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28 gennaio 2011

Zucca al cartoccio velocissima

A Roma fa un freddo becco, ma io non mi sono ripresa dallo shock termico del viaggio e sono convinta di essere ancora nella mia temperatissima città natale. Di notte la carrozzeria delle automobili accumula ghiaccio e di giorno c'è un venticello gelido, sottile e insidioso che s'infila tra i vestiti, ma io mi ostino a vestirmi troppo poco e quindi ho preso uno dei miei soliti colpi di freddo.

Prima di cominciare ad agonizzare, per fortuna, avevo fatto tappa al Naturasì tornando a casa con tre zucche, quelle che io chiamo Hokkaido, anche se non sono sicura che siano proprio loro... son queste qua, piccoline, da circa 1 kg, e sono decisamente le mie zucche preferite. Hanno una polpa dolcissima e coccolosa, e si possono mangiare con la buccia, per cui mi stanno molto simpatiche.

La ricetta che vi propongo è nata quasi per caso, ma il risultato mi è piaciuto così tanto che ho deciso di pubblicarla, anche se più che una ricetta è uno spunto da rielaborare a piacimento... magari sostituendo l'eretica pentola a pressione con un più tradizionale forno!

Zucca Hokkaido al cartoccio
Ingredienti per 1 persona

500 g di zucca Hokkaido, privata dei semi e con la buccia ben pulita
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di olio di semi di lino
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di aromi misti tra erbe di Provenza, erba cipollina e basilico
1 pizzico di pepe nero macinato e zenzero in polvere

Tagliate la zucca in grosse falde e adagiatele su un foglio di alluminio per alimenti, con la buccia verso il basso.
Cospargete i pezzi col sale, il pepe, lo zenzero e le erbe aromatiche, quindi chiudete il cartoccio.
Cuocete la zucca col cestello al vapore, in pentola a pressione, per circa 10-15 minuti; servite condendo con i due oli mescolati e, se serve, aggiustando di sale.

L'olio di semi di lino deve essere quello da frigo, dal gradevole sapore di noce, che con la zucca sta molto bene. Lo zenzero vivacizza la dolcezza di questo piatto, che altrimenti potrebbe risultare quasi stucchevole. Io l'ho apprezzata molto e anche la mia micia ha voluto assaggiarla!

20 marzo 2010

Dadolata di sedano rapa e tempeh

Il mio sodalizio col sedano rapa prosegue... e si è innestato alla perfezione sul filone tempeh-dipendenza: contrariamente alle aspettative, il connubio Indonesia-Nord Europa riesce perfettamente, nonostante due sapori così diversi e inusuali!


Dadolata di sedano rapa e tempeh
Ingredienti per 4 persone:
750 g di sedano rapa
1 confezione di tempeh (250 g)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
acqua e shoyu in parti uguali
1 cucchiaino tra pepe nero macinato e zenzero in polvere
1 cucchiaino di erbe di Provenza
1 pizzico di sale

Pulite, tagliate e sbollentate il sedano rapa. Tagliatelo a dadi regolari di 1 cm e fate lo stesso con il tempeh.
In una pentola bassa e larga disponete il tempeh, possibilmente in un solo strato; aggiungete il pepe e lo zenzero, e versate acqua e shoyu in parti uguali fino a coprirlo con almeno un dito di liquido. Cuocete su fiamma vivace e a pentola scoperta per 10 minuti.
Nel frattempo riscaldate l'olio in una padella e rosolatevi il sedano rapa, insaporito con le erbe di Provenza e il sale, per 10 minuti.
Scolate il tempeh e aggiungetelo al sedano rapa; continuate la cottura per 5 minuti e poi servite ben caldo.

Il liquido di cottura del tempeh deve essere molto scuro e saporito: come si intuisce anche dalla foto, in questa ricetta si usa molta salsa di soia così da ottenere un tempeh dal gusto pieno e deciso, che si sposa bene con il sapore più delicato, ma sempre pronunciato, del sedano rapa. E le erbe di Provenza ci stanno divinamente.
Che il tempeh vi piaccia o meno, questa dovete provarla: garantisco della sua bontà... e se le fotografie profumassero, non ci sarebbe neppure bisogno di parole per commentare il piatto!

24 febbraio 2010

Crema di cavolfiore al latte di cocco

Dopo aver passato i primi 16 anni della mia vita a detestare cordialmente le verdure, mi sono messa in testa di diventare vegan e nel giro di poco ho dovuto arrendermi all'evidenza: essere vegan e odiare le verdure è poco fattibile. Volente o nolente ho iniziato un lungo percorso di rieducazione delle mie papille gustative, e alla fine, assaggia che ti riassaggia, il ventaglio dei vegetali a me graditi si è allargato sempre più... A un certo punto, anzi, sono diventata addirittura un'amante delle robine verdi, spodestando mia sorella, la verdurofaga della famiglia (che ancora mi odia per averle tolto lo scettro). Da quel momento non mi sono più fermata ed oggi difficilmente dico di no, quando si tratta di provare un piatto o un ingrediente nuovo, anche se magari ci vado piano con le quantità.
Tra le insane passioni che ho sviluppato nel corso degli anni, c'è quella per i cavoli e in particolar modo per il cavolfiore; non li disdegno semplicemente cotti al vapore e conditi con olio, sale e limone, ma avevo in testa da un po' questa cremina e pochi giorni fa ho avuto l'occasione di provarla. La ricetta è molto semplice e non ho fotografato la crema, ma questo scatto di Azabel vi illuminerà sulla sua consistenza densa e vellutata. Una goduria coccolosa!

Ingredienti per 4:
1 kg di cavolfiore
500 ml d'acqua tiepida
250 ml di latte di cocco
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino abbondante di polvere di curry o di garam masala
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino raso di sale

Pulite il cavolfiore e dividetelo in cimette di grandezza omogenea (potete utilizzare anche le foglie più piccole e tenere, e la parte interna del torsolo).
In una pentola ampia, riscaldate l'olio e soffriggetevi per qualche minuto le spezie e il sale, a fuoco dolce; quindi unite le cime di cavolfiore e mescolate per 2 minuti.
Aggiungete l'acqua e coprite la pentola, cuocendo per 10 minuti a partire dal bollore.
Versate la metà del latte di cocco e rimettete il coperchio, proseguendo la cottura per 5 minuti; quindi aggiungete il latte restante e cuocete, a pentola scoperta, per altri 5 minuti o finché il cavolfiore sarà morbido.
Frullate il tutto accuratamente e servite tiepido, in modo che i sapori possano "assestarsi".

Da leccarsi i baffi!

22 febbraio 2009

Frittelle (salate) di mela e patata

Non vedo l'ora di provare una versione dolce di queste frittelline, magari proprio con le patate dolci, se riesco a trovarle. Per ora ho provato quella salata, su ispirazione di Cucina naturale: un gusto interessante e insolito!

Ingredienti per 2: 2 patate medio-grandi (circa 300 g), 1 mela (croccante e non troppo dolce), 1/2 cipolla rossa, 1/2 cucchiaino di sale, 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere, farina q.b., 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva.

Sbucciate la mela e le patate; grattugiatele grossolanamente e raccogliete il tutto in una ciotola. Aggiungetevi il sale, il pepe, lo zenzero, la cipolla tritata finemente e mescolate con le mani. Lavorate il composto aggiungendo farina quanto basta perché non si disgreghi.
Nel frattempo scaldate l'olio in padella, formate delle frittelle basse e larghe e friggetele su entrambi i lati finché saranno dorate; servitele calde, ma non bollenti.

26 novembre 2008

Zucca hokkaido al forno

Finalmente, dopo averci sbavato sopra per tre mesi, sono riuscita a trovare la zucca Hokkaido! La desideravo così tanto che non mi è pesato affatto trascinarmi dietro quei 2 chili e 750 grammi di rotondità in giro per Milano, nonostante ciò abbia reso la mia valigia un corpo contundente piuttosto pericoloso...
Ieri l'ho "inaugurata", sacrificandone 1/4 per questa ricetta semplicissima ma dal gusto... mmm... delizioso!
Se avete suggerimenti su come utilizzare degnamente questa meraviglia, scriveteli nei commenti. Io sto andando a Napoli, ma non per dare l'esame: devo aver mandato la mia richiesta di aiuto alla fatina sbagliata, mi ha risposto quella delle mestruazioni, grazie alla quale ho trascorso tutta la giornata di ieri sdraiata a letto, con addosso due coperte e un gatto, a leggere Mondo senza fine e fare esercizi di rilassamento della muscolatura pelvica contro i dolori mestruali...
Vorrà dire che questo esame mi attenderà al varco nella sessione gennaio-febbraio; nel frattempo, non mi sembra vero essere libera di uscire e potermi dare agli acquisti!

Ingredienti per 2-4 persone: 500 g di zucca hokkaido, 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaio di aceto, 1 cucchiaio di aghi di rormarino tritati, 1/4 di cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di salsa di soia, 1 manciata di olive nere.
Mescolate olio, aceto, sale, rosmarino e salsa di soia, emulsionando il tutto. Lavate la zucca e tagliatela a fette spesse circa 1/2 cm (potete lasciare intatta la buccia, che è commestibile); disponetele su una teglia e irrorate con la marinata. Lasciate riposare per qualche ora; cospargete con le olive nere e infornate a 170° per 25 minuti e servite calda!

03 novembre 2008

Cavolfiore alla salsa di tahin

Questa ricetta mi è stata ispirata da un pranzo alla Sana gola. O almeno credo!
La scorsa domenica ci hanno portato il piatto misto e non ho chiesto da cosa fosse composto, ma a dare ascolto alle mie papille gustative, faceva parte del piatto, appunto, il cavolfiore con una salsa di tahin. Ho provato a prepararlo a casa e credo di essermi avvicinata all'originale.

Ingredienti per 1 cavolfiore di medie dimensioni: 2 cucchiai di tahin, 2 cucchiai d'acqua, 1 cucchiaino di salsa di soia, 1 pizzico di sale.
Cuocete al vapore, per 7-8 minuti, il cavolfiore pulito, lavato e diviso in cimette; nel frattempo, stemperate bene il tahin con l'acqua e la salsa di soia, aggiungete il sale e mescolate con una forchetta, finché il tutto diventerà omogeneo. Servite il cavolfiore, tiepido, cosparso di salsa.

12 luglio 2008

Spighe (manico non incluso)

Nel post precedente ho scritto che mi sto nutrendo solo di aria, frutta e gelato... ma mi ero dimenticata delle spighe!
Adoro le pannocchie di mais, quelle che in casa mia, da sempre, chiamiamo "spighe", e anche se negli ultimi anni il loro prezzo rimane piuttosto alto, ogni tanto non possiamo fare a meno di comprarle. La preparazione è semplice, ma il risultato è da leccarsi i baffi.

Ingredienti: una pannocchia a testa e un pizzico di pazienza!Sbucciate le pannocchie, eliminando le foglie esterne e soprattutto tutti i filamenti interni.
Lessatele in acqua leggermente (molto leggermente) salata per circa 20-30 minuti, fin quando risulteranno tenere; quindi scolatele, e lasciatele intiepidire prima di mangiarle sgranocchiandole allegramente!

Come dicevo nel titolo, di solito nelle pannocchie non c'è il manico, ma mia sorella ci ha regalato questi aggeggi che servono ad infilzare la spiga in modo tale da non scottarsi le dita, ed essendomi ustionata spesso a causa della mia impazienza, devo dire che sono geniali.

05 luglio 2008

Scagliozzi

Ingredienti per circa una ventina di scagliozzi: 200 g di farina di mais per polenta (possibilmente precotta... con questo caldo, rimestare è una tortura!), 800 g di acqua, un pizzichino di sale, abbondante olio per friggere.

Preparate la polenta, portando l'acqua salata a bollore, versando a pioggia la farina e rimestando continuamente fino alla cottura (controllate i tempi sulla confezione... comunque, finché la polenta non inizia a staccarsi dalle pareti della pentola).
Versatela in una teglia da forno in uno strato alto circa 1 cm e lasciatela raffreddare completamente, finché sarà rassodata. A questo punto, tagliate dei triangoli di polenta, riscaldate bene l'olio e friggete le fette finché diventeranno ben dorate!

Si mangiano caldissimi, con un pizzico di sale... non c'è friggitoria ambulante a Castellammare che non abbia gli scagliozzi, oltre ai panzarotti e alle pizzelle!

Ps: come tag ho messo contorni, ma la definizione è alquanto discutibile. Con tre scagliozzi della friggitoria di fronte a Porta Nolana (per tacere dei panzarotti), io rimango in piedi per una giornata intera!

03 giugno 2008

Salvia fritta

Ingredienti: una decina di foglie grandi di salvia, 1 cucchiaio raso di farina di ceci, 2 cucchiai rasi di farina di frumento, 2 cucchiai di acqua o birra, un pizzico di sale, olio extravergine d'oliva.

Preparate una pastella morbida con le farine e l'acqua o la birra; riscaldate bene l'olio e nel frattempo lavate e asciugate accuratamente le foglie di salvia. Passatele nella pastella, sgocciolatele e friggetele su entrambi i lati finché saranno croccanti; quindi salate leggermente e servite.

Sono buonissime e non avrei mai immaginato di gustare, un giorno, le foglie della salvia. Forse ho subito un trapianto di papille gustative a mia insaputa. Sto diventando decisamente troppo intraprendente.

Il solo dubbio che mi resta è questo: ho comprato la piantina della foto alla mostra di Portici, dal vivaio Gran Burrone; aveva il suo bel cartellino con scritto "salvia a foglie larghe, ottima da friggere (ce ne siamo accorti, ndVera)" però senza nome scientifico.
Serena mi aveva detto che era la Salvia Sclaraea, ma cercandola sul web mi pare che esca tutt'altra pianta. Qualcuno ne sa di più?

12 maggio 2008

Fiori di robinia fritti

Questa ricetta me l'ha girata Paola, con tanto di fotografia (nella fotografia, infatti, c'è Paola "decollata" - per motivi di privacy - col suo piattone di fiori di robinia!).
Ricordo che di questa ricetta s'era già parlato a proposito del post "cucinare con i fiori", ma non l'ho mai provata... non mi pare proprio di avere delle robinie, nei paraggi di casa. O forse sono troppo distratta per accorgermene!

Paola mi scrive:
La robinia è un albero fronzuto, molto diffuso, che fiorisce tra aprile e maggio e produce profumati grappoli di fiori zuccherini...
Si raccolgono i grappoli, e per la preparazione si staccano i singoli fiori, levando loro il calicino verde che tiene uniti i petali, fino ad ottenere ciò che vedi nella prima fotografia all' interno del piatto.
Poi si prepara una pastellina molto leggera con farina, acqua e un pochino di zucchero; si immergono un po' per volta i petali facendo delle piccole pallottole informi, quindi si posano nell'olio caldo, bastano pochissimi minuti affinché prendano la doratura come vedi nelle altre 2 fotografie... la tradizione credo le voglia completamente dolci, ma io ho spolverato sopra del sale e, credimi, il contrasto ne fa una vera delizia!

01 maggio 2008

Pizzette di ciurilli (con pasta madre)

Sul blog c'è già la ricetta delle frittelle di fiori di zucchina, alias pizzette o pizzelle di ciurilli come si dice dalle mie parti... ma dato che appena posso mi diverto ad esplorare le possibilità della pasta madre, è nata una nuova versione!

Ingredienti (approssimativi): 150 g di farina 00, una manciata di fiori di zucchina, 1/2 cucchiaino di sale, 100 ml di acqua tiepida, un cucchiaino di zucchero di canna, 50 g di pasta madre.

Sciogliete la pasta madre nell'acqua e tenetela da parte, in un luogo tiepido. Pulite i fiori di zucchina eliminando la base verde e il pistillo, e sciacquate bene i petali. Asciugateli e riduceteli in pezzi.
In una larga terrina, mescolate la pasta madre sciolta nell'acqua con la farina e un cucchiaino di zucchero, aggiungendo altra acqua se necessario; dovete ottenere una pastella fluida ma non liquida. Ponetela in un luogo riparato dalle correnti d'aria, coperta da un canovacio umido, per circa 5-6 ore; a quel punto aggiungete il sale e i fiori e lasciate riposare ancora per un'ora.
Friggete ciascuna cucchiaiata di pastella in abbondante olio di semi di arachidi caldo, scolate dell'olio in eccesso e servite.

Questa è una foto delle pizzette dello scorso anno; purtroppo non ero in casa quando mamma ha fritto quelle con la pasta madre e quando sono tornata si erano completamente afflosciate (magari, se non le avesse accatastate l'una sull'altra...). C'è da dire, però, che come al solito anche a distanza di ore le pietanze preparate con pasta madre si mantengono gradevoli e fragranti.
Il lievito naturale da tante soddisfazioni!


Ps: chi di voi ci ha capito qualcosa della Wikipedia in napoletano?

16 aprile 2008

Crema di finocchi

Preparata oggi a pranzo, non sono riuscita a postarla prima perché il collegamento a internet era impazzito...

Ingredienti per due: 1 finocchio, 1 cucchiaio di burro di arachidi, circa 1/2 litro d'acqua, 1 cucchiaino di pepe, un ciuffetto di basilico.

Mondate e lavate accuratamente il finocchio, tagliatelo a pezzettini e lessatelo nell'acqua salata e pepata finché diventa morbido (15 minuti circa). Frullatelo con acqua di cottura sufficiente ad ottenere una crema; rimettetela al fuoco e aggiungete il burro di arachidi e il basilico; lasciate asciugare per qualche minuto e servite tiepida.

So che l'accostamento tra finocchi e burro di arachidi sembrerà folle, ma... non ditelo prima di averlo provato! Vi sorprenderà.

13 aprile 2008

Asparagi all'agro

Ingredienti per due: 8 asparagi, 1 cucchiaino di aceto di mele, 3 cucchiaini di olio extravergine d'oliva, 2 spicchi d'aglio, 1/2 cucchiaino di origano, 1/2 cucchiaino di timo, un pizzico di pepe, un pizzico di sale.

Lavate gli asparagi, raschiate la parte esterna dura con un coltello o un pelapatate, tagliate la base e poi legate gli asparagi a mazzetti con dello spago da cucina. Sistemate i mazzetti di asparagi sul cestello per la cottura a vapore e cuoceteli in tal modo, in una pentola alta e stretta, per circa 10 minuti.
Nel frattempo, mescolate in un barattolino l'aceto, l'olio, lo spicchio d'aglio, il pepe, il sale, l'origano e il timo, e chiudete con un coperchio; quando gli asparagi saranno diventati tiepidi, cospargeteli con l'emulsione e servite.

E' la prima volta in vita mia che mangio gli asparagi e devo dire che li ho trovati interessanti, quindi credo che ci saranno altri esperimenti sul tema!

24 febbraio 2008

Crema di ravanelli

I ravanelli rientrano in quella parte del mondo vegetale che istintivamente giudico come "non commestibile", accanto al 90% delle verdure da mangiare crude. Dato però che me ne sono trovata in casa un mazzetto ho deciso di provare a cuocerli e il risultato mi è piaciuto molto!

Ingredienti: ravanelli, 1/2 cipolla piccola, olio EVO, amido o farina per addensare.

Lavate i ravanelli e mondateli; tagliateli in due e lessateli in acqua bollente finché diventano teneri. Si possono cuocere anche le foglie!
Passateli al passaverdure o frullateli aggiungendo un po' di acqua di cottura. Se Tarty ha bevuto dall'acqua di cottura dei ravanelli (che avete quindi dovuto buttare), diluite con brodo di dado o panna vegetale...
Riscaldate qualche cucchiaio di olio in un pentolino, soffriggete la cipolla tritata finemente e poi aggiungete la crema di ravanelli e un cucchiaio di amido o farina. Fate addensare per qualche minuto, mescolando perché non attacchi; versate poi l'acqua di cottura o la panna diluendo un po' e tenete al fuoco per una decina di minuti.
Usando il brodo o l'acqua di cottura viene più fluida, mentre con la panna rimane proprio densa.

28 gennaio 2008

Rustici vegan (ma stavolta con foto)

Li avevo già preparati l'anno scorso, ma non avevo potuto fotografarli. Adesso ci ho riprovato e li ho infornati accanto alle patate duchessa...

Purtroppo ho cambiato marca di pasta sfoglia pronta, e questa non mi è piaciuta proprio; era stesa troppo spessa ed è rimasta compatta, non c'è traccia alcuna dell'effetto "sfoglia".
Il sapore però era buono e si sposava perfettamente con i wurstel vegetali a base di tofu (Taifun piccoli).

Basta tagliare la pasta sfoglia in lunghi e sottili rettangoli, arrotolarli intorno a un pezzetto di wurstel (in questo caso, ogni wurstel può essere diviso in tre pezzi per formare tre rustici) e infornare.

Non so nel resto d'Italia, ma qui da me i rustici vanno forte, si comprano spesso e volentieri in rosticceria per festeggiare, qualsiasi sia l'occasione. Quelli vegetali costano un occhio della testa, ma forse un giorno riuscirò a farmeli in casa, almeno quelli di tofu... sarebbe meraviglioso.

26 gennaio 2008

Patate duchessa

Ho ancora in casa il burro di soia Provamel comprato all'inizio di ottobre... Lo stavo centellinando per farmelo durare, ma è scaduto (e non me n'ero neanche accorta!), così mi sto dando alle sperimentazioni culinarie "a base di burro" per finirlo il più presto possibile (se avete ricette da proporre, lasciate un commento!).

Così, dato che dovevo accendere il forno, ieri sera mi sono divertita a preparare le patate duchessa.

Ingredienti: 500 g di patate, 50 g di burro Provamel, pepe, sale, e se volete formaggio vegan.
Lessate le patate, pelatele e passatele allo schiacciapatate. Incorporate il burro fuso, il sale, il pepe, ed eventualmente il formaggio, mescolando bene.
Adesso viene la parte divertente: prendete una siringa da pasticciere, riempitela col composto e, usando la bochetta a stella larga, fate dei mucchietti di patata sulla placca del forno. Cuocete per circa 10 minuti a 180°.

Troppo buone e carine!

06 gennaio 2008

Fagioli alla Terence Hill

Versione antagonista di quella di mamma, che sarebbe fagioli "alla Bud Spencer".
E' un ottimo modo per riciclare i fagioli avanzati (per esempio se ne cuocete troppi per la pasta) ed è una delle mie ricette di legumi preferite.

Ingredienti: fagioli lessati e scolati (non del tutto, ma lasciando solo poca acqua; potete usare qualsiasi varietà, io preferisco i borlotti o i fagioli dell'occhio), 1/2 cipolla piccola, 2 spicchi d'aglio, olio extravergine d'oliva, farina q.b., pepe, noce moscata.

Tritate sottilmente con la mezzaluna l'aglio e la cipolla e soffriggeteli in padella con olio q.b., la punta di un cucchiaio di pepe e una spolveratina di noce moscata (non ho ancora capito se alla fine la noce moscata di sente o meno, ma è l'unico modo, per me, per consumare quel grande barattolo di noce moscata comprato per motivi inspiegabili da mamma).
Dopo qualche minuto aggiungete i fagioli e lasciate sfrigolare amabilmente per un po'. Quando il liquido inizia a bollire, versate a pioggia un cucchiaino di farina (quella che preferite) e lasciate addensare. Se necessario aggiungete altra farina.

PS: scopro oggi che il film Lucky Luke è stato girato da Terence Hill all'inizio degli anni '90, quindi, l'attore era all'epoca poco più che cinquantenne. Io sono dell'85, quindi vedete un po' voi quanti anni avevo, la prima volta che lo vidi in tivù. Ma cavoli, se mi piacque!

(E comunque i film di Bud Spencer e Terence Hill me li son visti quasi tutti!!)

20 dicembre 2007

Cavolfiore alle spezie

Ingredienti: 1 cavolfiore non troppo grande, un cucchiaino di curcuma, 1/2 cucchiaino di curry, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva, un pizzico di sale.

Lavate il cavolfiore, dopo aver tolto le foglie esterne, e dividetelo a cimette. Cuocetele al vapore finché saranno tenere ma ancora croccanti e lasciatele asciugare per qualche minuto.
Nel frattempo, scaldate in una padella l'olio e versatevi le spezie e un pizzico di sale; questa breve tostatura aiuterà le spezie a sprigionare tutto l'aroma. Aggiungete il cavolo, girate bene per qualche minuto e servite caldo.

E' davvero saporito.

14 novembre 2007

Indovina che

Me l'ha portata mia sorella dall'inghilterra. Il nome in inglese non me lo ricordo, ma il mio dizionario lo traduceva come "rapa", segno che forse dovrei buttare il dizionario nella monnezza.
Vi pare una rapa?

Aveva un odore fortissimo (terra? terra marcia?) e un aspetto spaventoso, tipo alieno in letargo che aspetta il momento buono per svegliarsi e fare tutti fuori (aveva una specie di "proboscide" in cima), ma alla fine ce lo siamo mangiati. Si sbuccia e poi si prepara come un puré.
Qualcuno sa cosa sia?

05 giugno 2007

Melanzane impanate e fritte

Ingredienti: melanzane (a piacere), farina di ceci, acqua, sale e pepe, olio per friggere.

Preparate la solita pastella di ceci, abbastanza fluida, salatela e pepatela. Pulite e lavate le melanzane, tagliatele a fette tonde spesse 3-4 mm. Riscaldate e immergetele nella pastella di ceci, sgocciolate per bene e poi friggete fino alla doratura. Asciugate su carta assorbente, aggiungete un pizzico di sale se necessario e poi pappatevele ancora calde!
Se preferite potete friggere le mlanzane dopo averle sbucciate, risulteranno ancora più morbide...

Dovete assolutamente provarle, sono buonissime, non ve ne pentirete!

PS: una mia cara amica virtuale ha aperto il blog Lo scatolone dei ricordi... è appena agli inizi, ma promette bene. Fatele visita!