuoco medio in una padella con 3 cucchiai di olio di semi. Mettete da parte in una pirofila.
Versate nella padella la cipolla affettata; dopo 5 minuti aggiungete nuovamente il tofu e bagnate con la marinata. Cuocete, a pentola coperta, per 10 minuti su fuoco lento.

La yassa andrebbe servita con del riso preparato nel seguente modo: scaldate 2 cucchiai d'olio d'arachidi in padella, fatevi tostare 4 tazzine da caffé di riso e poi versate 8 tazzine da caffé di acqua calda. Lasciate bollite per 20 minuti, togliete dal fuoco e dopo qualche minuto di riposo, servite in una ciotola a parte.

EDIT: oggi, 13 luglio 2008, ho aggiunto la foto. Non sarà meravigliosa, ma almeno rende l'idea!

18 aprile 2007

Bocconcini di tofu fritto

Tofu impanato, fritto e godurioso.
Mi sto appassionando al tofu autoprodotto perché, anche se senz'altro non è appetibile come il formaggio, quello fatto in casa ha un sapore decisamente migliore di quello comprato ed è molto versatile, si può mangiare "quasi" al naturale, soprattutto se prima lo si sbollenta oppure, come previsto in questa ricetta, lo si cuoce al vapore.

Ingredienti: tofu a piacere, farina di ceci, farina bianca / pangrattato / fetta biscottata (uno o più di questi ingredienti), olio per friggere.

Tagliate il tofu a dadini e cuocetelo al vapore per 10 minuti. Preparate una pastella densa con acqua, farina di ceci, un pizzico di sale ed eventualmente aromi a scelta. Nel frattempo sminuzzate la fetta biscottata in una ciotola e mescolatela a un cucchiaio di pangrattato e uno di farina.
Riscaldate l'olio in una padella. Scolate e asciugate il tofu, passatelo nella pastella, sgocciolatelo e poi rotolatelo nella panatura. Friggete mescolando spesso finché tutti i lati saranno ben dorati.
Salate a fine cottura.

27 febbraio 2007

Tofu nascosto nel cavolo (di lunabee)

Ingredienti per 4 persone: 4 grosse foglie di cavolo (quelle più dure ed esterne), 400 g di tofu (al naturale o altro tipo, dipende dalle preferenze), pan grattato, olio extravergine d'oliva, sale. A piacere: erbette aromatiche, salsa di soia, salsa di chili dolce.

Sbollentate per pochi minuti le foglie di cavolo, per renderle più morbide. Tagliate il tofu a piccoli cubetti, aggiungendo eventualmente erbette e sale o del peperoncino.
Adagiate su ciascuna foglia il tofu, e richiudete a forma di fagotto o involtino. Cospargete con del pan grattato; oliate leggermente il fondo di una teglia (o ricopritela con carta da forno); scaldate il forno a 180° e infornate per circa 20 minuti. Servite i fagottini caldi.
Se temete che il tofu possa asciugarsi troppo, prima di farcire il cavolo amalgamatelo con salsa di soia o, se amate i sapori più forti, salsa di Chili dolce.

25 febbraio 2007

Funghi e tofu (di Milla)

Ingredienti per due persone: 20 champignons, 100 g di tofu fresco, olio extravergine di oliva, prezzemolo, aglio, vino bianco secco (mezzo bicchiere), una macinata di pepe rosa.

Pulite per bene i funghi e tagliateli a rondelle. Tagliate il tofu a cubettini.
In una padella scaldate l'olio con l'aglio e il peperoncino, badando di toglierlo dopo averlo fatto rosolare per pochissimi minuti. Aggiungete i funghi e rosolate mescolando velocemente; versate il vino e alzate la fiamma per farlo evaporare, sempre mescolando.
Quando il vino si è dimezzato, aggiungete i cubetti di tofu, abbassate la fiamma, mescolate e coprite col coperchio. Di tanto in tanto rigirateli controllando la cottura; se necessario, aggiungete un mestolo d'acqua. Quando i funghi saranno teneri, cospargete di prezzemolo tritato e servite, accompagnato dallo stesso vino bianco usato per la cottura.

06 novembre 2006

Western tofu al Baileys

Questa ricetta me la manda una nuova conoscenza, Silviawest. Sono davvero felice di ospitarla, Silvia mi sembra una persona molto in gamba! Potete visitare il suo sito cliccando qui.
Tra l'altro, Silvia, la tua ricetta è scritta in un modo comico che mi risulta stranamente familiare e mi ha fatta sbellicare dalla risate. E' stato un po' come leggermi dall'esterno, interessante esperienza, oserei dire.

"Il tofu alla crema imitazione del Baileys è davvero semplicissimo:
Metti il fofu tagliuzzato o intagliato come ti viene (cubetti, striscette, cuoricini, triangolini, esagonini etc etc di Tofu), in una padella qualsiasi.
Prima di accendere il fuoco aggiungi un bicchierino di liquore tipo Baileys*.
L'ho provato anche con il Brandy e non è male, ma occhio a non esagerare, si rischia di diventare alcolisti e neppure tanto anonimi...

Lascia scaldare il tutto per qualche minuto, fino a che il tofu assorbe il liquorino e prende un bel colore ambrato. Durante la cottura puoi aggiungere anche delle noci, pinoli o altra frutta secca che ti piace, meglio se parzialmente sminuzzata.

Piccola digressione: da come va il mondo e per sciogliere le tensioni che provoca in noi, sminuzzare la frutta secca può essere anche un atto terapeutico. Prendi un panno pulito, ci metti dentro la frutta secca, lo chiudi e poi lo picchi. Non tanto, ma un pochino ti sfoghi. Se vedi che funziona puoi anche decidere di iscriverti ad un corso di kick boxing. L'effetto terapeutico è decisamente amplificato (solo se picchi il sacco di gomma però, altrimenti se lo fai con un compagno l'altro poi te le ridà e siamo punto e a capo).

Tornando a noi, nel frattempo il tofu cuoceva allegro nella sua padellina immerso nel liquore... Quando il tutto è caldino abbastanza puoi disporlo su un letto di lattuga tagliata a striscette e aggiungere qualche noce intera, senza il guscio però.

Visivamente fa la sua bella figura ed il sapore è davvero squisito.

Il fatto che lo dica una che si nutre di pizze surgelate semi crude rende il giudizio un tantino poco affidabile. Ma vale la pena tentare.


Nota che questa ricetta la si cucina in circa 1 minuto e 45 secondi. Anche meno se lasci perdere l'effetto terapico dello sminuzzare le noci sbatacchiando il panno di qua e di là.

Fammi sapere se la provi."

Silvia, mi hai fatta morire dal ridere. :)

Un piccolo appunto...

*Essendo io astemia, non avevo idea di cosa fosse di preciso il Baileys... nel senso che non sapevo cosa c'è dentro nè come viene prodotto. Cercando un po' in rete e soprattutto chiedendo agli esperti però, ho scoperto che non è un liquore vegan, perché contiene latte.

Tuttavia... amanti del Baileys non disperate; ho trovato delle ricette per farne un'imitazione casalinga:

La prima. Baileys. INGREDIENTS: Southern Comfort, Provamel Banana OY drink, Provamel Chocolate OY drink, Plain soya milk. METHOD: Pour a generous measure of Southern Comfort into a glass over ice. Add similar amounts of Provamel banana OY drink, chocolate OY drink and plain soya milk. Mix well. NOTES: Tastes suprisingly like Baileys Irish Cream.
[Ancora una volta... non ho idea di cosa ci sia nel Southern Comfort, ma se l'hanno messo nella ricetta suppongo sia vegan!! Basta, mi do all'alcol, devo farmene una cultura! ]

La seconda. Better Than Bailey's Irish Cream. You will need: 1 tin coconut milk, 2 tbs brown sugar, 2 tbs chocolate topping, 2 tsp vanilla essence, 3/4 cup whisky (or to taste!). Method: Combine all ingredients thoroughly using a whisk, but do not froth. Keep refrigerated, preferably in a dark bottle. Old 'Bailey's' bottles are ideal! Note: If your coconut has separated into solid and liquid, be sure to mix or blend thoroughly first into a completely smooth liquid with no lumps. Experiment with different brands as applicable. Variation: To make a thick, alcoholic dessert, mousse: Use coconut cream and 500ml of vegan custard. You can buy vegan custard from the supermarket (eg. Soy Life) or make your own using custard powder and soy milk (eg Vitasoy Vanilla Delight). Pour the mixture into suitable serving dishes and refrigerate for at least 24 hours until thick.

Inoltre, su vegweb c'è una discussione sul Baileys, e ne vengono proposte altre versioni.
Buon divertimento!

17 ottobre 2006

Bastoncini di tofu

Sono sicura che Imma li chiamerebbe bastoncini di pesce di tofu, e magari aggiungerebbe anche di carne di latte di soia. Per lei, tutto quanto di strano io mangio è "di carne di soia", forse sotto sotto è anche convinta che un giorno andrò a vivere in una casa di carne di soia.
Quindi possiamo tranquillamente chiamare questo piatto "bastoncini di pesce di tofu", che tutto sommato è anche un nome simpatico.

Sospetto che l'idea mi sia venuta spulciando qualche blog (potrebbe trattarsi di Vegan lunch box), è un po' che ci penso (uhm, dall'estate ) e finalmente mi sono decisa a prepararli.

Sono molto semplici da preparare e il sapore è buono. E li trovo carinissimi da vedere.
Ieri mattina ho preso il panetto di tofu, l'ho tagliato a bastoncini di dimensioni adeguate e li ho messi a marinare con del succo di limone, sale ed erbette varie (soprattutto mi andava di metterci il timo). L'ho lasciato a insaporire tutto il giorno, a metà pomeriggio invece ho preparato una pastella piuttosto liquida con farina di ceci, farina bianca, succo di limone, acqua, sale; poi ho sbriciolato qualche fetta biscottata in un piatto, pestando ben bene, e aggiungendo pan grattato e curcuma.
Al momento di cenare, ho scaldato dell'olio per frittura in una padella, ho asciugato ben bene i bastoncini con un canovaccio e li ho immersi nella pastella, sgocciolandoli. Poi li ho rotolati nel misto di fette biscottate e pangrattato, li ho fritti in padella prima da un lato, poi dall'altro...

Ed ecco qua il risultato.

06 luglio 2006

Tofu alla pizzaiola

Ricetta pre-partenza, dedicata a tutti i fortunelli che (come me!) presto andranno al mare!!

Duuunque... piccola digressione sulla mia infanzia: quando ero ancora una bimbetta, mamma portava me, mia sorella e mio fratello in spiaggia quasi tutti i giorni di luglio e agosto.
Il pranzo era al sacco e, solitamente, costituito da un buonissimo panino col pomodoro fresco, o con mozzarella e pomodoro...
Quei panini per me sono il mare, quel profumo è lo stesso del sale che respiravo, quel sapore è lo stesso della felicità che provavo nel mio cuore di bambina spensierata...


Qualcosa che, almeno un po', si avvicina ai panini della mia infanzia è il tofu alla pizzaiola.
Se non altro, mi ha permesso per ben 4 estati di non morire di fame quando andavo in spiaggia con le amiche!

E' estremamente semplice: affettate non troppo sottilmente un panetto di tofu (spessore circa 1/2 cm). Sbollentate in acqua bollente leggermente salata le fettine, badando che non si spezzino; estraetele dopo cinque minuti e lasciatele raffreddare.
Fate stringere in una padella della salsa (poca) con sale e un filo d'olio, poi aggiungete il tofu, cuocendo per 10 minuti. Nella salsa potete aggiungere olive e capperi, oppure peperoni, melanzane o quello che preferite (le verdure devono essere già cotte).
Quando il tofu si è insaporito, infilatelo nel panino o tra due fette di pane, cospargete con la salsina, e andate a farvi il bagno. ^_^

Al posto della salsa di pomodoro, si può usare quello fresco: dopo aver sbollentato il tofu, insaporitelo in padella con poco olio, sale e qualche spezia; mettetelo nel panino e cospargete con pezzetti di pomodoro.
E non vi dimenticate la crema solare.

24 maggio 2006

Tofu impanato (di Barbara)

Barbara mi ha gentilmente inviato la sua variazione di una ricetta tratta dal libro Curarsi con la cucina etica.
L'originale prevedeva l'impiego di un etto di tofu a testa, tagliato a fettine di circa 1/2 cm, impanate con una pastella di farina di ceci ed acqua, e poi fritte; invece, lei ha fatto così:

"Ho spolverato le fettine di tofu con poco "finto dado" (granulato bio a base di lievito alimentare e non so che altro, che a me piace molto).
Poi ho mescolato alla farina di ceci un po' di curcuma (la riky dice che fa tanto bene e poi dà questo bel colore dorato) e al posto dell'acqua ho usato la birra! Chissà chi mai mi avrà dato l'idea...
Ho fatto la pappetta e siccome non rimaneva attaccata al tofu, ne ho messo un cucchiaio sopra e uno sotto la fetta.
Ho fatto soffriggere prima da un lato e poi dall'altro finchè la farina di ceci non ha fatto una bella crosticina croccante...
E gnam! Buono! :-D"

A giudicare dalla fotografia, non stento a crederlo... ^_^

I miei complimenti a Barbara, e se la prossima volta mi mandi per posta una fetta di tofu impanato ti vorrò mooooolto bene!

25 aprile 2006

Spiedini

Questa sera ho provato una new entry: gli spiedini vegan. Non avendo a disposizione molte verdure adatte alla griglia, mi sono dovuta arrangiare con poco: tofu e seitan a dadini e olive denocciolate... ma erano davvero buoni e gli spunti per questa estate non mancano.
Il procedimento è piuttosto semplice: tagliate a dadi di circa un centimetro il seitan e il tofu, sbollentate leggermente quest'ultimo (io ho utilizzato l'acqua di cottura del seitan), denocciolate le olive, versate sugli ingredienti qualche cucchiaio di olio, succo di limone, rosmarino, origano, sale ed erbe o spezie a piacere. Lasciate marinare per qualche ora, mescolando bene.
Infilate gli ingredienti sugli spiedini e cuoceteli alla griglia o sulla piastra di ghisa, girandoli ogni tanto; servite caldi.

Il seitan marinato rimane molto tenero e gustoso; il tofu invece diventa più croccante ma acquista molto sapore.
Da aggiungere assolutamente appena la stagione lo consentirà: quadretti di peperoni (meglio se rossi e gialli), dadi di melanzane, pomodorini ciliegia, zucchine a rondelle, funghi affettati, spicchi di carciofini... e qualsiasi cosa vi piaccia cotto alla griglia!
Qualcuno suggerisce anche cipolline in agrodolce, patate novelle, cavolfiore, radicchio, carote o pannocchiette di mais... insomma sbizzarritevi, stupite i vostri commensali e... buon appetito!

Ah... ovviamente... mettetemi al corrente dei vostri esperimenti e relativi risultati!