
Va bene, va bene, mi avete scoperta: non è il Monte Bianco ma il Vesuvio coperto di neve... Metto questa immagine per due motivi: innanzitutto perché effettivamente il Vesuvio
è attualmente coperto di neve (e le mie dita sono quasi gelate - non riesco più a piegarle...); in secondo luogo perché il
mio Monte Bianco non somiglia per niente a
questo, così, taroccato per taroccato, tarocco anche la foto, no?
Comincio col rassicurarvi: si può preparare uno squisito Monte Bianco utilizzando la panna da montare giusta, e la panna da montare giusta è questa:
soyatoo. Invece stavolta ho voluto provare una crema che mi ha portato mia sorella dall'Inghilterra, della
Alpro.
L'ho sbattuta, l'ho sbattuta, l'ho sbattuta e si è gonfiata, diventando quasi una spuma, però non monta, resta liquida.

No, non posso proprio mettere la foto del mio monte bianco: sembra un piatto di vermi sul quale abbia sbavato il San Bernardo idrofobo del gel di semi di lino.
Depennata Alpro dalla lista di alternative a soyatoo.
Ricetta!
Per due porzioni abbondanti: 500 g di castagne fresche, 2 cucchiai di cacao amaro in polvere (del commercio equo), 100 g di zucchero a velo (volendo, autoprodotto), 100 g di panna di soia da montare, 50 g di latte, 1 cucchiaio di rum.
Mettete la panna da montare in frigorifero.
Bollite le castagne per 30 minuti in acqua e un pizzico di sale; sbucciatele e bollitele nuovamente per 30 minuti. Spellatele, passatele al passaverdure e conservate la purea.
Mescolate lo zucchero (tenendone da parte 4 cucchiai rasi) e il cacao, versate il latte e sbattete con una frusta, amalgamando. Unite al composto di castagne e lavorate con un cucchiaio di legno, finché diventa omogeneo (e cambia deliziosamente colore e profumo). Mettete al fuoco, fate asciugare e quando inizia a staccarsi dalle pareti, spegnete e versate il rum, amalgamando nuovamente.
Passate allo schiacciapatate direttamente sul piatto di portata, premendo leggermente per compattare. Mescolate la panna con lo zucchero e montate per il tempo necessario. Spalmate artisticamente (vedi sopra) la panna sulle castagne, e servite.
Il computo calorico di questo piatto è eccessivo secondo qualsiasi parametro... ma, cavoli, ne vale la pena (qui ci starebbe una faccina bavosa, ma non ne trovo una abbastanza espressiva). Mangiate senza sensi di colpa, l'autunno viene una volta all'anno - e sembra che se ne sia anche già andato!
EDIT del 25 dicembre 2007: perché non dubitiate che il Mont Blanc vegan può davvero esistere,
cliccate qui e andate ad ammirare quello di Daniela!