19 marzo 2009

Mangia che ti passa!

E' l'ultima good news di Report... e vale la pena darle un'occhiata. Dura solo 10 minuti!

18 marzo 2009

Situazione dei randagi a Scicli e Marina diModica

Sulla vicenda dei randagi in Sicilia (a Scicli e Marina di Modica) che hanno aggredito e ucciso un bambino, ferito un altro bambino e una turista, abbiamo seguito la vicenda attraverso i comunicati stampa di varie associazioni, del Ministero della Salute e dalle testimonianze dei volontari del posto.

La situazione e' purtroppo tragica, per le vittime umane e per i tanti cani ora in pericolo di vita.

Va detta una cosa, prima di tutto: se sono stati alcuni cani randagi a uccidere fisicamente il bambino, i veri colpevoli e assassini del bambino sono tutti quelli che abbandonano i cani, tutti i funzionari delle istituzioni che non aiutano in alcun modo i volontari a occuparsi dei cani, a sterilizzari, e che non fanno il loro dovere.
Sono colpevoli, anche se a volte in modo inconsapevole, ma colpevoli lo stesso, anche tutti coloro che non sterilizzano i propri animali, che fanno fare loro dei cuccioli quando ci sono decine di migliaia di cani che hanno bisogno di essere adottati, e tutti coloro che comprano animali in negozi o allevamenti anziche' adottare un animale abbandoato.

Tutte queste persone sono colpevoli, con vari gradi di gravita', della morte di quel bambino e del ferimento di altre persone.

"La gente", pero', ora vuole solo sterminare tutti i cani che vede, e la situazione per tutti i cani della Sicilia e' davvero pericolosa.

Secondo i vari comunicati e testimonianze ricevuti, inizialmente e' stato ordinato alle forze dell'ordine di sparare sui cani, cosa assolutamente illegale. In seguito a questo, sono morti da 2 a 5 cani.
Poi e' arrivato l'ordine di non sparare ai cani, dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e di catturare i cani eventualmente con il sonnifero.

Se da un punto di vista "legale" sui cani non incombe piu' la pena di morte, la situazione rimane grave perche' molte persone vogliono fare piazza pulita in modo illegale, contro ogni cane che vedono: ci sono decine di cacciatori che non vedono l'ora di sparare ai cani sentendosi pure dalla parte della ragione, e molte altre persone che stanno comprando veleno per sterminare i cani con polpette avvelenate.

I volontari del luogo stanno cercando di fare quello che possono per difendere i cani, catturare loro stessi quanti piu' randagi possibile per salvarli, ma non possono certo fare piu' di tanto.

Varie associazioni hanno annunciato cause legali contro i Comuni interessati, Provincia, Regione, ecc.

Nei prossimi giorni ci sara' un incontro tra il sottosegretario Martini e l'assessore alla Sanità Regione Sicilia, che in teoria dovrebbero discutere di come approntare un piano di sterilizzazioni e di ricovero dei cani in rifugi, adozioni, ecc.

Per offerte di aiuto (aiuto sul posto, ricovero dei cani in posti sicuri in attesa di adozione, ecc.), la volontaria sul posto che sta seguendo piu' da vicino la situazione e' Valentina, per favore scrivete solo per offrire aiuto concreto, non per avere informazioni, che potete leggere dai vari siti e mailing list. L'email e': valentina.raffa@gmail.com

Infine, altre piccole cose che possiamo fare per far sentire la nostra voce:

- Alcuni sondaggi on-line, che contano poco ma almeno non facciamo "vincere" l'opinione di chi vuole sterminare i cani:
http://sondaggi.quotidianonet.ilsole24ore.com/?sondaggio=1917
http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=1256#

- Una petizione on-line:
http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli

- Indirizzi email delle istituzioni locali a cui scrivere per fermare le stragi:


licitravetgiuseppe@tin.it, agostino.fera@giustizia.it,
procura.ragusa@giustizia.it, prefettura.ragusa@interno.it,
info@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.modica.rg.it,
marco.sammito@comune.modica.rg.it, sindaco@comune.scicli.rg.it,
assessore.sanita@regione.sicilia.it, uffgab.rg@poliziadistato.it

oppure, col ";" come separatore:


licitravetgiuseppe@tin.it; agostino.fera@giustizia.it;
procura.ragusa@giustizia.it; prefettura.ragusa@interno.it;
info@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.modica.rg.it;
marco.sammito@comune.modica.rg.it; sindaco@comune.scicli.rg.it;
assessore.sanita@regione.sicilia.it; uffgab.rg@poliziadistato.it


Messaggio-tipo:

-------------------
Egregi signori,

la colpa della morte del bambino ucciso da alcuni cani randagi e il ferimento di altre persone e' solo colpa delle istituzioni che non hanno fatto il loro dovere.
Iniziate almeno a farlo ora, occupandovi seriamente del problema, e bloccate in ogni modo tutti coloro che intendono sterminare i cani a fucilate o col veleno: oltre a non risolvere nulla, questo e' un reato, e le istituzioni hanno il dovere di impedire questa barbarie.

Distinti saluti,
... nome cognome ...

---------------------


Grazie a tutti.

AgireOra Network

13 marzo 2009

Autoproduzione del tofu (con Sojafit)

Nella giornata di Laboratorio in casa della Sana Gola, Ramona ci ha mostrato la tecnica di preparazione del tofu, utilizzando la macchina per il latte di soia (la VeganStar nello specifico) per sveltire il procedimento.

Innanzitutto, devo dire che sono rimasta colpita dal design della nuova VeganStar, è veramente piccola, compatta ed elegante... anche se, per quello che costa, e considerando che le funzioni sono più o meno identiche per tutti i tipi di Soy Milk Maker, sono contentissima della mia Sojafit.

In secondo luogo, ammetto che l'idea di utilizzare la Sojafit per preparare il tofu fa risparmiare tempo e fatica, oltre a consentirvi di arrivare al prodotto finito lasciando la cucina in condizioni abbastanza dignitose: non so voi, ma a preparare il latte di soia a mano, sporco tantissimo e mi stanco molto.

Terzo punto: non ho notato abissali differenze tra il procedimento che uso abitualmente per fare il tofu e quello di Ramona, ma ho imparato qualcosa di nuovo.

1) La temperatura alla quale si fa cagliare il tofu ne determina la consistenza.
Se si versa il caglio quando il latte si trova a circa 80°, esso rimarrà più morbido; a temperature più alte, caglierà in fretta e diverrà più compatto. Provare per credere!

2) Specialmente quando si utilizza una Soy milk maker, è importante strizzare l'okara per spremerne la maggior quantità possibile di grassi. La sojafit ha il pregio di macinare finemente il fagiolo di soia, ma il filtro a buchi piccoli trattiene molta della "sostanza" dei fagioli stessi.
Armatevi di guanti di gomma, di un fazzoletto di stoffa e strizzate bene l'okara sul latte, prima di cagliarlo.

3) Con una fuscella è tutto più facile. L'ideale sarebbe averne due, di identiche dimensioni; dopo aver "scolato" il tofu, la seconda si infila nella prima e poi vi si poggia un peso: incastrandosi alla perfezione, tengono in pressione il tofu a meraviglia.
Il massimo è usare la pressa per il tofu, magari fatta in casa, perché a differenza della maggior parte delle fuscelle è quadrata e permette, poi, di tagliare il tofu a pezzi più regolari.

Per il resto, il procedimento è semplice: si prepara il latte di soia con la macchina, si strizza l'okara e poi si mette il latte sul fuoco. Potete utilizzare il "termometro" della Sojafit per verificare la temperatura; se è scesa troppo tenete il latte sul fuoco per qualche minuto, prima di versare il cloruro (come dicevo sopra, deve arrivare ad almeno 80° prima di procedere).
La dose di cloruro di magnesio non è precisissima, di solito ne metto 1 cucchiaino sciolto in poco latte caldo, e se vedo che non caglia ne aggiungo altro.
Versatelo piano nell'acqua mescolando molto lentamente; a poco a poco si formeranno i fiocchi di tofu: raccoglieteli con una schiumarola o un colino, metteteli nella fuscella (potete aggiungere un pizzico di sale o erbe aromatiche a piacere) e poi coprite con l'altra fuscella e con un peso, da tenere per almeno 1/2 ora.

Con circa 80-100 g di semi di soia si ottengono da 1 litro a 1 litro e 1/2 di latte; e da questi, circa 150-200 g di soia (più una montagna di okara).

Prossimamente vorrei provare col nigari che vendono al naturasì. Si può far cagliare il latte con succo di limone, ma non è esattamente la stessa cosa: i fiocchi restano separati, anche schiacciandoli bene, e il risultato finale è più simile alla ricotta.

Il tofu si conserva in frigorifero per una settimana, immerso completamente in acqua fresca, da cambiare tutti i giorni. Si può anche congelare.
E il sapore di quello fatto in casa è molto diverso da quello della maggior parte delle marche in vendita: non dico che si possa mangiarlo al naturale, ma quasi. E' assolutamente da provare!

12 marzo 2009

Tempeh semplice

Ieri sera avevo una voglia incredibile di tempeh; una voglia così intensa, ma così intensa, che ho iniziato a mangiarlo appena uscito dalla confezione. Non mi è sembrato il caso, quindi, di imbarcarmi in ricette particolarmente lunghe e complesse; ma non volendolo mangiare "crudo", ho deciso di prolungare la precottura, e arricchire il liquido di cottura con degli aromi, in modo tale che il tempeh riuscisse gustoso e fosse completamente cotto in breve tempo.

Ingredienti per 4: 300 g di tempeh, 4 cucchiaini di acidulato di umeboshi, 4 cucchiaini di acidulato di riso, 4 cucchiaini di shoyu, 1 cucchiaio di foglie di salvia tritate, 1 cucchiaio di aghi di rosmarino tritati, 1 foglia di alloro, 1 cucchiaino di succo di zenzero fresco, acqua q.b.

Tagliate il tempeh in dadi di circa 5 mm o 1 cm di lato. Mettetelo in una casseruola con l'acidulato di riso, l'acidulato di umeboshi, la salsa di soia, il succo di zenzero, le erbe aromatiche; aggiungete acqua sufficiente a coprire il tutto e portate a bollore. Fate cuocere, su fiamma dolce e a pentola scoperta, fino alla completa evaporazione del liquido; servitelo accompagnato da verdure a piacere, cotte o scottate.

Come vi dicevo l'ultima volta che abbiamo parlato di tempeh, questo ingrediente mi piace moltissimo; l'ho apprezzato, quindi, cucinato praticamente al naturale. Potete aromatizzarlo con le erbe che preferite.
Se una ricetta così semplice non vi convince tanto, abbiate pazienza: non appena metterò le mani su un'altra confezione, cosa che spero accada presto, preparerò qualcosa di più elaborato.

04 marzo 2009

Cotoletta di seitan croccante

Ricetta su richiesta di MuRos... spero che questa volta ti riesca bene!

Ingredienti per 2 persone: 4 fette di seitan non troppo spesse, 2 cucchiai pieni di farina Manitoba + 3 cucchiai di acqua + 1 cucchiaio di succo di limone, 2 pizzichi di sale, 1 pizzico di pepe, 1 fetta biscottata + 1 cucchiaio colmo di farina di mais (anche per polenta) + 1 cucchiaio raso di farina di frumento, olio di semi di arachide.

Mescolate farina Manitoba, acqua, succo di limone, il pepe e 1 pizzico di sale fino ad ottenere una pastella liscia e consistente. Lasciatela riposare in frigorifero per 1 ora.
Rompete la fetta biscottata e pestatela in un mortaio fino a ridurla in briciole; aggiungete la farina di mais e di frumento, 1 pizzico di sale e mescolate bene.
Riscaldate l'olio in una padella; nel frattempo asciugate bene le fette di seitan, passatele nella panatura di fetta biscottata e farina, poi nella pastella, sgocciolando bene dagli eccessi, poi di nuovo nella panatura, e friggete finché prende colore e diventa croccante.

Era davvero deliziosa, purtroppo non ho avuto il tempo per fare la fotografia; potete vederne una molto vecchia qui, ma la cotoletta mi è piaciuta così tanto che penso di rifarla stasera, e in quel caso allestirò il mio set fotografico...

Ps: l'avete letto, vero, il mio post precedente?

02 marzo 2009

Vegan Gourmet

Come tutti voi saprete, è dal mese di Marzo del 2006 che gestisco questo blog, il cui argomento principale è la cucina vegan.

Essendo diventata vegan da giovanissima (non ero ancora diciassettenne), e non avendo una mamma molto brava tra i fornelli, mi sono sentita a lungo priva di maestri e ispiratori per le mie ricette. Viste le proposte del mercato, non compravo tante riviste di cucina né guardavo programmi televisivi sull'argomento: mi sembravano uno spreco di soldi e tempo; perciò internet è sempre stato la mia fonte primaria di informazioni.
Questo blog nacque come mia personale "lavagna degli appunti"; volevo che fosse un posto dove ricevere idee e suggerimenti sulla cucina vegan; col tempo, tuttavia, la mia curiosità mi spinse in prima fila nell'esplorazione di questo mondo.

So che molti di voi mi ritengono ormai una preziosa consigliera, la creativa ispiratrice di piatti squisiti; ma sono anch'io alla ricerca di maestri.
Cerco sempre di trarre degli insegnamenti da qualsiasi fonte, soprattutto confrontandomi con altre persone e con realtà diverse dalla mia; adesso, sento un forte bisogno di trovare un luogo costruttivo in cui imparare, e poter avere uno scambio paritario di informazioni sulla cucina vegana.

Purtroppo in molti siti, forum e blog di cucina il veganismo è completamente sconosciuto: non solo non vi è spazio per la cucina vegan, ma molto spesso in questi luoghi mancano anche la tolleranza e il rispetto per chi ha compiuto scelte di vita compassionevoli, ed è impossibile instaurare un sereno dialogo sull'argomento (anche se, a mio avviso, la colpa di questa difficoltà ricade spesso su entrambe le parti).

Per quanto mi risulta, non esiste ad oggi in Italia un forum dedicato esclusivamente (o quasi esclusivamente) alla cucina vegana in tutte le sue varianti e sfaccettature. Molti di essi, pur trattando l'argomento, sono un po' sacrificati, da una parte a favore dell'informazione nutrizionale o etica, dall'altra a causa della loro stessa struttura, che raggruppa in un'unica sezione tutte le ricette (indipendentemente dalla portata o dalla tipologia) e tutti gli argomenti.

Per colmare questo vuoto, e con l'ambizione di diventare, col tempo, "la prova del cuoco" dei vegani, ramificandosi sempre più in nuove e più specifiche sezioni, ho creato un forum, VeganGourmet.

Su Vegan Gourmet si cucina senza derivati animali, ma non è un posto per soli vegan, dove nasconderci e ghettizzarci: non è una setta basata sulla "purezza" degli adepti; vuole essere uno spazio ibrido, che raggruppi buongustai onnivori, vegetariani e vegani legati da una genuina passione per la cucina, e desiderosi di scambiarsi consigli in un ambiente piacevole, dall'atmosfera rilassata. Se siete interessati a sperimentazioni a tutto tondo su questo tipo di cucina, Vegan Gourmet è il posto che fa per voi.

Buoni motivi per iscriversi a Vegan Gourmet:
* Vi troverete ricette di tutti i tipi e per tutti i gusti, e soprattutto il desiderio di sperimentare, creando piatti nuovi, con spirito di collaborazione.
* Le vostre scelte "alimentari" (per quanto siano anche scelte etiche di portata non trascurabile) non vi renderanno oggetto di pregiudizi, né in un senso, né nell'altro.
* Se siete attirati dal veganismo, ma siete rimasti scottati da vegani intransigenti, troverete un ambiente cordiale dove cambiare idea.
* Se siete vegani che non si identificano esclusivamente in questa scelta di vita, qui troverete vostri simili.
* Se siete buone forchette... vi verrà l'acquolina in bocca!

Buoni motivi per non iscriversi a Vegan Gourmet:
* C'è poco spazio per discutere di etica o di nutrizione: vi sono molti altri forum per questo!
* Non è un forum per soli vegan e non vi troverete soltanto vegan; se la cosa vi disturba, forse è meglio iscriversi altrove. Se pensate di iscrivervi per criticare, provocare, sbeffeggiare i vegan presenti, avete sbagliato forum!
* Nelle vesti di moderatrice suprema sono insopportabile: sono fissata per l'ordine, per l'educazione e per l'uso preventivo del search, motivo per cui Vegan Gourmet ha un regolamento di 1700 parole. La maggior parte delle regole è dettata dal semplice buon senso, ma se non vi piace seguire le regole - neppure quelle dettate dal buon senso - non andremo molto d'accordo.
* Su Vegan Gourmet non troverete tutte le risposte. Non è un forum dal quale prendere senza dare nulla in cambio. Vegan Gourmet lo faremo insieme, e c'è bisogno della collaborazione attiva di tutti perché cresca... Se tutti ci limitassimo a leggere senza scrivere nulla, ben presto non ci sarebbe più niente di nuovo da leggere!
* Per adesso il forum ha pochi contenuti; ma l'obiettivo è la qualità, non la quantità. Questo significa che probabilmente crescerà lentamente, col tempo; se non avete pazienza, forse il progetto non fa per voi.

Detto questo, spero di aver dissuaso efficacemente i deboli di cuore e che, invece, le persone giuste apprezzeranno i miei intenti, decidendo di raggiungermi cliccando qui.
In questo caso, buona permanenza!

01 marzo 2009

Tempeh saltato

Il tempeh è una novità introdotta nella mia vita dalla Sana gola. Mentre il sapore non troppo forte del seitan, e la sua consistenza particolare, lo rendono utilizzabile in svariate ricette adatte a tutti i palati, il tempeh ha un sapore deciso che, a quanto pare, non piace sempre. Lo si ama o lo si odia, mi dicono; io l'ho amato al primo assaggio e non vedo come possa non essere apprezzato!
Nico mi darebbe ragione, mentre Daniela è la dimostrazione lampante di come perfino chi ha il palato allenato ai sapori forti ed esotici può non gradire questo prodotto, dato che il tempeh non lo sopporta.

Si tratta di un alimento ottenuto dalla fermentazione dei semi di soia; Ramona ci ha insegnato a prepararlo in casa ma, essendo un processo piuttosto delicato, per cimentarmi aspetterò di avere l'attrezzatura necessaria al sicuro successo.
Quando acquistate il tempeh, fate attenzione al colore del panetto: deve essere bianco e non giallo, altrimenti non è di buona qualità; quello della Sun soy food e della Conbio sono di buona qualità e saporiti.

Questa ricetta permette di apprezzare in pieno il sapore del tempeh. La precottura è un passaggio importante della preparazione: potete saltarla e friggerlo direttamente, ma non è la stessa cosa. So che gli acidulati di riso e umeboshi costano un po' e non sono reperibili con troppa facilità (come sempre, cercateli in erboristerie, negozi di prodotti naturali eccetera), ma cambiano veramente il sapore del piatto e, dato che si usano in molte ricette interessanti, vale la pena comprare una boccetta piccola di entrambi.
L'olio di sesamo ha odore e sapore intensi; perfino eccessivamente intensi, se usato da solo, per questo l'ho "tagliato" con olio di oliva, ma potete mescolarlo con quello di arachidi, se preferite. SE non l'avete, usate olio di arachidi o di oliva.

Ingredienti per 4: 300 g di tempeh, 40 ml di acidulato di umeboshi, 40 ml di acidulato di riso, 200 ml d'acqua, 4 foglie di salvia, 2 foglie di alloro, olio extravergine d'oliva e olio di sesamo.

Tagliate il tempeh in fette sottili ma non troppo (circa 5 mm, se le fate più sottili potrebbero rompersi), mettetelo in una casseruola con l'acidulato di riso e di umeboshi, l'acqua e le erbe, e lasciate bollire a pentola scoperta, fino a evaporazione del liquido.
Asciugare le fette di tempeh, mescolate pari quantità di olio di sesamo e oliva, riscaldate in padella e friggetevi il tempeh su entrambi i lati, finché risulterà molto colorito. Sgocciolatelo e servitelo caldo, ma non bollente.

Questo è l'aspetto di un panetto di tempeh crudo, tagliato in due; dopo la cottura diventa più o meno così (anche più scuro, se usate molto olio di sesamo).

Buon appetito, e fatemi sapere se rientrate nel gruppo di amanti del tempeh oppure no.