06 dicembre 2006

Coccole!

Oggi mi sono concessa questa dolce coccola...

Da quando sono diventata vegan non mangio più molti biscotti e prodotti da forno; innanzitutto perché difficilmente si trovano senza latticini né uova, secondariamente perché quando si trovano di solito costano un po', e per finire perché il mio corpo si sta abituando ai cereali integrali, alla frutta e alla verdura e risulta appesantito dai prodotti raffinati e ricchi di zuccheri.

Però ogni tanto ci vuole!
Sabato scorso, "passeggiando" nella Coop della mia città, ho adocchiato questa splendida confezione da 6 cornetti e mi sono detta che potevo spendere i 2 euro e 20 centesimi necessari all'acquisto, portarmi a casa il pacco e tenerlo nella credenza come scorta per l'inverno (dopo aver intimato a mio padre di non avvicinarcisi...) e il mio umore ne avrebbe tratto giovamento!
Sì, in effetti il cornetto ha giovato al mio umore... e al mio stomaco!
Questi gli ingredienti:
farina di frumento, confettura di albicocca 29% (purea di albicocca 45% corrispondente al 13% degli ingredienti totali, zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio, gelificante: pectina, correttore di acidità: acido citrico), oli e grassi vegetali, lievito, zucchero, aromi, sciroppo di glucosio, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, lecitina di soia, glutine, sale, estratto di malto, alfa amilasi, agente di trattamento della farina: acido l-ascorbico.

Il cornetto è morbidissimo e saporito ed è davvero pieno di marmellata! Non avevo mai mangiato un cornetto così marmellatoso in vita mia.
Per quanto riguarda la marca, Misura, mi sono informata un po' e ho chiesto anche a Daniele: il gruppo Colussi non è sotto boicottaggio, sebbene non sia certamente da raccomandare... ogni tanto ce lo possiamo concedere!


Sempre a proposito di nuovi assaggi, qualche sera fa ho sperimentato il castagnaccio di Barbara, è buonissimo!! Penso che nei prossimi giorni lo preparerò ancora con qualche piccola, golosa modifica.

TARTY. Chicche

E' un gran peccato non riuscire ad aggiornare quotidianamente il blog di Tarty: non crediate infatti che tutto stia filando liscio. Questa peste se ne inventa una ogni giorno e continua a fare i suoi danni, credetemi! :D

Qualche aneddoto in ordine sparso...

Dunque, la mania di strappare parati le è passata da quando ho imparato a posizionare arance nei punti strategici: detesta l'odore e fila via come il vento.

In compenso adesso ha un nuovo tiragraffi che le piace parecchio (nei prossimi giorni lo fotograferò), mentre un altro giochino (la colonna in simil-sisal) è in fase di costruzione. Se non la calma questo, credo proprio che inizieremo a darle dei tranquillanti!

Continua imperterrita a giocare col cibo: molliche di pane e pezzetti di seitan sono il suo trofeo preferito, li prende in bocca e corre a nasconderli dietro allo stereo di mio padre... scommetto che se avessimo un giardino scaverebbe e seppellirebbe tutto nel terreno!

Non ho notato alcun cambiamento di carattere in lei, dopo l'operazione, forse l'unico tratto notevole è una sorta di sensibilizzazione. Tarty adesso sembra molto più suscettibile alla solitudine, alle coccole ricevute o negate, e inoltre si mostra più affettuosa (ma anche più giocherellona in quel suo modo rude e irresistibile).

Una sera in cui stavo litigando coi miei genitori, ha iniziato a saltarmi sulle gambe e attirare la mia attenzione finché non ho smesso, chinandomi ad acarezzarla. E ancora adesso, ogni volta che mi sente piangere o alzare la voce, corre da me a vedere che succede.
Che non mi si venga a dire che i gatti sono animali indifferenti!

Certo, a volte diventa semplicemente imperscrutabile. La guardo e mi domando cosa diavolo stia pensando, con quei baffoni folti e gli occhi ambrati e fissi. Ha un "che" di molto selvatico, non c'è che dire, quando si arrabbia e tira indietro le orecchie, oppure mi guarda dall'alto di una libreria con gli occhi luccicanti nel buio... e' un filino spaventosa.

Sarà per questo che le sue fusa sono il dono più impagabile del mondo?

Questi sono stati i commenti al post:
At 07 dicembre, 2006 08:21, pleiadi said…

Bella tartina che cresce a dismisura O.o
E' proprio una vera gatta da quello che leggo, è un perfetto mix di Phoebe, Merlino e Puck... tre mici concentrati in una, cosa vuoi di più dalla vita? :P

At 08 dicembre, 2006 09:36, Vera said…

Mami, dai, dismisura mi sembra un po' esagerato... ti dico soltanto che ieri sera ero a casa di Imma e mi sono accorta che Tarty è più grande del suo volpino, Fragola (che non essendo puro ma mezzo bastardello è anche piuttosto grosso...).

NON DITE A MIA MADRE CHE LE HO PORTATO IN CASA UNA GIGANTESSA A STRISCE!!! :D

05 dicembre 2006

Verdure semplici ma buone: il cavolfiore

Ho dei vaghi ricordi di una fase arcaica della mia infanzia in cui la verdura mi piaceva. Poi qualcuno deve avermi detto che ai bambini la verdura non piace e da lì inizia una storia a voi tutti ben nota!
Beh, in quell'epoca lontanissima sono quasi certa di aver avuto una predilezione per il cavolfiore... senz'altro ce l'ho adesso!

Come la maggior parte delle verdure, mi piace mangiarlo il più "al naturale" possibile, anche se non crudo... pertanto:

Mondate e lavate accuratamente un cavolfiore; tagliatelo a cimette di grandezza omogenea e spezzettate il torsolo (è molto gustoso!). Ponete le cimette nel cestello per la cottura al vapore e fate cuocere per il tempo necessario (circa 20-30 minuti), coprendo la pentola dopo averlo cosparso di succo di limone (serve ad evitare che l'odore del cavolo si spanda per tutto il condominio... qualcuno non gradisce!).

Io lo mangio così, con un pizzico di sale e un filo d'olio. Resta croccante e saporito e il sapore è molto delicato!


PS: il mio articolo di domenica è stato linkato sul blog pane decrescita e contorni... ringrazio Daniele e vi raccomando di andare a fargli visita!

04 dicembre 2006

Seitan: quanto costa produrlo in casa?

Qualche mese fa, in una discussione su veganhome, qualcuno (non ricordo chi) mi disse che pensava che produrre il seitan in casa fosse antieconomico... Non seppi dare una risposta precisa, nonostante sia sempre stata convinta del contrario; pertanto ieri ho deciso di calcolare il più accuratamente possibile i costi di produzione del seitan fatto da me.

Due chili di farina integrale biologica Alce nero (1 kg, 1.30 euro) = 2.60 euro
Un chilo di farina manitoba Molino Spadoni (1 kg, 80 cent) = 0.80 euro
Due cucchiai (20 ml) di salsa di soia Lima (250g, 3.28 euro) = 0.26 euro
Zenzero Altromercato 1 pezzetto (confezione da 10 pezzi, 1,35 euro) = 0.13 euro
Sale 4 cucchiai (1 kg, 0.15 euro) = 0.006 euro
Acqua di rubinetto 10 litri tra lavaggio del seitan e cottura (1.86 euro al metro cubo pari a 1000 litri, ma varia da Comune a Comune) = 0.018 euro

Purtroppo non sono riuscita a calcolare il consumo di gas (che dovrebbe costare in media 0.38 euro/mc) perché non ho idea di quanto ne serva, in effetti, per 30 minuti di cottura.
E ricordate che acquistando gli ingredienti tramite un GAS le spese per le materie prime si riducono ulteriormente.

Utilizzando questi ingredienti ho speso 3.81 euro... facciamo pure 4 per arrotondare, e aggiungere il costo del gas. Ho ottenuto 1200 g di seitan, pertanto, facendo le dovute proporzioni, il costo finale risulta essere

3.30 euro per 1 kg di seitan.

Ora, io il seitan non lo compro mai, ma conosco i prezzi medi al chilo delle diverse marche (basta cercarli con un motore di ricerca) e spaziano da un miiinimo di 10 euro a un massimo di 20 .


Antieconomico?

03 dicembre 2006

Telethon

Oggi sono scesa dal letto col piede sbagliato. Tralascio il racconto dei giorni tormentosi e tormentati che sto vivendo da due settimane a questa parte e vi dico solo che il mio umore è prossimo a toccare il proverbiale fondo del barile.
Una piccola piuma color di morte si è depositata sul fondo del mio cuore, avvelenandomi ogni attimo dell'esistenza, e come se non bastasse, spesso "il mondo esterno" arriva a metterci il suo carico di schifo. Con notizie come questa, letta su ItaliaCivile e tratta da Agire Ora:

E' stato dato ampio risalto alla notizia dell'articolo relativo alla "grande scoperta" per la cura di un tipo di distrofia muscolare, fatta coi soldi di Telethon sulla pelle degli animali, dei giovani cani di razza golden retriever. È agghiacciante come si cerchi di fare passare questa ricerca non per quello che è, cioè vivisezione, ma come qualcosa che può aiutare i cani malati di distrofia! Si mostrano nei telegiornali immagini di cani trattati bene che vengono fatti giocare, si veda per esempio qui. Sono stati furbi. Ma non è così che in realtà sono trattati gli animali nei laboratori di tutto il mondo, e chi ci ha lavorato (infiltrati sotto copertura) ha riportato informazioni ben diverse. I vivisettori possono fingere di ottenere i risultati utili per le persone e di essere tanto buoni da salvare bambini e cani: la realtà è che la vivisezione non aiuta proprio nessuno. (02-12-2006)


Dunque... confesso di non essere molto aggiornata sull'argomento vivisezione, ovvero sperimentazione animale.
Quando diventai vegan, quattro anni fa, feci una scorpacciata di informazioni su tutto lo scibile relativo agli argomenti legati alla mia scelta; incasellai il tutto in vasti cassettoni mentali, e soprattutto mi appuntai una lista ideale di "cose buone" e "cose cattive". Fu una colossale operazione di assimilazione di dati disparati che toccavano tutta la mia vita: alimentazione, abbigliamento, cosmesi, make-up, detergenti e tante altre piccole cose... Il tutto condito e incrociato con una dose forte di consumo critico e boicottaggio, teso a individuare non solo, quindi, gli "ingredienti" SI' oppure NO, ma anche le marche da comprare e quelle da evitare. Dopodiché l'argomento fu chiuso; mi limitai ad applicare giorno dopo giorno quello che sapevo, senza più informarmi né approfondire le mie conoscenze.

Il motivo, semplicissimo, me lo sono ricordata qualche sera fa, quando mia sorella mi ha chiesto di visionare un documentario da lei realizzato per la laurea specialistica.
Riguarda la violenza dell'uomo sugli animali. La prima parte l'ha realizzata lei, montando diverse fotografie. La seconda è costituita da un documentario della PETA sulla vivisezione.
Questo ultimo filmato non andava tanto per il sottile. Sapete, le fotografie fanno male, ma i video sono sempre molto peggio. Smisi di guardarli, di cercare informazioni, anche solo di leggere pagine contenenti parole come Draize test o LD50, per spirito "di conservazione", perchè - non trovo altro modo di dirlo - non reggevo più ad indagare su quelle cose.

Qualche sera fa ho fatto uno strappo alla regola, e ne ho subito le conseguenze. L'ho guardato fino alla fine, sebbene fosse difficile vederlo attraverso i grossi goccioloni che mi nuotavano negli occhi. Ed ho sobbalzato sulla sedia, ed ho singhiozzato, cercando di sciogliere il groppo di dolore che mi paralizzava il cuore e il petto e i polmoni, e credo di aver anche uggiolato e mugolato, ma nondimeno ho guardato.
Con un motivo in più per stare male.

La mia prima presa di contatto con l'esistenza della vivisezione ebbe luogo intorno al '93, attraverso una mostra fotografica dell'ADDA; e nello specifico, tramite la fotografia di un gatto con dei grossi elettrodi infissi nella testa, collegati al cervello.
E c'era un mucchio di gatti in questo filmato della PETA.
E un gattino avvelenato da chissà quale sostanza liberata nell'aria che respirava. Un micetto minuscolo, come Tartyna quando la portai a casa, che barcollava e incespicava e ogni tanto levava un alto miagolio di quelli che i mici lanciano così spesso quando sono cuccioli, soli, e spaventati. Come miagolava lei quando, i primi giorni qui, dormiva da sola nel bagno.

Piangevo quando Tarty non era ancora nella mia vita e ho pianto ancor più pensando che ci poteva essere leì, in quel filmato. Non avevo certo bisogno del suo tramite per immedesimarmi in quella situazione: non importa se quei conigli non li ho mai conosciuti, se di quei topolini non conosco la storia, non ha mai fatto la differenza ai miei occhi colmi di lacrime.
Ma senz'altro adesso vivo più intensamente le immagini che vedo.

Penso che poteva andare diversamente. Se non avessi raccolto quella spudorata che, pancia all'aria nel sole di giugno, fuseggiava ingenuamente al mondo, qualcuno avrebbe potuto prenderla e farle del male. Straziarla, torturarla a proprio piacimento, smembrarla e infliggerle ogni genere di sofferenza, ed essere quasi certo di farla franca.

Io non riesco a vedere la sperimentazione animale se non come un maltrattamento legalizzato.
Non mi è mai andata giù, fin da bambina, l'idea della ricerca compiuta su animali; e in seguito ho letto abbastanza da convincermi della totale mancanza di scientificità e attendibilità di questa pratica.
Mi basta ricordarmi che un essere umano non è biologicamente un topo, un ratto, un cane, un gatto o una scimmia, che il suo metabolismo è diverso, che i risultati ottenuti su questi poveri animali ammalati artificialmente non sono trasferibili all'uomo, per rendere vana ogni pretesa di progresso, far cadere le giustificazioni più nobili che di solito si portano a sostegno di una tale barbarie.

Tempo fa, parlando di vegetarismo, qualcuno mi chiese, essendo costretta a scegliere, a chi avrei sparato: un uomo che mi fosse estraneo o una mucca?
Allo stesso modo mi potrebbero portare il classico esempio: preferisci salvare un bambino malato o i topi? Come se la questione stesse davvero in questi termini. Come se davvero il sacrificio di milioni di topi potesse servire a guarire dalle malattie.

Ho letto molto, e mi sono convinta che così non è. Questo per me è solo uno dei soliti inganni, simile agli altri ritornelli ai quali sono assuefatta: il latte fa bene alle ossa, senza carne si va incontro a carenze; smettila di pensarci e farti tanti problemi, che tanto non puoi farci niente, le cose non cambiano...

Io guardavo quel documentario e in un angolino della mia testa pensavo alla scatola di prodotti della TEA che custodisco nella mia stanza, completamente vegetali, cruelty free, biodegradabli.
E al rossetto Everlasting di mia sorella, di quelli che reggono 7 giorni e serve uno struccante specifico per tirarli via.

Non ho potuto fare a meno di pensare che c'era qualcosa di strano, in tutto ciò. E di chiedermi che senso avesse realizzare un tale documentario, e poi farsi beffe delle mie lacrime, definendole sciocche.

Non è vero che le cose non cambiano. Non siamo così impotenti. Abbiamo al contrario potere, e molto, e possibilità di scelta.
Avrei voluto chiedere a mia sorella cosa ne pensasse di quel coniglietto bianco con la coda a pon pon e l'occhio stillante sangue, chiederle se ne valeva la pena per avere un rossetto più duraturo. E a mio padre cosa ne pensasse di quelle carcasse appena macellate, della mucca agganciata per uno stinco, chiedergli se quel dolore è davvero così gustoso nella sua bocca, gustoso tanto da non poterselo negare.

Ci vuole coraggio anche solo a pensare di non poter fare niente. Ci vuole un coraggio che sinceramente non ho mai avuto.
Loro guardano, vedono, e dimenticano. Io ho guardato, ho visto, ma non posso dimenticare; anche senza rivedere quelle immagini, non dimenticherò mai.
La vivisezione, i test cosmetici, certamente esistono, e purtroppo continuano. Ma mi rifiuto di farne parte. Mi rifiuto di finanziarli.

Una serie di links per voi:
Per vedere e capire di cosa stiamo parlando: Covance, Chiuderemorini, StopHLS, Laboratori criminali.
Per capire perché non può funzionare e quali sono le alternative: Divieto d'accesso, Novivisezione, Ricerca senza animali, Unhappyanimals.
Per sapere cosa potete fare: Consumo consapevole, AgireOra.
Antivivisezionismo scientifico: LIMAV, Equivita.

02 dicembre 2006

Frittata ubriaca alle carote (di Barbara)

Allora: frittata ubriaca alle carote!

Ho mescolato la farina di ceci con vino bianco, poco succo di limone, taaaaaanta erba cipollina, sale, pepe, e ho aggiunto delle carote cotte a vapore precedentemente e tagliate a tocchetti.

Come al solito, fare dorare da un lato e dall'altro: et voilà!

Barbara, tesoro, speravo che la mania di ubriacare le frittate ti fosse passata!
Però, a giudicare dalla fotografia, si direbbe che era buoooona!

01 dicembre 2006

Sacher torte (di Raidne)

Questa me l'ha mandata Raidne qualche tempo fa... bello iniziare il nuovo mese con una delizia simile.

"TORTA DI COMPLEANNO - SACHER

Mi scuso un'altra volta per la foto pessima ma non era il momento di mettermi a fare un servizio fotografico alla torta visto che avevo ospiti e la torta è stata terminata proprio mentre iniziavano ad arrivare... Riuscirò mai ad avere delle belle foto sul mio blog?!?!?!

Spero almeno che apprezziate la decorazione... la tradizione vuole che al massimo sulla sacher ci sia una scritta con del cioccolato, tono su tono per intenderci, ma avevo dei biscottini a forma di delfino che non potevo lasciare a guardare. La ricetta dei biscotti è la stessa del post precedente ma senza l'aggiunta delle gocce di cioccolato.

Passiamo alla torta votata dalla maggioranza di voi ;)

INGREDIENTI: 100 gr di MARGARINA (io ho usato quella 100% veg della sojasun senza grassi idrogenati), 100 gr di CIOCCOLATO FONDENTE, 50 gr di CACAO AMARO IN POLVERE, 150 gr di ZUCCHERO DI CANNA, 200 gr di FARINA 00, 200 gr di LATTE VEGETALE, 1/2 BUSTINA DI LIEVITO PER DOLCI.
Per la guarnizione: MARMELLATA DI ALBICOCCA, 150 GR CIOCCOLATO FONDENTE, 3 cucchiai ZUCCHERO DI CANNA
PREPARAZIONE: Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, nel frattempo in una terrina mischiate la margarina allo zucchero. Quando il cioccolato sarà sciolto mettetelo nella terrina insieme alla margarina e allo zucchero, mescolate bene e aggiungete 1/2 bicchiere di latte di soia. Aggiungete il cacao in polvere e continuate a mescolare. Quando il composto sarà omogeneo iniziate a versarvi metà della farina a pioggia premiscelata con il lievito. Versate il resto del latte e infine l'altra metà della farina.
Continuate a mescolare fino ad eliminare tutti gli eventuali grumi.
Foderate una tortiera con della carta da forno oppure ungetela con della margarina e dello zucchero di canna.
Scaldate il forno a 180 gradi e infornate per 45 minuti circa.
Passati i 45 minuti togliete la torta e fatela raffreddare. Prima di procedere con le prossime operazioni la torta deve essere fredda.
Togliete dalla tortiera, con un filo di nylon tagliare la torta a metà e separare le due metà. Sciogliete la marmellata di albicocca con poca acqua e spalmatela sulla metà inferiore. Ricomponete la torta e preparate la glassa: in un pentolino sciogliete lo zucchero con pochissima acqua, quanto basta per non farlo bruciare, sciogliete il cioccolato precedentemente tagliato a scaglie e mescolate continuamente. Versate il cioccolato sulla torta, se necessario aiutatevi a sistemarlo con una spatola, guarnite a piacere e fate solidificare in frigo.
Yuppie!!! "