23 giugno 2009

Cous cous ricco

Dopo una lunga assenza, il cous cous torna su questi schermi!

Ho approfittato di un momento di pace e tranquillità (grazie a un viaggio fuori porta dei miei, nel fine settimana) per cimentarmi di nuovo in questa lunga, ma molto soddisfacente, preparazione. Nonostante la tecnica complichi l'esecuzione della ricetta, infatti, resto affezionata alla cottura al vapore del cous cous; ovviamente potete cuocerlo facendolo solo gonfiare in acqua o brodo caldi, ma il sapore e la consistenza finale cambiano.
Io preferisco decisamente la cottura al vapore. Ci vuole più tempo e lavoro, ma così l'intera preparazione del cous cous diventa una sorta di atto terapeutico scacciapensieri.

Vi fornisco la ricetta per 8 persone. Un po' come per la paella, è impossibile preparare un cous cous ricco di ingredienti per pochi commensali; meglio farne tanto e poi invitare gli amici a cena... o mangiarlo per una settimana! Diventa più buono, dopo un po' di riposo.

Ingredienti: 350 g di cous cous (possibilmente integrale), 150 g di seitan tagliato a dadi, 150 g di ceci secchi, 1 grossa cipolla, 2 grossi spicchi d'aglio, 1 patata grande, 4 carote piuttosto sottili, 8 pomodori da sugo, 1 grossa melanzana, 1 peperone, 2 zucchine grandi, 200 g di fagiolini.
Spezie: 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 1/2 cucchiaino di cannella in polvere, 1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere, 1/2 cucchiaino tra pepe e peperoncino in polvere, 1/2 cucchiaino tra curry e coriandolo in polvere.
In più: 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 1 cucchiaio di sale fino, 1 litro d'acqua + 600 ml di acqua, 1 bustina di zafferano.

Il giorno prima, mettete a bagno i ceci secchi in acqua fredda: dovranno restare in ammollo per tutta la notte. Quindi scolateli, e cuoceteli finché saranno teneri (in pentola a pressione dovrebbero bastare 25 minuti).
Lavate e preparate le verdure: tritate sottilmente la cipolla; sbucciate la patata e tagliatela in due o tre pezzi; sbucciate le carote, togliendo le estremità ma lasciandole intere; dividete in due i pomodori; togliete le estremità (ma non la buccia) alla melanzana e alle zucchine: tagliate la prima a pezzettoni, le seconde lasciatele intere. Spuntate le estremità dei fagiolini e dividete il peperone a grosse falde, eliminando i semi e i filamenti interni.

In una pentola alta e capiente riscaldate l'olio su fiamma media; aggiungete il seitan e fatelo soffriggere per 5 minuti finché sarà dorato su tutti i lati. Quindi aggiungete l'aglio intero, la cipolla tritata, il sale e le spezie. Dopo qualche minuto aggiungete tutte le verdure e i ceci.
Nel frattempo riscaldate 1 litro d'acqua e quando è molto calda versatela nella pentola, portandola a bollore (sempre su fiamma media).
Versate il cous cous in un colino o in uno scolapasta; poggiatelo sulla pentola, coprite con un coperchio, disponetevi sopra uno strofinaccio per trattenere il vapore, e lasciate cuocere per 15 minuti.
Dopo 15 minuti, mentre le verdure continuano a cuocere, versate il cous cous in una insalatiera, aggiungetevi 1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva, 1 pizzico di sale e 200 ml di acqua in cui sia stato disciolto 1/3 dello zafferano. Mescolate accuratamente, e rimettete sulla pentola coprendola come prima.
Ripetete la procedura per altre due volte (sempre 15 minuti di cottura al vapore, e poi il procedimento dell'insalatiera).

Terminate facendo cuocere a vapore il cous cous per 15 minuti. Trasferitelo quindi nell'insalatiera (senza aggiungere niente), scolate bene le verdure e tagliatele a pezzettini, e tenete da parte il brodo.
Servite disponendo il cous cous nei piatti, coprendolo con le verdure, i ceci e il seitan, e versandovi un po' di brodo di cottura ben caldo.

Spero che il procedimento sia chiaro!

21 giugno 2009

Oggi è il 21 Giugno...

...io ho recuperato da un vecchio cd una serie di fotografie che non ricordavo neanche di avere, e ho trovato questa chicca. Deve risalire a tre anni fa, quando Tarty aveva un mese o poco più.

Rivedere le sue foto mi ha fatto ricordare quanto fosse audace a dispetto della taglia, piena di energie ma niente affatto inesauribile, dato che come tutti i cuccioli passava mezz'ora a scalmanarsi e molto più tempo a ricaricare le pile dormendo, quanta curiosità riuscisse a mettere nell'esplorazione di un semplice appartamento cittadino, facendolo sembrare persino interessante e stimolante, e soprattutto quanto fosse tenera, dolce e adorabile in ogni circostanza.
Sono passati, appunto, tre anni e dieci giorni da quando Tarty è entrata nella mia vita. Adesso non è più un minuscolo esserino che posso tirar su con una mano: le mani mi servono entrambe e anzi, se non mi aiuto con le braccia neppure riesco a cingerla!
E non è neppure più quella cosetta pelosa prodiga di fusa per ogni minimo tocco umano, adesso bisogna pregarla perché accetti le coccole, perché lei è una feroce cacciatrice e le coccole sono roba da mammolette.

Insomma, la mia fragile e delicata bambina è diventata una pantera di cinque chili e mezzo, che dorme quasi tutto il giorno e vive intensamente di notte, che dà la caccia ai mosconi e poi li mangia vivi, che dà la caccia agli esseri umani e non riuscendo a mangiarseli li assaggia per bene (le mie braccia e gambe lo possono confermare), che tende agguati così ben riusciti da rischiare seriamente di buttarci tutti a terra facendoci fratturare un femore; è capace di fare la gradassa, ringhiando e soffiando e rizzando il pelo con la schiena inarcata, ma è ancor più capace poi di passare alle vie di fatto con i suoi denti aguzzi e gli artigli affilatissimi...

Ecco, insomma, a rivedere quelle foto mi è venuta una certa malinconia, ma anche un po' di orgoglio a pensare di essere riuscita a tirar su un gatto così genuinamente gatto, tutto da sola o quasi. Malinconia, orgoglio e una buona dose di voglia di fare prendere un altro gatto.


Oggi è il 21 Giugno, e sarà una giornata molto lunga... godetevi il sole, e cercate di trascorrerla con una persona speciale!

19 giugno 2009

Blinis

Come promesso, eccovi la ricetta!
Non ce l'ho fatta a postarla ieri, perché sono tornata dall'università con un mal di testa feroce che mi ha accompagnata fino a sera... Oggi ricomincio a studiare per il prossimo esame, ma posso dire di avere avuto una grossa soddisfazione! Dopo quattro anni di università ho finalmente incontrato un docente (una docente, a dir la verità) che si interessa sul serio dei propri studenti, sul piano personale come su quello professionale. Ho ricevuto dei complimenti che mai nessuno mi aveva rivolto, e con un calore umano da togliere il fiato.

Ma perché la cosa mi fa venire le lacrime agli occhi? Perché, qualunque sia la mia scelta di vita, ho sempre la sensazione di aver sbagliato tutto?

Beh, almeno i blinis stavolta sono venuti bene. Un po' bruciacchiati forse, ma sufficientemente tondi e regolari da essere immortalati.

Tutto è cominciato grazie a yari e alle sue chiacchiere sul "caviale" vegan; io, allora, ho rilanciato con quello fai-da-te, e ci ho aggiunto pure la ricetta dei blinis, dato che le due cose sono quasi inscindibili. Provate a cercare una ricetta nella quale questi "pancakes" non si accompagnino a caviale o salmone... è come cercare un ago in un pagliaio!
Insomma, yari non ha più dato notizie di sé sull'argomento, ma so per certo che anche Azabel è stata contagiata... e io li ho mangiati per due giorni di seguito!

Eccovi dunque la mia ricetta, per circa 12 blinis.
Ingredienti : 85 g di farina di grano saraceno*, 75 g di farina 0 oppure 00, 1/2 cucchiaino di sale, 220 ml di latte di soia non aromatizzato tiepido, 1 cucchiaino di malto di riso, 5 g di lievito di birra fresco.
Da aggiungere: 2 cucchiai di birra se li volete salati, altri 2 cucchiai di malto se li volete "dolci".

Setacciate le farine col sale; sciogliete il lievito in poco latte tiepido, e il malto nel latte restante. In una ciotola di vetro, mescolate accuratamente gli ingredienti liquidi a quelli secchi, sciogliendo tutti i grumi. Coprite con un panno umido, e ponete a fermentare in un luogo tiepido e riparato dalle correnti, per 1 o 2 ore: l'impasto raddoppierà di volume e si presenterà pieno di buchi dovuti alla lievitazione.
Ungete una padella**, versatevi 1 cucchiaio di pastella per ciascuno dei blinis (non occorre cuocerli uno alla volta, ovviamente, se in padella ce ne stanno di più), allargandola col dorso del cucchiaio perché si arrotondi per bene. Cuocete da entrambi i lati finché saranno dorati, ci vorranno circa 2 minuti, e servite.

La farina di grano saraceno si sente, ma risulta molto gradevole. Dà un sapore particolare ai blinis senza prevaricare, sconvolgendone l'equilibrio; insomma, non è come mangiare una zuppa di grano saraceno, provateli anche se di solito non vi piace il suo sapore.
La versione dolce non è esattamente "dolce", nel senso che se li volete dolci dovrete usare in abbondanza un dolcificante. Sono dolci solo leggermente, ma mi sembrano perfetti così!

La versione salata, non avendo purtroppo lo yogurt di soia, l'ho servita con una maionese un po' liquida a base di latte di soia e "caviale" di nori, le uniche alghe che avevo. Voi attenetevi a questa ricetta qui, e se non vi piacciono le alghe andate solo di salsa di yogurt, il sapore altrimenti è troppo forte, ma senza sono buoni lo stesso.
La versione dolce l'ho accompagnata con cranberry sauce. A dir poco buonissima, l'accostamento tra questa "marmellata" leggermente aspra e il sapore particolare dei blinis mi è piaciuto tantissimo!

*La farina di grano saraceno dovrebbe essere fresca, per risultare gradevole al palato: invecchiando diventa amara. Potete usare un omogeneizzatore o il frullatore per trasformare i chicchi di grano saraceno in farina freschissima.
**Non sono riuscita a fare a meno della padella antiaderente, in caso contrario l'impasto dei blinis mi si bruciava subito, e rimaneva inesorabilmente attaccato al fondo della padella. Decidete voi, in base alla vostra abilità, che tipo di padella usare!

18 giugno 2009

Un post...

...solo per dire che stamattina ho dato un esame. Datemi appena il tempo per riprendermi, e arriverà una bella ricetta per voi.

16 giugno 2009

Frollini ripieni al cacao

Questa ricetta l'ho presa da un libro americano e l'ho veganizzata... Prevedeva dosi a mio avviso folli di grassi, io li ho ridotti di più del 50% e sono venuti comunque buonissimi e frollosi.
Ma secondo voi, è normale una frolla che prevede esattamente lo stesso peso di burro e farina? Io ho avuto grandi difficoltà a lavorarla già così, era davvero molto morbida, tanto più che è pure una frolla mezza montata... bah!
Comunque sia, era poco più che un esperimento, ho già delle idee per una nuova versione da provare a breve, ma dato che eravate così impazienti, vi posto questa.

Ingredienti per circa 20 biscotti: 150 g di farina 00, 50 g di margarina (vegetale e bio), 60 g di zucchero di canna a velo, 2 cucchiai d'acqua ghiacciata.
Ripieno: 15 g di polvere di carrube*, 10 g di cacao amaro in polvere, 1 cucchiaio di zucchero di canna a velo, 1 cucchiaino di margarina, latte vegetale q.b.

Sbattete lo zucchero e la margarina fino a farli gonfiare e diventare spumosi. Aggiungete la farina setacciata e l'acqua fredda, mescolate ancora e poi mettete in frigorifero, coperto da pellicola, per 45 minuti.
Nel frattempo setacciate la polvere di carruba e di cacao, mescolatevi lo zucchero e versateli sulla margarina a temperatura ambiente. Mescolate, aggiungendo latte vegetale quanto basta ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Riponetelo in frigorifero.
Trascorsi i 45 minuti, mentre preriscaldate il forno a 180°, stendete l'impasto tra due fogli di carta da forno e spianatelo velocemente col mattarello fino a un'altezza di 3 mm; tagliatelo con l'ausilio di un tagliabiscotti in cerchi di circa 5 cm di diametro, e disponetevi sopra 1/2 cucchiaino di crema al cacao. Coprite con un altro disco di pasta, sigillate i bordi e trasferite velocemente il biscotto in una teglia coperta di carta da forno.
Impastate di nuovo l'impasto avanzato e procedete fino a esaurimento (dell'impasto, non vostro); se dovesse diventare troppo morbido rimettetelo in frigorifero per qualche minuto. Quando avrete finito gli ingredienti, infornate per circa 10-15 minuti.

*Ho usato la farina di carrube perché è naturalmente dolce e di un colore non troppo dissimile dal cacao. Inoltre, mi serviva letteralmente qualcosa per fare massa - se avessi aumentato le dosi del cacao avrei dovuto aumentare di molto anche quelle di zucchero, per bilanciare l'amaro, e non volevo. Infine, ce l'avevo in dispensa davvero da troppo tempo, quindi era proprio il caso di farne fuori un po'!
Se non l'avete potete aumentare le dosi di zucchero e cacao, o rimediare come ritenete più opportuno. Io un'idea per la prossima volta ce l'ho, ma non vi rovino la sorpresa.

Ed ecco pure spiegato il mistero di come si fa a mettere un ripieno in un biscotto facendolo sembrare un pezzo unico: l'impasto è talmente grasso e appiccicoso che i bordi si saldano tra loro sigillandosi completamente!

15 giugno 2009

Frollini ripieni - foto

Non temete, domani arriverà anche la ricetta. Nel frattempo, fatemi togliere uno sfizio: mi dite quale delle due foto preferite?


Questa è la prima:



E questa la seconda:



Io dirò quale preferisco solo dopo aver ricevuto i vostri commenti, non voglio influenzarvi.

14 giugno 2009

Sorbetti

Non sono miei, ma dovevo assolutamente segnalarli: sorbetti (naturalmente vegan) di Cuoche dell'altro mondo. Gusti: fragola e cardamomo, pesca e lavanda, melone.
Mi è venuta voglia di tirar fuori la gelatiera.

Ps: aggiornamenti sulla sagra?