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08 marzo 2011

Chiacchiere

Eccole, le veterane scampate al disastro di sabato scorso. Non sono riuscite tutte perfettamente, come vi dicevo qualcuna si è carbonizzata, ma ce l'hanno fatta in molte (abbastanza da riempire un vassoio) ed erano squisite. Meglio tardi che mai! La ricetta arriva giusto in tempo per l'abbuffata serale, no?


Chiacchiere
Ingredienti per un vassoio "medio":
350 g di farina 00 oppure 0
80 g di zucchero di canna
40 g di margarina vegetale non idrogenata
2 cucchiai di olio di semi di mais
5 cucchiai di brandy
1 pizzico di sale
zucchero a velo per spolverizzare
1 bicchiere circa d'acqua tiepida
abbondante olio di semi di arachide per friggere

Mescolate bene la farina, la margarina a temperatura ambiente, l'olio, il sale e lo zucchero sciolto nel brandy.
Aggiungete acqua poco a poco, fino ad ottenere un impasto che si stenda con un po' di fatica e non sia troppo morbido. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per ½ ora.
Stendete la pasta il più sottile possibile, usando prima un mattarello e poi, se l'avete, la macchina per la pasta. Deve essere spessa non più di 2-3 mm. Se tende ad appiccicarsi al piano di lavoro, cospargetelo con un velo di farina.
Con la rotella apposita formate le chiacchiere e fate un taglio al centro, quindi friggetele in olio bollente finché prendono colore. Asciugatele con carta assorbente e spolverizzatele con lo zucchero a velo. Potete servirle sia calde che fredde, sono buone in entrambi i modi.

Aumentate la dose di zucchero nell'impasto se le volete più dolci: con questa ricetta la pasta viene abbastanza "neutra", anche se poi lo zucchero a velo si fa sentire parecchio! Lo zucchero a velo esiste anche di canna e si può fare degnamente in casa: frullate lo zucchero di canna il più finemente possibile e poi passatelo al setaccio per togliere i granelli più grossi. Se volete le chiacchiere meno croccanti e più soffici, aggiungete ½ cucchiaino di cremor tartaro (col bicarbonato dentro) all'impasto.
Non ho cambiato moltissimo rispetto alla ricetta già presente sul blog, ho sostituito l'olio di mais a quello di oliva perché più delicato, tolto il lievito perché le chiacchiere le preferisco croccanti e omesso gli aromi come buccia di limone e simili. Sono molto soddisfatta di questa ricetta, la preparo praticamente tutti gli anni e il risultato mi piace tantissimo!

16 aprile 2009

Casatiello - versione migliorata

Ingredienti per la pasta: 500 g di farina 0, 1 cubetto di lievito di birra + 1 cucchiaino di zucchero di canna o malto, 50 g di burro di soia o margarina non idrogenata, 1 cucchiaio raso di sale, 1 cucchiaio di pepe nero macinato.
Per il ripieno: 75 g di Sheese Edam style (+ 50 g da tenere in freezer fino al momento dell'uso), 4-5 cucchiai di panna vegetale, 75 g di tofu affumicato, 75 g di wurstel vegetali (possibilmente di tofu), 75 g di seitan (meglio se alla piastra), 1/2 cucchiaino di sale, 1 cucchiaio di pepe nero macinato.
Occorrente: uno stampo per ciambellone.

Sciogliete lo zucchero o il malto in poca acqua tiepida e sbriciolatevi il lievito, mescolando bene; mescolate alla farina il burro di soia o la margarina, il sale, il pepe e il lievito sciolto nell'acqua, aggiungendo acqua tiepida quanto basta per ottenere una pasta morbida e ben amalgamata. Lasciatela lievitare, coperta da un panno umido e al riparo da correnti d'aria, finché raddoppierà di volume (1 o 2 ore circa).
Nel frattempo, tagliate a dadi omogenei e piuttosto piccoli (da 5 mm a 1 cm) lo Sheese, i wurstel, il tofu affumicato, il seitan (se non trovate quello alla piastra, marinatelo prima in salsa di soia diluita con acqua + pepe e un pizzico di sale); grattugiate lo Sheese conservato in freezer.
Quando la pasta sarà lievitata, stendetela col mattarello; formate un rettangolo di larghezza adeguata al vostro stampo e versate sulla superficie la panna di soia e lo Sheese grattugiato. Distribuitevi gli altri ingredienti cospargendo abbondantemente di pepe, al quale avrete aggiunto 1/2 cucchiaino di sale; arrotolate la pasta chiudendone bene i lembi, capovolgetela ed adagiatela in uno stampo da ciambellone, unendone le estremità.
Fate lievitare il casatiello, coperto da un panno umido e lontano da correnti d'aria, per 2 ore; infornate a 160° per 10 minuti e poi a 180° per circa 20 minuti.

Lo Sheese Edam Style è un "formaggio vegan" dagli ingredienti un po' inquietanti (in quanto composto principalmente di olio vegetale) ma dal sapore incredibilmente simile al pecorino. Si trova in vendita in Italia qui e anche se non mi ha fatta impazzire, in questa ricetta ci sta proprio bene, perché non solo sa proprio di formaggio, ma fonde pure. Per una volta si può fare!

24 dicembre 2008

Struffoli (nuova ricetta)

Avrei voluto inserire questa nuova ricetta per gli struffoli ieri, a due anni esatti dalla prima pubblicazione, ma non mi sentivo molto bene e non ho avuto modo di concludere la bozza... Pazienza!
Sarà che dal 2006 ad oggi mi sono abituata ad usare sempre meno dolcificanti, o forse dipende dal fatto che le diverse marche di zucchero di canna hanno gusti diversissimi; ma la differenza fondamentale è che stavolta, su 1/2 kg di farina, c'è voluto molto meno zucchero dell'altra per ottenere degli struffoli dolcissimi!

Ingredienti: 500 g di farina 0, 75-100 g di zucchero di canna, 25 g di olio di mais, 1 cucchiaino raso di cremor tartaro, 1/2 cucchiaino di sale fino, 1/4 di cucchiaino di curcuma, succo di mela q.b., abbondante olio di semi di arachide.
Per decorare: malto di riso, confettini/diavolini/decorazioni varie.

Mescolate la farina con lo zucchero, il cremor tartaro e il sale. Unite l'olio, la curcuma sciolta in un cucchiaio di succo di mela tiepido e tanto succo di mela quanto ne basta a formare un impasto omogeneo e abbastanza morbido.
Dividete con un coltello affilato l'impasto in 4 pezzi e ciascun pezzo in 2 metà. Fatele rotolare col palmo della mano sul piano di lavoro, formando dei rotolini sottili; sempre con un coltello affilato, tagliate dei pezzetti di grandezza compresa tra 1/2 cm e 1 cm; con le mani infarinate lavorateli per formare delle palline e disponetele su un vassoio leggermente infarinato.
Riempite un pentolino di olio formando uno strato di 3-4 cm; deve essere molto caldo. Friggete gli struffoli per circa 4 minuti, finché saranno dorati, facendo attenzione a non bruciarli. Sgocciolateli su carta assorbente, asciugateli per bene e disponeteli in una insalatiera; copriteli di malto, rigirando perché si distribuisca ovunque, e guarnite con le decorazioni (si trovano anche quelle di zucchero di canna e coloranti vegetali, come quelle della foto).

Stavolta ho preparato degli struffoli un po' più grandi del solito, sono croccanti fuori e morbidi dentro; si sono gonfiati parecchio in cottura e devo dire che la cosa mi piace molto!

25 marzo 2008

Casatiello

Il casatiello "'nzogna e ppepe" non è mai stata una mia passione. Sarà che l'idea di mangiare una cosa contenente sugna, ovvero strutto, ovvero grasso di maiale mi ha sempre dato una profonda repulsione...
Però, era da un po' che pensavo di tentare di rendere vegan questa ricetta, sicuramente una delle più toste da modificare in quanto contenente, oltre alla suddetta sugna, una quantità spropositata di formaggi e di salumi misti. Diverse napoletane veg* di mia conoscenza mi hanno lanciato la "sfida" ed io l'ho accolta, facendo quel che potevo; a testimoniare la riuscita della ricetta, la parola di mio padre e la manifesta ingordigia di mia madre...
Ovviamente mancano le tradizionali uova sode, i miracoli ancora non li faccio!

Ingredienti per la pasta: 500 g di farina 0, 1 cubetto di lievito di birra, 50 g di burro di soia o margarina non idrogenata, 1 cucchiaio raso di sale e uno di pepe nero macinato.
Per il ripieno: una confezione di panna di soia (o, se volete strafare, 200 g di mozzarella affumicata di soia), 1/2 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di pepe nero macinato, 200 g tra affettati vegetali, wurstel vegetali, oppure seitan.

Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida; mescolate alla farina il burro di soia o margarina, sale, pepe e il lievito sciolto nell'acqua. Aggiungete acqua quanto basta per ottenere una pasta morbida e ben amalgamata. Lasciatela crescere, coperta e al riparo da correnti d'aria, finché raddoppierà di volume (due ore circa).
Nel frattempo, se usate la mozzarella di soia tagliatela a scagliette; preparate gli affettati vegetali, riducendo i wurstel a dadi e le fette a quadretti (io ho usato degli avanzi di bresaolina e affettato roast del Muscolo di grano che avevo congelato qualche tempo fa). Se non avete a disposizione nessun prodotto pronto, usate semplicemente il seitan: tagliatelo a piccoli dadi e insaporitelo per una notte con un cucchiaio di salsa di soia diluito in acqua tiepida e spezie a volontà (pepe e rosmarino, soprattutto); poi scolatelo e soffriggetelo in una padella ben unta, finché i pezzetti inizieranno ad asciugare.
Quando la pasta sarà cresciuta, stendetela allo spessore di 1 cm; formate un rettangolo e cospargete la superficie con gli affettati vegetali, la panna o mozzarella di soia, pepe e sale. Arrotolate la pasta e adagiatela in uno stampo da ciambella (col buco centrale) unendo le estremità. Ponetelo di nuovo a crescere, coperto, per circa due ore. Infornate a 160° per 10 minuti e a 180° per circa 20 minuti.

Per dare colore all'impasto potete aggiungere un po' di curcuma o zafferano all'acqua in cui avrete disciolto il lievito... la mia fotografia non è granché, ma il sapore... uau!

14 febbraio 2008

Sfogliatella

Ed eccoci qua. Non sarà perfetta esteticamente (ho sempre qualche problema col forno e con la doratura...) ma il sapore era ottimo.
Per la ricetta mi sono basata sulle due presenti sul blog Swan Cake, rivisitate in chiave vegan.

Per circa 25 sfogliatelle.
Per la sfoglia: 500 g di farina 0 (ho usato la manitoba), 200 g di acqua, 20 g di malto, 5 g di sale.
Per ungere la sfoglia: 100 g di margarina di soia.
Per la farcia: 400 g di acqua, 1 pizzichino di sale, 150 g di semolino, 150 g di ricotta di soia, 150 g di zucchero di canna, vanillina, 80 g di canditi.

La sfoglia.
Mescolate tutti gli ingredienti (tranne ovviamente il burro di soia) e lavorateli molto a lungo, per almeno 20 minuti: l'impasto, inizialmente durissimo, si ammorbidirà man mano. Smettete solo quando sarà diventato liscio, compatto e abbastanza morbido.
Spennellatelo con un po' di burro di soia e lasciatelo riposare in frigorifero per tutta la notte.

Il ripieno.
Portate a bollore l'acqua con il sale e lo zucchero (quello di canna altrimenti si scioglie con difficoltà), versate il semolino a pioggia e sbattete con una frusta per non far formare grumi. Lasciate cuocere per 7 minuti e spegnete. Quando si sarà raffreddato, unite gli altri ingredienti e mescolate bene. Lasciate riposare anche il ripieno per la notte.

Lavorazione della sfoglia.
Stendete l'impasto col matterello cercando di allungarlo; quando sarà abbastanza sottile passatelo nella sfogliatrice, fino all'ultima tacchetta. Fate attenzione a non bucare la pasta e cercate di allargarla con le mani fino a renderla sottilissima (avete presente la pasta strudel?). Quando avrete ottenuto un nastro lunghissimo e sottile di pasta, spennellatelo col burro e arrotolatelo. Otterrete un cilindro di circa 5 cm di diametro.
Fatelo riposare per circa mezz'ora, poi tagliatelo a fette larghe 1.5 cm e formate le sfogliatelle.

Formare le sfogliatelle.
Prendete una fetta di pasta alla volta, ponetela nel palmo della mano e fatela scivolare, premendone il centro, fino a creare un cono. Le sfoglie devono scorrere una sull'altra, ma non separarsi. Farcite col ripieno, chiudete la sfogliatella, infornatele a 200° su carta forno per circa 20 minuti. Spolverate poi con zucchero a velo.
E' molto più facile se guardate il procedimento (la foto è presa dal blog di Carmen):

05 febbraio 2008

Che fine ha fatto la sfogliatella?

Eh lo so, ogni tanto l'erogazione di informazioni sui miei esperimenti termina misteriosamente; sono evidenti i tentativi di insabbiamento di siffatte mostruosità, ma spesso c'è qualcuno che se lo ricorda e non me la fa passare liscia!

Che fine hanno fatto le mie sfogliatelle? Beh, sono allegramente finite nel pancino mio e di mamma (7-8 nel mio, 4-5 nel suo) in quanto ottime, ma non esenti purtroppo da incidenti di percorso.

Innanzitutto, ho seguito le ricette di Carmen postate sul blog Swan Cake (uno e due), fatte le debite sostituzioni. La più eclatante riguardava l'ingrediente per spennellare la sfoglia: probabilmente neanche da onnivora avrei usato la sugna, quindi ho provato con il burro di soia. Il risultato è stato buono, solo che alla fine è riuscito un po' salato...
Va beh, lasciamo stare per ora gli ingredienti, devo rifare tutto e perfezionarmi; per oggi vi spiego cosa è andato storto.

Mi sono massacrata per impastare la sfoglia, resistendo per ben venti minuti (il mio record personale, credo) a lavorare instancabilmente quel composto durissimo...
Ho eseguito delle acrobazie mai viste per stenderla, tutta sola, passandola nella macchina della pasta, dalla tacca 7 alla numero 1 (nelle tacche intermedie l'ho dovuta anche passare per due volte). Alla fine la sfoglia era più lunga del tavolo e devo aver utilizzato il terzo braccio estendibile per reggerla contemporaneamente alla fine del tavolo, davanti alla macchina per la pasta (uscita) e dietro la macchina suddetta (entrata). Anzi no, mi sa che le braccia erano quattro: la mano che girava la manovella dove la mettete?
La prossima volta schiavizzo mamma come manodopera, è sicuro.

Miracolosamente la pasta è diventata quasi trasparente e non si è bucata e tutto procedeva alla perfezione, se non che quando l'ho estratta, arrotolata, fuori dal frigo, si era appiccicata tutta diventando quasi un monoblocco.
Mi sa che l'ho lasciata in frigo per troppo tempo... più di mezza giornata... insomma, tagliando il rotolo a fette si vedevano ancora le strisce sovrapposte, ma alcune si erano proprio appiccicate. Sono riuscita ugualmente a farle scorrere, formando tante conchiglie, ma sono venute molto corte e troppo spesse.
Poi ho anche dimenticato di mettere la carta da forno, così sotto si stavano bruciando mentre sopra non erano ancora dorate; e la sfoglia era stranamente salata, ma nell'impasto di sale ce n'era un pizzico, quindi devo dedurne che il burro di soia fosse salato, anche se non mi sembrava proprio.

Per essere la prima volta, poteva andare peggio!

PS: scusate, ho scritto in una lingua che corrisponde all'italiano piuttosto vagamente, ma sono molto stanca!

11 febbraio 2007

Chiacchiere

L'anno scorso, quando frequentavo un altro forum che ho poi abbandonato, si scatenò la caccia alle ricette veganizzate di dolci di carnevale. Non riuscimmo a trovarne neanche l'ombra, ma appena entrati in quaresima le ricette iniziarono a fioccare...
Ebbene, sono andata a recuperarle e mi sono data alla produzione industriale di chiacchiere, forse il dolce più popolare del periodo nella mia zona!

Ingredienti: 350 g di farina, 80 g di zucchero di canna, 40 g di margarina, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 2-3 cucchiai di brandy, 1/2 cucchiaino di lievito vanigliato in polvere, un pizzico di sale, zucchero a velo per spolverizzare.
Mescolate farina, zucchero, margarina ammorbidita, olio, sale, lievito in polvere e, a piacere, una grattatina di scorza di limone oppure un pizzico di cannella o vanillina.
Aggiungete il brandy (o grappa, o cognac, o vino bianco secco con non meno di 11 gradi) fino ad ottenere un impasto che si stenda a fatica; impastate bene, formate una palla e lasciate riposare in frigo per un'ora. Stendete la pasta il più sottile possibile (io ho usato la macchina per la pasta ). Tagliate con la rotella le chiacchiere, praticate un taglio al centro e friggete in olio bollente finché prendono colore. Asciugatele con carta assorbente e spolverizzare con zucchero a velo.

Ho provato a cuocere in forno una parte delle chiacchiere, ma sono rimaste troppo croccanti, quasi secche... meglio friggerle! Quelle fritte erano squisite (mio padre le ha divorate - tutte - in 10 minuti).
Ne ho preparate altre usando il rum, aggiungendo buccia di limone, cannella e vanillina, e friggendole tutte, ed erano ancora più buone...



Conosco altre tre ricette di chiacchiere vegan; ve le riporto, scegliete quella che vi ispira di più!

1) Credo che questa sia stata postata a suo tempo da Verdesperanza.

Ho provato con 300 gr di farina, 50 gr. margarina, 100 di zucchero di canna, scorza grattugiata limone, un po' di latte di soia e mezzo bicchiere di succo di arancia.
Ho sciolto la margarina, e l'ho mescolata con le fruste allo zucchero e un goccio di latte, finchè è diventata una spuma. In una ciotola ho mescolato la farina, la scorza di limone , il succo di arancia, un pizzico di sale e una bustina di vanillina, ho versato la margarina, e ho impastato tutto, ho riaggiunto un po' di farina perchè era troppo molle. Fatto una palla e lasciata riposare una mezz'ora avvolta nella pellicola in frigo. Il sapore dell'impasto è buono. Ho steso la pasta, anche se non sono riuscita a farla molto fine... l'ho tagliata con la rotella a strisce e le ho fritte. Non sono gonfiate, però erano buone. Forse basterebbe aggiungere un cucchiaino di lievito all'impasto e riuscire a stendere la pasta il più sottile possibile. Qualche striscia l'ho messa in forno ma sono rimaste troppo secche.

2) Lavorare 100 gr di zucchero con 50 gr di margarina sciolta a bagnomaria, 50 gr di latte di soia, 1 pizzico di sale, vaniglia e 50 gr di grappa. Mescolare bene; incorporare 450 gr di farina e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e elastico. Trasferire la pasta sul piano di lavoro e continuare a lavorare finché non si formeranno delle bollicine. Stendere la sfoglia sottile e con l'apposita rondella ritagliare le losanghe, friggerle in abbondante olio e asciugare su carta assorbente; servire con zucchero a velo.

3) 750 gr di farina, 150 gr di zucchero più lo zucchero necessario per la copertura, 90 gr di margarina vegetale, un bicchiere e un quarto di latte di soia, mezzo bicchierino di sambuca, una bustina di vanillina, un pizzico di sale, olio per friggere.
Disporre la farina a fontana con al centro lo zucchero, il pizzico di sale, la vanillina, la margarina fatta precedentemente sciogliere e lo zucchero. Mescolare ed inserire gradatamente aiutandosi con una forchetta la farina che pian, piano verrà richiamata dai latte. Quando l’impasto comincia ad amalgamarsi, iniziare ad impastare con le mani. Se l’impasto risultasse troppo duro aggiungere altro latte di soia. Lavorare finché non si ottiene un impasto omogeneo ed elastico. Stendere la pasta sul piano di lavoro infarinato aiutandosi con un matterello, anch’esso infarinato. Stendere la sfoglia sottile e ricavare dei rombi o dei rettangoli non troppo grandi. Friggere finché non saranno dorati o, comunque, fino al grado di cottura desiderato. Cospargere le frappe di zucchero non appena tolte dal fuoco.

23 dicembre 2006

Struffoli

Manca la fotografia perché i miei struffoletti belli stanno riposando su un vassoio, in cucina, in attesa di essere dorati nell'olio bollente.
Avevo bisogno di riposarmi anch'io! Il problema di questi dolci è che serve una quantità di tempo infinita per prepararli: non ci vuole molto a impastare la pasta, ma per tagliarla a bastoncini e poi a palline SI'. Decisamente stancante ma ne vale la pena.

Ingredienti: 500g di farina, 150g di zucchero, 25g di margarina vegetale non idrogenata, un pizzico di lievito per dolci, la buccia di un limone grattugiata, un bicchierino di liquore all'anice, 2 cucchiai di amido di mais, un pizzico di sale, acqua tiepida q.b. e curcuma o zafferano per dare colore.
Mescolate bene farina, zucchero, lievito, maizena, buccia di limone, sale e margarina a fiocchetti. Aggiungete il liquore e due cucchiai d'acqua tiepida in cui sia stato disciolto lo zafferano o la curcuma (un cucchiaio raso).
I dolci "anemici" e pallidini non sono molto belli da vedere, e in particolare gli struffoli non sembrano struffoli se restano candidi come la neve. Il sapore delle spezie, comunque, non si sente, ma non esagerate!
Amalgamate gli ingredienti e formate un impasto omogeneo e morbido, aggiungendo altra acqua se necessario. Fatelo rotolare col palmo della mano sul piano di lavoro infarinato, e formate dei rotolini sottili (lavorate la pasta dividendola in più pezzi). Con un coltello, tagliate i rotolini a pezzetti di grandezza compresa tra 1 cm e 1/2 cm; con le mani infarinate lavorateli per formare delle palline e disponetele su un vassoio leggermente infarinato. Quando avrete esaurito la pasta, potrete dedicarvi al meeeeeeraviglioso compito di friggere gli struffoli in olio caldissimo . Devono risultare dorati (un po' difficile capire quando sono "dorati", dal momento che dentro non c'è uovo! Usate la fantasia ).
Sgocciolateli su carta assorbente per togliere l'olio, disponeteli in un recipiente adeguato, inondateli di malto (il più dolce possibile, io uso quello di riso) e guarnite con diavolini, confettini ed eventualmente frutta candita a pezzetti!

EDIT: Ho inserito la fotografia. Preciso, per chi non lo sapesse, che i diavolini sono dei confettini utilizzati per decorare i dolci. Sono composti di amido e coloranti, quindi nutrizionalmente "inutili", e non danno molto sapore, però sono belli da vedere e se non ce li mettete anche i vostri struffoli sembreranno tristi.

20 dicembre 2006

Pullece e' monaco

Adoro questi dolcetti, li ho sempre adorati.
Ne mangerei a chili, ma sono iper calorici e costano un occhio della testa, quindi non me lo posso permettere... Quest'anno ho deciso che li avrei preparati io e mi sono messa in cerca della ricetta, ma ho avuto qualche difficoltà.
Pensavo fossero dolci tipici di Napoli e li ho cercati col nome a essi attribuito qui a Castellammare: pullece e' monaco. Ebbene, non c'è alcuna traccia di nulla di simile in tutto il web. Pullece e' monaco in italiano suonerebbe come "pulci del monaco", e ovviamente anche così nessuna traccia. Mi viene il dubbio che queste meraviglie siano un prodotto puramente locale, o soltanto che qui (Imma direbbe "nel Burundi"), abbiamo dato loro un nome strano per complicarci la vita.

E va beh, niente ricetta, poco male. In fin dei conti e pullece e' monaco sembrano una via di mezzo tra un roccocò e un mostacciolo. Così ho ibridato le due preparazioni ottenendo qualcosa di simile all'originale e moooolto soddisfacente.

Ingredienti: 1 kg di farina, 400 g di zucchero di canna, 5 g di lievito per dolci, 2 bustine di vanillina, abbondante pisto (una miscela di spezie; se non lo trovate già pronto mescolate 5 g di pepe bianco, 15 g di noce moscata, 15 g di cannella, 5 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 300 g di mandorle tritate, 200 g di nocciole tostate e tritate, 100 g di cacao amaro in polvere, 250 g di cioccolato fondente, una tazza circa di latte di soia.
Mescolate farina, zucchero, cacao, lievito e spezie; unite la frutta secca tritata. Aggiungete acqua tiepida poco a poco e lavorate a lungo la pasta, amalgamando il tutto. Infarinandovi le mani, staccate dei pezzi di pasta e formate delle palline delle dimensioni di una noce, schiacciandole leggermente. Infornatele sulla placca del forno finché risulteranno croccanti (nel mio caso, 20 minuti a 170° e poi altri 30 minuti al minimo - 120°).
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, aggiungete zucchero o malto e diluitelo versando poco latte di soia. Spennellate la crema ottenuta sui dolcetti, prima che solidifichi cospargete di diavolini e quando sono asciutti ripetete l'operazione sull'altro lato dei dolci.

I diavolini sono piccoli confetti che servono a decorare i dolci e sono sostanzialmente composti di amido e coloranti. Dal punto di vista nutrizionale sono abbastanza inutili e non danno nemmeno molto sapore, però sono belli da vedere e se non ce li mettete i vostri pullece e' monaco sembreranno estremamente tristi.


PS: news dell'ultima ora, Laura mi informa che il nome italiano di questi dolci dovrebbe essere tatù, pare siano di origine siciliana...? Se li riconoscete in fotografia, avanti, ditemi come li chiamate, fatemi uscire da questa beata ignoranza!

13 dicembre 2006

Roccocò

I roccocò, insieme ai mostaccioli, sono i tipici dolci natalizi napoletani. Pare che siano ottimi bagnati nello spumante, o nel vino bianco... chiedete conferma a pleiadi, io sono astemia!
Vi do gli ingredienti nelle dosi originali, nel caso vi sembri troppo non diminuiteli di molto; vengono piuttosto grossi, con queste dosi dovreste ottenere una ventina di pezzi.

Ingredienti: 1 kg di farina, 400 g di zucchero di canna, 5 g di ammoniaca per dolci, 2 bustine di vanillina, pisto (una miscela di spezie; se non lo trovate già pronto mescolate 5 g di pepe bianco, 15 g di noce moscata, 15 g di cannella, 5 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 300 g di mandorle, 200 g di nocciole tostate.
Mescolate bene farina, zucchero, ammoniaca e spezie; unite la frutta secca spezzettata grossolanamente. Aggiungete acqua tiepida poco a poco e lavorate a lungo il composto, deve risultare omogeneo. Sul tavolo infarinato formate dei salsicciotti larghi circa 2 cm e lunghi 8 cm; formate dei cerchi, premendo bene le estremità l'una sull'altra, e schiacciateli leggermente. Ungete una teglia da forno, poggiatevi i roccocò, distanziati; infornate alla temperatura minima per circa 20 minuti.

11 dicembre 2006

Mostaccioli

I mostaccioli rientrano nella categoria dei dolci natalizi tipici della mia città e, in generale, del napoletano. Ho trovato la ricetta in rete e non l'ho veganizzata io, sarà per questo che il risultato è stato eccellente? Bello sapere che ogni tanto ne imbrocco una nonostante il forno.

Vi propongo la ricetta nelle dosi originali, ma vi consiglio di dimezzarle o ridurle di un terzo, fate voi.
Ingredienti: 1 kg di farina, 800 g di zucchero di canna, 5 g di ammoniaca per dolci (io non l'avevo e ho usato il lievito vanigliato con buoni risultati), 2 bustine di vanillina, 1 bustina di pisto (una miscela di spezie dall'aroma inconfondibile; se non lo trovate mescolate 5 g di pepe bianco, 15 g di noce moscata, 15 g di cannella, 5 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 100 g di cacao amaro in polvere, 250 g di cioccolato fondente, una tazza circa di latte di soia.
Mescolate la farina, lo zucchero, le spezie, l'ammoniaca, il cacao e la vanillina. Aggiungete acqua tiepida e lavorate fino a ottenere una pasta morbida ed omogenea. Stendetela col mattarello fino allo spessore di circa 1/2 cm; tagliate la pasta a losanghe. Infornate a 160°C per venti minuti in una teglia rivestita di carta da forno.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, diluitelo versando poco a poco del latte di soia, e mescolando accuratamente, fino ad ottenere una crema spalmabile. Spennellatela sui mostaccioli, lasciate solidificare e poi spennellatela sulla parte posteriore. Utilizzate una grata per far cadere il cioccolato in eccesso; lasciate asciugare.
Ovviamente non dovete lasciare zone scoperte... questi nella foto non sono "finiti", vanno ricoperti di cioccolato OVUNQUE! Se utilizzate un cioccolato molto amaro, scioglietevi dentro dello zucchero a velo per dolcificarlo un po'.

13 aprile 2006

Pastiera vegan

Da brava partenopea, non potevo non inserire la ricetta della pastiera in versione vegan.

L'ho preparata questa sera, vi consiglio di provarla al massimo domani, dal momento che dovrebbe riposare qualche giorno prima di essere consumata.

Ingredienti per un ruoto piccolo (circa 18 cm di diametro): 250g di farina manitoba, 110g di margarina non idrogenata, 50g di zucchero integrale di canna, 1 scorza di limone, 1 cucchiaio di lievito per dolci, zafferano, un pizzico di sale. Ripieno: 100g di ricotta di tofu*, 200 g di grano precotto per pastiera, 50 g di zucchero integrale di canna, canditi (tipo cedro), la scorza di 1/2 limone grattuggiata, latte di soia, acqua di fiori d'arancio, un cucchiaino di margarina non idrogenata.
Preparazione. Impastate farina, margarina (a temperatura ambiente), zucchero, lievito, scorza di limone, sale e una bustina di zafferano sciolta in un dito d'acqua, formando una palla liscia e morbida. Preparate il ripieno: mescolate in una pentola la ricotta, il grano, i canditi, la scorza di limone, lo zucchero, il latte di soia e la margarina, e riscaldateli per qualche minuto, fino ad ottenere un composto cremoso. Spegnete e versate l'acqua di fiori d'arancio. Stendete i 3/4 della pasta in un ruoto, versatevi il ripieno, e disponetevi sopra le striscette ottenute dalla rimanente pasta. Infornate per 30 minuti a 200°C .

*La ricotta di tofu si può preparare anche a partire dal latte di soia. Il risultato è garantito con latte Alpro naturale. Fatelo bollire, e versate il succo filtrato di mezzo limone. Con un cucchiaio, raccogliete in un colino i piccolo fiocchi coagulati che vengono a galla, schiacciandoli per far colare il liquido. Infine sciacquate per togliere il sapore di limone.

Lo zafferano serve a dare colore ai dolci vegan... qualsiasi torta o biscotto che tradizionalmente contiene uova sembra incredibilmente anemico, preparato senza di esse... Lo zafferano è un palliativo, inodore e insapore, che ovvia benissimo a questo inconveniente.