31 marzo 2008

Marzo

Ricette del mese: panna cotta, latte di soia con SojaFit, tiramisù, tartex, riso al latte, frittatina al crescione, colomba (con lievito), colomba (con pasta madre), casatiello.

Segnalazioni e informazioni varie: mobilitazione veg* per il diritto d'aborto, manuale cambiare pannolino, nuova uscita di cucina vegetariana, giudizio complessivo su SojaFit e istruzioni per varie bevande vegetali, menù di Pasqua di Vegan Italia, newsletter Veggie Pride, mappa vegana italiana, sulla raffinazione dei cereali, Terra alle galline / Earthlings, due novità eco-bio.

Un po' di fatti miei: Roma, Tarty, i due anni del blog e i miei sei anni da vegan, virata salutista, nasce l'archivio del blog.

Per i riepiloghi precedenti, cliccate sull'etichetta qui sotto o utilizzate la colonna a destra!

30 marzo 2008

Cereali: mondi, decorticati, perlati, raffinati...

Una volta avevo un libro sulla macrobiotica che spiegava molto bene i diversi gradi di raffinazione dei cereali, illustrando con l'ausilio di disegni quali parti del chicco vengono asportate con il procedere della raffinazione; riportava anche in modo chiaro le diverse denominazioni dei cereali così trattati.

Adesso, quel libro non ce l'ho più, e quando vado a fare la spesa rimango frastornata dalle diciture stampate sui pacchetti: mi confondo sempre tra perlato e decorticato, resto perplessa davanti ai mille nomi del riso, e in sostanza mi limito a ignorare i cereali raffinati e a prendere quelli che non lo sono (anche se non mi rendo conto del livello effettivo di raffinazione del prodotto).

Ma adesso mi devo rimettere in carreggiata, quindi ho fatto qualche ricerca in proposito! Partiamo dalla conclusione: mi è parso di capire che i diversi gradi di raffinazione sono, nell'ordine, integrale (o mondo), decorticato, perlato, raffinato.
Più si raffina un cereale, più si perdono le fibre, le vitamine (soprattutto gruppo B) e i minerali (selenio, zinco, rame, magnesio, fosforo) presenti negli strati esterni del chicco.

Mettendo insieme le informazioni lette nel corso degli anni, sono arrivata alla conclusione che i cereali integrali, essendo molto ricchi di fibre, possono comportare difficoltà nell'assorbimento dei minerali (come ad esempio del ferro) e problemi digestivi, e che sia quindi un buon compromesso fare ricorso a quelli decorticati, che conservano comunque buona parte delle vitamine, dei minerali e delle fibre. Questo, soprattutto in caso i cereali raffinati vengano del tutto esclusi dalla dieta.

Pane, pasta, cereali in chicco, farina e quasi tutti i loro derivati esistono in versione integrale, ma i problemi sono due: il costo elevato e la non facilissima reperibilità.
E' quasi indispensabile scegliere la versione da agricoltura biologica di questi prodotti, perché è sulla parte esterna del chicco che si depositano tutte le sostanze usate in agricoltura, e che verrebbero eliminate con la raffinazione. La provenienza biologica fa salire i prezzi, e bisogna aggiungere che essendo prodotti di nicchia sono più costosi degli analoghi raffinati (che rabbia!).
C'è poi una reale difficoltà a trovare la versione integrale di alcuni cereali: quelli perlati sono comunissimi anche nei supermercati, quelli decorticati un po' meno; quelli integrali mi sembrano vere mosche bianche, ho girato due erboristerie, due supermercati e un ipermercato senza trovare traccia di riso integrale, per non parlare del farro o dell'orzo... e a questo proposito, fate attenzione: per quanto riguarda la pasta (di frumento) integrale, ne esistono tipi spacciati per tali, ma costituiti da semola raffinata con aggiunta di cruschello... le fibre ci sono, ma le vitamine e i minerali sono andati persi! Un nome per tutti? La pasta Misura...

Per adesso ho trovato soltanto orzo e farro perlati, ma sono stata più fortunata con la pasta di frumento integrale! Mi impegnerò ancora nelle ricerche, questo è certo.
Purtroppo ieri e oggi sono stata male, con febbre, mal di stomaco, nausea (sarà il mio corpo che mi ricorda che non sono WonderWoman?), quindi sto praticamente digiunando... spero di sentirmi presto meglio e cominciare a preparare qualche piatto salutare e gustoso!

28 marzo 2008

Sempre più eco-bio!

Due ottime notizie sul fronte eco-bio!

A tutti gli amici vicini e lontani che hanno visto nascere e crescere questo lavoro dai primi ciclostilati a manovella di 7 pagine alle ripetute edizioni del manuale diffuso via web:

DETERSIVI BIOALLEGRI prossimamente IN LIBRERIA!!!!

ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – E. 7,50





Il libro si può già ordinare inviando il buono d'ordine via rete (http://www.emi.it/)

oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27
per FAX (+31-51) 32.75.52
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 - 40128 BOLOGNA
per E-MAIL: ordini@emi.it
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza
Gruppo MondoNuovo quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com


Inoltre... Nasce il PODCAST di Sai cosa ti spalmi, dove potrete ascoltare spiegazioni sull'uso dei cosmetici in vendita nel negozio on line di Barbara, suggerimenti per trattare i vari tipi di pelle, e ragionamenti sulla cosmesi ecobio!
Ci sono tante domande a cui vorrei rispondere, tante cose di cui vorrei scrivere, ma poco, pochissimo tempo!
Allora tenterò di parlarvi a pillole.
Se qualcuno ha domande a cui desidera che io risponda con un podcast, può farmele qui oppure per email.
Ed infine, importantissimo: se sapete registrare un mp3 con la vostra voce, potete mandarmi brevi testimonianze su com'è cambiato il vostro rapporto con i cosmetici da quando usate l'ecobio, o sulle difficoltà che avete avuto. Potete mandarmi anche i vostri complimenti Razz (le referenze sono importanti!). Smile
Questi sono i contatti di Barbara: il .com, il .org, il forum, il podcast!
Ne approfitto per riproporre alcune riflessioni sul tema cosmesi, che chiariscono la mia posizione in merito.

Tantissimi complimenti al Gruppo Mondo Nuovo e un abbraccio energico a Barbara!

27 marzo 2008

Mappa vegana italiana

Ricevo da valle vegan e giro:

Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici) e ValleVegan presentano: la Mappa Vegana Italiana.
Dal desiderio di favorire le richieste, i bisogni, gli scambi e gli incontri fra persone vegan, dal desiderio di dar loro energia affinchè possano svilupparsi nuovi rapporti e progetti, sta nascendo la MAPPA VEGANA ITALIANA.
Cerchiamo quindi persone vegan (individui, gruppi, aziende, associazioni. comunità, branchi, tribù...) pronte a fare rete, a disegnare una nuova geografia vegan, antispecista, libertaria.
Chi sono, cosa faccio, sono vegan.
In altre parole, dovendo acquistare cibo, preferiamo acquistarlo da produttori vegan. Dovendo consultare un veterinario preferiamo che sia vegan. E lo stesso vale se cerchiamo un gruppo d'acquisto o se siamo dei Woofer alla ricerca di ospitalità in cambio di lavoro.
Tutto ciò diventa anche una garanzia sul prodotto o sul servizio in questione. Un agricoltore vegan che produce patate ci darà la certezza di non finanziare un'azienda agricola che alleva anche maiali o mucche, un medico vegan ci darà consigli su rimedi e farmaci che non prevedono la sofferenza animale, un tipografo vegan non realizzerà pubblicazioni con colle animali...
La Mappa Vegana Italiana non è una lista di annunci, ma un elenco di luoghi vegan abitati da persone vegan che divengono punto di riferimento per un nuovo paesaggio.
La partecipazione alla Mappa Vegana Italiana è gratuita.
La mappa sarà suddivisa per regioni e i vari partecipanti saranno elencati in ordine alfabetico.
La Mappa Vegana Italiana sarà realizzata annualmente in forma cartacea (autoprodotta con tecniche di editoria casalinga e arricchita con articoli e notizie), ma sarà fruibile (con periodici aggiornamenti) anche in forma digitale.
Per la versione cartacea sarà richiesta un'offerta libera per coprire le spese di spedizione e realizzazione.
La realizzazione della Mappa Vegana Italiana dipende soprattutto dal desiderio delle persone vegan di partecipare ed esserci, di diffonderla nel mondo vegan e di contribuire con le proprie energie e la propria creatività al fiorire di un pianeta sempre più vegan.
La mappa è in fase di allestimento, maggiori informazioni si possono avere sul sito di ValleVegan - email attivismo@vallevegan.org oppure scrivendo a Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici), Castel San Venanzo 33bis, 62020 Serrapetrona (MC) - email troglotribe@libero.it
Compila un semplice schema e spediscilo agli indirizzi indicati, via email o posta ordinaria.

CHI SONO.........................................................

COSA FACCIO.......................................................

SONO VEG DA.......................................................

REGIONE................................................................

CONTATTI.............................................................

Le foto hanno il solo scopo di esporre altre attività della Troglodita Tribe S.p.A.f.

26 marzo 2008

Virando verso il salutismo...

All'inizio del mio percorso vegetariano e vegano, beh, ero una vegan da manuale! Mangiavo i cereali integrali, e variandoli anche, verdure in abbondanza, frutta, tante zuppe di cereali e legumi, e avevo messo da parte biscotti, creme, torte e quant'altro; del resto, non sapevo preparare queste cose in casa e nei negozi, quelle vegan, o non ce le avevano, o costavano troppo.

Poi... col tempo ho cambiato abitudini; buttarmi la pasta (integrale) a parte è diventata una seccatura; mettere in ammollo i cereali in chicco richiedeva troppa organizzazione e... le golosità vegan si sono fatte irresistibili!
Tuttavia, già da qualche tempo sto cercando di ritornare a quella "purezza" originaria; che ci crediate o meno sul blog pubblico le ricette più appetitose che costituicono l'eccezione, non la regola, della mia alimentazione... di solito cerco di essere molto frugale, prché sono convinta che una dieta vegan debba esserlo, perché il corpo ne benefici al massimo; ma ciò non toglie che in pratica da due anni, per quanto riguarda i cereali, mi limito a mangiare soltanto pasta, e soltanto "bianca"; e questo vale anche per i dolci.

Il mio organismo ne sta risentendo, con una serie di piccoli disturbi che potrebbero essere collegati all'abuso di prodotti raffinati; e il mio omeopata ha pensato bene di spronarmi a cambiare dieta, improntandola a una maggior varietà di alimenti e privilegiando quelli integrali. Stavo pensando da un bel po' che in questo blog troppo "porcelloso" serviva qualche ricetta semplice e sana, quindi, beh, probabilmente per un po' metterò da parte gli esperimenti di vegan junk food!
Non temete, non inizierò a cucinare farro integrale delle isole FaerOer, con salsa di radice kwaru-mburi giamaicana e germogli di lenticchie dell'Himalaya però darò sicuramente più spazio alle ricette della nostra tradizione culinaria "povera", alle zuppe, ai piatti unici di cereali e legumi, e sostituirò la pasta integrale a quella bianca nelle ricette "solite".

Spero che il cambiamento di rotta sarà gradito; del resto, quale sfida è più avvincente del trasformare ingredienti semplici e grezzi in prelibate bontà per gli occhi e per il palato? Sono sicura di potercela fare!

25 marzo 2008

Casatiello

Il casatiello "'nzogna e ppepe" non è mai stata una mia passione. Sarà che l'idea di mangiare una cosa contenente sugna, ovvero strutto, ovvero grasso di maiale mi ha sempre dato una profonda repulsione...
Però, era da un po' che pensavo di tentare di rendere vegan questa ricetta, sicuramente una delle più toste da modificare in quanto contenente, oltre alla suddetta sugna, una quantità spropositata di formaggi e di salumi misti. Diverse napoletane veg* di mia conoscenza mi hanno lanciato la "sfida" ed io l'ho accolta, facendo quel che potevo; a testimoniare la riuscita della ricetta, la parola di mio padre e la manifesta ingordigia di mia madre...
Ovviamente mancano le tradizionali uova sode, i miracoli ancora non li faccio!

Ingredienti per la pasta: 500 g di farina 0, 1 cubetto di lievito di birra, 50 g di burro di soia o margarina non idrogenata, 1 cucchiaio raso di sale e uno di pepe nero macinato.
Per il ripieno: una confezione di panna di soia (o, se volete strafare, 200 g di mozzarella affumicata di soia), 1/2 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di pepe nero macinato, 200 g tra affettati vegetali, wurstel vegetali, oppure seitan.

Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida; mescolate alla farina il burro di soia o margarina, sale, pepe e il lievito sciolto nell'acqua. Aggiungete acqua quanto basta per ottenere una pasta morbida e ben amalgamata. Lasciatela crescere, coperta e al riparo da correnti d'aria, finché raddoppierà di volume (due ore circa).
Nel frattempo, se usate la mozzarella di soia tagliatela a scagliette; preparate gli affettati vegetali, riducendo i wurstel a dadi e le fette a quadretti (io ho usato degli avanzi di bresaolina e affettato roast del Muscolo di grano che avevo congelato qualche tempo fa). Se non avete a disposizione nessun prodotto pronto, usate semplicemente il seitan: tagliatelo a piccoli dadi e insaporitelo per una notte con un cucchiaio di salsa di soia diluito in acqua tiepida e spezie a volontà (pepe e rosmarino, soprattutto); poi scolatelo e soffriggetelo in una padella ben unta, finché i pezzetti inizieranno ad asciugare.
Quando la pasta sarà cresciuta, stendetela allo spessore di 1 cm; formate un rettangolo e cospargete la superficie con gli affettati vegetali, la panna o mozzarella di soia, pepe e sale. Arrotolate la pasta e adagiatela in uno stampo da ciambella (col buco centrale) unendo le estremità. Ponetelo di nuovo a crescere, coperto, per circa due ore. Infornate a 160° per 10 minuti e a 180° per circa 20 minuti.

Per dare colore all'impasto potete aggiungere un po' di curcuma o zafferano all'acqua in cui avrete disciolto il lievito... la mia fotografia non è granché, ma il sapore... uau!

24 marzo 2008

Istruzioni latti vegetali

Finalmente! Mi hanno aiutata a tradurre le istruzioni per fare il latte di riso e di semi che erano allegate alla Sojafit! Purtroppo però, per ottenere questo tipo di latte serve un cestello filtro diverso, a trama larga, chiamato filtro B, che non è incluso nella confezione del mio apparecchio (come invece accadeva in precedenza). Un'altra persona che ha comprato la Sojafit e non ha ricevuto il secondo filtro ha scritto per avere spiegazioni, e questa è stata la risposta:

We are really sorry, but the machine you bought was only offered for making soya milk. Some time ago this machine was sold with a second filter B. But this filter is no more deliverable, therefore we did not mention the second filter in our ebay offer. This second filter is only necessary if you want to make rice or nut milk. To make soya milk it is not necessary. You can try to make other milk than soya milk with this machine but we give no guarantee. It can happen that the milk overcook. In case you want to try stay beside the machine during procedure and in case of overcooking interup energy. Best regards Soja-Fit

In pratica adesso vendono questa macchina solo come "macchina per il latte di soia", mentre qualche tempo fa la vendevano col filtro B (per latte di riso e di noci), che però non è più disponibile. Quindi, o ci si accontenta di fare solo il latte di soia, o si può provare con riso e noci, ma il risultato non è garantito... Io ho preparato il latte di riso, col filtro A, e mi ha intasato l'apparecchio, così ho dovuto staccare la corrente e ho faticato un po' a scrostare tutto perché si stava bruciando. Il latte è venuto, ma che disastro!
Adesso sto cercando di capire se si può comprare il cestello a parte... e se anche con il latte di noci succede questo guaio (col riso posso capirlo, a causa dell'amido, ma con le noci non dovrebbe succedere); nel frattempo, queste sono le istruzioni tradotte, utili anche per chi il latte lo fa a mano.

Versare nel filtro il riso e l'altro ingrediente; riempire d'acqua la brocca fino al livello indicato; inserire la spina e programmare la modalità 2. Non è necessario l'ammollo degli ingredienti, ma è consigliato per un risultato ottimale.
Nota: il programma 2 (necessario per la soia secca) dovrebbe comunque cuocere; quindi, se volete preparare il latte di semi a crudo, dovete usare il programma numero 4, che trita soltanto. Vi consiglio di sciacquare bene i semi, prima di utilizzarli.

1) Latte di sesamo.
Ingredienti: 80 g di sesamo, 80 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore. Mettere nel filtro B sesamo e riso; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

2) Latte di arachidi.
Ingredienti: 50 g di arachidi, 60 g di riso.
Procedimento: come sopra.

3) Latte di noci.
Ingredienti: 30 g di noci della california, 70 g di riso.
Procedimento: come sopra.

4) Latte di riso.
Ingredienti: 80 g di riso bianco.
Procedimento: come sopra.

5) Latte di fagiolini (ehm... grune bohnen sono i fagiolini, confermate?)
Ingredienti: 40 g di fagiolini, 40 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore e i fagiolini per 5/6 ore. Mettere nel filtro B; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

6) Latte di soia.
Ingredienti: 30 g di fagioli di soia, 70 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore e la soia per 5/6 ore. Mettere nel filtro B; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

7) Latte di noci e arachidi.
Ingredienti: 20 g di noci, 40 g di arachidi, 40 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore. Mettere nel filtro B; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

8) Latte di sesamo e arachidi.
Ingredienti: 30 g di sesamo, 30 g di arachidi, 30 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore. Mettere nel filtro B; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

9) Latte di mandorle e arachidi.
Ingredienti: 50 g di mandorle, 40 g di arachidi, 60 g di riso.
Procedimento: tenere in ammollo il riso per 2/3 ore. Mettere nel filtro B; inserire la spina e scegliere la modalità 2.

Questo è quanto... adesso si prosegue con le prove e... se per caso vi avanza un cestello filtro B (o sapete dove comprarne uno) fatemelo sapere!