Adoro questi dolcetti, li ho sempre adorati.Ne mangerei a chili, ma sono iper calorici e costano un occhio della testa, quindi non me lo posso permettere... Quest'anno ho deciso che li avrei preparati io e mi sono messa in cerca della ricetta, ma ho avuto qualche difficoltà.
Pensavo fossero dolci tipici di Napoli e li ho cercati col nome a essi attribuito qui a Castellammare: pullece e' monaco. Ebbene, non c'è alcuna traccia di nulla di simile in tutto il web. Pullece e' monaco in italiano suonerebbe come "pulci del monaco", e ovviamente anche così nessuna traccia. Mi viene il dubbio che queste meraviglie siano un prodotto puramente locale, o soltanto che qui (Imma direbbe "nel Burundi"), abbiamo dato loro un nome strano per complicarci la vita.

E va beh, niente ricetta, poco male. In fin dei conti e pullece e' monaco sembrano una via di mezzo tra un roccocò e un mostacciolo. Così ho ibridato le due preparazioni ottenendo qualcosa di simile all'originale e moooolto soddisfacente.
Ingredienti: 1 kg di farina, 400 g di zucchero di canna, 5 g di lievito per dolci, 2 bustine di vanillina, abbondante pisto (una miscela di spezie; se non lo trovate già pronto mescolate 5 g di pepe bianco, 15 g di noce moscata, 15 g di cannella, 5 g di chiodi di garofano; il tutto deve essere finissimamente macinato), 300 g di mandorle tritate, 200 g di nocciole tostate e tritate, 100 g di cacao amaro in polvere, 250 g di cioccolato fondente, una tazza circa di latte di soia.
Mescolate farina, zucchero, cacao, lievito e spezie; unite la frutta secca tritata. Aggiungete acqua tiepida poco a poco e lavorate a lungo la pasta, amalgamando il tutto. Infarinandovi le mani, staccate dei pezzi di pasta e formate delle palline delle dimensioni di una noce, schiacciandole leggermente. Infornatele sulla placca del forno finché risulteranno croccanti (nel mio caso, 20 minuti a 170° e poi altri 30 minuti al minimo - 120°).
Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, aggiungete zucchero o malto e diluitelo versando poco latte di soia. Spennellate la crema ottenuta sui dolcetti, prima che solidifichi cospargete di diavolini e quando sono asciutti ripetete l'operazione sull'altro lato dei dolci.I diavolini sono piccoli confetti che servono a decorare i dolci e sono sostanzialmente composti di amido e coloranti. Dal punto di vista nutrizionale sono abbastanza inutili e non danno nemmeno molto sapore, però sono belli da vedere e se non ce li mettete i vostri pullece e' monaco sembreranno estremamente tristi.
PS: news dell'ultima ora, Laura mi informa che il nome italiano di questi dolci dovrebbe essere tatù, pare siano di origine siciliana...? Se li riconoscete in fotografia, avanti, ditemi come li chiamate, fatemi uscire da questa beata ignoranza!







Insomma, sarà un'ulteriore difficoltà che viene meno! Se volete collaborare, lo sapete bene, qui la porta è ancora aperta... 



storia moderna (scopo: tentare di superare la prova intercorso
(forse di sera mi sarà possibile); e se riesco, tenere un po' d'occhio forum e blog...
Oggi vi lascio con questa ricetta inviata da Milla; buon fine settimana a tutti e consolatevi, se per voi il lavoro inizia lunedì, per me praticamente non finisce mai! 




A chiusura di una giornata sufficientemente 

Assolutamente insapore!
Me modesta! 

